L’ ULTIMA RIVOLUZIONE SARÀ DELL’INGANNO PER RIPUDIARE OGNI PRESENZA DIVINA

fatima miracolo soleL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

  • “Per far trionfare il Regno di Dio è necessario innanzi tutto comprendere a fondo le realtà in cui siamo immersi. Il mondo non è altro che la rappresentazione di due forze in conflitto tra loro: Dio, che vuole salvare ogni uomo, e Satana, che vuole impedire tale evento e che cerca con ogni mezzo d’ingannare, fuorviare l’uomo, allontanandolo dalla Verità di Dio”

Sant’Ignazio di Loiola

Mentre la situazione internazionale volge a gran conflitti e l’Europa cova una disgregazione esplosiva, mi concentro sulla nostra identità cristiana, nata dall’intervento divino in terra, oggi presente nella Profezia di Fatima; essa descrive la realtà del momento per aiutare gli uomini a superare i mali presenti. Ecco che pure Il suo rifiuto la conferma.

Il fulcro della questione umana, la ragione per cui l’uomo dotato d’intelletto e volontà liberi è stato creato, è di riconoscere la Verità, per cui deve cercare il Bene, lodare il Bello; amare e rendere il culto a Dio su ogni cosa, riconoscendoLo fine ultimo della vita. Lo spirito contrario spinge alla relatività del bene e dell’amore a Dio, da sostituire con degli amori materiali, che cadono nell’amore dell’io e sfociano in quello dell’«altro», che dispensa conversioni.

Invece, la conversione «scomoda» di Fatima è tanto invisa quanto pienamente profetica. Ignora le convenienze di una gerarchia cattolica “diplomatica”, legata a «ragioni prudenziali» per lasciare in ombra il messaggio della Madre di Dio, con immensi danni per le anime. Si è visto le conseguenze del fatto che pure Pio XII permise che fosse sostituito il nome “Russia”,  menzionato esplicitamente, dalla formula: “nazioni nemiche di Dio”. Eppure Fatima fu la profezia per i nostri tempi, portata alla vigilia della rivoluzione bolscevica, che avrebbe fatto di quella nazione l’alfiere dell’ateismo teorico, pratico e assassino, imposto e sparso con ogni mezzo, più o meno subdoli. La Russia, prima nazione dichiaratamente atea, rappresentò l’apostasia di un’umanità presa dalla morsa dello spirito che Pio XII così sintetizzò: “È un “nemico” divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no [Luteranesimo]. Poi: Dio sì, Cristo no [illuminismo]. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato [marxismo]”. Si può credere che il Papa prevedeva l’attacco seguente, armato all’interno della stessa Chiesa col culto «cristianoide» dell’uomo che si fa dio.

La Madonna a Fatima non parlò di politica ordinaria; venne ricordare a un’accecata umanità l’elementare verità per cui la guerra è il misero frutto della ribellione alla Parola di Dio: nesso inscindibile tra guerra e peccato, tra incombenti guerre apocalittiche e diffuse profanazioni ecumenistiche programmate come religiosità pacifista: sì, ateismo in forma di culti umani! La Madre di Dio venne ad ammonire l’umanità che parla di pace ignorando le condizioni per avere pace. Tutto questo, purtroppo, rimasto incompreso pure da pastori cattolici presi da mosse “diplomatiche”, ora pesa su un’umanità soffocata dal moltiplicarsi di armi d’ogni genere che, con la scusa della deterrenza, creano inevitabilmente guerre, una dopo l’altra. C’è da domandarsi quale sarebbe il male minore rispetto al dominio ideologico conseguente a certe occupazioni della comunicazione, pervertitrice di coscienze.

Intanto, il messaggio di Fatima, ufficialmente riconosciuto, ma praticamente disatteso o osteggiato, fu ed è ignorato. Ciò, come se la «Terza parte del Segreto», del massacro virtuale del Papa con tutto il suo seguito, non rappresentasse a fondo le realtà in cui siamo immersi!A questo punto, si deve tornare al momento precedente gli anni in cui la vita cattolica subì il collasso ovvero dalla fine del 1957 alla morte e successione del Papa Pio XII nel 1958. Da allora, la situazione si è fatta sempre più catastrofica per la Chiesa e, rapportata al «Terzo Segreto», cioè al Terzo Castigo, sarebbe più chiara a tutti dal 1960. Vediamo gli elementi conosciuti, pur se contestati, anzi, da considerare proprio per questo nella nuova mentalità rampante, che contesta quanto è cattolico, a partire dal «Segreto di Fatima».

L’intervista della Veggente di Fatima a un autorevole Sacerdote dovrebbe rappresentare la testimonianza finale di Suor Lucia alla fine del Pontificato di Pio XII. Essa suscitò clamore, sia per i suoi termini, sia per il fatto di essere «disdetta» poi dalla Suora a richiesta del Vescovo di Coimbra. E si può dire che fu proprio da quel momento in poi che Lucia passò ad avere un atteggiamento di auto censura, perfino su quanto aveva già svelato sul Messaggio.

È emblematico come pure in questo ci sia una coincidenza di date. Infatti, se il Terzo Segreto sarebbe ‘più chiaro’ nel 1960, come ha confermato la Suora al Cardinal Ottaviani nel 1955, tale data non è casuale, ma profetica, inspirata da Chi è Signore del tempo e della storia. Intorno a questo Segreto è passato a convergere ogni attenzione. Dei cattolici per conoscere la volontà divina; del mondo per specularci su e meglio votarla al pubblico ludibrio.

Rivediamo l’intervista della Suora al sacerdote messicano Agostino Fuentes, vice-postulatore della causa per la beaficazione dei pastorelli Francisco e Jacinta. Il Padre in funzione del suo incarico ha interrogato la Suora nel Convento di clausura di Coimbra, dove viveva Lucia da quanto è divenuta carmelitana scalza. L’incontro è avvenuto il 26 dicembre 1957. Egli racconta che suor Lucia quando l’ha ricevuto era molto triste, magra e afflitta, facendolo partecipe delle sue meditate preoccupazioni:

  • “Padre, la Madonna è molto triste perché non si è fatto caso al suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi vi hanno fatto attenzione. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi con le norme celestiali; i cattivi, seguono nella via larga della perdizione, non tenendo in nessun conto i castighi che li minacciano.

Il Messaggio di Fatima portato da Maria Vergine non poteva essere meno che un estremo aiuto divino per evitare grandi mali incombenti in un cruciale momento della storia umana. Ciò è riconoscibile dai suoi termini. A questa luce dalla gravità del suo rifiuto si misura la stessa marea di mali che l’umanità ha conosciuto da 1917 alla 2ª GG e le sue conseguenze fino ad allora, fine degli anni ’50. In quell’epoca si delineava l’accelerato accumulo di moti distruttivi della vita spirituale e morale dell´essere umano, come creato da Dio. Eppure, il rifiuto del Messaggio, a partire delle cupole clericali, subiva un ulteriore aggravamento.

  • Mi creda, Padre, il Signore castigherà il mondo molto presto. Il castigo è imminente, verrà presto un castigo  materiale; il Padre può immaginare quante anime andranno all’inferno e ciò perché non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.
  • Padre, dica a tutti che la Madonna ha detto tante volte: Molte nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il flagello permesso da Dio per castigare l’umanità se noi, per mezzo dell’orazione e dei santi sacramenti, non otterremo la grazia della loro conversione. Lo dica Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna. E quello che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù,  è la caduta delle anime religiose e sacerdotali. Egli sa che i Religiosi e i Sacerdoti, abbandonata la loro eccelsa vocazione, trascinano molte anime nell’inferno. Siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo.

“Il castigo è imminente, verrà presto un castigo  materiale”

Nel dicembre 1957 il castigo, che non era ancora quello materiale, era imminente e dopo si è capito dalla stessa suor Lucia, che esso sarebbe più chiaro nel 1960. Quindi, se si tratta di un evento molto grave per la Chiesa in quel periodo, si deve considerare la morte di Pio XII e la successiva successione nel conclave. Questo ha eletto Roncalli, un chierico modernista e filo massone che ha preso il nome dell’antipapa Giovanni XXIII e ha censurato tutto di Fatima. E da allora la vita religiosa ha subito un cambiamento nel senso dell’apertura al mondo, che ha trascinato molti nell’indifferenza e nel relativismo religioso, specialmente dopo il Vaticano 2; ha bloccato perfino la Veggente di Fatima.

  • Abbiamo a nostra disposizione due mezzi efficacissimi: l’orazione ed il Sacrificio. Ma il demonio fa tutto per distrarci e toglierci il gusto della preghiera: ci salveremo o ci danneremo insieme. Però bisogna dire alle persone che non devono attendere un richiamo alla preghiera e alla penitenza, né dal Sommo Pontefice, né dai vescovi, né dai parroci, né dai superiori generali; è già tempo che ognuno di sua iniziativa compia opere sante e riformi la sua vita secondo i richiami della Madonna.
  • Il demonio vuole impadronirsi di anime consacrate; lavora per corromperle, per indurre molti all’impenitenza finale. Usa tutte le  astuzie perfino suggerendo di aggiornare la vita religiosa. Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari, circa la rinuncia ai piaceri e la totale immolazione a Dio. Lo dica, Padre, che due cose furono a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione della Madonna e la visione dell’inferno… “La Madonna si trova come tra due spade: da una parte vede  l’umanità ostinata ed indifferente davanti ai castighi minacciati,  dall’altra vede che si calpesta i Sacramenti e si disprezza l’avviso del castigo che si avvicina! rimanendo increduli, sensuali e materialisti.
  • La Madonna ha detto espressamente: “Ci avviciniamo agli ultimi tempi” – me lo ha detto tre volte. Prima affermò che il  demonio  ha  ingaggiato  una  lotta  decisiva,  cioè finale, dalla quale uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto: o siamo con Dio o siamo col demonio. La seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi dati al mondo sono:  il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
  • La  terza volta mi disse che, esauriti  gli altri  mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: la SS. Vergine in Persona, Sue numerose apparizioni, lacrime, messaggi di veggenti ovunque nel mondo; che, se non l’ascoltiamo e continueremo l’offesa, non saremo più perdonati, perché sarà come rifiutare coscientemente la salvezza che ci viene offerta, ciò che è denominato nel Vangelo peccato contro lo Spirito Santo…

Collegando queste, alle parole iniziali sul disprezzo per il Messaggio divino, si capisce in pieno i tempi che viviamo: la Profezia di Fatima è l’aiuto divino per lenire le gravi malattie del mondo, ma il mondo civile e religioso è guidato da quanti coltivano la decadenza morale e mentale dei popoli, disprezzando sempre più tutto quanto è sacro e d’origine divina.

A questo punto uno si potrebbe domandarsi quanto sia da prendere come certa l’origine divina delle parole della Profezia di Fatima, fino a rischiare il rifiuto di un mezzo certo di salvezza, quando, allo stesso tempo, per questa certezza non si possa più ricorrere ai superiori. Il Miracolo del sole fu un segno unico del Volere di Dio, affiché “tutti possano credere”.

Riguardo alle parole di OLucia, Padre Fuentes portò la relazione scritta dell’Intervista prima al Vescovo di Leiria e poi al suo Arcivescovo in Messico per essere approvata.

In Messico, il Sacerdote, in una conferenza il 22 maggio 1958 ha raccontato la sua intervista con la Veggente di Fatima, che è stata poi pubblicata nella rivista spagnola ‘La Inmaculada’, del gennaio-febbraio 1959. Questo messaggio è stato pubblicato e diffuso nelle versioni inglese e spagnola, con la garanzia di autenticità e l’approvazione episcopale. In seguito, però, erano i tempi di G 23, il suo senso è servito a un sensazionalismo che ha suscitato allarme su gravi eventi per il 1960.

A questo punto il Vescovado di Coimbra (mandato dal Vaticano) è intervenuto con una dichiarazione ufficiale che condannava la “campagna di profezie che scatenano una tempesta di ridicolo”, Ad essa si aggiungeva la smentita pubblica di suor Lucia, dichiarando ignorare la minaccia di castighi falsamente a lei attribuiti. E a Padre Fuentes venne tolto il suo incarico  di  vice postulatore  della  causa  di  beatificazione  di  Giacinta e Francisco.

Padre Alonso, che è stato il principale esperto designato sugli eventi di Fatima, la cui opera in venti volumi, pure è censurata nella sua pubblicazione postuma dal Santuario di Fatima, giustamente nota nel suo libro ‘Segredo de Fátima, fatos e lenda’: “Ciò che padre Fuentes dice nel testo originale della sua conferenza in Messico corrisponde, senza dubbio, a un sunto di quanto ha sentito nel corso delle sue visite a suor Lucia, poiché, se nel rapporto i testi sono stati stilisticamente migliorati con mezzi oratori e altre risorse letterarie, essi non dicono niente che la Veggente non abbia detto nei suoi numerosi scritti resi pubblici. Forse il solo sbaglio sia stato di aver classificato come un messaggio al mondo quanto aveva sentito.

Comunque, in quell’ora della storia della Chiesa, dopo la morte di Pio XII e la convocazione del Vaticano 2, non era il solo testo di Padre Fuentes ad essere censurato, ma il 3º Segreto e tanto di Dottrina della Tradizione. Giovanni 23 prese apertamente distanza da ogni ‘profezia di disgrazia’, come dichiarato nel discorso di apertura della seduta conciliare nell’ottobre del 1962. La datazione dettata a Suor Lucia diveniva fondamentale e a qualsiasi cattolico poteva essere più chiaro che quanto avveniva in Vaticano era possibile perché, così come la visione del Terzo Segreto ci fa conoscere oggi,  l’ultimo papa cattolico fu tolto di mezzo (2Ts 2, 8).

Soluzione per alcune obiezioni all’autenticità del testo pubblicato

Le condizioni per riconoscere l’autenticità di una rivelazione, che non è quella pubblica, completa alla morte dell’ultimo Apostolo e affidata alla Chiesa, sono principalmente le seguenti: – l’accordo con la Fede, quindi con la Rivelazione pubblica e quanto da essa decorre secondo l’insegnamento della Chiesa; – la sua opportunità per il bene della Fede in quel dato momento storico; – i suoi frutti salutari per la Fede e per la Chiesa.

Quanto al primo punto, che si accordi con la Rivelazione e la Fede, si dovrebbe aggiungere, per la terza parte del Messaggio di Fatima: che si accordi con le altre due parti. Tale accordo sarebbe incerto se la terza parte seguisse le parole: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc”, dato che ecc. si riferisce ad altre spiegazioni orali e non ad una visione. La risposta è che questa frase è stata annessa da Lucia nella 4a. memoria in una posizione che aggiunge quest’idea, ma non si presta alla continuazione poiché prima di essa la Madonna dice: “Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà…”, che è chiaramente una chiusura su quanto dovrà ancora avvenire in futuro. Dunque Suor Lucia ha aggiunto quella frase con la preoccupazione di evitare speculazioni sul «Segreto», anzi, confondendole – una preoccupazione costante per la Suora. Ma non solo per lei. Si pensi che tante di quelle frasi sul «Segreto», per dire che esso riguarda la crisi della Fede e della Chiesa, sono state dette quando predominava la tendenza di dire che esso riguardava una terza grande guerra con pericoli nucleari, o altri conflitti. Ma le parole di Maria Vergine erano di prudenza:

  • Non si vuole spaventare le anime, ma è urgente, Padre, richiamarle perché ci si renda conto della terribile realtà. Da quando la SS. Vergine ha dato grande efficacia al Sto. Rosario, non c’è problema né materiale né spirituale, personale, famigliare o anche della vita dei popoli o nazioni, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri  sacrifici. Suor Lucia mi disse: “I due strumenti che ci sono stati dati per salvare il mondo sono la preghiera e il sacrificio. Recitato con amore e devozione consolerà Maria, ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime.” Nella devozione all’Immacolato Cuore di Maria, saremo presso il Trono della clemenza, della serenità e del perdono e troveremo la via sicura verso il Cielo.”

14 Risposte

  • Sto ultimando la lettura della “Lettera aperta ai cattolici perplessi”, di Mons. Marcèl Léfèbvre, e mi hanno molto colpito le sue seguenti affermazioni (cfr pag. 138) “”I giovani seminaristi, formati coi nuovi catechismi…, educati in una fede che non è la vera, trovano normali le nozioni neoprotestanti che si vanno inculcando loro; cosa ne sarà della religione di domani se non resistiamo’ ?”
    Se fosse vivo oggi, questo santo sacerdote, avrebbe la risposta ala sua domanda: la “religione di domani”, alla quale egli accenna è infatti quella che è sotto i nostri occhi, sfigurata, capovolta, distrutta proprio dai Vicari di Cristo succedutisi da Roncalli in poi (con le riunioni interreligiose di Assisi 1 e 2, le preghiere nelle moschee e nelle sinagoghe, i baci al Corano e alla Torah, ecc.), e oggi profanata dall’uomo biancovestito di Santa Marta (con la celebrazione di Lund, la persecuzione dei FF I, la liturgia interconfessionale cattolico-anglicana del 13 marzo prossimo in San Pietro)
    Alcune recenti conferme della deriva di questo clero neomodernista : ieri ho letto per caso un opuscolo che riportava i discorsi tenuti recentemente da Bergoglio e mi hanno colpito alcune sue frasi : “la misericordia di Dio è senza condizioni – Dio non ha paura dei nostri errori, e altre frasi simili”. Mi sono ricordato, allora,di quel che ho sentito l’estate scorsa da un giovane prete durante un’omelia, al mare “Il cristiano non deve guardare in alto, cercando di perfezionarsi, e tenendo al corrente il suo confessore : no, il cristiano deve guarda in basso…”. al che, al termine della Messa gli chiesi “scusi, don, ma perché il cristiano non deve mirare in alto, cercando di elevarsi verso la perfezione?”; lapidaria la sua risposta “perché così porterebbe la divisione nella sua comunità, tra buoni e cattivi..”.
    Per due anni consecutivi, nell’omelia dell’Ascensione, il parroco (sessantottino ormai avanti con gli anni e con gli acciacchi) ha avuto il coraggio di affermare che, secondo lui, il racconto di Luca “non è credibile, è una favola per bambini; non si può credere – ha soggiunto – ad un Gesù che sale in Cielo come un missile; semplicemente, ad un certo momento gli Apostoli non lo videro più, e così si inventarono questa storia per rafforzare la fede nei neofiti”; probabilmente quest’uomo non crede neppure alla Resurrezione ed ai miracoli operati da Gesù, seguendo forse le scellerate teorie di Ravasi, il quale distingue il “Cristo della storia” (basato sull’esegesi biblica storico-crritica) dal Cristo della fede, al quale ultimo solo attribuisce l’Incarnazione, i miracoli, la Resurrezione e l’ascensione di NSGC, eventi tutti ritenuti semplici miti, adatti a rafforzare la fede ma storicamente non attendibili. Lo stesso don Alessandro Minutella, in una sua coraggiosa omelia presente in Internet, rivela come gli attuali testi di teologia neghino questi eventi miracolosi, alla base della nostra fede cristiana da due millenni. Veramente il clero odierno ha perduto la fede, libera nos a malo, Domine !

  • Se fossi un religioso sarei terrorizzato dalle mie responsabilità. Ogni mio comportamento, ogni mia parola, ogni mio insegnamento li peserei dieci volte prima di esprimerli per evitare rischi ai fedeli. Se i preti, i vescovi e il papa stesso non hanno paura di parlare a vanvera disorientando chi è loro affidato, nella migliore delle ipotesi sono irresponsabili, nella peggiore, sono malvagi senza fede.

  • I scempi religiosi descritti appartengono a quel «castigo spirituale» del 3º Segreto, più chiaro già nel 1960. A Lucia sono state riferite le parole: «Il Signore castigherà il mondo molto presto. Il castigo è imminente, verrà presto (poi) un castigo materiale.»
    Quel castigo – allora imminente – è quel che dura e si vive ancora. L’altro? Verrà presto.

  • resta da capire cosa credano ancora i preti…via la Bibbia…via il Vangelo, via il Gesù storico, via i miracoli…, via i Santi, via la Madonna. La Chiesa attuale rassomiglia ad un albero rinsecchito che ha perso prima la foglie e poi i rami e di cui rimane un inutile tronco la cui utilità è solo quella di essere buttata nel fuoco per consumarsi nella cenere; una falsa chiesa che deve scomparire al più presto, perchè si faccia chiaro. Solo con la scomparsa di questa ormai inutile setta, si potrà sperare nella restaurazione.

  • Ciò che mi sbalordisce è l’ostinata resistenza del clero cattolico e il suo rifiuto a scorgere, negli eventi interni alla Chiesa, l’inveramento delle profezie de La Salette e di Fatima. il trapasso dalla cattolicità a un protestantesimo allargato, dalla teologìa all’antropologìa, dalla condonna della sodomia alla cultura del gender su cui il Magistero sembra voler assegnare un valore etico. Insomma, i segni sono evidenti ma tutto precipita. Le suore ballano e cantano, Bergoglio fa la ola al GMG di Rio mentre la barca di Pietro affonda, né più né meno che sul Titanic.

  • Evidentemente sono completamente accecati, ipnotizzati dal serpente infernale, che li ha persuasi che condannando il male si fa violenza ai fratelli, che invece vanno accolti “a prescindere” dalla loro impenitenza, così come vanno accolte tutte le religioni e tulle le sette pseudocristiane senza batter ciglio, lasciando rimanere tutti nei loro errori. Un clero che davvero non serve più a niente, un sale che ha perduto il suo sapore, come dice il Vangelo… e si credono ancora cattolici, poveri loro, e poveri noi. Libera nos a mlo, Domine !

  • Dai giorni in cui il mondo cattolico è rimasto silente di fronte a Roncalli che in veste papale ha fatto censurare un Messaggio celente che chiedeva penitenza, tutto è possibile. Il clero è muto, quando non conivente coi gesti dei nuovi ‘inviati’, sì, dal nemico satanico,

  • Eh, sì, caro Daniele. Come quel Paolo VI che, con le sue “riforme” (?), quali il Sacrificio della Santa Messa tramutata in assemblea protestante, ha, da bravo piromane, dato fuoco alla Chiesa, e poi, con scaltro allarmismo, ha denunciato il fumo di Satana, un fumo che non da fessure ma da ampie brecce fuoriusciva. Adesso stiamo all’incendio totale.

  • Ecco però il testo in lingua italiana della canzone alla quale fa il verso questo bel motivo di satira curiale vaticana :

    Hotel California – The Eagles – 1976
    Lungo un’autostrada buia e deserta, vento freddo tra i capelli,
    un intenso profumo di colitas si libra nell’aria
    Quand’ecco che vedo in lontananza una luce scintillante
    La mia testa si era fatta pesante, la vista sempre più fioca.
    Dovevo fermarmi per la notte.
    Lei stava ritta sulla soglia, io sentiì il campanello d’allarme,
    e stavo pensando tra me e me
    “Questo può essere il Paradiso o anche l’Inferno”.
    Poi lei accese una candela, e mi mostrò la strada.
    Si udivano voci nel corridoio, mi sembrava che dicessero:
    Benvenuto all’Hotel California
    un posticino così accogliente
    (un’accoglienza così positiva)
    Abbondanza di camere all’Hotel California
    puoi trovare qui, ogni giorno dell’anno.
    La sua mente è piacevolmente distorta,
    lei ha una “Mercedes bends” 3
    Ha avuto tanti ragazzi carini, che lei chiama amici
    che ora ballano nel cortile, sudati per la dolce estate,
    alcuni danzano per ricordare, alcuni per dimenticare.
    Così chiamai il “Capo”:
    “Per favore, mi porti il mio vino” e lui rispose:
    “Non abbiamo più quel tipo di vino dal 1969”
    Ed ancora le voci si facevano udire in lontananza
    ti svegliavi nel mezzo della notte, solo per sentirle sussurrare:
    Benvenuto all’Hotel California
    un posticino così accogliente
    (un’apparenza così positiva)
    Si godono la vita all’Hotel California
    Che bella sorpresa! Procurati i tuoi alibi!
    Specchi sul soffitto, champagne rosé con ghiaccio, Lei disse:
    “Qui siamo tutti prigionieri del nostro capriccio”
    E nella camera del padrone si sono radunati per la festa:
    l’hanno pugnalato con i loro coltelli d’acciaio,
    ma non sono riusciti ad uccidere la bestia.
    L’ultima cosa che ricordo, stavo correndo verso la porta,
    cercavo di tornare indietro da dove ero venuto.
    “Rilassati” mi disse l’uomo notturno4 Noi siamo qui per accogliere;
    puoi lasciare la stanza e pagare quando vuoi,
    ma non potrai mai partire.

  • Segnalo, per chi ancora non li conoscesse, gli illuminanti “Commenti Eleison” di Mons. Richard Williamson, il fondatore dell’Unione Sacerdotale Marcèl Léfèbve (espulso dalla FSSPX nel 2104 a causa della sua ostilità ad ogni compromesso della Fraternità con la Curia Vaticana).
    In occasione della solennità di Nostra signora di Lourdes, quest’anno, è uscito il 500° numero dei “Commenti”, in cui il Monsignore espone le ragioni per cui affronta gli enormi problemi che oggi travagliano la Chiesa di NSGC e o stile che intende tenere nello svolgere tale compito. Interessante il passaggio in cui, parlando in 3^ persona, confessa degli sforzi compiuti per mantenere un atteggiamento dignitoso e rispettoso con i responsabili dello scempio attuale della Chiesa Cattolica; vediamo il passaggio :
    “Egli (mons. Williamso, ndr) potrà fare i salti mortali per essere gentile con gli ecclesiastici responsabili del Vaticano II e delle sue conseguenze, ma come disse una volta Don Putti, il fondatore di SiSi NoNo: “Sono tutti delinquenti” – e oggettivamente, sono tutti delinquenti”.

  • …e quindi siamo gentili coi delinquenti! Coloro che crocifiggono NS Signore, pe r intenderci.

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