pellaiSegnalazione di Gianni Toffali (genitore di un alunno di Dossobuono)

Oggi le mamme della scuola primaria di Dossobuono hanno ricevuto su whatsapp un invito a partecipare ad un convegno filo gender (vedi allegato).

Incavolato nero, ho mandato email di rimostranza al vicesindaco di villafranca con delega alle politiche sociali e famiglia Nicola Terrilli.

In ordine, mia email, sua risposta e successiva mia controreplica…
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Il giorno 18 gen 2017, alle ore 18:13, giovanni toffali <gianni.toffali@gianni.toffali.name> ha scritto:

Caro Nicola, sono sempre stato un tuo simpatizzante. quando c’era da darti un voto, non mi sono mai tirato indietro.

oggi però, mi ha profondamente deluso!!

Come hai potuto patrocinare il sedicente psicologo  Alberto Pellai?

ma lo sai di cosa è capace questo inqualificabile? leggi qua sotto!!!

spero che sarai presente come lo sarai io…io verrò con l’intento di contestarlo dall’inizio alla fine!

gianni
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http://genderfluidbook.blogspot.it/2017/01/dilaga-lideologia-del-bambino-gia.html?m=1

martedì 10 gennaio 2017: Dilaga l’ideologia del bambino (già) competente e l’apertura agli estranei dell’intimo dei bambini.

L’educatore dott. Alberto Pellai col suo progetto “porco spini” svolge esperimenti affettivi sui bambini. Qui si mira a creare un legame intimo dei bambini con persone estranee ai genitori.
Linguaggio esplicito, esplorazione collettiva di parti intime, diario segreto. Per minorenni??!! Ma siamo ammattiti?
Questo signore propone un progetto tutto personale, sperimentale (cioè mai realizzato da nessun’altro prima) nelle scuole.
Questo teorico avrebbe perfino l’autorizzazione della CEI ad operare nelle scuole cattoliche.
L’importante è che i genitori siano completamente informati, io ovviamente terrei a casa i bambini.
“I bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove.”
Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino? Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino? Inoltre, perché poi non dovrebbero farlo con la stessa semplicità altrove? A questo punto basta solo che qualcuno li filmi. Qual è la distinzione con la pornografia? E’ proprio questo lo stile educativo da impartire agli educatori magari della scuola dell’infanzia? Come può un estraneo insegnare il senso dell’estraneità ad un bambino? Perché spingere estranei, e non già solo i genitori, ad entrare nell’intimo di un bambino? Se non fosse chiaro che lo scopo è quello di scardinare l’impianto e la differenza stessa fra il “se” e “l’altro” fin dal suo formarsi si sarebbe tentati di pensare che l’obiettivo di questi progetti sia esattamente quello di annientare le auto difese dei bambini all’aggressione al proprio intimo. E’ forse questa la teoria moderna che dovremo accettare come genitori?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”).
Ci siamo, quindi, documentati: nonostante il progetto persegua un obiettivo encomiabile, siamo costretti a ripetere che, soprattutto quando si tratta di bambini, il fine non giustifica i mezzi. E’ lecito e doveroso porsi, come del resto hanno già fatto diversi genitori, alcune domande, in particolare su alcuni moduli e strategie del PorcoSpini, nella speranza di poter ricevere risposte e delucidazioni dal                       Prof. Pellai e da coloro che sponsorizzano e sostengono, anche economicamente, tale progetto.
II gioco del semaforo. 
Attraverso questo modulo si intenderebbe insegnare ai bambini che esistono “carezze positive” e “carezze negative”. Come? Attraverso l’esplorazione e l’autodeterminazione. I bambini cioè decidono se il semaforo è giallo, verde o rosso a seconda di chi agisce la carezza. In questo modulo, i bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove. Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino?Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”). “Esploreremo qualsiasi argomento esca fuori con i bambini; è accaduto che si sia parlato di pornografia!” racconta chi presenta il progetto ai genitori. Ma davvero i bambini sono equipaggiati per poter padroneggiare questi argomenti senza esserne schiacciati e senza che questo ricada un domani sulle future relazioni sessuali? Così come ci appare fuori luogo la richiesta “Scrivi cose belle e brutte del sesso”. Alle elementari? Ed è davvero necessario usare un linguaggio volgare? Se pur ammettessimo, e la scienza ad oggi non lo ammette ancora, che sia necessario e fruttuoso parlarne, se non li educhiamo al rispetto della propria e altrui dignità, come possiamo pensare di aiutarli a difendersi da eventuali abusi?
 
Il diario segreto. 
“Caro diario…” è un quaderno a quadretti su cui i bambini vengono invitati ad esprimere ciò che sentono durante il percorso. Durante una riunione di presentazione è stato detto ai genitori che sarebbe stato proposto ai bambini questo diario segreto, dove scrivere impressioni durante il percorso, con queste parole: “Ai bambini diremo di non farvelo vedere, di lasciarlo a scuola. Naturalmente noi, se lo richiedete, ve lo daremo”. Come si concilia questa modalità operativa con il 5°modulo in cui si invitano i bambini a parlare apertamente senza vergogna con le figure di riferimento? Quali sono queste figure? Tra la teoria e la prassi i bambini sono sempre più portati a seguire la prassi. Se ad un bambino chiediamo di fare qualcosa (aprirsi con le figure di riferimento) ma nella pratica gli insegniamo a fare altro (avere un diario segreto), cosa farà? Non è contraddittorio che il bambino pensi di avere un diario segreto mentre, su richiesta, i genitori lo possono vedere? In questo modo, ad assumere un ruolo centrale nell’educazione dei figli risultano essere non tanto i genitori quanto gli educatori, che possono dire alcune cose ai bambini e farne altre con i genitori, che si ritrovano a dover chiedere il permesso per sapere delle cose sui figli.
Gli estranei.
Viene raccontato, durante lo svolgimento dei moduli che i bambini dovranno stare attenti anche agli estranei, quando questi ultimi parlano loro di sesso. Forse che gli stessi esperti che andranno a tenere questo corso, parlando esplicitamente di sesso, come abbiamo visto, non sono anch’essi degli estranei? Come farà il bambino a decidere chi è estraneo e chi non? Non si rischia che la prassi appresa, parlare cioè, di sesso con estranei per imparare a non parlar di sesso con estranei, metta in confusione il bambino e la sua capacita di discernere?
Questo progetto, come abbiamo anticipato, è ispirato da un libro dello psicoterapeuta Alberto Pellai, intitolato “Le parole non dette. Come insegnanti e genitori possono aiutare i bambini a prevenire l’abuso sessuale”, Ed. Franco Angeli (2000), nel quale lo stesso autore a pagina 91,92,93 afferma in ordine:
“In realtà sono sempre più numerosi gli studi di valutazione che dimostrano come l’educazione orientata alla prevenzione dell’abuso sessuale deve essere effettuata anche dagli stessi genitori.”
“[..] Reppucci e Haugard (che) hanno affermato che esiste il pericolo che gli effetti negativi che derivano da tali interventi possono abbondantemente sopravanzare quelli positivi [..].”
“In effetti molti ricercatori hanno messo in evidenza un incremento nelle paure dei bambini che hanno preso parte a programmi di prevenzione [..].”
Di fronte ad una letteratura spaccata e divisa sugli esisti positivi e negativi, agganciandoci ad una letteratura ampia e documentata che sostiene una notevole carenza di teoria circa la sessualità infantile[i] (la letteratura scientifica in merito presenta ancora pochi dati e non ancora collegati sufficientemente a delle teorie che permettano di comprenderli e integrarli) cosa insegniamo ai bambini? Come si fa a formulare adeguate strategie pedagogiche se non si ha alle spalle una valida e comprovata teoria scientifica? E dal momento che un’ampia letteratura scientifica[ii] afferma quanto la sessualizzazione precoce possa ripercuotersi negativamente sulla vita sessuale dell’adolescente e dell’adulto, auspichiamo di adottare un più realistico principio di prudenza, rispettando la responsabilità delle famiglie, ma soprattutto considerando il grado di maturità del bambino, nell’interesse superiore proprio di quel minore di cui si vuole tutelare l’integrità fisica e psicologica, in ottemperanza a quanto previsto nell’Art. 3 de “La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Come ci ha chiesto un genitore “Come si può pensare di insegnare il sesso a chi crede ancora a Babbo Natale?“.
 

sua risposta:

Gentile Giovanni,

Il dott.Pellai è già stato a Quaderni l’anno scorso. Io l’ho ascoltato e non ho trovato nelle cose che ha detto nulla che va contro i miei principi e i miei valori.
È unMedico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, si occupa di prevenzione in età evolutiva. Conduce corsi di formazione per genitori e docenti, e nel 2004 ha ricevuto dal Ministero della Salute la medaglia d’argento al merito della sanità pubblica. È autore di molti volumi, tra cui alcune favole per bambini.Io non sono a favore della teooria gender e non mi risulta che lo sia Pellai.
È stato contestato da chi è contro questa teoria per un equivoco sorto durante una sua conferenza.
Rispondendo ad un quesito ha risposto che nella sua esperiennza di educatore nella scuola questo problema non lo ha mai avvertito.
Anche a Quaderni un signore ha posto la questione e lui ha chiarito.Il tema dell’incontro non c’entra nulla con il
gender.Pellai è un cattolico apprezzato per la sua professionalità.
Certo che sarò presente.Siamo in democrazia quindi sei libero di esprimere il tuo dissenso con garbo e civiltà.
Quanto al fatto di averti deluso posso confermarti che questa tua mail mi ha altrettanto deluso.
Buona serata.
 
Nicola Terilli  nicola.terilli@comune.villafranca.vr.it

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mia controreplica: 

Scusa Nicola, delusione reciproca a parte, ma almeno, ti sei preso la briga di leggere attentamente il manifesto? 

Rieccolo, magari ti era “sfuggito”:

Costruire un dialogo sano, ricco e nutriente tra  maschi e femmine, ragazze e ragazzi dovrebbe essere semplice e naturale, ma non è un’affermazione scontata per tutti. Esiste ancora il gender gap, cioè la distanza che tra maschi e femmine generata dal semplice fatto che uno è maschio e l’altra è femmina, è tutt’ora molto potente e crea sofferenza, disagio e fatica, violenza, ineguaglianza a molte vite umane.

Riuscire a creare un  mondo migliore e più giusto per tutti, è un diritto che non ha genere.

Ci siamo noi, maschi e femmine.

Ma soprattutto noi esseri umani.

Non identici.

No quello no.

Ma uguali si.

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Le parole in rosso sono lapalissiane e di semplicissima interpretazione: la mascolinità e le femminilità sono esiziali, ergo i “confini” vanno abbattuti…facciamo dei bambini dei piccoli asessuati…o meglio, lasciamo scegliere a loro cosa diventare o essere…

Circa la tua certezza: “Io non sono a favore della teoria gender e non mi risulta che lo sia Pellai”. mi spiace ma devo smentirti.

ecco un paio di link, che, spero leggerai con attenzione

http://www.iltimone.org/32972,News.html

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/gender-ed-educazione-sessuale-sono-un-bene/

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quelli-che-lideologia-gender-non-esistee-scrivono-sui-giornali-cattolici-12222.htm

infine, ciliegina sulla torta, un’intervista dove il massimo teorico del gender, vale a dire colui che nelle conferenze si sgola a negarlo, sbugiarda se stesso:

http://www.vanityfair.it/news/italia/15/09/13/alberto-pellai-intervista-educazione-di-genere-scuola

Caro Nicola…tira tu le conclusioni….se hai un minimo di onestà intellettuale….