1 T UMAX     PowerLook 3000   V1.8 [4]L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Siamo proprio ai «guai» della Rivelazione, delle «stelle» cadute del Cielo in terra e hanno avuto la chiave… e hanno aperto il pozzo dell’abisso. A descrivere questo male per il nostro tempo è stato Papa Gregorio XVI (Mirari vos, 1830).

La «libertà di coscienza» che svincola, moto della nuova chiesa conciliare

Nella ricerca del termine più irriducibile delle questioni umane di tutti i tempi e luoghi, dall’inizio dei grandi enigmi storici al crollo della Chiesa Cattolica ieri, dalle confusioni dei nostri giorni dovute alle misere tirate di Bergoglio, quale termine si può trovare per tale questione vitale se non quello di «coscienza»? Quale altro potrebbe mettere a fuoco l’origine e il centro d’ogni questione umana?

E poi, su quale proprietà della coscienza va concentrata tutta l’attenzione se non sulla sua libertà di conoscere la verità? Perciò il Signore ha dato all’uomo la chiave vitale nella lezione: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31). Chiave della lezione basilare affidata alla Chiesa, in primis alla persona del Papa, Vicario di Cristo.

La libertà ha per oggetto il bene conforme la ragione. La libertà di errare «dimostra che siamo liberi, come la malattia, che siamo vivi, ma dell’umana libertà non è che difetto»; «Il poter peccare non è libertà, ma schiavitù», insegna san Tommaso. Eppure, lo spirito del male per incutere proprio la libertà di peccare sussurra inversamente: Conoscerete la libertà e la libertà vi farà veri uomini, nella vostra piena dignità!

L’enigma storico risale alla Genesi e al peccato originale, al quale si deve sempre riferire per arrivare a delle vere risposte in un mondo moderno infettato dalla libertà di errare e di mentire, ai più alti livelli civili e clericali. Come mai il mondo contemporaneo è arrivato a tale infezione, a punto di consacrare religiosamente la formula sopra?

La questione non è limitata soltanto a persone irretite nell’enorme tela d’insidie e inganni odierni, ma è legata a sofismi senza fine con inaudite cadute per l’intera sorte della vita umana in terra. E tutto accelerato a partire da quel periodo rivoluzionario che seguì la morte di Pio XII, l’ultimo Papa cattolico.

Sì, perché spuntò allora un enigmatico «papa buono», deciso a lasciare il suo segno nei tempi nuovi. Pareva segno isolato come un piccolo vertice, di «semplicità geniale», ma presto si dimostrò nella sua realtà come punta di iceberg che svela una colossale piramide di poteri terreni legati alla Massoneria. Tutto, in quel mare sinistro di piani segreti e atroci delitti per «liberare la coscienza umana» per l’erezione di un «nuovo ordine mondiale»: processo finale per svincolare le anime dall’Ordine cristiano.

Quale il ruolo del giocondo Roncalli in questo tenebroso processo rivoluzionario che negli ultimi secoli ha scatenato ogni sofisma e falsità, ogni guerra e violenza per abbattere il Cristianesimo? Ebbene, per difendere l’Ordine cristiano – della Verità incarnata nel mondo – Dio ha istituito la Chiesa e il Papato; Cittadella per la difesa del diritto dato a ogni coscienza d’essere formata nella Verità che libera. Ecco che proprio entro quelle mura in quell’ora è apparso Angelo Roncalli che, eletto «papa buono», avrebbe lavorato per espugnarla con suo – fino allora – celato spirito modernista. Aveva di certo in mente come prioritaria quella questione della «libertà di coscienza» di senso illuminista contrario al Magistero. Tutti i Papi si sono pronunciati per vincolare le coscienze alla Verità di Gesù Cristo, che libera, ora dalla stessa cattedra Giovanni 23 voleva svincolarle alla «libertà che danna»! Proprio quella a cui Papa Gregorio XVI (Mirari vos) attribuì la desolazione dell’«apertura del pozzo dell’abisso». Siamo quindi, con Roncalli, a un enigmatico «Cavallo di Troia» a Roma; un «enigma apocalittico».

Per decifrare l’enigma, che pare di portata terminale, occorre seguire le tappe secolari della ribellione umana divenuta poi rivoluzione a partire dalla trasgressione originale riguardo alla scienza assoluta del bene e del male. Da allora infatti un mare d’idee avanzò per alterare la nozione stessa della libertà e della colpa, che aveva prodotto la caduta primordiale. Per restaurare la natura umana indebolita da tale caduta, il Redentore soffrì la Passione da cui nacque la Sua Chiesa. Essa esiste essenzialmente per questo restauro della coscienza di fronte al tentato oscuramento operato col falso concetto della piena libertà come massimo attributo della dignità umana, questione cruciale per la vita personale e sociale, su cui si è sempre pronunciata la Chiesa, invocando la riparazione a simile male, denunciando e condannando i liberi pensieri erratici ed eretici: dallo gnosticismo al modernismo.

L’enigma storico riguarda il processo secolare d’adulterazioni dei termini della «libertà delle coscienze» riguardo alla Verità divina, in «libertà di coscienza» autonoma, che non esclude né il deismo, né l’ateismo, né il misticismo esoterico e ecumenista, aperto a ogni idea religiosa, come vuole l’illuminismo modernista. l’ora presente, molti sono bravi, qualcuno bravissimo, come Maurizio Blondet. A segnalarne l’origine, però, affinché possano essere sanati, quasi nessuno. E qui abbiamo già un grave male segnalato dall’assenza di chi possa guidare a illuminare una soluzione, riconoscendo che si tratta del male di una intera generazione umana, che a partire dell’uomo – detto occidentale – ex cristiano, si è avviato verso il peggiore dei vuoti, perché si tratta di un vuoto spirituale.

Sarebbe questo un «vuoto» storico passeggero o terminale? Perfino il «catechismo conciliare» (n.675) descrive la somma impostura religiosa che porta alla grande apostasia, ma guai a dire che è in atto a partire dal Vaticano! Eppure, capita in pieno nell’interregno del Segreto di Fatima (1917-2017) con i suoi segni di guerre e rivoluzioni, culminanti nel mistero d’iniquità visibile a Roma.

L’ingovernabilità «metafisica» nella Sede Santa

Quante volte abbiamo visto avverarsi quanto era immaginario in certi film; del papa venuto dall’Est che si fa prendere di simpatia per le malefiche fantasie di Teilhard de Chardin (I sandali del Pescatore); del presidente afro-americano che cambia i destini dell’America e del mondo… Eppure, chi oggi scrive su tale ingovernabilità programmata in Italia, in Europa, nel mondo, non lo fa nel piano immaginario, ma di fronte a una spaventosa realtà contemporanea; discerne una crisi religiosa inaudita perché manca l’Autorità di Dio in terra! Come conseguenza manca il principio stesso dell’autorità umana.

Infatti, oggi, in ogni famiglia del detto Occidente – e il processo si allarga al mondo moderno – c’è un giovane portatore, volente o nolente, della mentalità che si può classificare come quella della “rivoluzione del ’68”. Essa infonde nel fondo dell’anima un odio viscerale per la stessa «autorità»; coltiva un rifiuto della «governabilità» anarcoide dell’immaginazione al potere. E se l’Italia non va mai più governata, anzi va strapazzata da un’infida Europa disunita, lo stesso vale per ogni altra nazione, anche quelle contate tra le maggiori potenze, perché vige ovunque la mentalità che intende cancellare, non solo il ricordo del fascismo (o la mano dura dei «rais»), ma specialmente la direzione morale cattolica tipo Pio XII. Si va verso una ribellione contro l’ultimo capo, l’ultimo padre, l’ultimo papa, in nome della dignità umana! Non è tutto questo nel «Terzo Segreto di Fatima», del Papa abbattuto con tutto il suo seguito fedele.

E qui spunta la miseria di questa generazione di quelli che hanno onorato e onorano degli anticristo in Vaticano. E ciò dal 1958. Va bene che all’inizio era molto difficile distinguere uno come Roncalli dai Papi del passato. Ma dopo tutto è precipitato nella direzione della verità su questo miseri modernista che fa censurare la Profezia di Fatima, che indice il Vaticano 2 di perdizione a causa degli inviti a tutto quanto era considerati deviato da Pio XII. Mancavano forse segnali per capire chi era Roncalli, che avrebbe introdotto la massoneria nella Chiesa? E i suoi successori, era difficile capire chi fosse Montini, Paolo 6, che volle cancellare di colpo la Cristianità? Infatti, lui imponeva a un capo di Stato cattolico (Franco), di non essere più capo di una nazione cattolica. Un «papa» che rovescia la missione del Papa?

E così sono passate queste decadi di errori ed eresie per «liquidare» la Chiesa nella sua Fede e Liturgia. I cattolici? Tanti mugugni, ma il «papa» è il padre di tutti! Vergogna. E siamo a Bergoglio e ancora si deve studiare come liberarsi di un falso papa, che la maggioranza e pure alcuni «studiosi» ritengono che sia comunque il legittimo «padrone della palla»!

Eppure, non vi è riscossa senza tornare alla voce della Verità che insegna: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv. 8, 31). La libertà ha per oggetto il bene conforme alla ragione. La libertà di errare «dimostra che siamo liberi, come la malattia, che siamo vivi, ma dell’umana libertà non è che difetto»; «Il poter peccare non è libertà, ma schiavitù», insegna san Tommaso. Per risolvere un enigma storico si deve arrivare a delle vere risposte in un mondo infettato da libertà di errare e di mentire, ai più alti livelli civili e clericali.

Come mai si è arrivati a tale pestilenza spirituale in terra? Sì, perché il «guaio« coinvolge un mondo irretito nell’enorme tela d’insidie e inganni odierni, legati a menzogne inaudite con conseguenze senza fine con per l’intera sorte della vita umana in terra. E il cattolico dovrebbe sapere che quando la Sede della Verità è in causa: vuota spiritualmente, ma occupata da gente deviata dalla mentalità mondana, allora la crisi è universale; manca proprio chi ha la Voce per frenare gli umani deliri.

E dobbiamo risalire all’enigma del «papa buono», che pare spuntare quale segno isolato tra le nubi come un piccolo vertice, ma che è stato in realtà come la punta di un iceberg di una colossale piramide di poteri terreni nel mare di piani segreti. Poteri venuti dal mare per mutare la vita degli uomini con violenze in nome della «libertà di coscienza» e ogni altra, per l’erezione di un «nuovo ordine mondiale»: processo per svincolare le anime dall’Ordine della Verità»! Per difendere l’Ordine cristiano – della Verità incarnata nel mondo – esiste la Chiesa e il Papa. Eppure, da quell’ora storica apparve Roncalli che, eletto «papa buono», divenne l’araldo proprio della falsa «libertà di coscienza», quella vista dal Papa Gregorio XVI, come l’«apertura del pozzo dell’abisso».

L’enigma storico riguarda il processo secolare d’adulterazioni dei termini della «libertà delle coscienze» di fronte alla Verità divina in «libertà di coscienza» autonoma, nata da condannati i pensieri erratici ed eretici – dallo gnosticismo al modernismo – che non esclude col suo deismo nemmeno un po’ di misticismo esoterico e ecumenista, aperto a ogni idea religiosa.

Quindi, la prima questione per decifrare l’enigma Roncalli riguarda il come e il quando questa “malattia” cominciò a infettare gli uomini della Chiesa confrontati con la confusione sul rapporto vitale per l’uomo tra la verità e la libertà. Ciò nei tempi moderni, raggiunse dimensioni sociali e religiose impressionanti che richiamano la descrizione menzionata nel libro dell’Apocalisse. La direzione del «roncalpensiero»: un enigma storico?

Poiché tale mutazione per la liberazione religiosa delle coscienze iniziò a venir insinuata come dottrina proprio da questo «papa buono», dimostratosi così un pastore scellerato, in ciò risiede l’aspetto allucinante dell’enigma storico: il volto del neotentatore viene a coincidere con quello apparentemente bonario di Giovanni 23 e adesso Bergoglio, che propina la libertà di coscienza conciliare perfino nelle pagine della Repubblica di Scalfari,

Potevano costoro ignorare il rapporto di tale «libertà di coscienza» emancipata dalla Verità, con l’apertura degli abissi sigillati dal Sangue del Salvatore? Il percorso di tale mutazione pareva mascherata, in materia religiosa, dai due termini della vita politica moderna: destra e sinistra. Che male ci sarebbe di nuovo un altro «papa buono» volesse la sterzata a sinistra? Non starebbero da questa parte i poveri, gli umili, quelli che accettano tutto quanto i grandi delle repubbliche li propinano, anche in materia di pensieri religiosi e politici?

Quale è la direzione del «roncalpensiero», ora di Bergoglio? Nella direzione del pensiero cristiano, si vive come si pensa e si pensa come si crede, secondo la fede. Nel secondo caso si crede come si pensa e si pensa come si vive; la vita presente, con i suoi bisogni e preferenze determinerebbe il vero e il giusto per quel momento, del resto il bene sarebbe in via di evoluzione verso un futuro, perché tutto cambia, spesso in meglio, secondo il credo rivoluzionario che è il nuovo potere mondiale. Tale pensiero in religione è il modernismo, che Roncalli e successori impongono, senza escludere le fonti oscure delle idee umanitariste degli ecumenisti e massoni iniziati all’esoterismo illuminista.

Perché associare qui la direzione del «roncalpensiero», ora di Bergoglio, alla paurosa crisi del mondo contemporaneo, se non per capire le opere prodotte? Per Giovanni 23 non importava sapere da dove si viene, il passato – ma dove si va – il futuro, come se princìpi e fini non fossero legati all’inizio, quindi al passato trasmesso dalla Tradizione. E l’autorità di questa passò ad essere raggirata nel mondo a favore del continuo cambiamento verso un nuovo ignoto. Un futuro slegato da essa si nutre solo di utopie. Ma per i modernisti la realizzazione di questi sogni chimerici, come descritti da San Pio X, sono l’obiettivo della vita sociale, quel «fine» che giustifica i mezzi, come siano le alleanze pericolose con ogni utopismo gnostico e materialista; quel «fine» così accarezzato dalle proprie idee, pure religiose, da giustificare perfino, l’arbitrio che colpisce un mondo clericale fondato sulla Tradizione.

Ma quando si torna a ricordare oggi queste clamorose deviazioni, la domanda è ancora la stessa: come mai il «mondo clericale» ancora ne rimane immerso? Dove la vera reazione in nome della Chiesa cattolica e della Verità senza tornare al cavallo di Troia di Roncalli?