assassins-creedL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Non c’è bisogno di essere addentrati nei piani della Cia o del Pentagono per sapere che a nessun governo a termine e presto rimpiazzabile, i veri poteri lasciano intraprendere una guerra della dimensione della prossima, che è da un po’ preparata contro la Russia.
Certo, in piena campagna elettorale americana, che già è di per sé eclatante, irreversibile discredito per la grande potenza, della finita egemonia mondiale, una guerra poteva servire per chiudere tale pagliacciata. Ciò a prezzo, però di, in un cruciale frangente militare, dover tenersi una mezza figura come Obama; peggio che perdersi nella notte, eyeless in Gaza!
La guerra in Siria? Hanno già deciso che deve continuare fino a che i russi abbiano lì una base, anche se ora la situazione è cambiata a causa dell’accordo petrolifero tra Putin e Erdogan. Ciò conta poiché senza uno stretto legame della grande Turchia con la NATO, le scorribande promosse da questi governi canaglia per mutilare la Siria deve continuare a oltranza e senza scrupoli, fa parte del piano dei giochi alla stregua dei «criminal intends walkthrough»! Parimenti non è segreto che un intero occidente, al disotto d’ogni critica, ne sia spensierata e allegramente associato a tali giochi senza frontiere. Il delitto internazionale delle guerre si svolge a catena, come la cosi detta «primavera araba», per sconvolgere a non finire gli equilibri mediterranei ed europei.
Fatto è che i milioni di milioni versati di continuo nella campagna della Killary da guerrafondai senza patria né scrupoli, pare stiano dando frutti contro il Trump che vorrebbe mandare in pensione tutti questi criminali, smontando gli «war projects» della NATO. Quindi si deve avere, non escludendo qualche sorpresina d’ottobre, un risultato elettorale pro guerra. Lo staff e il programma da dettare alla nuova inquilina della Casa Bianca, con Bill consorte, poteva già essere scattato, se Trump fosse avanti, ma ora pare possa essere rinviato; tanto, niente indica che l’iniziativa parta dalla Russia. L’importante è che rimanga innescata in attesa che la «criminal mind» una volta insediata dia fuoco alle polveri negli arsenali già posizionati e in preavviso! Mai nella storia ci sono stati tanti governi capaci di tante canagliate!
Insomma, tutto è pronto per il peggio dell’orrido, ma può aspettare gli albori del 2017, fatidico centenario di quei diversi anni ’17 della storia, che tuttora riscuotono un prezzo salatissimo di anime. Qualcuno, però, non poteva aspettare per la festa del 1517 della ribellione epocale di Lutero. Chi è quello che doveva subito partire per non perdere i riflessi infernali di tale ribalta, se non el Jorge Bergoglio, l’infiltrato delle sempre più tristi figure, accolto come «papa»?

raul-castro-bergoglio-e-obama
Non c’è dubbio che Il vaticano bergogliento si vuole impegnare sempre più in una forsennata corsa al ricupero, poiché negli ultimi tempi non ha fatto che perdere pezzi nella corsa. La sua nuova teologia dell’ambiente non eccita più nemmeno i papaboy, e il ricupero della «pace» secondo la teologia della liberazione, applicata alle colombiane FARC, non è attaccata neanche coi mille sorrisi dei Castro e del Santos, Nobel per la pace. Senza dire che nello stesso giro satanico, Lula e Dilma, la «presidenta guerrigliera», è stata spodestata dal governo in Brasile, e il loro «partito dei lavoratori», delle corruzioni miliardarie, si sta arenando di brutto !
Lascio l’elenco più completo delle storture bergogliose agli specialisti come Socci, Radaelli, Magister e Blondet, senza nominare tutti, che sono ormai troppi. Per ora vedremmo quali reazioni susciterà nei fedelissimi gl’incontri luterani. A noi basta sapere che è un ulteriore passo verso l’«eresia giustificata dal luterano 2», se non altro dall’infame «Dignitatis humanis». Sì perché il maledetto V2 voleva anticiparsi alle rivoluzioni del mondo e infatti è arrivato al traguardo nel 1965, appena in tempo di battere in anticipo i motti libertari sessantottini! Poi, andando a Medellin in Colombia nel 1967, Paolo 6 anticipava lo spirito de la «revolucion latino-americana» con la sua «Populorum progressio»!… dell’infestazione dei pioppi montiniani!
Quando Giovanni Paolo 2º è andato al tempio luterano di Roma, ero andato li per vedere se riuscivo a dire la mia, ma sono giunto quando già GP2 stava entrando; era arrivato in anticipo! Si anticipano sempre! Wojtyla, prendendo iniziative per avere Assisi, Ratzinger nello stilare le giustificazioni secondo il suo erudito verbo luteranese. Vanno sempre di corsa perché sono spinti dalla frenetica fraternità illuminista senza limiti? O forse perché sanno di avere poco tempo per godersi i bagliori fosforescenti del fugace mondo moderno in evoluta putrefazione?
Adesso tocca a Bergoglio completare la discesa verso la “fortiter spiritualità di Lutero”! Nel volo di ritorno dall’Armenia, interrogato a proposito della sua partecipazione con i luterani alle celebrazioni per il 500º centenario della Riforma protestante, Bergoglio, gli ha istruiti:
⦁ “Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate. In quel tempo la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c’era corruzione, c’era mondanità, c’era attaccamento ai soldi e al potere. E per questo lui ha protestato. Poi era intelligente ed ha fatto un passo avanti, giustificando il perché facesse questo. Ed oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato. Lui ha fatto una “medicina” per la Chiesa, poi questa medicina si è consolidata in uno stato di cose, in una disciplina etc.”
Queste parole racchiudono affermazioni menzognere, poiché nessun “dialogo” può cambiare la posizione cattolica sulla condannata dottrina della giustificazione dei protestanti vari e dei luterani. Al contrario, la Chiesa cattolica ha già bollato questo e altri errori di Lutero, con sentenza definitiva. Infatti, è questo uno dei punti di Lutero nella sua rottura con la dottrina insegnata nei secoli dalla Chiesa; la falsa dottrina della salvezza, con la “giustificazione del peccatore” di fronte a Dio, mediante la sua sola «fede», senza il lenimento di opere compiute dal suo libero arbitrio. Nel Concilio Ecumenico di Trento, il suo Decreto sulla giustificazione, del 13 gennaio 1547, inflisse 33 anatemi con relativi canoni. Ecco il 9°:
⦁ “Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, così da intendere che non si richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia anatema”.
Si tratta della dottrina condannata di Lutero, pure contraria al libero arbitrio. Naturalmente chi disprezza, a favore di Lutero, le definizioni espressamente dogmatiche del Concilio di Trento, che non ha fatto altro che confermare, spiegandola e chiarendola, la dottrina da sempre professata dalla Chiesa, partecipa sì, ma al suo anatema, rinforzato da infamia. Di fronte a simile punto dottrinale, che riguarda la salvezza delle anime, nessun chierico può avanzare giustificazioni d’ignoranza.
Nella storia della Chiesa vi è stato in quel periodo turbolento qualche tentativo di raggirare la questione con un testo su una «doppia giustificazione. Nel mio precedente articolo su «quando Roma rischiò di diventare protestante», racconto come tale questione fu al centro della sedizione «protestante» nel seno della Chiesa romana, ma affrontata da veri santi Papi. E non si trattava nemmeno di solo chierici indegni, come nel presente, ma del card. Reginald Pole, che si stabilì nel 1540 a Viterbo, e attorno a lui, Giovanni Morone, Vittoria Colonna. Inoltre, del già protonotario di Clemente VII, Carnesecchi, nonché dello spagnolo Juan Valdez, un «alumbrado» alla Salvador Dali.
Il tribunale dell’Inquisizione investigò allora i cardinali sospetti di simpatie verso tali idee che infestavano il pensiero cattolico. Le inchieste sul cardinale inglese Reginald Pole e sul cardinale Morone sono due appariscenti esempi delle tendenze incombenti. Quanto agli alumbrados erano la versione ante litteram dei moderni carismatici, movimento che sedusse pure artisti, intellettuali, e dame influenti quali Giulia ed Eleonora Gonzaga, rispettivamente cugina e sorella del cardinale Ercole Gonzaga. Costoro, con fede incerta, inclini ad accettare il principio luterano della giustificazione per la sola fede, giunsero ad accogliere quella dottrina poi respinta dal Concilio di Trento, della «doppia giustificazione». Diffusero tra l’altro, anche il trattatelo eretico «Il Beneficio di Cristo», successivamente condannato dal Sant’Uffizio.
Il pericolo di queste correnti si rivelò in quegli anni alle autorità ecclesiastiche con l’apostasia di due grandi predicatori: l’austero oratore Occhino, già vicario generale dell’Ordine Cappuccino e il canonico lateranense Vermigli, anch’esso «maestro», entrambi passati al protestantesimo.
L’accusa verso Pole e Morone (1) era di simpatia verso i protestanti e conseguentemente di condotta ambigua in questioni di fede. Non fu provato che avessero aderito all’eresia, nel qual caso non sarebbero rimasti cardinali, ma entrambi, benché propensi a rischiose aperture dottrinali, furono vicini a essere eletti al sommo Pontificato, con enorme pericolo per la fede. Il Cardinale Pole, attaccato dal cardinale Carafa, perché incline a conciliarsi idee di giustificazione protestante, non fu eletto Papa nel conclave del 1549 per un solo voto. Tale progetto aspirava a una Chiesa spiritualizzata avversa alla scolastica e al formalismo giuridico, anticipando così il moderno carismatismo, una forma di luteranesimo pacifista, aperto ad ogni liberalismo. Allora vinse il cardinale santo; doveva frenare quel che si ritiene oggi sia il «progresso della storia»!
Oggi, le ereticali dichiarazioni di Bergoglio non possono sorprendere perché sono in linea con 50 anni di ambigue aperture del Vaticano 2, di cui egli è solo altro estremo untore sviolinato! Inoltre, si poggia sulle affermazioni della «Dichiarazione congiunta sulla giustificazione» del 1994, perfezionata da Ratzinger per il solito “dialogo ecumenista” con i Luterani, allo scopo di arrivare a una Dichiarazione definitiva (che raggiri Trento). Si tratta del dialogo regolarmente portato avanti e sviluppato nella completa approvazione di Giovanni Paolo 2º e Benedetto 16.
Ecco che il presente elogio bergogliesco alla dottrina eretica di Lutero e festeggiamenti futuri a quest’ultimo, conferma ancora quanto sia in atto una nuova chiesa conciliare nata dall’eresia e articolata per la piena devastazione della Chiesa Cattolica di sempre. Vale allora ripetere con il Vescovo Antonio de Castro Mayer, di venerabile memoria: «La Chiesa che aderisce formale e totalmente al Vaticano 2, con le sue eresie, non e né può essere la Chiesa di Cristo. Per appartenere alla Chiesa cattolica, alla Chiesa di Cristo, è necessario avere la Fede, ossia non mettere in dubbio o negare nemmeno un articolo della Rivelazione. Ebbene, la Chiesa del Vaticano 2 approva dottrine che sono eretiche, come abbiamo visto.»
Un fulmine potente sul Cupolone di San Pietro ha fatto tremane fino le vicinanze vaticane nel giorno della festa della Madonna del Rosario. Prepariamoci perché questo può essere il segno che quest’ottobre stia per riservarci delle sorpresine, che però, dato i tempi bui che viviamo e le nostre tante colpe, non potranno essere niente meno che funeree!

(1) A proposito di onori fasulli, vedere «L’uomo del Concilio» Il cardinale Giovanni Morone tra Roma e Trento nell’età di Michelangelo, a cura di Roberto Pancheri e Domenica Primerano, Tipografia editrice Temi, Trento 2009, 367 pp.).