di Silvia Valerio

Ti svegli morbida e serena. Il sole splende, il clima è mite e tutto congiura a renderti iperfemminile. Apri la finestra e potresti avere un istinto materno nei confronti del piccione appollaiato sul davanzale.
Poi lo fai, l’errore. Dai giornali e dal web apprendi che nelle ultime ore, in varie città del mondo, ma soprattutto nella capitale americana Washington, sono state organizzate manifestazioni di piazza contro il neopresidente Trump. Per essere filologici, si tratta di marce. Nelle fotografie si vedono donne, ma non solo, che camminano inalberando cartelloni con scritte del tipo: Power to the pussyMy pussy my choiceBoobs not Bombs, e poi immagini inquietanti: organi sessuali femminili dentati o antropomorfizzati, per non parlare del vero simbolo della lotta, un berrettino fucsia acceso con due specie di orecchie pendenti, a rappresentare l’utero femminile. Effettivamente, già indossarli è un atto rivoluzionario.
 
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