“La Stampa” sdogana il sedevacantismo, che conta grazie alla capacità di condizionamento religioso e politico

Un articolo de “La Stampa” di ieri che sdogana l’opposizione al Concilio Vaticano II e soprattutto il sedevacantismo. Il resto è un contorno per condire e cercare di avvelenare la minestra, ma Oltretevere notano che un pugno di uomini sanno far valere le ragioni della Tradizione Cattolica attraverso: 1) la testimonianza fatta soprattutto sul web. 2) La militanza sul campo da parte dei gruppi organizzati. 3) La capacità di condizionamento in alcuni ambienti religiosi e politici, che preoccupa la nomenklatura vaticana.

Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin

Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice”
di GIACOMO GALEAZZI e ANDREA TORNIELLI
ROMA

A tenerla unita è l’avversione a Francesco. La galassia del dissenso a Bergoglio spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto».

Ci sono gli ultraconservatori d ella Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione lo scrittore cattolico Antonio Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. Ancora, prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese.

Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili: ci sono le prese di distanza soft del giornale online «La Bussola quotidiana» e del mensile «Il Timone», diretti da Riccardo Cascioli. C’è il quasi quotidiano rimprovero al Pontefice argentino messo in rete dal vaticanista emerito dell’«Espresso», Sandro Magister. Ci sono i toni apocalittici e irridenti di Maria Guarini, animatrice del blog «Chiesa e Postconcilio», fino ad arrivare alle critiche più dure dei gruppi ultratradizionalisti e sedevacantisti, quelli che ritengono non esserci stato più un Papa valido dopo Pio XII. La Stampa ha visitato i luoghi e incontrato i protagonisti di questa opposizione a Francesco, numericamente contenuta ma molto presente sul web, per descrivere un arcipelago che attraverso Internet ma anche con incontri riservati tra ecclesiastici, mescola attacchi frontali e pubblici a più articolate strategie. In prima linea sul web contro il Papa, lo scrittore Alessandro Gnocchi, firma dei siti Riscossa cristiana e Unavox: «Bergoglio attua la programmatica resa al mondo, la mondanizzazione della Chiesa. Il suo pontificato è basato sulla gestione brutale del potere. Uno svilimento della fede così capillare non si è mai visto».

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8 Risposte

  • Il veleno dell’articolo dell’ex tradizionista Tornielli sta proprio in coda, nell’aver accostato i resistenti a Putin. Ma questo, visto come stanno le cose, è un complimento.

  • Appunto. Il minestrone è avvelenato ma il nemico è costretto ad ammettere di esser preoccupato da un pugno di uomini, attivi e costanti nella battaglia. Sbeffeggia tutti i cosiddetti tradizionalisti perché teme solo i sedevacantisti…

  • quell’infido personaggio alias Joseph Thornborn, così firma i suoi cosiddetti “romanzi” è un’anguilla viscida secernente muco velenoso e tossine letali e non è un “ex tradizionista”, Prof. Pranzetti … è solo un mercenario che ha lasciato Il Giornale perché alla Busiarda gli davano di più

  • E’ uno schiavo di ciò che nell’immediato pare convenirgli, sembra non prendere mai posizione ma sta sempre dalla parte del potere di turno. Ricordo qualche intervista a padre Livio di radio Maria…. Tornielli è il classico che lega l’asino dove vuole il padrone.

  • Non soffermatevi a queste considerazioni, anche se sono del tutto condivisibili. Alziamo il livello e alziamo il tiro contro l’usurpatore. “La Stampa”, più o meno consapevolmente, ci ha lanciato un assist non da poco, che si dovrebbe cogliere proprio per battere il chiodo finché è caldo. O è normale cercare la comunione coi protestanti davanti alla statua di Lutero? Forza, se il perito chimico è Papa, noi tutti siamo Paperini! Si alzino le voci dei veri vescovi cattolici! Basta coi “don Abbondio”! Avanti coi Curati d’Ars!

  • Egregio Introvigne: visto che lei parla con gli uccelli, potrebbe, per cortesia, dirci chi sono le associaizoni “cattive” vs Bergoglio, finanziate da Putin? Se lo sa lo dica e mentre tenta di elencarle le dico io chi sono le multinazionali che foraggiano l’attuale modernista e pagana Gerarchia conciliare. Sono quelle che, l’8 dicembre 2015, lordarono la festa dell’Immacolata, con quell’orrido e sporco zoo safari sparato a led sulla veneranda facciata della Basilica di San Pietro ove riposa il primo Santo Papa martire.
    Esse sono: ONU, WWF, GREEN PEACE, UNICEF,FAO, FAI, OBSCURA DIGITAL, QPPLE, GOOGLE, DISNEY, VULCAN pRODUCTIONS, NIKE, NASA, FACEBOOK, UNESCO, tutte in grembiulino, compasso, squadra e maglietto. Adesso a lei: consulti fagiani, corvi e mi riferisca. E tutto, per rendere un servizio a chi – Bergoglio – quando deve farsi un augurio, come recentemente in Caucaso, sospira: Inshallah = se Allah vuole.
    Io, resistente vs Bergoglio, lei egregio uno dei tanti suoi palafrenieri.

  • condivido il commento dello staff. E’ positivo l’evento in sé anche se pieno di veleno e mescola la seta con gli stracci. D’altronde basta guardare le lettere che compaiono sui giornali ogni qualvolta si parla di Bergoglio per avere la misura esatta di ciò che pensano gli italiani “sul “vescovo” di Roma”. Il servizio è comparso anche sul SECOLO XIX che ha sempre taciuto ogni argomento riguardante i tradizionalisti.

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