baita

«È successo di tutto». Lo diceva a proposito del traforo veronese delle Torricelle già nel 2011, quando ancora molto doveva in realtà succedere (l’opera è ancora oggi irrealizzata), l’ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita, arrestato poi nel 2013 nell’ambito del maxi processo sulle tangenti del Mose. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, dalle intercettazioni recentemente messe a disposizione dagli inquirenti del Mose emerge che l’allora presidente del colosso delle costruzioni era interessato all’opera veronese già nel 2011.

A gennaio 2012 Baita apprende che «Unicredit è disposta a finanziare il project», in marzo si parte con lo studio del traffico (realizzato dal direttore tecnico di Mantovani, Gianfranco Zoletto) e successivamente si ragiona sugli indici di redditività dell’opera: «1,43 che è quasi bancabile». L’impegno di Mantovani è tale da permettergli di vantarsi, nel maggio di quell’anno, con la segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, di aver «salvato le chiappe» all’ad di Technital, una delle società che fanno parte della cordata promotrice del progetto, Massimo Raccosta.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/08/23/verona-le-intercettazioni-di-baita-sul-traforo/