CHIESA VIVA E LE FRECCE APOSTATICHE DEL 3º SEGRETO DI FATIMA

imageL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Il Cristianesimo, dopo la sua domenica delle Palme, di durata millenaria, passò al suo millennio di passione, in cui la Chiesa dovette vigilare sempre più affinché gli avversari di Gesù Cristo non intorpidissero con manovre di falsa conciliazione il suo clero, portandolo alla gogna dell’apostasia.

Nella Fede, si distinsero dall’inizio, quelli pronti a convertire il mondo e quelli propensi a convertirsi ai nuovi tempi. I primi, coscienti che la persecuzione alla Chiesa di Cristo è conseguente alla via tracciata dal suo Capo morto in croce, combattono la doppia battaglia, contro la decadenza propria e del mondo. I secondi, ritenendo irreversibile la scalata mondana, cercarono alleanze per convivere «cattolicamente» col mondo anticristiano.

In tal senso è sorta nei tempi moderni la politica delle grandi conciliazioni estesa al campo religioso; una politica dimentica del fatto che non ci sono articoli di scambio nel campo della verità. Trattare con quanto avversa la fede per avere pace svela avvilente ritorno alla miseria manicheista per cui diverse verità possono e devono convivere come il bene col male. E tale politica entrò poco a poco nella mentalità degli uomini di una Chiesa diplomatica.

Eppure, l’esempio che viene dal Signore e fu seguito fino alla morte, dal tempo dei primi cristiani ai nostri giorni in cui il cristianesimo è la religione più perseguitata del mondo, se non sempre con le armi, nella morsa di una politica sociale edonista che oscura la visione spirituale riguardo alla morte, al giudizio, all’inferno e al paradiso. Certo, il mondo moderno, abbagliato dalle luci dei grandi progressi materiali, ha promosso invece quegli spiriti illuminati decisi a «liberare» le coscienze dalle luci divine. Essi furono poi assecondati dai modernisti che fornirono a tale progressismo una loro «versione cristiana» che, come spiegato da san Pio X («Pascendi») parifica la Rivelazione divina niente meno che alla coscienza dell’uomo «naturalmente buono», creduto dai filosofi e preti modernisti!

La perversa incoerenza filosofica modernista consiste nel vedere l’idealismo immanentista, da cui proviene, come surrogato dei princìpi trascendenti che combatte. Il suo metodo è di ergere «valori contro principi», la ragione contro la fede, la scienza contro la religione, la sociologia contro la dottrina, il perdonismo contro la giustizia, la storia contro la Rivelazione. Ma per modernisti della risma di Roncalli, la Chiesa non ha nemici. Ecco la questione emblematica – allora i nemici erano ormai dentro la Chiesa, istituita per convertire le anime prese nella morsa del mondo, che soffoca il respiro del soprannaturale.

Oggi tutto ciò è schernito da quanti si accordano ai piani dei poteri terreni che operano per suscitare nella Chiesa un «nuovo corso» d’appoggio al nuovo ordine mondiale di marchio naturalistico. Ecco il lavoro interno della frecce apostatiche volute da tali enormi e subdoli poteri, dominanti la grande comunicazione. Si pensi alla promozione che la stampa ha fatto di figure lamentabili e vuote dal punto di vista cattolico come Roncalli, divenuto il «papa buono», il cui «pensiero moderno» si era messo al servizio del piano di umanizzare la Fede, per esempio sui novissimi. C’era bisogno» di una nuova «intellighenzia cattolica», apparsa col conclave in seguito alla morte di Pio XII; era l’ora della scalata dei poteri occulti per dominare il mondo e le anime, col concetto della «chiesa più aperta e universale». Tale «roncalpensiero» svolge l’idea che la Chiesa dovrebbe adottare un profetismo di «venture», un buonismo di misericordia senza condizioni; il «pensiero» prosseguito con Bergoglio.

Il Segreto di Fatima fu la loro pietra d’inciampo. Quando, come patriarca di Venezia, il 13 maggio 1956 fu inviato a Fatima come Legato pontificio, svelò allora l’idea di allineare quel Messaggio a una nuova pentecoste conciliare, ma avversa a conversioni. Li, davanti a mezzo milione di fedeli, pronunciò l’omelia in portoghese che aveva preparato su Fatima: “precorritore di una nuova Pentecoste del cui celeste effluvio ora cominciamo a misurare tutta la portata e le misteriose ricchezze”. Descrisse allora le apparizioni con poche parole. Sul Segreto e sull’Inferno disse: “Per il 13 luglio qualche incertezza. Ma Giacinta dice chiaramente risolvendo ogni dubbio: «No, il demonio non può essere; il demonio è tanto brutto e sta sottoterra». (Scritti e Discorsi del Patriarca di Venezia, Paoline, 1959, V.2, pp. 423, 425). Si noti l’ambiguità della frase pronunciata. Nell’apparizione, Maria aveva fatto vedere l’Inferno con i suoi demoni ai pastorelli; visione che ha formato la loro coscienza e volontà nel sacrificio per i poveri peccatori. E sappiamo come nella Chiesa la verità dei Novissimi e dell’inferno cominciava ad essere avversata. Per Roncalli, questa visione doveva essere ridotta a barzelletta pietosa! Era il modo come un chierico scaltro e vuoto riduceva la visione di Fatima, profezia di sventura, che aborriva, per farsi largo col suo «celeste effluvio» modernista.

La questione dei Novissimi, da allora sempre più abbandonata, torna ora nella prefazione di Vittorio Messori al libro di Vincenzo Sansonetti – «Inchiesta su Fatima. Un mistero che dura da cento anni». Non credo che dirà molto, e tanto meno sull’erezione del loro san G23. Costui, censurerò il Segreto, e pure l’intervista di Padre Fuentes prima della morte di Pio XII alla Veggente Lucia, poi costretta dal suo vescovo (per ordine dal Vaticano!) alla sua pubblica ritrattazione. Fatto è che le «profezie di sventura» disturbavano e disturbano ancora assai gli arcieri conciliari del Segreto di Fatima.

Don Villa di Chiesa Viva e il «Terzo Segreto»

All’epoca della pubblicazione del «Segreto» avevo preparato un lavoro sulla questione. Chiamai allora Don Villa per sentire se lo avrebbe pubblicato. Ho trovato una certa resistenza del Sacerdote già nell’ammettere l’autenticità della Visione profetica, che dimostra un simbolico attentato mortale contro la Chiesa e la Cristianità. Don Villa diceva: “Ma e chi sono questi a sparare per uccidere il Papa e quelli del suo seguito?” Rispose: -“Sono proprio quelle forze che attaccano la Fede e anche voi, che raggiunsero il bersaglio finale.” – “E le frecce chi mai spara frecce per uccidere?” rispose ancora: “Si capisce l’aspetto virtuale e per giunta di forze diverse dalle prima poiché interne alla Chiesa; frecce moderniste e apostatiche” (simbolo di conosciuto significato esoterico-occultomassonico).

A questo punto mi disse che la sua idea e di altri era un’altra. Ora si sa da Franco Adessa che la versione che riteneva buona riguardava solo il castigo come dedotto dalle ammissioni implicite del cardinale Alfredo Ottaviani che alludevano al segreto (apocrifo) di Fatima, di cui è stato promotore poiché a chi chiedeva se fosse vero diceva: «Pubblicate, pubblicate!» Si è visto quel che ha pubblicato “Chiesa viva” riguardo il supposto ‘Terzo Segreto di Fatima’. Si tratta della testimonianza di Franco Adessa, l’erede di don Villa, raccogliendo la visione del ‘segreto’ sostenuta dalla testimonianza indiretta del Cardinale Ottaviani, che conosceva i tre “segreti” di Fatima, di la Salette e quello, apocrifo, che potrebbe contenere qualcosa di vero. Dalle parti di esso approvate dal Pro-Prefetto del Sant’Uffizio, don Villa ha dedotto in tutto, poi trasformato in un libro, ma limitato alla parte del castigo, non di quella – più chiara nel 1960!

Sul card. Ottaviani va detto che, da elettore di Roncalli, non ammetterebbe mai che quella elezione di Giovanni 23 possa essere stata nulla. Perciò la visione de «Segreto», cioè del suo senso esplicito nel massacro del Papa col suo seguito, più chiaro nel 1960 era da evitare! Eppure, aveva visto il disastro che tale elezione causava nella Chiesa, e si era amaramente pentito di aver appoggiato Roncalli, al punto di pregare: «farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno morirò cattolico» («Carabiniere della Fede», E. Cavaterra).

Don Luigi Villa aveva capito la trama del Vaticano conciliare, ma a bloccare la sua piena testimonianza a riguardo era proprio la posizione dei suoi cardinali patrocinatori, Ottaviani in testa. Ha pubblicato un libricino per contestare G23 e tre per accusare Paolo 6. Ma senza arrivare mai al punto dell’accusa aperta, vera crociata sbandierata dal suo successore. Don Villa, quando ha scritto “La Chiesa di Paolo VI”, gli ho chiesto: “la falsa chiesa vero? Quasi si è offeso, come se non fosse il sunto della sua accusa. Ha pubblicato libri indicando le storture di Giovanni 23, Paul 6 e GP 2, troppo pesanti per essere taciute. Nei suoi ultimi anni, la sua rivista ha preso una posizione più aperta sugli “anticristi in Vaticano” (mgr Lefebvre), o anti-papa (Mons. Castro Mayer). Ma non si sentiva di andare oltre, mentre ora lo fa il suo erede.

Abbiamo visto che il Padre non accettò la terza parte del “segreto” pubblicata del 2000, e sollevò dubbi attorno alle interpretazioni di Ratzinger, insieme a Bertone e Sodano, che, in fondo servivano a espropriare il “segreto” a favore di Giovanni Paolo 2°. Ma ha usato questo altro testo, un falso segreto, che andrebbe visto come “segreto di Fulda”, questione di cui mi avevo occupato già dal mio primo libro, “Tra Fatima e l’abisso” del 1988, inviato a Suor Lucia.

Un mese dopo la Suora mi rispose attraverso la sua nipote Maria do Fetal, venuta a dirmi che il libro era corretto, ma troppo polemico! Non c’è da stupirsi! Si noti che il libro contiene anche la nota intervista a P. Agostino Fuentes, che la Veggente fu portata a censurare. Erano presenti alla visita della Fetal, il Rv inglese Robert Bellwood, della Santa Messa tradizionale e la religiosa francese, Marie Lucie Fouchet.

Tornando al «segreto» del cardinale Ottaviani nella testimonianza di don Villa, pubblicata poi da Franco Adessa, e che ripete il «segreto di Fulda», c’è molto da osservare. Lo ho fatto perché si sappia che è servita sempre per deviare dalla vera visione del «Terzo Segreto», e quasi certamente nel senso visto sopra di non contestare l’elezione di Roncalli-G 23, cui la visione autentica del massacro papale – più chiara nel 1960 – lo farebbe, come sostengo.

Rivedendo quel che si nota nel testo del “Segreto apocrifo”, pubblicato dalla rivista tedesca di Stutgard «Neues Europa» il 15 ottobre 1963, che fu «confermato» da Giovanni Paolo 2° nella sua visita del 1980 in Germania nella frase sul castigo, registrata e autenticata per essere pubblicata dalla rivista Stimme des Glaubens (10-81). Qui è riprodotta coi commenti di Sì sì no no, nº 2, anno VIII (jan. 82). “Domanda: “Che ne è del terzo segreto di Fatima? Non doveva essere pubbli­cato già nel 1960?”. Giovanni Paolo II risponde: “Data la gravità del contenuto, per non incorag­giare la potenza mondiale del co­munismo a compiere certe mosse, i miei predecessori nell’ufficio di Pie­tro hanno diplomaticamente prefe­rito soprassedere alla pubblicazio­ne”. “Nel sessantaduesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, su ‘Sì sì no no’ a.V, n. 5, scrivemmo a riguardo del “terzo segreto”: “L’averlo taciuto… è equivalso a tac­ciare la Regina del Cielo di imprudenza e di inopportunità, è equivalso a ritenere la prudenza degli uomini superiore alla prudenza del Cielo (gli uomini sono ca­paci di tutto!!)”. Giovanni Paolo ce ne dà, ora, la conferma e… ha proseguito: “D’altra parte a tutti i cristiani può essere sufficiente sapere questo: se vi è un messaggio in cui sta scritto che gli oceani inonderanno intere parti della terra, che da un momento all’altro milioni di uomini periran­no, non è davvero più il caso di bramare tanto la divulgazione di un tale messaggio segreto”. Ripete così, quasi alla lettera, la profezia apocalittica dell’uffi­cioso “terzo segreto”, che circola, mai smentito (da Ottaviani), da anni: “…le acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma s’innalzerà sconvol­gendo, e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora…” (cf. n° cit. p. 1). “Nel tentativo di giustificare il silenzio dei suoi predecessori, Giovanni Paolo II ha, poi, affermato: “Molti vogliono sapere semplicemente per curiosità e gusto del sensazionale, ma dimenticano che sapere comporta anche una respon­sabilità. Si cerca soltanto l’appagamento della propria curiosità e ciò è pericoloso, se non si è in pari tempo disposti a far qualcosa, se si è con­vinti che nulla si possa fare contro il male”. « A questo punto GP 2 afferrò il Rosario e disse: “Ecco il rimedio contro questo male. Pregate, pre­gate e non chiedete altro. Affidate tutto il resto alla Madre di Dio.”

L’ATTUALE «ANATEMA AL FRAMASSONE ANTIPAPA FRANCESCO»

Franco Adessa mi aveva scritto che ha trovato sulla scrivania di don Villa il mio libro su Fatima. In esso elencavo i fatti cruciale per la Chiesa«più chiari nel 1960», ossia a partire del «Conclave del 1958» a cui il cattolico deve riferirsi se vuole affrontare la vera questione della missione del successore di Pietro per continuare ad operare seguendo il compito affidato agli Apostoli da Gesù, ossia di convertire i popoli della terra, prima di tutti il suo, gli ebrei, alla verità per cui è venuto al mondo. Gli uomini elevati a cariche di magistero, rimediano alla propria limitazione procedendo per amore a Gesù Cristo, alla Sua Parola, alla verità da Lui tramandata, conoscenza unica assicurata dall’Autorità di Dio in terra manifestata nella Sua Chiesa. Quando i credenti dimenticano l’importanza di questa presenza, o peggio, prendono  l’impostore per rappresentante di Dio in terra, siamo all’abominazione che segna l’inizio dei castighi finali.

Il Conclave del 1958, realizzò lo scopo d’introdurre l’umanismo massonico nella Sede del Vaticano, i cui risultati si vivono, ma il cui esito si sa solo che passerà per l’immane castigo che le profezie e i «segreti», anche questo apocrifo di Fulda, annunciarono. Il colpo da maestro di Angelo Roncalli, chierico di cervello fine a cui deve la carriera andata oltre le possibilità delle sue doti religiose e intellettuali, è tratto. Importanti osservatori politici lo avevano notato, anche con amicizia. In particolare cito alcuni scrittori non italiani poco propensi a commenti reverenziali.

Robert Kaiser, accreditato per seguire il Vaticano 2 come corrispondente del «Times magazine» ha stretto rapporti di amicizia con Giovanni 23 e lo descrive come «genio politico» che sotto l’apparenza di umile prete d’origini contadine era un «astuto rivoluzionario» (Robert Blair Kaiser, «Pope, Council and World», N.Y. Macmillan, 1963). Anche M. Trevor («Pope John», N.Y. Doubleday, 1967) nota che molti vedevano nelle attività di Giovanni 23 un aspetto «machiavellico». I, Avro Manhattan («The Vatican Moscow Alliance», N.Y. RalstonPilate, 1977) intravvedeva in lui un «rivoluzionario determinato» e un «Papa socialista».

Come si vede «l’enigma Giovanni 23» ha sollevato molti interessi già in quel periodo critico per la Chiesa e per il mondo. I più sagaci capivano che Roncalli anticipava una nuova classe di «rivoluzionari religiosi» dedicati a stabilire in modo occulto un nuovo ordine democratico, di cui una nuova chiesa universale sarebbe divenuta la gran «animatrice». Il MASDU!

Ma i gran prelati, come Ottaviani, frenavano i suoi amici, come don Villa, perché lo rispettassero come papa legittimo, raggirando perfino le possibili indicazioni dell’evidente realtà venute dalla Profezia di Fatima! Ecco il grosso guaio: gli ostacoli creati alla giusta resistenza dentro la stessa Chiesa.

Ora abbiamo l’anatema di «Chiesa Viva» a Bergoglio. È vero che esso si rifà alla Costituzione Apostolica «Cum ex apostolatus» di Papa Paolo IV. Ma questa doveva essere pubblicata da anni. Don Villa l’ha richiesta a noi per poi bloccarla. Un lavoro fatto con cura dove pure un preclaro Giudice aveva messo del suo. Si temeva che fosse applicata alla realtà che si viveva nella Chiesa? Ma se esisteva proprio per questo fine. E la situazione si è incancrenita coi nuovi «papi conciliari» al punto che ora si pubblica questo ANATEMA, che ha un po’ l’effetto di una «bomba bagnata», che non può esplodere per mancanza della miccia, che sarebbe il nome del «Alto Prelato» che accusa Francesco di essere un “eretico” al servizio di satana.

Ripete sì il Vangelo: «Sorgeranno molti falsi profeti (di venture) e inganneranno molti». Sì, dalla morte del Papa Pio XII! È vero, anche questo è giustamente rilevato dopo il 1958: «Non c’è stato più un Romano Pontefice canonicamente validamente eletto».

Per colmare il buco, però, si ripete il caso dell’«elezione di Siri – rimanendo legittimo e sovrano pontefice e Vicario di Cristo (Gregorio XVII) fino alla dipartita nel 1989!» E il poteri occulti nel Vaticano sono cresciuti a dismisura a punto di avere eletto Bergoglio e fatto santi G23 e GP2!

Si afferri certamente il Rosario per pre­gare e fare sacrifici, e chiedere l’intervento del Signore nella Chiesa affidata alla Madre di Dio. Fu promesso: “Alla fine il Mio Immacolato Cuore trionferà, il Papa mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e ci sarà un periodo di pace”. Ecco la promessa luminosa di Maria per il gran ritorno legato alla verità dell’intervento ottenuto dalla Mediazione della Madre di Dio che, confermata dal vero Papa, sarà pegno della generale conversione per la salvezza di molti. Un programma per la Chiesa di Dio: che Roma torni ad essere profondamente Mariana e si avrà pace!

33 Risposte

  • Riguardo alla versione del “terzo segreto” pubblicata da “Chiesa viva”:
    Incontrai più volte don Villa, e mi ricordo bene che già mi si era accennato alla “versione diplomatica”, cioè quella di cui il card. Ottaviani disse che “si può pubblicare”. Chiesi esplicitamente a don Villa, cosa ne pensasse di tale versione. Lui mi disse che non era certo della sua autenticità, ma che il card. Ottaviani, non si espresse esplicitamente in tal senso, e diede solo il suo assenso a diversi sacerdoti (tra cui il padre Werenfried van Straaten), che si poteva pubblicare. Ma Ottaviani nè don Villa mai dissero che la “versione diplomatica” del terzo segreto, fosse quella autentica. Anche perchè tale versione, poi pubblicata su “Chiesa Viva” dopo la morte di don Villa, non contiene tutti gli elementi fondamentali di cui hanno parlato i diretti testimoni che l’hanno letta, e che poi hanno espresso parti del suo contenuto: card. Ciappi, card. Oddi (che entrambi dissero che nel terzo segreto si dice che “la grande apostasia inizierà dal suo vertice”, cioè da un antipapa), o mons. Ingo Dollinger, che testimoniò che “nel terzo segreto si parla di un cattivo concilio e cattiva messa”, quindi se sono ‘cattive’, sono invalide e promulgate da antipapi, in quanto un Papa non può mai dare cose nocive dottrinalmente, ai fedeli. Quindi, il terzo segreto parla di antipapi, e di una falsa controchiesa, nata da un invalido conciliabolo. In tal senso, si espresse velatamente e implicitamente anche padre Malachi Martin, che fu segretario di Augustin Bea.
    Riguardo alla “versione diplomatica” del terzo segreto, poi pubblicata da Adessa, sappiamo che già nel 1963 la rivista tedesca “Neues Europa” pubblicò un articolo asserendo che, il 1° ottobre del 1963, l’antipapa Paolo VI avrebbe fatto pervenire al presidente sovietico e americano (Kennedy e Kruscev), un estratto del terzo segreto, con l’intenzione di dissuaderli nella corsa agli armamenti.
    Due dei maggiori studiosi degli eventi di Fatima, Frère Michel de la Sainte Trinité e padre Joaquin Alonso, smentirono il testo di quel segreto, chiamato “versione diplomatica”, giudicandolo inattendibile. Frère Michel, reputò che nel documento “vi sono effettivamente alcuni temi del vero segreto”, non sapendo però
    se per pura coincidenza o per “indiscrezioni romane”. E noi sappiamo che le “indiscrezioni romane” ci furono, eccome.
    Padre Joaquin Alonso, che aveva frequenti incontri con suor Lucia e quindi riceveva i suoi consigli e pareri dalla sua viva voce, disse: “In questo testo tutto è falso e
    inautentico: la notizia rumorosa della comunicazione del testo da parte del Papa ai capi di Stato; gli errori storici che vi si trovano; la struttura letteraria, così diversa da quella usata da Lucia nei suoi autentici resoconti; le idee stesse che non concordano con quelle della veggente”.
    Tale netto e chiarificatore pronunciamento, è stato espresso dallo studioso di Fatima Frère Michel de la Sainte Trinité, nel libro “Toute la vérité sur Fatima”, Editions de la Contre-Réforme Catholique, vol. III, pag. 436.

  • Pastor aeternus. Chi dirà che può mancare un successore a Pietro (non un anticristo). Sia anatema.

  • Gentile signora Angela, non mancò forse il successore di Pietro centinaia di volte nella storia della Chiesa?
    Fra la morte di ogni Papa e l’elezione del successivo?
    Esiste un solo documento di MAGISTERO che indichi il TEMPO MASSIMO durante il quale la Chiesa può restare senza Pontefice?
    Anche lei concorda sul fatto che un eretico non può essere Papa, quindi non c’è bisogno di un Gregorio XVII, di un Gregorio XVIII, ecc. per salvarne l’indefettibilità.

    Fra un Papa e il successivo non esiste un “tempo massimo” superato il quale l’indefettibilità della Chiesa viene compromessa: ma se lei crede che esista, indichi la durata di tale periodo e il documento magisteriale che affermerebbe ciò!

    Cordialmente,
    Diego

  • C’è chi sostiene la tesi di un papa eretico e chi un mezzo papa onde giustificare la verità-infallibile di Pastor aeternus. Non si erra nell’affermare che il Papa ci dev’essere. Ma terra-terra a nostro umile giudizio basta vedere i frutti di questa miserrima realtà ecclesiale che vuole a tutti i costi fare a meno del Papa dal 1958- ovvero da 60 anni- (e intenderebbe continuare vita natural durando almeno? Anche perché tutti scomunicati e dimessi dalle poltrone dalla Cum ex apostolatus officio). Sono frutti protestanti e lei sig.Diego non lo può negare visto che le opinioni sono plurime anziché una come diciamo nel credo cattolico. Si dice che morto un Papa se ne fa un altro, qui invece si fanno tanti papetti. I tempi si son fatti eterni? Se a lei va bene a me no perché il mio battesimo fu cattolico, non anglicano, luterano, calvinista.

  • (…) Ma terra-terra a nostro umile giudizio …

    gli effetti delle visioni stupefacenti bosniache possono perdurare nel tempo …

  • Il Codice di diritto canonico e le Costituzioni speciali De eligendo SP son fatte per i tempi normali e non possono prevedere l’imprevedibile. D’altra parte sono di diritto umano, non divino, quindi, quando cessano le circostanze previste (la scomparsa di tutti i cardinali validi) si ritorna necessariamente ai criteri essenziali precedenti la formulazione dei codici: cioè a come si faceva nel primo millennio a Roma per tradizione apostolica (=diritto divino). Qualche membro del clero romano che abbia conservato la vera fede sarà rimasto sicuramente e qualche vescovo autentico per consacrare l’eletto pure, perché di fede la Chiesa è indefettibile, anche se ridotta a piccolissimo resto. Non preoccupiamoci di cosa escogiterà Nostro Signore per riannodare i fili del Papato e mentenersi fedele alle promesse: non ci riguarda. Se veramente esistesse un successore valido di Siri, dovrebbe mostrare di esistere, perchè che vi sia o non vi sia al momento, senza governare non serve a nulla e non cambia niente. Quando e se verrà fuori, allora valuteremo le sue pretese e gli sarà difficile dimostrarlo. Di sicuro possiamo concordare su una cosa: Bergoglio non è papa.

  • Rettifico e preciso: Diritto umano qui nel senso di Diritto ecclesiastico, non divino.

  • @Angela/Giona/Cattolico2/Vattelapesca

    i documenti citali interamente:

    Se qualcuno dunque affermerà che non è per disposizione dello stesso Cristo Signore, cioè per diritto divino, che il beato Pietro abbia per sempre SUCCESSORI NEL PRIMATO sulla Chiesa universale, o che il Romano Pontefice non sia il successore del beato Pietro nello stesso Primato: sia anatema.

    Si parla di Primato. Ovvero è fatto anatema a chiunque affermi che il PRIMATO non spetterà sempre e solo al Successore di Pietro sino alla consumazione dei secoli. Anche il titolo del paragrafo in questione lo chiarisce! Smettila con i tuoi maldestri e sconclusionati tentativi di giustificare i tuoi deliri! Se fosse per le tue bislacche e assurde teorie, Cristo avrebbe dovuto disporre che ogni Successore del Beato Pietro l’avrebbe direttamente partorito il Papa in carica sul letto di morte! Ripigliati!

  • ABBIA PER SEMPRE successori nel primato. ..sino alla fine. Se non c’è il primato cosa dura fino alla fine dei secoli?

  • Ah guarda certamente non si riferiva al tuo cervello che è da mo’ che s’e’ esaurito!

    Significa che sarà anatema a chiunque oserà mettere in dubbio o disconoscere che IL PRIMATO spettera’ sempre e solo al Succesore di San Pietro. In poche parole Wojtyla,Ratzinger, Bergoglio e chiunque si sia separato dalla Comunione con la Sede romana e’ già incorso in questa scomunica!

    Fai tanta tenerezza Angela…

  • Ad abundantiam, eccoti un esempio pratico di come leggere il passo in esame:

    http://www.radiospada.org/2013/07/j-ratzinger-e-il-primato-di-pietro/

    dopo di che il mio consiglio è quello di assicurarsi se nel tuo comune di residenza sia stato attivato un corso di italiano per stranieri o analfabeti e, qualora l’abbiano previsto, di prendervi parte! Addio e non scolarti n’artro fiasco per convincerti d’aver ragione, mi raccomando!

  • Ah un’altra cosa, sig.ra angela:
    la vedrei bene con l’ing. Adessa di Chiesa Brilla a tracciare forme geometriche sulle montagne o altro, sareste capaci di scoprire triadi massonico sataniche anche nelle vostre camere da letto! http://www.chiesaviva.com/500%20mensile.pdf

    I manicomi, vanno riaperti i manicomi, non c’è niente da fare, occorre cominciare dalla riapertura dei manicomi!

  • Andrebbero aperti anche dei centri di educazione civica che insegnino che cosa è l’etica nelle contestazioni. In quanto all’ing. Adessa è considerato uno dei più profondi conoscitori della massoneria e delle sue simbologie Non basta sparare all’aria, bisogna controbattere con degli argomenti seri e prove alla mano e non sostituirli con dei rigurgiti che lasciano il tempo che trovano, ma satana sarà soddisfatto.

  • @ Jade
    D’accordo provvederò a trovarne e frequentarne qualcuno, lei però faccia il favore di prenotarsi per l’eventuale prossima apertura di un manicomio! Può sempre chiedere di condividere la stanza con l’esperto di massoneria! Scherzi a parte, non è questione di educazione ma di obiettività: l’odierna attività bislacca(per non dire folle o temeraria) dell’ing Adessa screditano anche quello che di buono e serio ha fatto in passato sotto la guida di don Villa! La verità fa male, ma qualcuno dovrà pur dirla, non crede?

  • Questo articolo per certi versi, sopratutto nella parte che riguarda Chiesa Viva, piacerebbe ai suoi storici detrattori. Comunque andiamo per gradi, iniziando da Roncalli che pare venga in qualche modo sdoganato, in base a un giornalista, Robert Kaiser, che ha passato una gran parte della sua fulgida carriera nel Washington Post, un paper da molti oggi considerato un araldo dei neocoon, nelle Fake News. Kaiser ha giudicato Roncalli un ‘socialist’ ma “molto intelligente” !!! Allora tutto si spiega! Roncalli era invece comunista, in quanto tale non tenne conto della scomunica ai comunisti, [CHE PERDURA TUTT’ORA], che con un decreto della Congregazione del Santo Uffizio, pubblicato il 1º luglio 1949, quindi sotto Papa Pacelli, dichiarava illecita l’iscrizione al partito comunista nonché ogni forma di appoggio ad esso. La Congregazione dichiarava inoltre che coloro che professavano la dottrina comunista erano da ritenere apostati quindi incorrevano nella scomunica. Togliatti aveva una corsia preferenziale per raggiungere gli appartamenti papali e il resto si trova sul libro di Franco Bellegrandi “Nikita Roncalli” https://apostatisidiventa.blogspot.it/p/nikita.html.
    A Istambul, nominato dal Vaticano Vicario apostolico, delegato in Turchia, e contestualmente per la Grecia, fu iniziato alla massoneria, i più cauti lo dichiarano ‘un simpatizzante’, ma anche la massoneria fu scomunicata nel 1738 dal Papa Clemente XII.
    (segue)

  • Su Wojtyla invito a leggere la documentatissima e voluminosa monografia dedicatagli da Don Villa.
    Giov.Paolo II era tra l’altro un satanista come ha voluto documentare lui stesso: a) Davanti alla Chiesa delle Beatitudini, seduto su uno scranno in cemento armato dallo schienale altissimo nel quale era gravata, una croce rovesciata, b) il suo pastorale con quell’ osceno Cristo appeso come un fallito, c) facendo sconsacrare la più antica cappella in Vaticano, chiamata Paolina, in seguito riconsacrata da Ratzinger. “Aveva il Sto. Rosario…”, ovviamente per ingannare come il demonio usa, [inoltre la frase vera era di Padre Pio…”prendiamo l’arma” ovviamente adattata pro domo sua] sopratutto quando si vede il suo stemma massonico con i simboli che si vedono in TUTTE le logge, con il famoso Totus Tuus, altra somma blasfemia, come quella di aver preteso di far incastonare la pallottola dell’attento nella corona della Madonna di Fatima, che però NON doveva ucciderlo, ma era servito da monito, per i tempi futuri.
    Criticare una persona morta, che non si può difendere, o almeno controbattere, denota un certo squallore, mi riferisco alle sferzate dal tono piuttosto accusatorio e sminuente nei confronti di Don Villa.
    (segue)

  • Bisognava averlo conosciuto bene, per capire certe sue impostazioni, sopratutto una: amava molto la Chiesa e si disperava per vederla in quello stato, al punto di essersi segregato volontariamente per quarant’anni, dopo aver ricevuto da Padre Pio l’incarico di combattere la massoneria nella Chiesa, quando era ancora in Vaticano, cosa che fece rimediando sette attentati di cui il primo a Parigi gravissimo. Sperava sempre in un miracolo, per cui gli ripugnava di dare l’affondo finale, cosa che poi invece fece di fronte all’ evidenza. In quanto alla ‘bomba bagnata’, per contro in Vaticano ce ne sono a bizzeffe asciutte, molte già usate come notiamo da tempo. Inoltre l’articolista, che pare abbia fatto di Fatima il proprio cavallo di battaglia per eccellenza, senza peraltro aver trovato la soluzione al suo dilemma, farebbe piacere che dedicasse un po’ di tempo al tempio massonico chiamato anche il ‘Nuovo Tempio’ ? di Fatima, costruito accanto al Santuario che dall’alto il pilota brasiliano dovrebbe aver visto e sembra una griglia per il barbecue, e aveva ricevuto l’entusiastico plauso di Wojtyla.
    L’UNICO CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE CERTE TERRIBILI VERITA’ E’ STATO VILLA almeno per questo un po’ di rispetto gli sarebbe dovuto, cqe. l’edizione inglese del suo mensile è molto diffusa anche negli USA, dove, checchè si creda, il cattolicesimo è ancora forte!

  • @Jade
    io penso che se vi è uno che sta mancando di rispetto al reverendo don Villa questo è proprio l’ing. Adessa che, tra i gli altri suoi imbarazzanti deliri, spicca nientemeno che l’accusa di omicidio rituale satanico a carico di Ratzinger e Bergoglio, avendo come uniche prove le “accuse” di un inesistente tribunale, avente competenze sui crimini dello Stato e della Chiesa! Senza contare le mille altre idiozie in cui si è
    profuso! Vogliamo parlare del sedicente Alto Prelato il quale se mai esistesse sarebbe da considerarsi un povero delirante imbecille? Ho tentato di mandare all’ing. Adessa tempo fa un email, consigliandogli di smetterla con queste fregnacce onde evitare di pregiudicare la bontà e serietà della precedente attività di don Villa. Non mi ha mai risposto! Deduco che o abbia scherzato o che sia diventato scemo, tertium non datur, purtroppo!

  • Molti simboli massonici sono di origine cattolica. Ora bisogna vedere il significato e la valenza che a loro attribuisce la nuova chiesa conciliare…

  • Mi si accusa in questi termini: «iniziando da Roncalli che pare venga in qualche modo sdoganato, in base a un giornalista, Robert Kaiser… della fulgida carriera nel Washington…». Ma se quel che ripeto è che anche si suoi simpatizzanti descrivono quel che era… ma a Roma non lo sapevano? Mancanza di rispetto per don Villa? Jade, provi a essere più serio. Se dico che di molte cose le avevo informato io, e posso provarlo, manco di rispetto? Cosa sarebbe, allora, pubblicare il materiale mandato occultando il nome dell’articolista (A. Daniele) perché mal visto da molti come sedevac. o altro? Il lavoro su Wojtyla aperto anche al vodù in Africa è stato mandato da me, ma omesso il mio nome anche dopo la segnalazione. Senza parlare di tante traduzioni e foto. Un lavoro di anni!
    Una volta, anche il lavoro dei vivi (avversati che fossero per la dura battaglia) meritavano rispetto; e pure gli scarsi, in vena di critiche, qualche «prova» le portavano per accusare. Hanno, allora ragione da vendere i professori che si lamentano in un manifesti pubblico che gli italiani della nuova leva non capiscono cosa leggono. Aggiungerei, vanno a tentoni – per sentimentalismo, pure nelle materie più gravi!

  • Per quel poco di cervello che sopra-vive in me, devo dire che chi sia l’alto prelato presumo averlo compreso. Non lo condivido tuttavia malgrado mi diranno gli “amici” che non è vero che ho capito chi sia.

  • @ alessandro. Si può essere dissenziente, secondo un proprio punto di vista, ma quello che è disturbante sono gli insulti gratuiti. Si dice che gli insulti sono le ultime armi di chi non ne ha altre, comunque squalificano quelli che li usano. A proposito di manicomi:quelli che dovrebbero andarci, ma in quelli criminali legati al letto di contenzione per sempre, meglio se con la mascherina di Lector, sono coloro che sono affetti da pazzia lucida, malattia dal punto di vista psichiatrico incurabile, la più parossistica forma di satanismo, che vogliono a tutti i costi la III G.M. E LA FARANNO! quindi cerchiamo di rimanere sulla terra. In quanto alle accuse a Ratzinger e Bergoglio, il famosissimo esorcista Amort disse che in Vaticano si praticava il satanismo, a lui almeno si può credere. Pace e bene.

  • @Jade
    Don Amorth credeva pure alla gospa Medjugorje e nella bontà dei movimenti carismatici veda un po’ lei! Oltretutto, con rispetto parlando, il reverendo don Amorth ne ha dette di cose che non stanno né in cielo né in terra, tra cui delle castronerie da far impallidire, se solo ci fosse ancora, il Sant’Uffizio. Penso sia stato lui stesso una vittima di inganni demoniaci oppure semplicemente un tantino tocco, in ogni caso riposi in Pace! Detto questo, molte delle uscite dell’ing. Adessa sono OGGETTIVAMENTE da TSO immediato e chiunque lo può tranquillamente constatare! Grazie a Dio, non lo leggono più in molti. Siamo cattolici non pagliacci suvvia!

  • @Angela
    sinceramente sono convinto e spero che sia tutta una pessima boutade, saremmo oltre il degrado se veramente esistesse un simile mentecatto! E sentiamo, tu chi pensi che sia?

  • Caro Arai, non solo alcuni (nuove o vecchie leve) non capiscono cosa leggono, ma addirittura inventano ciò che non c’è scritto, favoleggiano su quanto vedono, vogliono per forza parlare di tutto nonostante la palese e crassa ignoranza. Del resto, alcuni preti ed alcuni laici sono dei veri maestri di superbia che instilla questi negli animi inquieti.

  • Bene, finalmente i castigamatti hanno avuto il loro sfogo, con lo stile che evidentemente gli è proprio. In quanto a crassa ignoranza, rimando ai mittenti.

  • Penso che nell’articolo c’erano argomenti in abbondanza da commentare, quantomeno sul vero «Segreto pubblicato», o sulla non posizione del card. Ottaviani su di esso, per deviare dalla verità contenuta. Perché? Quel che Frère Michel – che ha cambiato posizione – commentò 30 anni fa, non è novità e non riguarda il Segreto pubblicato nel 2000. «Reputò che nel documento “vi sono effettivamente alcuni temi del vero segreto”? Sì, di La Salette. La sola cosa certa è che le “indiscrezioni romane” e altre, mai riguardano la visione pubblicata – e più chiara nel 1960 – della realtà vissuta. Seguire il «Carabiniere … » non fu d’aiuto, anzi!

  • Leggo da anni con interesse i suoi articoli e scritti, Arai Daniele, e ho sempre apprezzato e condiviso le idee e opinioni di cui tratta con competenza e chiarezza. Lei ha pienamente ragione, anche quando dice che “non fu d’aiuto” seguire Ottaviani, nel suo procedere con l’affaire Fatima. Col senno di poi, ci sarebbe voluta più decisione e sacrificio nei Pastori. Ma la grande apostasia profetizzata dalla Sacra Scrittura e dalle apparizioni mariane (Quito, La Salette, Fatima), si è ormai compiuta, e rimane a noi il compito doveroso di amare Gesù Cristo anche nel sacrificio della fedeltà alla Dottrina Cattolica, ai sacri Dogmi dell’unica Chiesa di Gesù, attualmente eclissata dall’inganno della controchiesa anticristica fondata dall’invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del 1962-65. L’unica soluzione dottrinale per questo tempo, è il Sedevacantismo totale. Prima ci hanno ignorati, ora ci insultano, domani ci perseguiteranno, ma dopodomani vinceremo. O meglio, trionferà l’Immacolata, che schiaccerà il serpente infernale, fonte di ogni eresia.
    Ai battezzati che insultano e peccano contro la sacra virtù della Carità, invito ad essere più coerenti con ciò a cui dicono di credere, e di rispettare con garbatezza una semplice discussione di informazioni storico-dottrinali. Gesù nel Vangelo ci ha detto: “vi riconosceranno dall’Amore”. Non dal buonismo, ma dall’Amore, che è Carità nella Verità. Non c’è bisogno di usare termini volgari o dispregiativi, come fatto da coloro che criticano i sedevacantisti.
    Ciò che dovrebbe unire ogni battezzato, è preghiera, penitenza, e fedeltà alla unica e immutabile Dottrina Cattolica. Torniamo a leggere e a meditare il Santo Vangelo e le Lettere Apostoliche. La Parola di Dio ci dice, soprattutto in questi tempi: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie e peregrine”.

  • Preparavo un altro scritto e perciò il mio grazie alle parole di Frate Angelo è in ritardo. Esse seguono il mio commento sull’articolo in cui c’erano argomenti in abbondanza da commentare, quantomeno sul vero «Segreto pubblicato» nel 2000, o sulla non posizione del card. Ottaviani su di esso. Si vuole costruire nella Carità della Verità.
    “Il compito doveroso di amare Gesù Cristo anche nel sacrificio della fedeltà alla Dottrina Cattolica, ai sacri Dogmi dell’unica Chiesa di Gesù, attualmente eclissata dall’inganno della controchiesa anticristica fondata dall’invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del 1962-65. L’unica soluzione dottrinale per questo tempo, è il Sedevacantismo totale.”
    Si tratta di un compito nell’ordine della Carità; di amore per tutto ciò che riguarda l’integrità della Fede nell’unica Chiesa del Signore, che non può essere inquinata da elucubrazioni di «religiosità» umana e dai dubbi della nuova chiesa ecumenista, contro la quale vanno alzate le difese della Verità, che alla fine certamente trionferà nel Cuore Immacolato di Maria.

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