19 settembre 2016 | Autore: Marco Milioni

C’è anche una conoscenza vicentina, l’ex vicepresidente di BpVi Andrea Monorchio nelle carte di «Mammasantissima», una delle inchieste più scottanti che sottende ai rapporti tra ‘ndrangheta, massoneria e pezzi di altissimo livello dello Stato. Lo rivela l’Espresso in edicola ieri che dedica alla vicenda uno speciale di sei pagine fitto di circostanze e relazioni esplosive. Il nome di Monorchio, non indagato peraltro, compare all’inizio del servizio firmato da Gianfrancesco Turano pubblicato a pagina 42: «… Nelle carte figurano anche Angela Napoli, già membro della Commissione antimafia, l’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio» che secondo il braccio destro dell’ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti «… era il suo consigliere». La cosa singolare è che il nome di Monorchio, anzi di suo figlio (anche questo non indagato), carambola nel retroscena della maxi inchiesta della magistratura toscana che l’anno scorso portò all’arresto di figure di primissimo piano nel mondo delle commesse pubbliche (che assieme a quello delle concessioni pubbliche è da sempre vischioso), tra cui il dominus delle Infrastrutture Ercole Incalza (le cui propaggini arriverebbero sino allo Ior)e il progettista Stefano Perotti. Il quale, tanto per rimanere nel recinto delle vicende venete sino al momento dell’arresto era il direttore dei lavori della Pedemontana Veneta. Tuttavia l’inchiesta de l’Espresso, porta in dote principalmente una rilettura delle connessioni tra ambienti dello Stato, apparati più o meno deviati, massoneria, logge deviate e mafie varie: un caleidoscopio delle opacità che fornisce non solo uno spaccato del vero potere, ma una disamina sulla sua natura ultima. Che ha nella pervasività e nella sua privilegiata unicità il tratto distintivo, cangiante, perenne ed ineffabile.

 

 

Fonte: http://www.lasberla.net/index.php/2016/09/mammasantissima-tra-potere-pervasivo-ed-eco-venete/