miracolo_sole_fatima_sole_1L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Poiché i mali presenti hanno pregressi storici, per capire dove stiamo arrivando si deve capire il legame delle anime con la storia, dalla sua origine, a cui siamo legati fisica e spiritualmente. Torniamo un momento a queste radici della nostra vita, per approfondire il senso cristiano della storia, della politica e quindi delle crisi umane.
Tutti i popoli in tutti i tempi, come la stragrande maggioranza dei vivi, sanno che la natura in sé non basta per spiegare l’uomo, la cui esistenza è legata a un fine trascendente la vita terrena. Infatti, non vi è scienza, filosofia, storia e perciò politica, di natura soltanto terrena, laica.
La ragione può analizzare speculativamente i fenomeni relativi al corpo, ma, giustamente perché incapace di capire l’essenza dell’anima, non riesce a spiegare l’uomo nella sua integrità. Ecco il primo limite delle scienze e filosofie e della storia e perciò della politica per governare la vita dell’uomo della società. La psicologia come la sociologia sono impotenti per spiegare la ragione e il destino della vita umana, poiché non vi é in noi una sola facoltà che non sia legata a un «terminale spirituale», ma collegato a quale conoscenza? Eppure, si deve trovare un modo per realizzare l’armonia del carnale con lo spirituale affinché la creatura umana fruttifichi in questo mondo, aspirando a un buon governo, perciò la sua giusta politica.
Tale buon governo dell’uomo nella società, è quello cosciente di avere un limite e capire la precarietà di seguire barlumi di scienze naturali, ispiratrici d’ideologie politiche svianti, che negano luci soprannaturali. Queste erano necessari e sono venute con un intervento divino. Non si scappa, la storia della società umana si svolge sul palco in cui, si creda o no, è manifesto il soprannaturale, sia quando la docilità dei popoli alla Fede fa che i suoi principi prevalgano in forma di leggi sulle brame materiali, sia quando sono questi a prevalere, ignorando i principi a favore di una libertà indefinita. Ecco una causa del declino delle nazioni e del caos moderni.
Il Cristianesimo è la religione dell’intervento divino nel mondo; dell’Incarnazione del Verbo di Dio che istituì la Chiesa per confermare col Vangelo di Cristo i Principi rivelati. Tale intervento se sembra velato, è per rispetto della libertà umana, creata ad immagine di Dio e certamente ordinata all’elevazione e redenzione dell’anima spirituale e immortale; già nella visione del disegno divino d’intervento in terra, riconosciamo la fede della Religione di Dio incarnato.
Ora, nella società moderna, domina l’idea agnostica per cui una scienza libera da ogni senso soprannaturale può ispirare politiche parimenti libere da limiti, per cui il soprannaturale va rimandato al fondo delle coscienze. Ma se è impossibile conoscere l’uomo nella sua interezza, rifiutando l’aiuto della luce soprannaturale, che è rivelata, come può tale politica, conoscere i bisogni basilari della persona e delle società senza ricorrere alla stessa luce che illumina la natura e il destino umano? La società, insieme di esseri umani, non può avere uno scopo estraneo all’uomo. Perciò un potere agnostico, basato su politiche ignare della vera natura umana, non può ben governare senza, prima o poi dare frutti deleteri.
A questo punto, i cristiani sanno che essendo il Cristianesimo la verità completa sull’umana redenzione dal Peccato d’origine, la storia delle società deve avere senso cristiano per cui ogni sistema politico privo della visione dell’ordine soprannaturale cristiano, si perde nelle sabbie mobili di ideologie che cancellano la visione della realtà dell’uomo e della sua società; è la politica iniqua di una polis, rosa da ribellioni e rivoluzioni che rifiutano l’Ordine cristiano; politica volta a inoculare fermenti di un “nuovo ordine” agnostico o gnostico, per un mondo aperto a ogni credenza e religiosità naturale di larva umana, è alla fine rovinosa.
Sarebbe questo un discorso troppo astratto per cercare il tempo e la causa dei mali presenti? Il fatto è che viviamo la realtà del caos che segue il rifiuto e demolizione del Cristianesimo; quindi è il TEMPO dei mali che, legati al peccato d’origine, sono culminanti nell’ora presente.
Spunta allora la grave questioni: se l’istituzione della Chiesa e del Cristianesimo sono opera dell’intervento divino, come mai essi sono esposti a una demolizione, che pare proprio al suo interno a causa dei suoi capi, aperti al nuovo ordine ecumenista accusato?
Gli Interventi divini avvengono nel Segno di contraddizione con la voluttà umana. Ecco che ora i beni inestimabili appaiono rifiutati, alla stregua del rifiuto originale della Parola divino e millenni dopo del rifiuto ebraico del Messia. Nei tempi moderni, il rifiuto luterano della Chiesa e della Messa, seguito poi dal rifiuto delle nazioni ex cristiane del Cristianesimo.

La presenza del Mistero d’iniquità e l’assenza del Katéchon

Ebbene, poiché la vita e la salvezza è stata affidata alla Chiesa per l’intervento di Dio attraverso l’Incarnazione del Figlio, si capisce che la sua persecuzione in questo TEMPO è conseguenza di una caduta umana ricorrente che si rifà al GRAN RIFIUTO.
È parte della stessa Rivelazione l’avvento di un tempo d’iniquità massima, finale, svoltasi al segno di inganni inauditi. Ciò accadrà all’insegna delle due bestie apocalittiche: la prima del potere civile rivoluzionario e violento; la seconda del «potere clericale» – simboleggiato dalla tiara del doppio corno, come l’agnello. Quindi, Dio permette un inganno senza pari per testare i cuori e lasciare alla loro sorte quelli che non hanno accolto la Verità con amore, ma hanno acconsentito all’iniquità. Sono quanti spensieratamente identificano il Vaticano conciliare con la Chiesa Una e Santa, stabilita per impedire proprio quest’inganno. Ma se in questo tempo, i fatti presenti manifestato i peggiori mali del mondo con la Chiesa ferita che pare sostituita da una setta ecumenista conciliare, alla vigilia di guerre tremende, come può vedersi la causa di tutto questo alla luce dei disegni divini? Si vede nel «rifiuto conciliare» che include i precedenti ebreo e protestante.
Oggi siamo, dunque a quel gran rifiuto che può essere visto come la grande CAUSA dei mali presenti perché avviene in nome della stessa Chiesa. Rifiuto rappresentato nella visione di quello ben preciso nella centralità di questo tempo, perché al rifiuto della vera Chiesa e Papato si aggiunge quello tanto grave perché riguarda l’aiuto finale di Fatima per il nostro tempo.

Rappresenta la Profezia di Fatima tale intervento di segno «politico»?

Vediamo ora come tutto questo è in linea con la visione di quell’Evento profetico, ricordando che la fede cattolica non rinuncia ai termini di ragione. A Dio è dovuto “culto razionale”, insegna l’Apostolo (Rm 12, 1), che è confermato dal Concilio Vaticano (Cost. Dei Filius.).
Vi è, certamente, legame tra vero Culto e politica, motivo per cui San Pio X aveva proclamato in tempi impossibili “Instaurare omnia in Christo”, che ora richiede intervento soprannaturale all’insegna del Verbo, secondo la Mediazione di Maria, Madre di Dio e Signora nostra. Per restaurare tutte le cose in Cristo la Chiesa prevedeva azioni politiche nel suo senso più alto. San Pio X, con la sua solita fermezza e chiarezza, nel primo Concistoro del 9 novembre 1903, un mese dopo la sua memorabile prima Enciclica, risponde a ciò in modo affermativo e in termini di valore dottrinale: “Che cos’è la politica, se non l’applicazione della legge morale alla vita civile e sociale dei popoli e delle nazioni? Pertanto, il Papa, che è Maestro supremo della legge morale in tutto il mondo, si occupa anche di Politica. È un suo diritto e il suo dovere”.
Il Papa si occupa di Politica, non alla maniera dei partiti o degli uomini, ma avendo in vista il bene di tutta l’umanità; Sarebbe, infatti la Politica evangelica di Gesù Cristo. Ma attenzione, qui si può inserire un duplice errore: 1º disgiungere l’intervento di Gesù da quelli di sua Madre Santissima; 2º- il “millenarismo”di quelli che aspettano il Signore per aggiustare le carognate conciliari! Entrambi hanno apparenza pia, ma risultati deleteri per la fede della Chiesa.

La Consacrazione della Russia nella “politica” di Nostro Signore

I termini della Profezia di Fatima sono stati espressi dalla Madonna, ma sono di Nostro Signore; È Lui che interviene nel mondo umano attraverso mezzi ordinari e straordinari. Questi ultimi sono i miracoli e apparizioni – col concorso e la mediazione di Maria. I mezzi ordinari sono gestiti tramite la sua Chiesa, dal suo Vicario e apostoli, e il Suo Sacerdozio per i sacramenti istituiti, tutto per la santificazione degli uomini e la salvezza delle anime. Per questo serve la “politica” di Gesù Cristo, ordinata alla difesa e alla diffusione della sua Chiesa.
Tornando alla profezia di Fatima, abbiamo visto il suo perfetto accordo con la richiesta di Papa Benedetto XV e anche con la spiegazione esplicita del piano divino, determinando la grande risposta al Papa. Sì, perché questo Papa si era impegnato, in particolare, alla diffusione della fede nella verità, anche se ancora da dogmatizzare, della Mediazione universale di Maria SS. E Fatima fu l’apparizione di Maria Mediatrice di tutte le grazie, in risposta alla richiesta del Papa, in modo che tutta la Chiesa con tutti i suoi vescovi ricorrano a Gesù attraverso la Regina della Pace con l’invocazione, ordinata dal Papa in modo che nei secoli si renda gloria al potere di intercessione e al trionfo di Maria. Ciò convertirebbe tutto il mondo protestante in buona fede.
Ora, come spesso accade abbiamo sempre enormi difficoltà per soddisfare la richiesta perché la Chiesa stava già perdendo il senso della intercessione di Dio nella vita del mondo, che è l’essenza della religione del Verbo incarnato. Così, anni dopo, la veggente Lucia confermerà questo disegno con la spiegazione data da Nostro Signore sul perché non avrebbe operato la conversione della Russia, senza che il Papa compisse la Consacrazione richiesta:

“Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa CONSACRAZIONE come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria e così estendere il suo culto e porre a fianco della devozione al Mio Cuore divino, la devozione di quel Cuore Immacolato”. – Ma, mio Dio, il Santo Padre non mi crederà, se Voi stesso non lo muoverete con una ispirazione speciale.
“Il Santo Padre! prega molto per il Santo Padre. Lui la farà, ma sarà tardi! Tuttavia, l’Immacolato Cuore di Maria salverà la Russia. Gli è affidata”. (DOC, p. 415)

Considerando l’ordine delle parole, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è preceduto dal riconoscimento, da parte di tutta la Chiesa, del potere di compiere la Consacrazione voluta da Dio, cioè dalla fede in quest’atto, all’insegna della Volontà divina di convertire la Russia. Si può capire come sia implicito il fatto che la conversione della stessa Chiesa alla fede nell’intervento divino debba precedere la conversione della Russia alla Chiesa cattolica. Se così non fosse il Signore avrebbe richiesto che la Chiesa riconoscesse il trionfo non nella sua causa: la Fede della Chiesa, ma nel suo effetto: la conversione della Russia. Il principio della conversione non può essere che la fede; una fede che include l’intervento divino secondo il senso cristiano della Storia, che è Storia sacra nelle mani di Dio. Forse il Signore non si aspettava dal Papa e dalla Chiesa la fede nella consacrazione richiesta a Fatima? Eppure, la conversione della Russia non potrebbe avvenire, secondo il disegno divino se non come conseguenza della fede del Papa e della Chiesa nell’intervento divino, manifestata in una sua pubblica e solenne testimonianza.
Poiché quest’integra testimonianza dipende dalla vera rappresentanza di Dio in terra ovvero della presenza del vero Vicario di Cristo, la più satanica guerra contro la Chiesa si scatenava per indebolire la volontà del Papato, in vista del suo completo svilimento nella Fede, ossia di una effettiva assenza apostolica. Mentre, al contrario, un suo radioso ristabilimento può avvenire solo nella PRESENZA di chi assume la carica pontificia per eseguire alla lettera il mandato del Signore a Pietro: «Te, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli.» PRESENZA che appartiene alla Fede cattolica; È in sé stessa dogmatica, o non è!
Si è visto che Giovanni Paolo 2º non sia mai riuscito a far niente nelle sue «3 consacrazioni conciliari». Figuriamoci Bergoglio! Proprio nei momenti più cruciali, della presenza di questi, il Signore vigila e il Suo aiuto rimane attraverso la Profezia di Fatima, centrata su un vero Papa. Ecco il trono visibile per manifestare una prova estrema di fede, speranza e carità, con azioni che trascendono ogni potere umano. Ecco perché va ricordata la richiesta profetica abbinata alla supplica di un Papa, affinché possa avvenire il miracolo della conversione di una grande nazione non ecumenista. Allora, come si legge nella Genesi, la vittoria avverrà attraverso il potere della Donna; della Sua stirpe.
La speranza del Resto fedele è che torni un Papa cattolico per eseguire i disegni divini di conversione di un potere civile per una vera pace e la salvezza di molti. Quindi, per i figli fedeli della Chiesa la «consegna» attuale riguarda il ritorno del Papa cattolico; impegno più che mai legato alla testimonianza dell’impellente bisogno di rimuovere ogni credibilità al falso «papa», coinvolto nei grandi rifiuti del mondo e della setta conciliare, che va dal rifiuto ebreo a quelli di Lutero, falsando le questioni più sacre del Culto divino e causando la perdita di tante anime.
Le origini dei mali presenti risalgono al tempo del massimo rifiuto di avere un Papa cattolico nella suprema Sede con l’elezione massonica del modernista Roncalli: egli operò per il pieno rifiuto di quanto era cattolico a favore del rifiuto ebreo e protestante, e censurò Fatima.
Oggi la Cristianità vive un momento «terminale» a causa del rifiuto della fede nel Dogma, ma ha ancora disponibile la promessa profetica di Maria Mediatrice a Fatima che annuncia il miracolo finale: “In Portogallo si preserverà sempre il dogma della fede. Alla fine il Mio Immacolato Cuore trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace”; parole finali del Segreto di Fatima.