010-lutero1Segnalazione del Centro Studi Federici
E’ stato ristampato il volumetto “I protestanti distruttori della religione cristiana”, del padre passionista Luigi di San Carlo, edito nel 1931.
Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo la lettera che il card. Camillo Laurenti, Prefetto della S. Congregazione dei Riti, indirizzò all’Autore.
 
P. Luigi di S. Carlo, I protestanti distruttori della religione cristiana, Amicizia Cristiana 2016, pag. 88, euro 9,00. Ordini: edizioniamiciziacristiana@yahoo.it
 
Lettera di Sua Eminenza il Cardinale Camillo Laurenti
Prefetto della Santa Congregazione dei Riti
Roma, 14 aprile 1931
Reverendo P. L., 
Saluto con piacere il suo piccolo ma vigoroso opuscolo, che reca un notevole contributo alla difesa della nostra santa fede cattolica attualmente cosi insidiata in Italia dai Protestanti. La schiettezza della fede che l’eresia non arrivò mai a contaminare nella massa del nostro buon popolo, è, tra i molti doni che Dio ci ha fatto, il tesoro più prezioso e il vanto più glorioso di nostra gente. Collocata da Dio nel bel mezzo d’Italia, la Sede di Pietro, centro di unità nella Chiesa, qui più che altrove irradiò la luce del suo magistero e mantenne salda la fede della nazione. 

Questa fede che suscitò nel nostro popolo tanto eroismo di santità, dai martiri dei primi secoli ai mistici, ai Dottori, ai missionari del medio evo fino ai contemporanei Don Bosco, Contardo Ferrini, Gabriele dell’Addolorata, questa fede è il succo vitale della nostra anima, è il germe per cui non è ancora del tutto inaridita la nostra vita spirituale.
Il fulcro della nostra storia è la Chiesa Cattolica, per la cui opera non fummo del tutto travolti nell’invasione barbarica al cadere dell’Impero Romano, fummo preservati dal giogo islamico nel Medio Evo e dalla peste dell’eresia all’aprirsi dell’epoca moderna. Perfino l’antica storia di Roma convergeva inconsapevolmente, come a meta ignota, alle glorie della futura Chiesa. È il pensiero che da San Leone Magno tolse Dante quando di Roma e dell’Impero Romano cantava:
La quale e il quale a voler dir lo vero
Fur stabiliti per lo loco santo
U’ siede il Successor del maggior Piero.
(Inferno, canto II)
Ed ora che avviene? Contro questa fede cattolica, che fu il nostro conforto nei secoli di sventura, l’ispiratrice della nostra gloria, e il santo legame spirituale che sempre ci unì in Gesù Cristo anche quando eravamo politicamente divisi, si sferra adesso una offensiva, più rumorosa, è vero, che efficace, ma con caratteri così perfidi che meriterebbero le parole santamente sdegnose di Gesù Cristo contro i seminatori di scandali e i seduttori di anime. È un vero e grande oltraggio che ci si fa.
Il primo oltraggio è contro la verità, contro la vera e santa fede cattolica, nobile retaggio della nazione. Rapire anche un’anima sola alla Santa Madre Chiesa è innanzi a Dio un male senza misura.
Il secondo oltraggio è contro la nostra civiltà, tutta penetrata nel pensiero, nell’arte, nella tradizione, nel costume dal soffio animatore della fede cattolica; civiltà che nella storia dello spirito toccò culmini altissimi e tracciò linee di luce che ancora illuminano il mondo.
Il terzo oltraggio è nel momento storico prescelto per l’acuirsi di questa offensiva. È vero che da tempo, specialmente la setta metodista medita e lavora pel disgregamento religioso del nostro popolo. Ma è dopo i Patti Lateranensi felicemente conchiusi che l’eresia ha raddoppiato i suoi sforzi. Perché? – Credo per combattere volutamente e deliberatamente i salutari effetti che quella pacificazione era destinata a produrre.
Il Papa, pur salvando con nobile intransigenza quello che era essenziale alla sua santa e intangibile libertà di Capo della Chiesa Universale, aveva fatto verso l’Italia un gesto di magnifica grandezza e generosità. Alla espansione del suo cuore paterno aveva subito risposto il popolo d’Italia, anzi il mondo, con una fiamma di entusiasmo, con un palpito di anime che prometteva un’era nuova di rinascita spirituale. E così doveva essere. Ma un nemico occulto era in agguato, e si sforzò che così non fosse, con un conato che Dio renderà vano. E fra le forze mobilitate al tristo disegno, ci fu quella dell’eresia. Bieco attentato alla grandezza spirituale e anche materiale d’Italia, in un momento culminante della sua storia!
Cresce l’oltraggio se si considerano i mezzi e l’origine dello sforzo protestante. Il mezzo è l’oro straniero che passa spesso per le mani di miserabili apostati per mercanteggiare le anime, specialmente sulla fame che nell’attuale crisi mondiale colpisce anche da noi le classi più povere. È il prezzo del tradimento che gronda sangue come quello di Giuda.
Io so che ai loro fini questi tristi mercanti di anime amano il chiasso per attirare d’oltre oceano il danaro finanziatore del loro orribile traffico, né io vorrei amplificare i loro pretesi successi. Ma nemmeno tacere noi dobbiamo, sia a santa protesta dell’oltraggiato onore di Santa Chiesa, sia a difesa degli inermi e degli incauti. E il suo libra, caro P. L., parla chiaro e forte. Combattiamo la nostra santa battaglia, veramente pro aris et focis, perché difendendo la nostra santissima fede, difendiamo pure la nostra patria e le nostre famiglie.
Mentre il protestantesimo dappertutto o si dissolve in un razionalismo incredulo, o cerca invano brancicando nel buio un punto d’appoggio che fa salvi dall’abisso, mentre i migliori fra i protestanti sentono una segreta nostalgia verso il centro donde si allontanarono i loro padri e al quale forse torneranno con letizia i loro figli, è tristo che proprio a noi popolo primogenito della Chiesa si faccia il turpe invito ad abbandonare la casa del Padre. Non troveremmo che un deserto, ove morremmo di fame spirituale. Dio ci preserverà da tanto male; e noi lo preghiamo che tutti gli erranti, che tutti i popoli ritornino, uniti con noi, al centro di verità, che è la Santa Chiesa Cattolica, unica e vera Sposa di Gesù Cristo.
Io intanto benedico il suo libro e prego il Signore a renderlo fecondo di bene. Tanti ossequi.
Suo Dev.mo
Camillo Card. Laurenti
 
Dalla quarta di copertina
La dottrina protestante consiste nel profanare la Sacra Scrittura, nel seminare incredulità e immoralità, nel distruggere i Sacramenti e la Chiesa di Gesù Cristo, nel ricondurre il mondo allo stato del paganesimo.
O disgraziati seguaci di Lutero, di Calvino e di Enrico VIII, aprite gli occhi e vedete in quali abissi vi hanno gettato pei loro visi i pretesi riformatori; e rientrate in quella Chiesa da cui usciste per inganno, e che sola è l’arca della salvezza per le anime vostre.
E voi, o Cattolici, istruitevi meglio nella vostra fede, per rendervi più fermi in essa e per sapere vittoriosamente resistere ai lupi che vengono per rapirvela.
 
 
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