Mosca mette sigilli all’ufficio di Amnesty International in Russia

Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Niente luce e serrature cambiate. L’accusa: “Stretta sulle libertà fondamentali”

di Lucio Di Marzo

Serrature cambiate, elettricità staccata e i sigilli sulla porta principale.

Queste sono le condizioni in cui i dipendenti di Amnesty International in Russia hanno trovato questa mattina il loro ufficio a Mosca, senza che fosse loro dato nessun avvertimento.

“Speriamo ci sia una semplice spiegazione amministrativa”, ha scritto in una nota il gruppo che si occupa di diritti umani, commentando quanto accaduto, ma già in passato Amnestyera stata accusata dalle autorità in Russia.

Da vent’anni, ha raccontato alla rete indipendente Dozhd un dipendente, Alexander Artemyev, Amnesty affitta i locali dove si trova il suo ufficio dal comune di Mosca. Sui sigilli un numero di telefono da contattare, che non darebbe però cenni di vita.

L’organizzazione sostiene che non esistono motivi per cui all’ufficio siano stati messi i sigilli, neppure un banale problema di soldi. “Siamo certi al 100% di avere adempiuto a tutti i nostri obblighi come inquilini”, ha detto Artemyev.

Se il Cremlino dichiara di non sapere nulla di quanto accaduto, tuttavia il direttore dell’ufficio moscovita di Amnesty commenta: “È un altro segno di come le autorità russe stiano rapidamente dando una stretta alle libertà fondamentali e al lavoro dei gruppi della società civile nel Paese”.

Leggi restrittive costringono oggi i gruppi che ricevono fondi dall’estero o si occupano di politica a registrarsi come “agenti stranieri” e a più riprese è stato denunciato come questo gli impedisca di lavorare come dovrebbero.

Secondo Human Rights Watch i criteri stabiliti dalla legge sono tanto vaghi che in sostanza finiscono per includere “ogni aspetto del lavoro sui diritti umani”. Nell’elenco degli “agenti stranieri” sono inclusi al momento oltre cento gruppi.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/02/mosca-mette-sigilli-allufficio-di-amnesty-international-in-russia/1326172/

8 Risposte

  • “È un altro segno di come le autorità russe stiano rapidamente dando una stretta alle libertà fondamentali e al lavoro dei gruppi della società civile nel Paese”.
    Provate ad andare in Turchia, con i saluti della Merkel.

  • Peter James Henry Solomon, il fondatore, proveniva da una famiglia ebraica benestante ed era nipote del banchiere ebreo-russo Grigori Benenson. C’è, forse, da meravigliarsi se sotto maschera filantropica tutte le ONG promuovono e sostengono aborto, omosessualità, prostituzione e quant’altro?
    Questo personaggio aveva anche una “marcia” in più in quanto “convertito al cattolicesimo”.

  • Si coglie l’occasione per far notare a qualche lettore malizioso o semplicemente ignorante che l’anti-giudaismo teologico è Dottrina Cattolica. L’anti-semitismo è razzismo e non appartiene al Cattolicesimo, così come non appartiene a noi del Circolo Christus Rex, che, con la Chiesa, lo condanniamo assieme a tutte le forme di razzismo biologico.

  • Gentile Staff, di ignoranza in via di attenuazione se ne possiede sempre molta, ma non vi è per ciò che riguarda la vostra “occasione per far notare”. Senza malizia e tanto meno razzismo, si cercava di constatare come, a volte, dichiarandosi convertiti cattolici possa essere un buon camuffamento. Se non ci sono riuscito pazienza.
    La malizia, oggi diffusissima, porta a credere o almeno solo sospettare che tutti sono maliziosi, anche chi non lo è.

  • Infatti, egregio Pierino, non ci riferivamo a lei, quanto a certi siti che con malizia e faziosità ci accusano espressamente delle cose dette. Perché si è sentito preso in causa?

  • @Staff. Essendo l’unico a descrivere brevemente un personaggio, mi sfuggiva totalmente il vostro riferirvi “a certi siti”.
    Un saluto in Maria Santissima.

  • Si figuri. Equivoco risolto. Noi pensavamo che scrivendo “lettori” e non “commentatori” fosse chiaro che non era riferito a lei, che, peraltro, ha fatto un commento condivisibilissimo.
    Un saluto sempre in Maria Santissima!

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