Un mondo malato di narcisismo

di Marcello Veneziani 

Un mondo malato di narcisismo

Fonte: Marcello Veneziani

Qual è oggi la cultura dominante nel mondo globale, il rifugio delle masse al tempo della crisi, la religione superstite dopo la perdita delle fedi ultraterrene, degli ideali politici e dei valori comunitari? È il narcisismo. L’egoismo è la sua espressione primordiale, l’egocentrismo è la sua versione artistico-puerile, l’individualismo è la sua evoluzione moderna. Il narcisismo è la celebrazione estetica e spettacolare di sé, è l’apoteosi dell’io che si specchia, si ama e vuol lasciare traccia di sé. Io sono Narciso e non avrò altro dio all’infuori di me. (anche se magari predico che Dio è Dio, ma nei fatti…n.d.r.)

Cresce nell’età globale la generazione Narciso col salva-immagine. Tre manie narcisiste dilagano nel mondo dei social media: una attiene agli smartphone, l’altra investe internet e la terza si esprime direttamente sui corpi. La prima è nota come selfie e riguarda la mania di autofotografarsi, a cominciare dai più giovani, per poi mandare in circuito, su facebook o in altri social network, la propria immagine. La seconda, invece, è nota come egosurfing ed è la ricerca di una traccia di sé nel vasto mare del web tramite i motori di ricerca e google alert: vediamo se qualcuno parla di me. La terza forma di narcisismo segue percorsi più primitivi perchè si serve del proprio corpo: sono i piercing e i tatoo. I tatuaggi sono diventati un mezzo per celebrare il proprio corpo e trasformarlo in figura, simbolo e testo. Un modo per rendere monumentale e loquace il proprio corpo, lanciare un messaggio al mondo, entrare nel mito. I murales ne sono la versione urbana, sono tatuaggi alla città, ai muri, ai treni.

L’espansione dei new media a livello di massa non ha dilatato la dimensione sociale dell’esistenza ma quella individuale: non si sono moltiplicati i rapporti umani, le amicizie vere e i colloqui ma si è allargata a dismisura la sfera dell’io, il desiderio di ergersi a giudice del mondo, di dare risonanza alla propria vita e di perpetuare ed estendere la propria immagine, fino a configurare un esibizionismo quasi autistico e di massa. Si è acuita la solitudine anche se connessa col mondo in una specie di adozione a distanza. I media sono usati come specchio prima che come finestra. Il narcisismo favorisce la disintegrazione dei contesti comunitari, dalla famiglia al partito alla comunità, la scomparsa del legame politico e del legame sociale; la perdita della realtà e dell’alterità. Navigando nel web non vogliamo conoscere ma farci conoscere, cerchiamo conferme di noi stessi. Il narcisismo è una monarchia assoluta di massa.

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