ECUMENÌADE DA ASSISI A GERUSALEMME: PRELUDIO AL «VAE, VAE, CIVITAS (Ap XVIII)?

babilonia

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Vi è il momento storico, descritto da San Paolo, in cui tutti hanno ugualmente peccato in rapporto al Verbo di Dio rivelato: può non essere questo che si vive oggi con la contaminazione religiosa provocata dalla generale apostasia delle nazione una volta cristiane? Un’apostasia che resta decisamente marcata dall’adulterio ecumeno-ecologista vissuto con la nuova «religione di Assisi», ormai consolidata nel suo globale abominio, dilagante e infestante.

Ma l’apostasia di quella Roma che si presenta ancora come nuova Israele, la Chiesa Cattolica, viene, come in uno specchio, ripetuta in modo simile nella vecchia Gerusalemme aperta agli idoli. Quale sarà il risultato di quanto è offesa a Dio e si ripete ovunque con la scusa di arrivare alla miglior convivenza, alla sicurezza e alla pace. Quale pace avranno?

Conferenza interreligiosa di capi spirituali orientali e giudei

Per la prima volta nella storia di Israele, il Ministero degli Affari Esteri di Israele, in collaborazione con l’American Jewish Committee e il Consiglio mondiale dei leader religiosi ha tenuto una conferenza presso l’Università Ebraica di Gerusalemme per creare un partenariato tra le grandi religioni orientali e l’ebraismo: «Antiche tradizioni, realtà contemporanee – un incontro dei leader religiosi di Israele-Asia». Tale conferenza pionieristica, ha avuto luogo tra il 11 e il 15 settembre, e ha visto la partecipazione di 20 importanti personalità spirituali delle grandi religioni orientali: induismo, buddismo, taoismo, religione Sikh, il giainismo, shintoismo, zoroastrismo, a cui parteciparono israeliani, inclusi rabbini da tutti i rami del giudaismo.

La conferenza interreligiosa a Gerusalemme, ufficialmente sponsorizzata dal governo israeliano apre formalmente Israele alla spiritualità orientale. Gli altri due principali sponsor sono: Il Consiglio Mondiale dei Leader Religiosi, che si descrive come “un appello alle Nazioni Unite e alle sue agenzie nel mondo, gli stati-nazione e altre organizzazioni internazionali, offrendo saggezza e risorse collettive di tradizioni religiose per risolvere gravi problemi globali.”

La conferenza ha affrontato problemi e le preoccupazioni comuni per i leader spirituali di Israele e della religioni orientale: Lo scopo della religione nella società moderna, la protezione dei pianeta Terra, i diritti individuali e una società giusta e il posto di leadership religiosa nel progresso del benessere globale e della pace. I leader religiosi hanno incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Gli ebrei diventano ora noti per la loro attrazione verso la spiritualità orientale, che porta all’invenzione del termine “Bhu-ebrei” (BU-ebrei), riferito agli ebrei che praticano il Buddismo. Non dimostra ciò che gli ebrei restano spiritualmente affamati? Dopo aver sperimentato l’attrazione per il buddismo e altre religioni orientali, come accade in Europa tempo fa, dove andranno? Una unione tra ebraismo e altre religioni orientali può portare qualche risposta spirituale? Quale Dio è quello delle religiosità globale? Induismo, Buddismo, Taoismo, religione Sikh, giainismo,  shintoismo, zoroastrismo, possono essere sufficienti a soddisfare il loro spirito e salvare? Continueranno a escludere proprio la Fede nel Messia rivelato nel loro Antico Testamento, il Verbo di Dio incarnato, che è nato, insegnato e fatto miracoli in quelle terre? Ma c’è di peggio!

Denuncia dell’apostasia di Assisi che compie 30 anni

Lettera di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità San Pio X, inviata a sette cardinali per la condanna della giornata di preghiera per la pace promossa da Giovanni Paolo II ad Assisi per il 27 ottobre 1986

Ecône, 27 agosto 1986

Eminenze,

Di fronte agli eventi attuali nella Chiesa e di cui Giovanni Paolo II è autore, in previsione di ciò che si propone di fare a Taizé e a Assisi nel prossimo mese di ottobre, non posso fare a meno di indirizzarmi a voi per supplicarvi, in nome dei numerosi sacerdoti e fedeli, di salvare l’onore della Chiesa umiliata come non lo è mai stata nel corso della sua storia.

I discorsi e gli atti di Giovanni Paolo II al Togo, in Marocco, in India, alla sinagoga di Roma, suscitano nei nostri cuori una santa indignazione.

Cosa possono pensare di questo i Santi e le Sante dell’Antico e del Nuovo Testamento? Cosa farebbe la Santa Inquisizione se esistesse ancora? È il primo articolo del Credo e il primo comandamento del Decalogo che sono derisi pubblicamente da colui che è seduto sulla Cattedra di Pietro. Lo scandalo è incalcolabile nelle anime dei cattolici.

La Chiesa è scossa nelle sue fondamenta. Se la fede nella Chiesa Cattolica, unica arca di salvezza sparisce, è la Chiesa stessa che scomparirà. Tutta la sua forza, tutta la sua attività soprannaturale ha per base questo articolo della nostra fede.

Giovanni Paolo II continuerà a rovinare la fede cattolica, pubblicamente, in particolare ad Assisi, con il corteggio delle religioni previsto nelle strade della città di San Francesco, con la ripartizione delle religioni nelle cappelle e nella Basilica perché vi esercitino il loro culto in favore della pace come è concepita all’O.N.U. È questo che è stato annunciato dal Cardinale Etchegaray, incaricato di questo abominevole Congresso delle Religioni.

Come è possibile che nessuna voce autorizzata si elevi nella Chiesa per condannare questi peccati pubblici? Dove sono i Maccabei? Eminenze, per l’onore del solo vero Dio, di Nostro Signore Gesù Cristo, protestate pubblicamente, venite in aiuto ai vescovi, ai sacerdoti, ai fedeli rimasti cattolici.

Eminenze, se mi sono rivolto a voi è perché non posso dubitare dei vostri sentimenti in proposito. Questo appello lo indirizzo ai Cardinali di cui troverete i nomi in questa lettera, in modo che, eventualmente, possiate agire insieme. Che lo Spirito Santo vi venga in aiuto Eminenze, e vogliate gradire l’espressione dei miei sentimenti fraternamente devoti in Christo et Maria.

+ Marcel LEFEBVRE, Arcivescovo-Vescovo emerito di Tulle.

Nel Magistero sono i termini chiari di questa rottura rovinosa

“Persuasi [questi partecipanti e organizzatori] che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sullafalsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa,manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio.” (Pio XI, Mortalium animos)

*   *   *

E nella nuova Roma si sono chiesti se sarebbero andati avanti con quelle iniziative temerarie senza una rottura coi cattolici tradizionalisti. Solo due risposte, piuttosto isolate, si sono appena sentite allora sul perfido inganno. Oggi? Nessuna.

  •     « Roma ci ha fatto chiedere se abbiamo l’intenzione di proclamare la nostra rottura con il Vaticano in occasione del congresso di Assisi. A noi sembra piuttosto che la domanda dovrebbe essere la seguente: Credete e avete l’intenzione di proclamare che il Congresso di Assisi consumi la rottura delle Autorità romane con la Chiesa Cattolica? Perché è proprio questo che preoccupa coloro che sono ancora cattolici.
  • In effetti, è ben evidente che a partire dal Concilio Vaticano II il Papa e gli Episcopati si allontanano sempre più nettamente dai loro predecessori. Tutto ciò che è stato messo in opera dalla Chiesa nei secoli passati per difendere la fede, e tutto ciò che è stato compiuto dai missionari per diffonderla, fino al martirio, è ormai considerato come un errore di cui la Chiesa dovrebbe scusarsi e per il quale dovrebbe farsi perdonare.
  • L’attitudine degli undici papi che dal 1789 al 1985 hanno condannato la rivoluzione liberale, con documenti ufficiali, è considerata come «una mancanza di comprensione del soffio cristiano che ha ispirato la Rivoluzione». Da qui il voltafaccia completo di Roma a partire dal Vaticano II, che ci ha fatto ripetere le parole rivolte da Nostro Signore a coloro che stavano per arrestarlo: Haec est hora vestra et potestas tenebrarum(Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre) (Lc XXII 52-53).
  • Adottando la religione liberale del protestantesimo e della Rivoluzione, i princìpi naturalisti di J. J Rousseau, le libertà atee della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, il principio della dignità umana senza più alcun rapporto con la verità e la dignità morale, le Autorità romane voltano le spalle ai loro predecessori e rompono con la Chiesa Cattolica, esse si mettono al servizio dei distruttori della Cristianità e del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.
  • Gli atti attuali di Giovanni Paolo II e degli Episcopati nazionali illustrano di anno in anno questo cambiamento radicale della concezione della fede, della Chiesa, del sacerdozio, del mondo, della salvezza che si ottiene con la grazia.
  • Il colmo di questa rottura con il magistero anteriore della Chiesa si è raggiunto ad Assisi, dopo la visita alla sinagoga. Il peccato pubblico contro l’unicità di Dio, contro il Verbo Incarnato e la Sua Chiesa, fa fremere d’orrore: Giovanni Paolo II che incoraggia le false religioni a pregare i loro falsi dei: scandalo incommensurabile e senza precedenti.
  • Noi potremmo riprendere qui la nostra dichiarazione del 21 novembre 1974, che rimane più attuale che mai. Noi, che restiamo in modo indefettibile attaccati alla Chiesa Cattolica Romana di sempre, siamo obbligati a constatare che questa religione modernista e liberale della Roma moderna e conciliare si allontana sempre più da noi che professiamo la fede cattolica degli undici papi che hanno condannato questa falsa religione.
  • La rottura non viene dunque da noi, ma da Paolo VI e da Giovanni Paolo II, che rompono con i loro predecessori. Questo rinnegamento di tutto il passato della Chiesa attuato da questi due papi e dai vescovi che li imitano è un’empietà inconcepibile ed una umiliazione insostenibile per coloro che restano cattolici nella fedeltà a venti secoli di professione della stessa fede.
  • Noi consideriamo, dunque, come nullo tutto ciò che è stato ispirato da questo spirito di rinnegamento: tutte le riforme postconciliari e tutti gli atti di Roma che sono compiuti con questa empietà.
  • Noi contiamo nella grazia di Dio e nel suffragio della Vergine fedele, di tutti i martiri, di tutti i papi fino al Concilio, di tutti i Santi e le Sante fondatori e fondatrici degli ordini contemplativi e missionari, perché ci vengano in aiuto nella rinascita della Chiesa con la fedeltà integrale alla Tradizione.

Buenos Aires, 2 dicembre 1986.

  1. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre, Arcivescovo emerito di Tulle
  2. Ecc. Mons. Antonio de Castro Mayer, Vescovo emerito di Campos, in perfetto    accordo con la presente Dichiarazione

Ezechiele – il terribile giorno del Signore (7, 1-27)

Ecco il vuoto che rimane a causa di questa ostinazione già stigmatizzata nelle profezie passate, nelle quali oggi s’inquadrino in pieno questa Roma adultera e le nazioni immerse nell’impero delle tenebre e del terrorismo per aver apostatato dal Cristianesimo, non sono fuori neanche quelli che si dicono seguaci dei due Vescovi, ma restano silenti come i morti.

«Mi giunse la parola del Signore:  «Figlio dell’uomo, riferisci: così dice Dio, mio Signore, alla terra d’Israele: la fine! E’ giunta la fine sui quattro angoli della terra. Ormai la fine è giunta sopra di te; effonderò il mio sdegno su di te, ti giudicherò secondo la tua condotta, ti rinfaccerò tutte le tue abominazioni. E il Mio occhio non avrà riguardo per te, non ti userò misericordia; ma ti rinfaccerò la gravità dei tuoi trascorsi, le tue abominazioni saranno trattate come meritano, e così riconoscerete che io sono il Signore».

«Così dice Dio, mio Signore: «Ecco, una sciagura dietro l’altra è giunta! La fine è giunta, è giunta la fine; incombe su te; eccola giunta. E’ giunta la sventura su di te, abitante della terra; è giunta l’ora, vicino è il giorno del fragore della mischia e non dell’ovazione su pei monti! Tra poco, riverserò il mio furore sopra di te, compirò la mia ira contro di te e ti giudicherò secondo la tua condotta e ti rinfaccerò tutte le tue scelleratezze. Il mio occhio non avrà compassione, non avrò misericordia, ma farò pesare i tuoi trascorsi su di te e rimarranno in te solo le tue abominazioni. Riconoscerete che sono Io, il Signore, a colpire.

«Ecco il giorno, eccolo giunto. E’ spuntata la sventura, la verga ha fiorito, la superbia ha germogliata. L’iniquità s’è rizzata come verga dell’empietà: non resterà più nessuno, né di essi, né del popolo, né della risonante folla; più nessuna requie sarà data ad essi. I tempo viene, il giorno è vicino; chi compra non si rallegri e chi vende non si rattristi, perché la furia incombe su tutto il popolo. Perché, chi vende non torna alla merce venduta, sua vita durante; e la parola fatidica annunziata a tutta la sua tumultuosa moltitudine non sarà rivocata; e nessuno con l’iniquità della sua la vita si metterà al sicuro.

«Suonate la tromba, ciascuno si metterà sull’attenti, ma nessuno andrà alla guerra perché la Mia furia incombe sopra tutta la sua tumultuosa moltitudine. La spada fuori, la peste e la fame in casa, chi è in campagna muore di spada e chi è in città lo consuma la fame e la peste. Si salveranno quei che cercheranno scampo con la fuga e saranno sui monti come colombe tubanti, tutti tremanti dallo sgomento che a ciascuno incute la propria colpa. Tutte le braccia si snervano e le ginocchia si sciolgono. Si avvolgono nel sacco, li copre l’orrore, la vergogna è su ogni faccia, e ogni testa è rasata. Il loro argento sarà gettato via, e il loro oro nell’immondizia. Oro e argento non li possono salvare nel giorno dell’ira del Signore; non sazieranno la loro gola e non riempiranno il loro ventre con quello che è stato per essi la causa di peccato! Del più splendido ornamento hanno fatto un oggetto di arroganza e se ne sono fatte immagini inique: i loro abominevoli idoli e simulacri; per questo glielo butto nell’immondizia. E lo darò in preda agli stranieri, come bottino agli empi della terra che profaneranno tutto. Distoglierò il Mio volto da loro e quelli profaneranno il mio recondito luogo, vi entreranno i predoni e lo profaneranno. Appresta la catena perché la terra è piena di attentati sanguinarie e la città è piena di delitto. Farò giungere le peggiori delle genti che si impossesseranno delle loro case; farò cessare l’arroganza della loro forza e i loro santuari darò in possesso ad altri.

«Al sopraggiungere dell’orrore; cercheranno la pace, ma invano. Sopraggiunge una calamità dietro l’altra, cattive notizie una dietro l’altra. Invano cercheranno le previsione dai profeti e la legge verrà a mancare al sacerdote, e il consiglio agli anziani! Il re sarà in lutto e il principe è coperto di squallore e le braccia della popolazione paralizzati. Li tratterò secondo il loro modo di operare li giudicherò e secondo le loro norme di giudicare li giudicherò; e riconosceranno che sono Io, il Signore».

 

 

23 Risposte

  • Ero ad Assisi nell’ottobre dell’86 a contestare l'”evento ecumenico”, in tutto una trentina di persone. Intervenne la DIGOS strappando e poi sequestrando i volantini che distribuivamo. Ne parlammo agli amici del giro. Evidentemente molti non capirono o fecero finta di non capire. Ora giungono telefonate di fedeli indignati, gli stessi “finti tonti” di allora. Che dire? forse se qualcuno non si fosse tirato indietro al tempo, con la solita scusa del linguaggio estremista, probabilmente non saremmo giunti a simili assurdità…ma c’è ancora il tempo di rimediare.

  • Cos’è che blocca tutto; cos’è che mobilita perfino la DIGOS senza dover chiedere, cos’è che lascia ingessato un Cardinale come Silvio Oddi, già Prefetto della Congregazione del Clero, di fronte alla profanazione nella chiesa di San Pietro di cui era tirolare ad Assisi? Sì perché è stato lui stesso a raccontarlo a 30 Giorni di non aver fatto niente quando il sacerdote di quella Chiesa urlava indignato di vedere il crocefisso rimosso dall’altare per far posto al budha, mentre interveniva la polizia per fermarlo. Cos’è se non la parola chiave:- lo desidera (senza chiederlo) sua santità! Tanto il demonio non aveva e non ha bisogno di parlare.

  • Rimasi colpito e deluso – io che conobbi il cardinal Siri al tempo dei miei studi a Genova presso I Fratelli Maristi dello Champagnat – nell’apprendere che il cardinale, ritenuto tosto e duro, non aveva obiettato alcunché alle eresìe contenute nei documenti del Vat. II, per non agitare, disse lui, ulteriormente le acque. Cosa che si ripeté quando si defilò dall’appello dei Lefebvre.

  • Che tristezza! Avrebbe vinto la vera Chiesa da subito e invece si guardi al macello, una serie di opinioni clericali, che si combattono, elevate a potenza dogmatica e… in assenza di giurisdizione!!!!!!!!!!! Missachenevedremo ancora di brutti orrori per decidere questi signori a ragionare. Intanto che si vive nel paganesimo in casa e fuori, genitori contro figli e viceversa, fratello contro sorella ecc.

  • Capisco Luciano. Io giunsi a Genova nel 1969 da Torino; nell’ambiente girava la fama del Siri Tradizionalista, infatti a Torino, l’Arcivescovo era Michele Pellegrino uno dei peggiori progressisti. Iniziai ad andare a messa in San Lorenzo dove il cardinale celebrava alle 11 di domenica. Per me fu un colpo, Siri celebrava la messa in latino con a fianco il “gentiluomo di spadino” con tanto di cappa e spada del ‘500 oltre ad avere un nutrito stuolo di servienti impeccabilmente vestiti “more antiquo”. Per non dire dei canti tutti in gregoriano. Nelle chiese la chitarra era bandita, cosi erano pochissimi i “nuovi tavolacci”. Potete capire il mio entusiasmo di fronte alle schifezze di Torino. Con l’andare del tempo affinai l’orecchio; la messa in Cattedrale era sì in latino, ma era la traduzione di quella del NOM seguita alle indicazioni del concilio. Insomma, di tradizionale c’era tutto TRANNE L’ESSENZIALE. Infatti in nessuna chiesa di Genova si celebrava la messa di San Pio V, tranne in Provincia, cioè a Masone che apparteneva però alla diocesi di Acqui, dove un vecchio parroco la recitava.

  • Un giorno pubblicherò una lettera di Siri a un prete tradizionalista che chiedeva di essere incardinato a Genova per poter celebrare la Santa Messa di sempre. La risposta è deludente, non solo risponde che ci sono altri problemi più importanti e che non c’è da attaccarsi troppo alla Messa, ma che non può incardinarlo perché l’«assemblea» dei preti non sarebbe d’accordo.
    Inoltre, nelle sue memorie pubblicate nel libro «il papa non eletto» (Benny Lai) riferisce quasi come uno scherzo la supplica del Patriarca Tappouni afrfinché accettasse la sua elezione sennò la Chiesa sarebbe perduta. La narrazione poi che ha fatto al Marchese de la Franquerie di quell’orribile conclave – che pubblicai allora su Chiesa Viva – terminava dicendo – ma non posso dire altro a causa del segreto! Ecco il segreto di un conclave violato e mai denunciato da Siri.

  • Personalmente non credo alla vicenda di Gregorio XVII; l’unica cosa che so per certa è che disse ad un suo stretto collaboratore che se fosse stato eletto, (ma non ricordo se era il tempo di Luciani o Woijtila, oppure fuori da tale contesto di conclave) avrebbe voluto come nome Gregorio XVII. Peraltro predisse che dopo la morte di Luciani sarebbe stato eletto uno dei due polacchi. Siri temeva come la peste i preti tradizionalisti; furono molti i seminaristi che si rifiutò di ammettere al seminario del Righi; la scusa era quella di essere attaccato dai giornalisti.

  • Siri fu la quintessenza del peggior clericalismo. Quanti epigoni ha avuto ed ha, Dio solo lo sa! Conoscono molto bene la Verità ma in loro prevalgono la pavidità e la necessità del mantenimento dei privilegi di “casta”. Di qui la dissimulazione, le mezze bugie, l’ipocrisia, i pizzi e i merletti senza l’ ESSENZIALE, la falsità, la doppiezza, l’uso dell’autorità coi deboli e la compiacenza colpevole coi forti. Il silenzio quando è d’obbligo parlare. Il parlare inutile quando non serve o al traino di altri. L’occuparsi di faccende temporali che non competono per far le prime donne. Cavalcare come propri i meiti altrui. Essere ammaliati dal Vitello d’Oro dissimulando carita’. Sepolcri imbiancati! L’autoreferenzialità per mascerare una Fede strana, quasi fai da te. Quanti danni dai chierici indegni e quante anime si portano all’inferno!! Guai ai conservatori che sono solo progressisti col freno a mano tirato!

  • Intervista proibita? Anche senza rileggerla oggi, mi ricordo di molto di quanto ha detto… e non ha detto, perché anche lui voleva vedere il «papa» Paolo 6 e poi Giovanni Paolo 2º e ci è riuscito, per cosa? Nel secondo caso è stato messo di fronte alla realtà dal card. Seper che ha messo il dilemma, mai risolto dal vescovo: se la messa di Paolo 6º è eretizzante, come dite, poiché un papa non può promuovere un rito pericoloso per i fedeli, o il rito è buono o Paolo 6º non è papa. Lo stesso si dica da un «concilio ecumenico»: se è eretizzante come è provato, chi lo promuove non è papa; dire che il «CONCILIO« FU CONVOCATO LEGITTIMAMENTE MA ALLO SCOPO DI PROPAGARE LE ERESIE, è frase contraddittoria su cosa sia legittimità: di PROPAGARE LE ERESIE?
    Intervista proibita? Forse, ma questa affermazione se la poteva risparmiare per evitare il seguito con i suoi eredi, irretiti da confusioni sempre più inestricabilmente grottesche!

  • Infatti. In quel periodo non riscii mai capire il motivo per cui fu indetto il concilio; neppure i preti riuscivano a capirlo.

  • Che il concilio sia stato convocato legittimamente va inteso nel solo senso procedurale, burocratico, diciamo, con i bolli canonici a posto. Che poi sia stato connotato dalla “pastoralità” con l’abominevole deriva eretica è cosa diversa.

  • La precisazione è giusta e vale anche per il conclave che ha eletto Roncalli. Il punto cruciale è che fin là è scelta umana. Il giudizio di Dio rimane velato finché non sarà riconosciuto dai cattolici nel risultato di tale elezione e opera umana la rottura nei disegni divini per la Chiesa. Se è per degradarla, Dio che legge nei cuori dei chierici modernisti, non ha dato il potere pontificale ad G23, che avrebbe convocato un concilio di perdizione. Allora, riguardo al male che il Signore prevedeva, noi, poveri uomini, siamo riusciti a riconoscere in ritardo. La Bolla Cum ex definisce questo ritardo, che va riparato. Chi non vuole riconoscere che quel conclave era nullo così come tutto il suo seguito, addossa implicitamente la colpa della demolizione della Chiesa a Dio stesso. Ecco il cruccio che tormentò l’animo e tutto l’apostolato di mgr Lefebvre. Oggi, ben pochi ne hanno coscienza.

  • Accorgersi in ritardo del male è cosa comprensibile perché coloro che ti propinano il veleno sono usi mescolarlo con essenze o elementi gradevoli. Non fu così anche per Eva? L’importante è che, avendolo avvertito, lo si combatta “usque ad effusionem sanguinis”. E noi lo combattiamo.

  • Se il ‘giorno si vede dall’alba’ stiamo vivendo una lunga, lunghissima ‘giornata no’.
    Forse sarebbe più giusto ricordare una delle tante indimenticabili frasi di Eduardo de Filippo:” Adda passà ‘a nuttata” .
    “Conferenza interreligiosa di capi spirituali orientali e giudei”. Egregio arai, non posso condividere il suo forse speranzoso dubbio che si cela dietro alla frase: “Gli ebrei diventano ora noti per la loro attrazione verso la spiritualità orientale…….. Non dimostra ciò che gli ebrei restano spiritualmente affamati? “
    Leggendo il Talmud, che è il solo testo al quale i kazari- mongolo-ebrei si ispirano, si rileva che l’unica fame che li divora è quella del dominio mondiale, basato su uno sterminio di massa per esercitarlo, ma sopra ogni cosa LA DISTRUZIONE DEL CRISTIANESIMO e conseguentemente dei cristiani.
    Mi creda egregio, non c’è nessuna attrazione per le ‘filosofie’ orientali, se non quella di fare massa nella cavalcata anti-cristiana dettata dall’ecumenismo così ferocemente propugnato dal gesuita massone-illuminato- (guardate la spilla che porta sul pallio!), l’ l’argentino assurto a guida (verso l’inferno) di una Chiesa cristiana già quasi totalmente deragliata.
    In tedesco una famosa frase poco usata adesso perché cita il diavolo, (che non esiste, vero?) dice: “In der Not frisst der Teufel auch die Fliegen-Nel bisogno il diavolo mangia anche le mosche” penso si adatti alla situazione da lei descritta.. Inoltre in Israele il 90% della popolazione è atea e i Rabbini, tranne lo sparuto gruppo dei Neturei Karta, fanno politica e affari…
    E’ bene che ci confrontiamo sulla pessima situazione presente, come si deduce anche dai commenti di parecchi altri siti ‘cattolici’ o in ‘area cattolica’, ma sarebbe anche meglio se andassimo a combattere nel vero senso della parola dovunque sappiamo che è necessario, dovessimo anche morire. “Contessa, cos’è mai la vita? E’ l’ombra di un sogno fuggente. La favola breve è finita, il ‘ ‘vero immortale è l’AMOR”. Tutta la meravigliosa creazione, l’incarnazione, la vita, la passione e la risurrezione di Cristo sono UN SOLO GRANDE ATTO D’ AMORE al quale siamo chiamati a rispondere.

  • Caro Jade, “Conferenza interreligiosa di capi spirituali orientali e giudei”. Egregio arai, non posso condividere il suo forse speranzoso dubbio che si cela dietro alla frase: “Gli ebrei diventano ora noti per la loro attrazione verso la spiritualità orientale… Non dimostra ciò che gli ebrei restano spiritualmente affamati? “
    Ora, la scelta della «spiritualità orientale del buddismo è già ateismo. Ma che molti ebrei restino spiritualmente affamati, malgrado leggendo il Talmud, lo credo; a chi manca il Vangelo ripiega sopra ogni altra cosa e la stessa voglia di DISTRUZIONE DEL CRISTIANESIMO è un ripiego esistenziale. La vera innata e immortale spiritualità è l’AMOR”. Tutta la meravigliosa creazione, l’incarnazione, la vita, la passione e la risurrezione di Cristo sono UN SOLO GRANDE ATTO D’AMORE al quale tutti gli uomini, prima o poi, sono chiamati a rispondere. Mi ricordo di una pagina speciale del giudeo ateo di talento Arthur Koestler, in cui fu chiamato alla luce; la rifiutò. È morto suicida insieme alla terza moglie.

  • Per chiedere «a Papa Francesco una parola di chiarezza che dissipasse la confusione…» Ma se è questa la confusione: – chiedere a un anticristo di rinnegare le sue intenzioni: cioè affossare la fede della Chiesa descritta sotto, per accogliere un’operazione ecumenista e mondialista che va oltre Peres…

  • Per me è importante, per chiarire i termini. Si era già capito che le uniche speranze venissero di là, onde chiarire la gravissima situazione , che ormai perdura da troppo. La FSSPIOX dovrebbe firmare perché è unita al papa eretico. L’IMBC dovrebbe firmare perché lo ritiene un papa materiale. A meno che si preferisca il gallicanesimo ma allora è eresia conclamata. Chi sta agendo pare animato da sincere intenzioni e non si vedono altre soluzioni. Gli unici che non dovrebbero firmare sono coloro che la pensano come me, sedevacantisti totali, ma non è una soluzione in quanto costui siede sul trono di Pietro, volenti o nolenti e va tolto di là. E quindi io firmo ed invito a firmare: che la cosa si chiarisca infine. Inoltre io non posso avere la sicurezza al 100% di cosa è successo e di come siano le cose (oltre l’eresia manifesta pubblica formale…). Ancora : siamo tutti Chiesa Cattolica e non sette protestanti autocefale, loro come me o forse più di me.

  • Inoltre non è rivolta al papa come lo fu la supplica, è una dichiarazione di cattolicità oltre i vari steccati e recinti, mai voluti da Ns Signore, perché la Chiesa è UNA soltanto e non sarà mai appannaggio della Fraternità o dell’Istituto o di altri.

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