Da Napoleone a Trump, l’arte antica del riposizionamento dei giornali

A ogni cambio politico corrisponde un cambio di rotta. I giornali sono come le navi, e devono seguire, a gonfie vele o di lato, il vento che gira. Lo facevano anche quando a governare c’era lui, Bonaparte

Non basta il mea culpa: serve anche il riposizionamento. Pian piano i giornali – la grande stampa americana e, in un certo modo, anche quella degli altri Paesi – cominciano a fare i conti con la realtà: il nuovo presidente è Trump e non si può più trattarlo come prima. Per cui, con un po’ di remi e un po’ di bolina, in silenzio si cambia la rotta. Il vento soffia da un’altra parte e bisogna pur sempre intercettarlo. E così Huffington Post non è più tanto violento.

In maniera sommessa, quasi nascosta, comincia a far trapelare che no, in realtà Trump non è un razzista. Almeno in senso tecnico no:

Ads by Kiosked

Schermata 2016 11 19 A 01

Eppure a febbraio la pensavano in maniera diversa:

Ads by Kiosked

Schermata 2016 11 19 A 01

Qui non si accusa nessuno, si registrano solo dei fenomeni. In certi casi le giravolte dei giornali somigliano sempre di più a quelle dei politici, ma questo non deve stupire. Né far gridare al complotto, né spingere qualcuno a stracciarsi le vesti. Il mondo è solo molto complicato.

Nella sola notte elettorale il New York Times si è trovato a dover modificare la propria homepage in modo imprevisto. Dai primi risultati “clintoniani”, ha raccontato ora per ora la rimonta dei repubblicani, la sorpresa negli swing states e, infine, la vittoria. È stato misurato, va detto e riconosciuto (anche se il “triumphs” poteva evitarlo).

Ads by Kiosked

Lio9511ly1yx

Meno misurato fu, a suo tempo (ma si parla di leader di altra caratura), il giornale francese Le Moniteur, fedele alla monarchia restaurata, che si trovò, di giorno in giorno, a raccontare il ritorno, imprevisto e indesiderato, di Napoleone Bonaparte dal confino all’Isola d’Elba: prima i toni magniloquenti e negativi, poi i toni magniloquenti e positivi. Dall’orco al “buon imperatore”:

9 mars. «Le monstre s’est évadé de son lieu d’exil»
(Il mostro è evaso dal suo luogo di esilio)

10 mars. «L’ogre corse a abordé au cap Juan»
(L’orco corso è sbarcato a cap Juan)

11 mars. «Le tigre s’est montré à Gap. Les troupes avancent de tous côtés pour arrêter sa marche. Il achèvera sa misérable aventure en fugitif dans la montagne»
(La tigre si è mostrata a Gap. Le truppe avanzano da tutti i lati per fermare il suo cammino. Concluderà la sua avventura miserabile da fuggitivo tra le montagne)

12 mars. «Le monstre s’est vraiment avancé jusqu’à Grenoble»
(Il mostro ha avanzato fino a Grenoble)

13 mars. «Le tyran est maintenant à Lyon. La terreur a saisi tout le monde à son apparition»
(Il tiranno è ora a Lione. Il terrore ha colto tutti alla sua apparizione)

18 mars. «L’usurpateur s’est risqué à approcher à soixante heures de marche de la capitale»
(L’usurpatore ha osato avvicinarsi fino a 60 ore di marcia dalla capitale)

19 mars. «Bonaparte avance à marches forcées, mais il est impossible qu’il atteigne Paris»
(Bonaparte avanza a marce forzate, ma è impossibile che raggiunga Parigi)

20 mars. «Napoléon arrivera demain sous les murs de Paris»
(Napoleone arriverà domani sotto le mura di Parigi)

21 mars. «L’Empereur Napoléon est à Fontainebleau»
(L’imperatore Napoleone è a Fontainebleau)

22 mars. «Hier soir, S.M. l’Empereur a fait son entrée publique, il est arrivé aux Tuileries. Rien ne peut dépasser la joie universelle»
(Ieri sera sua maestà l’Imperatore ha fatto il suo ingresso pubblico ed è arrivato alle Tuilieries. Niente può superare la gioia universale)

Un riposizionamento repentino e graduale: prima orco, poi Bonaparte, poi Napoleone, poi Imperatore. E poi è tutta gioia universale.

Fonte: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/11/23/da-napoleone-a-trump-larte-antica-del-riposizionamento-dei-giornali/32452/

Una Risposta

  • Alla fine si corre sempre con il vincitore finché lo rimane, dopo rimane il ‘crucifige’. Stavolta la situazione con Trump si era capovolta, alla fine certe situazioni a livello mondiale con i pericoli che tutt’ora rimangono opzioni aperte, hanno portato a più miti consigli, praticando la solita tecnica della porta girevole. Inoltre ci sono gli interessi personali, o delle caste, la carriera e il potere richiedono sempre certi ‘sacrifici’. E’ stato sintomatico che durante la cerimonia del giuramento Trump ha fatto parlare per primo un Rabbino, che ha nominato la parola God poche volte, ma non il loro, e si è rallegrato assieme a tutti i ‘fratelli ‘ sparsi nel mondo di questa elezione! In seguito ha avuto la parola un Pastore? il quale invece si è riferito a Cristo varie volte e alla fine un Vescovo cattolico di colore che ha fatto lo stesso.
    ” La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta”. A. Lincoln

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *