Araldo di Crollalanza, podestà, ministro e gentiluomo (I)

IL SINDACO CHE VORREMMO?

di Emma Moriconi

Scrive di lui Veneziani: ‘Barese dentro e fuori … ha costruito la Bari d’oggi, senza tenersi per sé una lira’Araldo di Crollalanza, podestà, ministro e gentiluomo/1

A lui, fascista e repubblicano, si devono molte opere pubbliche, dalla Fiera del Levante alle città di fondazione

‘Don Araldo, come lo chiamavano affettuosamente a Bari compagni, camerati e gente comune, era amato da tutti; tanto è vero che, a fascismo caduto, fu eletto ben sette volte consecutive al Senato nelle liste del Msi, ottenendo voti comunisti, socialisti e democristiani. Alla Camera votavano il loro partito per ragioni d’ideologia o di clientela, al Senato votavano Crollalanza col cuore e la memoria. E lui, nonostante l’origine valtellinese, era barese dentro e fuori, nell’anima e nell’inflessione. Perché don Araldo ha costruito la Bari d’oggi, senza tenersi per sé una lira’.

È quanto scrive Marcello Veneziani di Araldo di Crollalanza su Il Giornale nel gennaio 2001. E ne fa un ritratto avvincente ed eccezionalmente realistico, ripercorrendo la vita del podestà e ministro, mettendone in evidenza le opere più grandi e le straordinarie doti umane oltre che politiche. Montanelli ne parla come di un personaggio schivo, che ‘non fece mai mostra di sé’, aggiungendo che ‘Bari è in gran parte figlia sua (e tale ha continuato a sentirsi anche dopo il fascismo)’.

Infatti è Araldo di Crollalanza a creare la famosa Fiera del Levante, l’Università di Bari è opera sua, molte sono le cose che senza di lui non avrebbero mai visto la luce, al punto che ancora Montanelli riferisce: ‘una volta Di Vittorio mi disse “senza Crollalanza io non esisterei perché i miei genitori non avrebbero nemmeno avuto la forza di procrearmi”’. Opere come Podestà, e poi opere come Ministro dei Lavori Pubblici. A Don Araldo si deve la costruzione della Firenze-Bologna, il riassetto dell’Agro Pontino, lo sviluppo della città di Littoria, la nascita di città di fondazione come Aprilia e Pomezia, l’aver reso il Tavoliere delle Puglie una terra fertile e rigogliosa, la realizzazione di nuove sedi per i ministeri, strade, ponti (tra cui quello che unisce Mestre a Venezia, sulla Laguna), ferrovie e stazioni, la fondazione dell’Inpgi, l’istituto previdenziale per la categoria dei giornalisti.

Quando arriva il 25 luglio del ’43, Araldo di Crollalanza non ha parte al Gran Consiglio, dunque non può esprimersi. Ma anni dopo dirà: ‘sarei stato dalla parte del Duce, e poi avrei fatto il possibile per impedire la condanna a morte di chi era stato contro’. E infatti, pur non assumendo alcun incarico, aderirà alla Repubblica Sociale. Ancora Montanelli scrive: ‘dopo il 25 aprile … dovettero assolverlo in istruttoria: non una voce si levò ad accusarlo di qualcosa, e ogni indagine sul suo patrimonio risultò vana: l’uomo che aveva costruito città e redento province non aveva una casa, né un palmo di terra, né un conto in banca’.

Enrico Mattei, in un articolo de Il Tempo del 19 gennaio 1986 dedicato a questo straordinario personaggio del Ventennio all’indomani della sua scomparsa, titola: ‘Coerenza e rettitudine di un crociato della politica’, tratteggiando la figura di don Araldo come ‘sinonimo di onestà, di capacità, di lavoro e di organizzazione, di moderazione politica e disinteresse personale’.

Araldo di Crollalanza non è solo un grande amministratore e uomo dalle doti umane non comuni. Egli è anche giornalista, soldato (decorato per giunta), e sansepolcrista. Dopo la storica adunata milanese è segretario dei Fasci per le Puglie e la Lucania, poi Consigliere del Consiglio nazionale delle Corporazioni, poi appunto Podestà di Bari, candidato nell’aprile del ’24 nel listone Mussolini e dunque Ministro dei lavori pubblici. La sua appartenenza non è mai messa in discussione: nel 1919 fonda l’Associazione nazionale combattenti di Bari, dirige il settimanale ‘Adunata’ ed è membro del direttivo provinciale dell’Associazione stessa. E ancora la partecipazione alla Marcia su Roma, la segreteria regionale del PNF, la segreteria provinciale di Terra di Bari, l’iscrizione alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nel 1926 dove arriva al grado di console generale. E ancora gli incarichi ricoperti in organi di gestione come l’Ente di rinascita delle Tre Venezie, i consorzi di bonifica di Littoria e Pontinia, l’Istituto nazionale Luce, la presidenza della Consulta coloniale presso il Ministero per l’Africa italiana, la presidenza della Commissione Lavori pubblici della Camera dei Fasci e delle corporazioni. Nel corso della RSI declina l’offerta di incarichi ministeriali e si dedica all’attività di Commissario per la gestione straordinaria della Camera dei fasci e delle corporazioni e del disciolto Senato del Regno. (…continua…)

emoriconi@ilgiornaleditalia.org – Fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/la-nostra-storia/852746/Araldo-di-Crollalanza–podesta-.html#.WH-R8LbWxbE.facebook?refresh_ce

 

Una Risposta

  • Lo ricordo a Torino durante un comizio del MSI al cinema Massimo negli anni ’60.

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