La risoluzione Ue contro la Russia? Una buffonata voluta dalla Nato

di Fulvio Scaglione

La risoluzione Ue contro la Russia? Una buffonata voluta dalla Nato

Fonte: linkiesta

Se il Parlamento europeo non fosse la perfetta rappresentazione dell’Unione, cioè di una (per usare un termine di moda) accozzaglia di Paesi che hanno interessi diversi e strategie diverse e riescono a mettersi più o meno d’accordo solo quando si parla di dividersi i soldi, una risoluzione come quella approvata il 23 novembre (“Comunicazione strategica dell’Unione Europea per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi”) sarebbe stata sepolta dalle risate. Ma così non è, anche se alla fin fine i sì sono stati 304 ma 179 i no e 208 gli astenuti. E dunque questa follia va presa sul serio e affrontata per quel che è: l’ennesima svendita della Ue e dei suoi cittadini alle ragioni della Nato e dei circoli politici neocon americani, ottimamente rappresentati qui da noi dai Paesi dell’Est Europa.

La risoluzione in sostanza dice che ci sono due agenti (tanti sono i famosi “terzi”) che lavorano contro la Ue, i suoi valori, la sua (incredibile, ma dice proprio così) “coesione”: la Russia e l’Isis. Verrebbe da chiedersi quali siano questi valori europei: la risoluzione è opera della polacca Anna Elzbieta Fotyga, ex ministro degli Esteri e da sempre collaboratrice dei gemelli Kaczynski, le cui politiche difficilmente possono essere descritte come rappresentative dei “valori” di tutti i cittadini Ue. Ma questo è il meno.

Solo un demente potrebbe mettere insieme un grande Stato con cui l’Europa intera è stata per decenni in buone relazioni e in affari e in larga parte lo è tuttora (la Russia) con quello che, pur essendo forte e molto appoggiato, è e resta un gruppo terroristico (l’Isis). Inoltre, è certo che la Russia si dia da fare per diffondere anche in Occidente, attraverso televisioni e siti web, il proprio punto di vista sugli affari internazionali. Purtroppo per la signora Fotyga questo non costituisce reato ed è ciò che fanno tutte le nazioni, nessuna esclusa.

Insomma, noi europei siamo in guerra con la Russia (o la Russia è in guerra con noi) e non ce l’avevano detto. Forse per questo la Risoluzione Made in Poland non manca di esaltare il ruolo del Centro per le Comunicazioni Strategiche inaugurato nel 2014 in Lituania dalla Nato. Vai con l’esercito ma attento ai “gruppi sociali e religiosi” di cui “si serve il Governo russo”. Da qui al maccartismo c’è un passo
Mentre non si capisce a chi possa venire in mente di dire che l’Isis, che invece di delitti ne commette molti (6 mila assassini in atti di terrorismo e 20 mila sul campo di battaglia, che dal terrorismo non differisce granché, nel solo 2015), abbia intenzione di disgregare l’Unione Europea e i suoi valori. Primo, perché quei valori non sono solo europei. Secondo, perché l’Isis dell’Europa unita se ne frega, ha altri obiettivi e li persegue da par suo.

Tra l’altro: forse gli europarlamentari se lo sono già scordato ma non molto tempo fa hanno votato a favore di una Risoluzione che chiedeva di costruire “una relazione strategica”, e proprio sul tema delle comunicazioni e dell’informazione, con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del golfo Persico, tra i quali figurano alcuni dei principali finanziatori del radicalismo e del terrorismo islamico. Ma lo sanno quello che votano?

Il testo della Fotyga, peraltro, riprende quasi alla lettera le argomentazioni usate dai giornali popolari del Regno Unito, tipo Sun o Mail, che parlano con grande facilità di “guerra”. Pure la Fotyga lo fa. Apprendiamo dalla risoluzione che la Russia, con l’annessione della Crimea nel 2014, si è data a una “guerra ibrida” fatta di operazioni militari e di altro genere, volte a “destabilizzare la situazione politica, economica e sociale di un Paese sotto attacco”. E che questo la Russia lo fa “non solo con i partner dell’Unione Europea ma anche con l’Unione Europea stessa, le sue istituzioni e tutti gli Stati membri”.

Insomma, noi europei siamo in guerra con la Russia (o la Russia è in guerra con noi) e non ce l’avevano detto. Forse per questo la Risoluzione Made in Poland non manca di esaltare il ruolo del Centro per le Comunicazioni Strategiche inaugurato nel 2014 in Lituania dalla Nato. Vai con l’esercito ma attento ai “gruppi sociali e religiosi” di cui “si serve il Governo russo”. Da qui al maccartismo c’è un passo.

Il pronunciamento del Parlamento europeo, peraltro, è solo il più recente capitolo della guerra di propagande tra gli Usa e la Russia che l’Occidente vuol far passare per un attacco russo. In questo modo si cerca di esorcizzare non solo lo spettro di una Russia che, dalla Crimea alla Siria, si dimostra avversario politico non privo di ragioni e più duro del previsto. Ma anche l’incapacità Ue di gestire i problemi e affrontarli: dalla Brexit alla vittoria di Donald Trump, tutto ciò che non risponde ai desideri di chi è al potere viene caricato sulle spalle della congiura russa.

Non è una difesa di Putin: si tratta di non farsi vendere per “interesse europeo” una strategia alimentata dagli Usa e dai Paesi dell’Est che guardano assai più a Washington che a Bruxelles e che vogliono farci imboccare la strada di un crescendo di ostilità che non conviene a nessuno
Un altro caso tipico sono i presunti finanziamenti del Cremlino ai movimenti populisti europei, di cui la Risoluzione parla con tono apodittico: “… il Cremlino finanzia partiti politici e altre organizzazioni all’interno della Ue con l’intento di minarne la coesione politica”. Chi scrive ha fatto lunghe ricerche, dovendo scriverne per un’altra testata. Tutti gli analisti e i giornalisti seri sottolineano che, a parte il caso di Marine Le Pen in Francia, non vi sono prove né conferme di un flusso di quattrini da Mosca verso le segreterie di partiti e movimenti. Ma anche in questo vale il metodo Fotyga, che è poi il metodo della stampa mediocre, che è quello della propaganda di ogni tempo e luogo: ripetere, ripetere e ripetere, anche senza prove. Qualcuno ci crederà.

Qui non si tratta, ovviamente, di dare a Vladimir Putin la patente del bravo ragazzo perseguitato, che certo non gli compete. Si tratta solo di non farsi prendere per i fondelli. Di non farsi vendere per “interesse europeo” una strategia alimentata dagli Usa e dai Paesi dell’Est che guardano assai più a Washington che a Bruxelles e che vogliono farci imboccare la strada di un crescendo di ostilità che non conviene a nessuno.

L’Occidente, in particolare il mondo anglosassone, usa da decenni, dentro la strategia della “esportazione della democrazia”, una grande varietà di strumenti di propaganda e di influenza politica. Pensiamo ai maneggi della Open Foundation di George Soros (fino ai recenti Panama Papers) o agli interventi della National Endowment for Democracy, che distribuisce quattrini ovunque ma non nei Paesi in cui gli Usa hanno amici fedeli. Non nel Golfo Persico né nei Paesi baltici, in Ungheria o in Polonia, come la mappa regionale dimostra. Per non parlare di tutto il resto: per esempio, dei denari con cui il Governo inglese sostiene i siti che si incaricano di diffamare chiunque non sia sdraiato sulle posizioni pro-Maidan o anti-Assad o quelli che, al contrario, sono allineati alla politica estera della Corona, come il famoso Osservatorio siriano sui diritti umani.

Anche l’Europa si è dotata di una propria Endowment che, guarda caso, sostiene un sacco di progetti in Ucraina, comprese attività con l’informazione (libera e obiettiva, ovvio) e persino con i veterani dell’Ato (Anti terror operation), ovvero con i reduci della guerra civile che si svolge nel Donbass. Chiaramente l’attività dell’Endowment europea è citata come esempio nella Risoluzione.

In questa guerra di propagande la prima vittima, come sempre, è la verità. In guerra, però, la verità muore su entrambi i lati della barricata. E noi europei, a dispetto del fanatismo della signora Fotyga, dovremmo saperlo. Non è passato un secolo da quando la gran parte dei giornali e delle Tv ci spiegava quanto fossero pericolose le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, e il criminale di guerra Tony Blair (lo ricorda anche il Rapporto Chilcot, pubblicato pochi mesi fa dal Governo inglese) ammoniva i collaboratori su quanto fosse necessaria, per condurre la guerra, “una compatta unità di propaganda”.

Ancor meno tempo è passato da quando gli stessi media (non quelli russi ma quelli europei, liberi e veritieri) garantivano che Hillary Clinton aveva vinto tutti i dibattiti ed era sul punto di sbaragliare Donald Trump. Cominciamo a chiudere le Tv e i siti degli altri, prima o poi chiuderemo anche i nostri.

Una Risposta

  • Non abbiamo il piacere di conoscere la data in cui questo articolo è stato scritto, e pubblicato in precedenza. E’ del 27 c.m. l’intervista fatta a Junker da parte di una coraggiosa giornalista – trasmessa ieri da Euronews- che lui, quando non gradiva la domanda, trattava con insofferenza e il suo solito tono sprezzante. La ragione? Il suo sfacciato voltafaccia con il quale dichiarava che l’ UE deve ora riprendere i contatti con la Russia e rivedere quindi le sue politiche.
    “Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha affermato che la Russia è per l’Ue un partner alla pari, e non una «potenza regionale» come l’aveva definita in precedenza il presidente degli Usa Barack Obama.” [ma come, appena partito dall’ Europa e già silurato?]
    «Vorrei discutere con la Russia su un piano paritario. La Russia non è una ‘Potenza regionale’ come l’ha definita il presidente Obama. Nel fare questa valutazione [Obama] ha commesso un grave errore», ha detto Juncker in un’intervista a Euronews. Juncker ha espresso il desiderio di intensificare le relazioni Ue-Russia, in quanto in Europa non è possibile costruire una struttura di sicurezza senza il coinvolgimento di Mosca. «Finora non ho visto alcun argomento a favore della revoca immediata delle sanzioni contro la Russia. Mi piacerebbe avere un’intesa con la Russia che vada oltre la cornice dell’ordinario, perché senza la Russia in Europa non esiste una struttura di sicurezza», ha spiegato Juncker.
    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/politica/201611273691865-juncker-ue-russia/
    Annuncio pubblicitario:
    ‘Vendiamo alcune tonnellate di bronzo a prezzi stracciati, l’offerta è valida fino a Natale, chi è interessato all’acquisto si rivolga direttamente alla Commissione europea!’
    :http://www.lastampa.it/2016/11/27/esteri/intervista-a-juncker-scandaloso-voltare-le-spalle-allitalia-sui-migranti-AqE2T022JRhXg4qvFggJqO/pagina.html
    Alle persone sensibili consigliamo un secchio vicino. Non la si chiami Realpolitik per favore, dato l’individuo con un passato così torbido, che in verità l’avrebbe dovuto portare in galera, invece ha fatto la carriera pari a quella di una manica di cardinali in Vaticano. Oggi funziona così.Guardare bene le due foto, specie quella di sinistra.
    Junker ora http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-trump_lo_sfotto_di_juncker_e_il_futuro_delle_relazioni_atlantiche/16993_17850/sostiene che l’Europa non prende [più] ordini dagli USA [quindi il TTIP segretamente firmato sarebbe nullo?], andremo avanti compatti…[verso il precipizio]. La verità sta altrove: è Trump che sta facendo una politica completamente diversa dal suo predecessore tutta in favore degli USA e sopratutto dei sionisti che lo hanno voluto, quindi sappiamo quello che ci aspetta.
    Intanto in Germania la Corte Costituzionale federale ha concesso a una maestra di asilo di portare il hijhab, sono queste le priorità di cui si discute! C’è però un secondo aspetto: i cosidetti ‘populisti’ che hanno raggiunto ormai dei consensi popolari preoccupanti [per ‘il ‘Sistema’] in Europa (Monsieur ricorda per caso la sua volgarissima frase? “On s’en fout de ce que veut le peuple” a proposito del Referendum in Olanda?) per cui si corre ai ripari, vedi Austria e Francia. Tra 7 giorni ( un numero importatissimo nella storia anche religiosa) vedremo cosa faranno l’Italia e l’Austria, poi ne riparleremo. Rimane il fatto che l’ ‘esperimento UE’ è stato la storia di un fallimento totale, che se non fosse stato in mano a degli individui cinici e più che discutibili su tutti i fronti, poteva diventare invece un successo senza pari date le sue radici e la sua storia millenaria.

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