Letter from Washington DC: Cuba Massonica

gldc2di Clizia Gallarotti

La popolazione di Cuba è di 11.200.000 persone secondo l’ultimo censimento che risale a 2003.
La morte di Fidel Castro ripropone un eterno quesito: come sia possibile che in un regime marxista fosse autorizzata la vita della Gran Loggia che, oggi, controlla 318 logge per un totale di 30.000 massoni.
Una contraddizione in termini se si pensa che non solo in ogni regime comunista, ma ripercorrendo a ritroso la storia pluricentenaria della massoneria internazionale e universale, risulta ben chiaro che  i fratelli della squadra e del compasso erano perseguitati negli Stati monocratici e nelle dittature.
Vi sono alcune leggende metropolitane che affermano: Fidel e suo fratello Raoul sono membri affiliati della massoneria; Fidel ha voluto che la massoneria (già molto presente prima della rivoluzione a Cuba) continuasse a operare, agevolando in larga parte e a costo zero per il governo, l’opera di assistenza alla popolazione estremamente impoverita dalle sanzioni americane e dal ritiro degli aiuti una volta caduta l’Unione Sovietica.
Si dice anche che Fidel fosse stato influenzato dal suo professore di letteratura conosciuto al liceo che, appunto, era un massone.
Nel 1955 è stato costruito all’Avana un grande building che ospita la Grande Loggia di Cuba e i templi nei quali le varie logge della capitale si riuniscono periodicamente.

La Grande Loggia massonica di Cuba è stata riconosciuta dalla maggior parte  delle altre grandi Obbedienze in tutto il mondo.
Negli anni passati quando le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba erano inesistenti e le sanzioni applicate al massimo dell’intervento, i contatti tra la Gran Loggia di Washington DC e la Gran Loggia dell’Avana sembra fossero tenuti attraverso il fax della Nunziatura Vaticana.
Una storia questa smentita sia da parte del Vaticano che della stessa Gran Loggia di Washington, ma confermata da chi  inviava materialmente quei fax dalla capitale degli Stati Uniti.
Morto Fidel resta il mistero che avvolge la vita molto operativa della Gran Loggia di Cuba e delle sue 318 logge.
Essere massone a Cuba significa soprattutto spendere il proprio tempo libero per aiutare chi è nel bisogno. Una massoneria fatta di sostegno per chi soffre  anche e soprattutto se si tratta di ‘profani’, senza tralasciare i doverosi approfondimenti  esoterici.
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Dopo tante delusioni dai Fratelli delle logge nostre, finalmente una testimonianza che mi permette di sentirmi fieramente massone. Perchè Massoneria è una definizione, ma sono le persone che le danno vita come DEV’ESSERE.

Grazie, non sapevo e sono felice di averlo imparato.

Fonte: http://oscarb1.blogspot.it/2016/11/cuba-massonica.html?m=1

 

 

 

Fonte: http://oscarb1.blogspot.it/2016/11/cuba-massonica.html?m=1

3 Risposte

  • https://www.youtube.com/watch?v=WNHzEO0jOLY
    c’è felicità e felicità…
    “Essere massone a Cuba significa soprattutto spendere il proprio tempo libero per aiutare chi è nel bisogno. Una massoneria fatta di sostegno per chi soffre anche e soprattutto se si tratta di ‘profani’, senza tralasciare i doverosi approfondimenti esoterici”.
    Come siete buoni voi.
    Forse al ‘felice’ Oscar sono sfuggiti alcuni aspetti del ‘paradiso’ cubano sotto Castro del quale si sono sempre e solo, evidenziati gli unici due aspetti presentabili: la sanità e l’istruzione per tutti [quelli che avevano aderito al regime!] Per il resto nelle campagne i contadini hanno vissuto e vivono tutt’ora al limite della sopravvivenza facendo un lavoro durissimo nei campi di tabacco e in quelli della canna da zucchero.
    D’altronde le torture del famigerato dittatore Battista, una volta cacciato, sono continuate e le prigioni sono piene come prima, come i campi di concentramento, il ché ha fatto sì che milioni di cubani sono fuggiti, parecchi ci hanno lasciato la pelle, ma pur di andarsene hanno rischiato: meglio morti che senza libertà. Forse se avessero saputo che all ‘Avana avevano costruito quel meraviglioso ‘building’ o ‘Loggione’ che albergava tanti buonisti, vi avrebbero bussato come si faceva una volta con i conventi, ma la mitica discrezione massonica ha avuto il sopravvento. Castro ha fatto di se stesso un mito, creando un culto della persona che si ricorda solo tra i ‘grandi’ della storia, grazie al Soviet che ovviamente lo appoggiava ma dava anche ordini.
    Per esempio quello di allontanare Guevara detto il ‘Ché’ che i sovietici consideravano una personalità pericolosa per le loro strategie imperialistiche. Due Lìder erano troppi, [veramente il Ché faceva ombra a Castro anche nelle efferatezze] così Fidel si piegò alla ragion di Stato, visto che la sopravvivenza di Cuba dipendeva dall’aiuto di Mosca. Su Guevara:http://www.atfp.it/2012/102-marzo-2012/678-che-guevara-il-mostro-dietro-il-mito.html. Forse il ‘felice’ Oscar non aveva troppo tempo libero da spendere, come detto c’è felicità e felicità.

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