1477310298-apeSegnalazione di Raimondo Gatto

Scoppia la rivolta sull’isola greca dove sono ospitati 6mila immigrati. La struttura Ue data alle fiamme. È il caos Lesbo torna a bruciare. Centinaia di immigrati, la maggior parte pachistani e bengalesi, hanno attaccato il centro di accoglienza dell’Unione europea a Moria dove sono stati accesi dei fuochi per protestare contro la lentezza delle procedure per esaminare le richieste di asilo.
Gli agenti della polizia ellenica sono intervenuti per riportare la situazione alla calma.

Nei giorni scorsi il governo greco ha adottato un documento nel quale si sottolinea la necessità di far calare il numero dei rifugiati presenti a Lesbo. Lo scorso 8 ottobre i funzionari ellenici,
riunitisi ad Atene per discutere della crisi migratoria e di come gestire le migliaia di immigrati giunti sull’isola di Lesbo, hanno concordato che le strutture in loco vanno ristrutturate, diminuendo il numero degli stranieri ospitati e velocizzando le procedure di asilo.

La municipalità di Moria, sull’isola di Lesbo, riceverà finanziamenti come ricompensa per i danni subiti dalla presenza di rifugiati nell’area. Verrà inoltre costantemente monitorato il flusso di migranti in arrivo dalle coste turche. Attualmente, le strutture di Lesbo ospitano quasi 6mila immigrati, sebbene il limite massimo stabilito dovrebbe essere di 3.500 persone, in base alle disposizioni del governo ellenico.

Fonte: Il Giornale.it del 24 ottobre