Chi ha paura del Bambin Gesù?

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Le tre tentazioni del Natale: l’orgoglio, la vanità, la routine
di Tom Hoopes

L’Avvento inizia con una resa dei conti mentre Satana cerca di tentare Gesù con l’orgoglio, la vanità e il comfort. Man mano che si avvicina il Natale, affrontiamo le stesse tre tentazioni.

LA PRIMA TENTAZIONE DEL NATALE È L’ORGOGLIO: SENTIRSI MINACCIATI DA GESÙ
È la tentazione a cui Erode ha dato libero sfogo, massacrando gli innocenti in una folle campagna volta a uccidere il bambino Gesù. I nostri Governi federali, statali e locali fanno lo stesso: non bandiscono il pupazzo di neve o la renna perché non sono reali, non fanno paura. Ma il Bambin Gesù è reale – e spaventa.
Lo sappiamo perché spaventa anche noi. Spesso rispondiamo sentimentalizzando il Natale, per tenerlo a bada.
Diciamo che in questo Natale vogliamo accogliere Gesù nel nostro cuore, ma non nella parte del nostro cuore incaricata delle nostre routine mattutine, o del nostro divertimento notturno, e non lo vogliamo accogliere neanche nella parte del nostro cuore che controlla il nostro tempo online, o in quella che parla – o rimane in silenzio – sul posto di lavoro, o ancora in quella che spende il nostro denaro.
Accogliamo il pupazzo di neve nel nostro cuore, ma non Gesù.
Una famosa citazione di papa Benedetto è importante in questa sede: “Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura – se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita?”, ha chiesto, e poi ha risposto. “No! chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita”.

LA SECONDA TENTAZIONE DEL NATALE È LA VANITÀ: SENTIRSI DELUSI DA GESÙ.
Satana è l’esempio principale di questo. Il libro dell’Apocalisse racconta come obietti – violentemente – all’incarnazione. Perché? Rifiuta di adorare una persona che può essere pienamente Dio ma è anche pienamente umano, una natura inferiore alla loro.
Nella nostra epoca accade lo stesso. Non tutti hanno paura di Gesù. Alcuni di noi sentono come se l’avessero trovato carente. A volte succede perché abbiamo avuto un’esperienza emotiva di Gesù che tragicamente lo fraintende.
L’attore shakespeareano Derek Jacobi ricorda di essere andato a un incontro di Billy Graham in Inghilterra quando era adolescente. “Alla fine sono sceso sul palco per donarmi a Gesù”, ha detto, ma poi “mi sono sentito completamente truffato e imbarazzato”.
E non è il solo. Altri hanno vissuto la stessa esperienza in un evento, ma ugualmente comune è una sua versione più “soft”: quella di chi di noi si è riversato con tutto il cuore nella religione per un certo periodo e poi ha fatto marcia indietro, disilluso e dubbioso.
Coraggio! Perfino Giovanni il Battista si è sentito così. Come si legge nel Vangelo, chiese a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”
In questo Avvento, papa Francesco afferma che possiamo offrire la nostra versione del dialogo di Giovanni con Gesù quando notiamo che non siamo stati trasformati neanche noi: “‘Ma cosa manca, Signore?’ – ‘Mancano i tuoi peccati! Dammi i tuoi peccati!’. Questo è quello che, oggi, il Signore chiede a noi: ‘Coraggio! Dammi i tuoi peccati e io ti farò un uomo nuovo e una donna nuova’”.

LA TERZA TENTAZIONE DEL NATALE È PREFERIRE LA NOSTRA ROUTINE CONFORTEVOLE A GESÙ.
Gli osti ne sono un esempio – sono così presi dai loro affari che mettono da parte Gesù quando Maria e Giuseppe cercano un alloggio.
Mi piace pensare, però, agli esempi positivi che abbiamo a Natale. Pensate a quanto sarebbe stato facile per i personaggi principali della storia della Natività cadere in preda a questa tentazione – o anche a tutte e tre!
I pastori avrebbero potuto concentrarsi sui pascoli anziché andare a cercare Gesù, o avrebbero potuto sentirsi minacciati dagli angeli o delusi dal bambino in una mangiatoia.
Anche i Magi avrebbero potuto facilmente evitare il loro viaggio dietro la stella, o avrebbero potuto essere minacciati o delusi dal sistema di credenze ebraico rivale a cui questa li portava.
Tra i buoni esempi spiccano ovviamente Maria e Giuseppe. Pensate a come sarebbe potuta andare male la loro vicenda: Maria avrebbe potuto ribellarsi contro il viaggio stressante e il fallimento di Giuseppe nel trovare un alloggio, e Giuseppe avrebbe potuto rifiutare tutte le difficoltà provocate da quel figlio che non era suo.
Ma nessuno dei due ha fatto niente di tutto ciò. Si sono riuniti intorno al bambino Gesù e lo hanno adorato.
E se lottiamo contro le tentazioni dell’orgoglio, della vanità e della routine in questo Natale, possiamo unirci a loro.

Titolo originale: Le 3 tentazioni del Natale
Fonte: Aleteia, 12/12/2016

7 Risposte

  • Paura di Gesù? Molti da tempo non capiscono che cosa abbia significato veramente l’intervento divino sull’uomo, inoltre donarsi al Lui che si è donato a noi è effettivamente impegnativo, questo è il primo passo che spaventa coloro che o sanno o percepiscono in qualche modo che abbandonarglisi comporta una visione diametralmente opposta allo stile di vita che si conduce.
    Manca la FEDE, questo è il problema principale. Ci si fida del pilota che guida un aereo, del conducente di un autobus o del tassista, del dentista che ti hanno raccomandato o peggio del medico che almeno all’inizio non conosci e del consulente finanziario (sic sic) ma non ci si fida di Cristo. Vediamo i Natali diventati una kermesse di palloncini e lucine che dovrebbero infonderti un qualcosa di festivo, invogliarti alle compere, i ‘Buon Natale’ sono stati sostituiti da un generico ‘Buone Feste’ per non parlare delle lotte laiche in nome del rispetto delle altre religioni !!! che non rispettano la nostra, per azzerare questo avvenimento importantissimo, principalmente l’inizio della storia della nostra salvezza che culmina nella Pasqua. Ovviamente i capisaldi della nostra meravigliosa e salvifica storia fa imbestialire Satana, che invece non si teme!
    il quale da 2000 anni sa benissimo di aver perso la partita, quando era sotto la Croce e sa anche che ha ancora poco tempo. Penso sia ora di rimanere molto vicino a quel bimbo divino pensando alle tragedie umane che ci affliggono quotidianamente che potevano essere evitate se non si avesse avuto paura di Cristo.

  • Mi chiedeva, un amico, tempo fa in occasione della morte di un giovanissimo, dove stesse Dio. Gli risposi che prima c’era eccome! Negli ospedali, nelle scuole, nei commissariati di PS, nei tribunali, nelle sedi istituzionali, negli ambulatori medici, nelle case. Ma, poi, l’uomo razionale ed illuminato Lo ha sfrattato in nome della laicità sicché fuori dagli ospedali, dalle scuole, fuori da tutto. E tu, ora, mi domandi dove sta Dio?”. Non seppe che rispondere.

  • una cosa è certa, gli Elohim non sono nelle copertine patinate che osannano gli 80 anni del perito chimico argentino

  • Un articolo che lascia sconfortati soprattutto nei punti dove si citano i detti di due non papi… A quando le citazioni “ortodosse” prese anche dal giornale “Avvenire”? Vogliamo riabilitare gli usurpatori della cattedra di San Pietro, valorizzando qualche loro detto con sembianze cristiane? Loro di certo non temono nè Gesù nè l’inferno ai quali non credono, ma si divertono pure a prendere in giro i propri fedeli con psicologismi sentimentaloidi sulla paura…

  • … “lasciati prendere per mano dal bambino di Betlemme, non temere, fidati di lui, la forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale…” – “Papa” Benedetto XVI –

    Ma, forse, lo Staff pubblica certi articoli per vedere la reazione dei “commentatori” anche in periodo Natalizio?
    Tanti sereni auguri di buon Natale a tutti.

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