Grandi opere, 31 arresti per Tav e Salerno-Reggio

Corruzione e grandi opere, indagati il figlio di Lunardi e quello di Monorchio Corruzione e associazione a delinquere negli appalti di A3, Terzo valico e il Mover di Pisa. In manette Monorchio jr, indagato il figlio di Lunardi

La vecchia tangente questa volta non c’è: nell’inchiesta romana che ha portato a 21 arresti la corruzione si alimentava con le assegnazioni dei lavori.

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Sono ventuno gli arresti nell’inchiesta della procura di Roma sugli appalti dell’alta velocità. Quattordici, invece, quelli richiesti dai pm di Genova. Due inchieste collegate. E tra le persone coinvolte spuntano il figlio dell’ex ministro dei trasporti e quello dell’ex ragioniere generale dello Stato (di Monorchio, illustre membro della C3 International, parlò il nostro Matteo Castagna su www.vvox.it del 2/8/2016)

Ci sono anche due figli illustri nell’inchiesta della procura di Roma per gli appalti sulle grandi opere. Tra gli indagati per corruzione compaiono infatti Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro e attuale responsabile di Rocksoil, l’azienda di progettazione di cui è proprietaria la famiglia Lunardi, e Gian Domenico Monorchio, figlio dell’ex Ragionere generale dello stato, accusato di corruzione ma non del reato associativo.

Fondamentale, secondo l’accusa, anche il ruolo di Michele Longo, general manager per l’Italia di Salini Impregilo, che è stato arrestato stamani. E di Ettore Pagani, direttore del general contractor Cociv. Longo è presidente del Cociv, il consorzio privato che gestisce gli appalti pubblici per l’ata velocità Milano-Genova e presidente del consorzio Reggio Calabria Scilla che gestisce il macro lotto della Salerno Reggio Calabria che dovrebbe essere inaugurato a fine anno.

Un ruolo chiave nel meccanismo corruttivo svelato dagli inquirenti è stato poi svolto da De Michelis, ingegnere abruzzese che lavora per una grande società di ingegneristica Sintel Engeniering che secondo l’accusa è controllata da Monorchio jr. Al centro delle indagini il direttore dei lavori delle tre opere e il suo socio di fatto, l’ imprenditore calabrese Domenico Gallo.

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