Verona, centrodestra alla prova Provincia: “i se le fa e i se le dise”

consiglio-provinciale-di-veronadi Matteo Castagna per www.vvox.it 

L’8 gennaio, data del rinnovo del nuovo consiglio provinciale, sarà una data interessante per capire cosa accadrà alle comunali di primavera

La legge Delrio ha modificato la legge elettorale per le Province. Prima si era detto che le si volevano abolire perché enti inutili e costosi. In realtà le si è svuotate di competenze e di economie e le si è parcheggiate in un angolo in attesa (lunga) di riordino. Però si è tolto all’elettore il diritto di voto, che sembra essere un po’ il pallino degli ultimi anni, a vari livelli. Così, non essendoci bisogno di campagne elettorali e promesse su promesse, sono elezioni che passano un po’ in sordina, prendendo solo i trafiletti dei giornali.

Sono, però, un banco di prova per testare alleanze e studiare strategie di Palazzo, per occasioni future. I suoi equilibri vengono decisi dai partiti attraverso elezioni con sistema proporzionale, effettuate solo dai sindaci e dai consiglieri comunali. Insomma, “i se le fa e i se le dise” – direbbero in riva all’Adige – ove il giorno 8 Gennaio 2017 gli amministratori dei 98 comuni scaligeri eleggeranno il nuovo Consiglio Provinciale di Verona.

Al di là di come la si pensi sull’opportunità o meno di mantenere in piedi questa istituzione (peraltro svuotata di fondi, come ha recentemente dichiarato il presidente Pastorello dicendo che non ha neppure i soldi per l’antigelo da mettere nelle auto di servizio), il dato interessante è sempre e solo politico. O meglio, è sempre e solo inerente i giochetti politici tra compagini e correnti, che la gente comune sente così lontani dalle sue reali necessità, da non sapere neppure che dopo l’Epifania si svolgeranno queste consultazioni. .

I partiti del centrodestra, forti della schiacciante vittoria del No al Referendum di Renzi, hanno ritrovato l’unità da tempo perduta e sono pronti a presentare la lista che vedrà anche esponenti di “Verona domani”, il movimento di Stefano Casali, già schieratosi per il No che, pur restando capogruppo della Lista Tosi in Regione, si schiera con la Lega, Forza Italia, Battiti, i centristi di Valdegamberi e Fratelli d’Italia. Ai tempi della Lega, il segretario nathional veneto nonché sindaco di Verona, avrebbe preso immediati provvedimenti, lui che ha espulso persone dal partito solo per averlo contraddetto o fischiato. Ma può essere che “Fare” epurazioni in questo frangente sarebbe sì coerente, ma non conveniente…

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