DUE PERFIDE GUERRE SOVRAPPOSTE. CON SORPRESE A DICEMBRE?

rts7ux4L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

La «sorpresina» d’ottobre si era resa inutile in vista dei sondaggi che praticamente davano Killary eletta. Se è vero che qualcosa di grosso sarebbe tentato per impedire quel che è avvenuto, che sarà ora dopo il voto a Donald Trump? Perché, più che sorpresa, è un vero shock per lo «establishment» dominante da molto nel governo degli Stati Uniti. Sovvertendo tutti i pronostici della vigilia, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Trump, ha conquistato la Casa Bianca. E il «guaio» non resta isolato, indica un cambiamento di rotta verso la Russia anche in Francia, con Fillon. Un cambiamento visto per la casta come disastroso. Che cosa non faranno per evitarlo? Sono ancora capaci di tutto!
La campagna pubblica negativa in atto niente potrà cambiare da sola, tanto la comunicazione sociale è screditata, ma potrà servire di copertura per qualche iniziativa violenta, diretta o indiretta. Diretta, sarebbe contro la persona, e la «ragione» sarebbe l’odio che lui stesso ha suscitato! Ma i killer, come si sa, non spuntano dalla massa; sono scelti a dito e ben pagati. Sarà allora un odio pilotato. Del resto non diversamente dalla propaganda giornalistica.
L’iniziativa indiretta sarebbe scatenare in questo mese, prima che Trump, col suo programma di pace con la Russia e calo dell’appoggio alla NATO, sia ufficialmente insediato a Washington; I fatti recenti confermano le intenzioni provocatorie come si può leggere anche nell’articolo di Maurizio Blondet: http://www.maurizioblondet.it/kiev-esercitazione-missili-sulla-crimea-la-ue-complice/ Manovre pesanti, rischiosissime, perché lo richiede la provocazione di quest’ora critica – per loro: una super «false flag”! La provocazione di un clima di guerra. Infatti, «Consortium News reported: -“one week after the U.S. elections, the Congress convened in special session with normal rules … calling for intensifying the already harsh sanctions on Syria, assessing the imposition of a “no fly zone” inside Syria (to prevent the Syrian government and Russian from flying) escalating efforts to press criminal charges against Syrian officials… shooting down Russian aircraft.” Sarebbe la guerra aperta, che richiederebbe un governo in carica, come sia la permanenza provvisoria di Obama come capo delle forze armate. Fantasie? Forse, ma raccogliendo recenti informazioni si è visto che il vice-presidente americano lo aveva detto, come pubblicato da Giulietto Chiesa. L’intervista pubblica è del vice-presidente in carica, Joe Biden, intervista rilasciata al giornalista Chuck Todd, conduttore del programma NBC “Meet the Press” è andata in onda il 16 ottobre.

papa-castro-fidel-704x400Sconfitta Isis e indebolimento della Russia apriranno nuove strade agli Usa. Vediamo come lo ha fatto tenendo sott’occhio le immagini televisive (che ormai sono il principale testimonio della politica mondiale). Joe Biden emette gorgoglii a mezza voce, facendoli eruttare dal limaccioso laghetto delle sue idee elementari. Alcune brevi frasi smozzate. Che alludono, senza ben chiarire: un classico messaggio in stile mafioso. Dobbiamo dunque interpretare, ma le interpretazioni possibili, purtroppo, non sono molte. E nessuna di esse invita alla tranquillità. Chuck Todd è già stato informato e chiede: “Perché [Obama] manderà un messaggio a Putin?”. La risposta viene dopo una pausa che vorrebbe essere solenne. L’espressione del viso è seria come la smorfia che accompagna le parole: “Gli abbiamo già mandato il messaggio”. La risposta alla domanda non viene, tuttavia: il “perché” di un tale messaggio non viene spiegato, per ora. Altra pausa: “Noi siamo in grado di farlo”. Fare cosa? E’ evidente che si tratta di una qualche azione che seguirà il messaggio. L’Intervistatore, approfittando delle pause, sempre più inquietanti, interrompe: “Lui [Putin] lo saprà? Risposta: “Lo saprà e sarà il momento delle nostre scelte, e [hum] in condizioni che avranno il più grande impatto”. Il senso diventa inequivocabile: “La gente non sa fino a che punto si possono cambiare le elezioni in modo fondamentale…”. E annuncia che loro reagiranno “in modo proporzionale” a ciò che Putin farà: https://it.sputniknews.com/opinioni/201610173503071-usa-russia-trump-guerra/

LA GRANDE GUERRA RELIGIOSA A LUNGO TERMINE, la stessa dal ‘58

Le due guerre si sovrappongono, poiché è innegabile che la persecuzione armata ai cristiani è parte della prima, mentre la persecuzione interna e strisciante nella Chiesa è la seconda, di lunga durata e capita da pochi in mezzo alla grande apostasia del così detto Occidente. Sembra incredibile, ma per vedere la vera grande guerra religiosa a lungo termine – contro le anime – che sta al disopra di tutte, è inutile guardare alle guerre del califfato islamico, o tra sunniti e sciiti e questi agli ebrei, o altri conflitti religiosi attorno al mondo; è quella interna al Cattolicesimo. O per definirla meglio, quella che dalla morte di Pio XII, e più ancora dopo il Vaticano 2, scuote dal suo Interno la Chiesa Cattolica per mutarla, che significa demolire la sua Dottrina e Liturgia. Essa è quella micidiale per le anime che ora con Bergoglio raggiunge un apice insuperabile.
Da molto si sapeva che la Chiesa era occupata dalla sua Sede romana in giù, a molti episcopati. E la contaminazione delle sue dottrine moderniste, ecumeniste, naturaliste, e dicendo relativiste della Verità si comprende tutti gli «ismi» diretti a banalizzare, falsare o invertire la Parola del Salvatore e la Legge di Dio; in grado della contaminazione, ormai universale.
Ma non bastava, ora raggiunge con Bergoglio una serie di fronti, dalla definizione unica di matrimonio alla famiglia, dal peccato dell’aborto al perdono divino scontato, dalla società cristiana alla ecumenista acattolica, e così via … E tantissima gente assorbe il veleno della falsa dottrina e morale invertita come se fosse evidente realtà e non vuole più tornare indietro.
Si può paragonare ai motivi dati dallo scrittore e storico cattolico Hillaire Belloc agli interessi materiali che hanno reso impossibile il ritorno degli Inglesi dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo: la larghissima elargizione dei beni ecclesiastici ai nobili da parte di Enrico VIII. E chi è disposto a restituire regaloni del genere per questioni di fede all’inglese? Ora c’è il perdono incondizionato di vizi e peccati. Altroché indulgenze! Perché mai rinunciare a tale beneficio «pontificale»? Dio è tanto buono che non c’è bisogno di seguire quel che comanda.
Qui intendiamo segnalare delle fonti principali del «Bergoglio pensiero», che però nessuno, che io sappia, ha approfondito così bene come Maurizio Blondet con «Ritratto di Bergoglio come ideologo. Paleo-marxista», del 27 novembre. Si raccomanda pure l’articolo di Fra Leone: «Dalla “Nouvelle Theologie” alla teologia della liberazione di Bergoglio?

LA RIPRESA DELLE VECCHIE SOVVERSIONE NELLA STESSA ROMA

A differenza degli obiettori odierni di Bergoglio, lo abbiamo accusato da subito, dal tempo della stessa elezione, nulla, e indicando una delle vie ereticali che avrebbe seguito: “UM «PAPA» PARA O MOVIMENTO DE LIBERTAÇÃO DA IGREJA CONCILIAR”. Pro Roma Mariana 10 aprile 2013. Si trattava della «Teologia della Liberazione» in pillole di rivoluzione culturale.
In Argentina, tra i gesuiti, c’è un teologo della liberazione, Juan Carlos Scannone, discepolo di Rahner, che è stato specialmente legato a Bergoglio. Scannone è tenuto come uomo di vasta cultura, grande teorico del progressismo, mentre Bergoglio sarebbe l’uomo del popolo, pastorale e di azione pragmatica. Ecco due metodi gesuitici per arrivare allo stesso scopo.
“La Teologia della Cultura non si oppone alla Teologia della Libertazione”. Juan Carlos Scannone é dottore in Filosofia per l’Università di Monaco di Baviera, è licenziato in Teologia per l’Università di Innsbruck; Rettore dell’area di San Michele dell’Università del Salvador (Buenos Aires), direttore della sua Facoltà teologica, professore di greco dell’allora giovane Jorge Mario Bergoglio. Per lui: “Non ci sarebbe alcuna liberazione se non si libera la cultura dalle ideologie oppressive [cattolicesimo dogmatico?] e se questa non attinge al ‘pozzo’ dei valori e simboli della genuina saggezza e cultura popolare; se la cultura non è liberatoria sarebbe, in sostanza, ideologica”. Così, il teologo e filosofo argentino, spiega alcune delle caratteristiche della teologia elaborata nel loro paese, che molti chiamano “teologia della cultura e che non si oppone affatto a quella della liberazione ma, al contrario”. Piuttosto – come riconosciuto dallo stesso Gustavo Gutiérrez – è uno dei suoi aspetti. Così il teologo e filosofo argentino, spiega alcune delle caratteristiche della teologia sviluppata da loro. E in un’intervista a La Stampa del 26 luglio 2013, Leonardo BOFF ha spiegato che il nuovo «papa» è vicino al movimento della Liberazione, maturato in Argentina, «come teologia del popolo, e portata avanti dal gesuita Scannone, quando Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires.
Alcuni anni fa, nel “Centro per la Teologia della Liberazione”, la Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Lovanio, la questione sollevata era se la teologia della liberazione avesse cambiato paradigma dal socio-economico al culturale. La risposta è stata “no”, perché il primo rimane corrente come mai prima. Ho chiesto a Gutiérrez, e mi ha detto che – al massimo – c’è stato un cambiamento di enfasi, ma che – a suo parere – la cultura fosse stata presente fin dall’inizio. Se ci fosse qualcuno che volessi opporre la Teologia della cultura alla teologia della liberazione, stimava che dovesse attaccarsi alla seconda, senza ingiustizia a nessuna delle due. “Attualmente esiste in Argentina una nuova generazione di teologi e di teologhe, che seguono la breve ma fruttuosa tradizione della teologia latino-americana e argentina, cercando di rispondere alle sfide teologiche e pastorali di oggi”. Scannone è autore dei seguenti libri: «Irrupción del pobre y que hacer filosófico»; «Lo político en América Latina»; «Filosofar en situación de indigência» e «Religion y nuevo pensamiento» (Barcelona, 2005).

«CULTURA MODERNA CREATIVA»: CHIAVE PER APRIRE MOLTI ABISSI

Non c’è dubbio che attraverso l’«aggiornamento» della cultura, specialmente legata alla religiosità, si arriva ad ogni meta ideologica, si pensi a Gramsci e alla Scuola di Francoforte. Lo scopo era implicito: minare la cultura cristiana del così detto Occidente. Per quanto riguarda l’America Latina, questo programma, come si è visto, segue il modernismo europeo, che ha per meta il nuovo mondo ancora in parte digiuno delle rivoluzioni nei paesi «evoluti».
Si veda il covo rivoluzionario in America Latina rappresentato dalla scuola dei Gesuiti a Cuernavaca, Messico. Qui brilla Ivan Illich, nato a Vienna da padre croato e madre ebrea sefardita. Sin da bambino si dimostrò estremamente versatile: conosceva l’italiano, il francese e il tedesco come un madrelingua e imparò il croato, il greco antico lo spagnolo e portoghese. Nel 1944 studiò alla Pontificia Università Gregoriana di Roma per diventare sacerdote e fu ordinato nel 1951. Fu assistente parrocchiale a New York, nella diocesi del cardinale Spellman. Nel 1956 fu nominato vice-rettore dell’Università Cattolica di Porto Rico e nel 1961 fondò il «Centro Intercultural de Documentación» (CIDOC) a Cuernavaca in Messico, per preparare preti e volontari dell’Alleanza per il Progresso alle missioni nel continente Latino-Americano.
Il problema di molti gesuiti, era ed è proprio la grande erudizione e «creatività culturale», per cui alla fine non la dirigevano per cristianizzare ma per comunistizzare e ideare un nuovo ordine (v. Teilhard de Chardin). Dopo una decade il CIDOC entra in conflitto col Vaticano, e nel 1976 il centro è chiuso perché sovversivo col suo piano di educazione «rivoluzionaria». Il fatto è che già alla fine degli anni settata Illich aveva abbandonato il sacerdozio.
Qui mi son limitato a parlare delle fonti e concludo con le influenze esercitate di questi intellettuali sui prelati e preti latino americani. Per esempio sul famigerato vescovo di Cuernavaca, Mendéz-Arceo, che aveva già rivelato il suo filo marxismo durante il Vaticano 2. Appoggiò le rivoluzioni, da quella cubana alla sandinista. Mendéz-Arceo era amico di Illich. Oggi, abbiamo Muller, un prefetto per la fede, l’ex Sant’Uffizio, amico di Gutiérrez, della teologia della liberazione che, negli anni Ottanta, durante un soggiorno in Perù, visse due settimane con i contadini delle Ande e con i poveri delle baraccopoli e così capì la «teologia» nata dalla politica rivoluzionaria. Bergoglio è passato per esperienze analoghe in Argentina. Anche l’arcivescovo Romero, non era proprio un rivoluzionario, ma influenzato dal gesuita Rutilio Grande, quando costui fu assassinato, giustamente indignato, aderì alle sue idee e fu parimenti assassinato.

IL GESUITISMO MASSONICO E RIVOLUZIONARIO

Racconta oggi il gesuita Esposito: «Per la cena a capotavola c’era il Gamberini, che intonò il Padre nostro, poi, stando tutti ancora in piedi, prese un pane, lo spezzò e lo offrì al padre Caprile dicendo: “Il massone spezza il pane col gesuita”. Tutti ci scambiammo il medesimo rito, condividendo una gioiosa fraternità». Gli alfieri del dialogo si ammantavano dell’autorità di papa Giovanni XXIII, che da nunzio a Parigi aveva benedetto in segreto la doppia appartenenza alla massoneria e all’ordine di Malta del barone suo amico, Yves Marsaudon. Nel Vaticano 2 la richiesta esplicita di revocare la scomunica ai massoni fu sostenuta dall’ultraprogressista vescovo di Cuernavaca, Sergio Mendez Arceo. Poi, sono cominciate le pubbliche strette di mano tra capi della massoneria e cardinali come Cushing, Cooke, Cody e Krol, l’austriaco König, l’olandese Alfrink, i francesi Maurice Feltin, Marty e Etchegaray, il cileno Silva Henriquez, i brasiliani Lorscheider e Evaristo Arns. Paolo 6 sapeva e benediceva. Si limitava, però a invitare i preti a entrare nel Rotary. Sarà stato il caso di Bergoglio. Fatto è che la loro nuova «ideologia», ora bergogliona, è un fritto misto di gesuitismo massonico e libertario.
Sul loro relativismo il teologo Garrigou Lagrange dice: «Da dove ha origine questo relativismo che ha avuto il suo influsso questi ultimi tempi in certi ambienti cattolici? Esso deriva sia dal kantismo, sia dall’empirismo o positivismo, sia dall’idealismo evoluzionistico di Hegel». Sì, una evoluzione dall’ordine cristiano all’utopismo mondialista; il «peccato filosofico», di cui ho già descritto la storia, fa capire questa via per la finale apostasia universale del culto dell’uomo, che contamina soprattutto i bestioni che sgovernano il mondo attuale.

26 Risposte

  • Molto interessante apologia dell’origine “teologica” dell’apostasia odierna, con nomi e cognomi da ricordare per bene

  • Io credo, nella prospettiva dei messaggi mariani a La Salette e a Fatima, che la vittoria di Trump, la più che sicura vittoria di Fillon, il profilato successo di Hofer in Austria, l’energia ungherese di Horban, la Brexit, la quasi sicura vittoria del NO in Italia, metteranno in moto le reazioni del NOM e della massoneria, per cui si avranno, dal prossimo anno -centenario di Fatima e del rifiuto opposto dalla Chiesa alle richieste di Maria – moti popolari e repressioni, come si è visto in Francia con la legge penale contro la difesa della vita. Ma alla fine, come dice Cristo, chi avrà perseverato sarà salvo e il Cuore Immacolato di Maria trionferà.

  • Penso che credere al Messaggio di La Salette ci porta per forza alla questione: quando Roma perderà la fede e diverrà la sede dell’Anticristo? E la risposta è venuta a Fatima: i 3 Papi del suo tempo erano cattolici, ma «non avendo avuto la grazia di dare l’ascolto dovutoal la richiesta/aiuto della Profezia di Fatima», il papato è decaduto con lestofanti religiosi successivi. La dimensione di quest’alienazione apre le porte a questo centesimo anno di gravi conflitti difficili da sanare senza l’aiuto divino. Può questo aiuto venire senza il ritorno del Papa cattolico? No. Ecco il miracolo urgente che i cattolici rimasti devono supplicare, quando riconosceranno tale vuoto nefasto di sessant’anni e la sua «causa», sopra descritta.

  • Ed infatti, caro Daniele, il “santo Padre” che, secondo la profezia di Fatima, “dovrà soffrire” e che cadrà sotto i colpi dell’anticristo, non è certo Bergoglio, per cui io credo che, a breve, ci sarà un Papa cattolico restauratore, quello che sarà avversato dalla gerarchia massonica e che dovrà essere il martire finale.

  • Credo anch’io che il Papa cattolico restauratore, che speriamo breve verrà, sarà avversato non solo dalla gerarchia massonica, ma dallo stesso piccolo mondo tradizionalista. Infatti, in tale ambiente, chi prega intensamente perché venga? E se verrà, in modo inevitabilmente diverso da quello dei falsi conclavoni precedenti, quanti lo accetteranno? No, dovrà proprio essere il martire prescelto. Ma se avrà consacrato la Russia con i suoi, poi si capirà Chi lo ha suscitato.

  • Che ci azzecca il sì o il no con l’analisi di Blondet? il 70 per cento della normativa è imposta dalla UE a cui non frega un tubo bicameralismo o monocameralismo. AI leoni del mondo non credo che interessi questo referendum

  • Che il Card Müller abbia avuto simpatie per la teologia della lib. mi sembra una ca….a evidente

  • Se non interessasse, questo referendum, non avremmo avuto interventi di banche, capi di stato, ambasciatori, giornali tutti esteri ed espressione della lobby massonica. Il piffero fiorentino è stato collocato da costoro. Ora, ogni evento di portata storica di marca negativa ed anticristiana, va inquadrato nell’economìa e nel disegno divino di quei famosi “ultimi tempi” che – a quanto sembra – stanno arrivando. I segnali sono visibili a tutti: degrado eretico della Gerarchia, guerre, movimenti di popoli, invasioni, terremoti. . .

  • Il degrado eretico della gerarchia conciliare è massimo quando i loro esponenti si fanno propagatori d’idee avverse al Cattolicesimo; da Roncalli a Bergoglio, aperti alla massoneria e al modernismo; Ratzinger alla nuova teologia e ora Bergoglio alla teologia della nuova cultura libertaria; questi ultimi tenendosi un “prefetto per la dottrina della fede”, che non ha problemi a onorare da buon discepolo il «maestro» e padre della TL, Gutierrez, in Vaticano.

  • Purtroppo il primo risultato di questa domenica elettorale europea ha visto la sconfitta di Hofer in Austria e il successo di un “verde”; questo rincuorerà certamente il clero austriaco, già inebriato dalla “laudato sì” di Beegoglio. Non ci resta che sperare nella seconda manche, in una rimonta delle forze antimassoniche antiUE, vioè in una vittoria del NO in Italia. A domani, quindi.

  • Caro Catholicus, è vero, una prima sconfitta che rivela, nella nazione austriaca, ma con un 47% che tira dalla parte popolare e di cui il nuovo verde presidente “laudato si'” non potrà non tenere conto.

  • .. . .che rivela la pressione dei poteri sovranazionali, ma con un 47%. . . .
    (mancava questo nesso sintattico)

  • Manca un nesso sintattico al precedente messaggio laddove va scritto “che rivela la pressione dei poteri sovranazionali con. . .”

  • @ carlo maria

    Che il Card Müller abbia avuto simpatie per la teologia della liberazione. mi sembra una ca….a evidente
    Davvero ?
    Chiesaviva.com N° 454 novembre 2012 pag.11. Ma le sue ‘simpatie’ forse andavano ben oltre…
    In quanto al precedente azzardato commento le comunico che TUTTA la stampa internazionale e i canali televisivi negli ultimi giorni non hanno fatto che parlare del referendum italiano, scegliendo nelle interviste con attenzione ‘esclusivamente’ le persone che pendevano per il SI quindi le massonerie riunite hanno lavorato ai massimi giri: il catorcio verde Van der Bellen, lo sfidante di Hofer, è un massone dichiarato!
    Ovviamente quel fetente costrutto massonico chiamato anche UE, NON deve disintegrarsi, in quanto il lavoro distruttivo dell’Europa cristiana non è ancora ultimato. Il futuro non potrebbe essere più fosco di così.
    Comunque vada in Italia, le iene di Bruxelles
    Merkel compresa si sono riunite due giorni fa
    e hanno stabilito di ‘dare un a ripultita ai “siti
    e giornali on line alternativi” e che chiunque
    esprimerà dei giudizi critici o peggio diffonderà certe verità nei confronti del ‘Sistema’ sarà considerato TERRORISTA e perseguito come tale! !!! Erdogan docet!

  • Per l’intanto, l’affabulatore Renzi, il loquace mentitore, si dimette osannando tra le sue leggi, quella sulle “unioni in-civili” (ovvero omosessuali) poichè cari signori, HA VINTO IL NO ! E RENZI SE NE VA A CASA !!!!!

  • E questa, caro Mardunolbo, è una magnifica notizia. Renzi a casa, Boschi ad Arezzo e la corte dei rigoletti nel sottoscala.

  • noi artigiani non abbiamo avuto niente da questo pinocchio arrogante, niente … ieri avevamo solo una matita e una crocetta per dire che ci siamo anche noi, anche noi siamo figli di Elohim … e come scrisse Spaggiari nel caveau della banca che aveva svaligiato “Sans armes, ni haine, ni violence” abbiamo gridato la nostra voglia di contare, la nostra voglia di libertà … nessuno deve rimanere solo e noi in questi troppo lunghi mille giorni siamo stati lasciati soli, al freddo … SURSUM CORDA

  • Per la terza volta nella storia, gli italiani hanno dimostrato di essere un popolo, stavolta adulto, quindi, se dovessero essere fatti altri inciuci, alla fine butterà male…per chi li fa. La costernazione che ‘i mangiatori di spaghetti e i mandolinari’ abbiano dimostrato una coscienza pari al quella degli ‘english’ per quel che riguarda l’atteggiamento verso la UE, leggi Parlamento, è generale, poiché proprio a Bruxelles pensavano che gli italiani potevano essere identificati con ‘ i loro rappresentati politici ‘ che là albergano a dei costi che non possiamo permetterci http://www.repubblica.it/politica/2016/10/24/news/stipendi_dei_parlamentari_confronto_fra_italia_ed_europa-150461196/
    Diciamocelo francamente: non abbiamo persone valide da presentare sia nel nostro Paese che al di fuori, che non mancherebbero però, solo che non li fanno andare avanti, la casta fa muro, anche se perde i cocci da tutte le parti, per questo sarebbe il momento ideale per distruggerla. I volontari non mancano, tutti, anche quelli che usano il cervello solo saltuariamente, correrebbero a sanare questa nazione che ancora oggi ci invidiano e che è profondamente ammalata, lo dico perché negli ultimi giorni ho fatto una campagna in favore del NO a tappeto, sopratutto tra i giovani che ho trovato d’accordo e ben preparati ma temo che ‘solo provvisoriamente s’intende’ (sic) troveremo la stessa orrida compagine di prima, spostata sullo stesso scacchiere lercio. Questo governaccio mai eletto deve sparire così com’é, se poi qualcuno vuole ‘redimersi’ dovrà prima andare in un campo di rieducazione, che nel mondo non mancano. In Austria “se Atene ride Sparta non piange di certo” la FPŐ ha preso il 47% dei voti, ha i lavoratori e i sindacati dalla sua, inoltre il Presidente ha solo un ruolo di rappresentanza (non proprio da invidiare per il fisico) e politicamente non ha voce. Sono queste le vittorie a cui hanno brindato a Bruxelles. Consigli per gli acquisti: Chiunque dovrà governare in Italia NON vada più a prendere ordini a Bruxelles, ergo dai loro ‘padroni’.

  • La «ca….a evidente» di Carlo Maria: «Che il Card Müller abbia avuto simpatie per la teologia della liberazione. mi sembra una …», si basa su quale «evidenza»? Sandro Magister spiega in: «Quando Bergoglio sconfisse i teologi della liberazione» (TL): ´ROMA, 1 ottobre 2013 – Tra i pochi dirigenti di curia sinora confermati da papa Francesco alla testa dei dicasteri vaticani c’è l’arcivescovo tedesco Gerhard Ludwig Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede.
    Müller è discepolo e amico del peruviano Gustavo Gutiérrez, fondatore della teologia della liberazione, col quale ha anche scritto nel 2004 un piccolo libro, recentemente riedito in Italia.» Questo è il fatto. Poi i particolari, che io ho cercato di spiegare a chi mi legge: dopo Medellin e specialmente Puebla, gira una «teologia del popolo» affine alla TL, che è quella di Bergoglio, che, come il documento di Aparecida del 2007, esiste per riciclare la TL in salsa accettabile anche alla doppia Wojtyla/Ratzinger allora al comando. Per il moderato Gutiérres andava bene e si piegò, forse anche per opera di Muller. Non così Boff e altri. Ma il problema per la Fede resta acuto, per quelli che vogliono – sursum corda – vedere che si tratta dell’uso del Cristianesimo per aggiornarlo al servizio dei programmi modernisti che hanno in testa. Il V2 è questo per la operazione ecumenista e altro; lo è parimenti in modo estremato il «pensiero bergoglione».

  • @Silvano, molte categorie sono state lasciate sole. Il grande valore politico della vittoria enorme del NO è l’urlo di dolore e di rabbia di un popolo che si ribella con una matita ma in massa a un governo farlocco, guidato da un burattino in mano ai poteri forti. Cosa succederà poi? Lo vedremo. Ma qualunque cosa succeda non potrà non tener conto di questo dato politico incontrovertibile.

  • Se non interessasse non ci sarebbe andato quasi il 70% degli aventi diritto e soprattutto se son fregasse ai potenti del mondo, il governo non si sarebbe speso in questa maniera così assillante e dispendiosa (milioni di euro) in una campagna esasperante partita a Maggio…in gioco c’erano altri interessi. Il no ha fatto saltare il banco. Ora vediamo cosa ci aspetta per il futuro.

  • e, comunque, noi non dimentichiamo CHI ERA CON NOI E CHI ERA CONTRO DI NOI … anche visto il risultato dei voti degli italiani all’estero … che questi conigli bianchi su fondo bianco tornino in Italia a battersi con noi … fino a quel momento sono solo dei vili badogliani “che non meritano neanche un’occhiata ai loro incontinenti post”

  • @silvano, ci sono tre categorie di italiani che hanno lasciato l’Italia. I ricchi e collusi, e questo parecchio tempo fa, quelli che hanno cercato lavoro e l’hanno trovato solo all’estero, così come al solito arricchiamo ‘gli altri’ e i pensionati che in certi paesi non devono pagare le tasse, almeno per i primi due anni, che altrimenti qui li avrebbero messi in grave disagio, uno dopo aver lavorato per 40 anni vorrebbe almeno avere una vecchiaia tranquilla. Tutti ci ricordiamo il recente balletto sulle pensioni…Il Jobs Act e cavolate varie. Il punto cruciale per noi tutti risiede in quel che verrà, e cosa prevedono i Banksters della mafia kazara.

  • Sulla questione del NO nel referendum, mi pare sia anche un NO indiretto alla DC. E mi sta bene, perché tale demonocrazia, come diceva don Putti, è proprio quella contro la quale mi sono sempre battuto, perché approvata dai poteri forti che sgovernano l’Italia almeno dal ’48, mirando ad ogni compromesso storico, protetti dal voto al loro arco costituzionale; come voleva pure Gramsci. Le frecce sono state spuntate, ma l’arco marcito è continua sempre lì per fare i suoi danni, anche nelle teste degli imbranati.

  • @ Jade, ero rimasto in debito di una risposta. Se lei dice che ci sono tre categorie di italiani che hanno lasciato l’Italia, devo essere una categoria a parte perché sono a Fatima per una ragione diversa. Vengo qui dall’Italia dal 1986 regolarmente da maggio a ottobre perché abbiamo una casa e cappella dove si celebra la Santa Messa Non una cum, l’unica in Portogallo. Dunque per una osata testimonianza nel «cuore» stesso del culto ormai conciliare e ecumenista. Una lotta che si può anche intravedere dai miei scritti. Quanto al SI e il No referendari non vedo perché devono mettere uno contro l’altro; riguardano opinioni relative. La vera lotta per il cattolico riguarda questioni non negoziabili. Per questa si deve riservare le forze. È comico da parte di uno voler offendermi se non torno in Italia a battersi accanto a lui!! Idea tanto stupida che suscita la domanda: per cosa? per il campionato di sputo a distanza? Fa solo pena.

  • il “fa solo pena” del conclavista badogliano non è passato inosservato … e comunque non lascio ai traditori del si l’ultima parola

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