https://www.liberevisioni.com/single-post/2017/02/05/Verona-il-Prefetto-il-Sindaco-di-colore

di Paolo Padovani

Uno schiaffo a Verona e ai veronesi.

Questo sembra rappresentare la decisione del Prefetto che, forse nel momento di massima protesta anche dei sindaci della Provincia, colloca nuovi profughi non in un luogo a caso ma a pochi metri dalla Basilica di Verona (forse perché il Vescovo era “moro” anche lui?) ed attiguo alla “sala giochi” dei profughi stessi, quei Bastioni dove giornalmente vanno a spacciare droga ai nostri figli.

La reazione della politica? Tiepida, troppo. Ma perché?

La risposta è abbastanza semplice; siamo in aperta campagna elettorale e tutti i partiti (fa eccezione un tardivo banchetto della Lega sul tema) sono afflitti dalla stessa malattia, virale: “il democristianesimo” che, tra i terribili sintomi, ha quello di non dover offendere la sensibilità di nessuno, nemmeno quella di qualche buonista “centroqualcosa” che potrebbe essere fonte anche di un solo voto.

Non si spiegherebbebe altrimenti il perché l’unico movimento attivo sul territorio nella battaglia anti invasione è quella “Verona ai Veronesi” che non ha fini elettorali e quindi può, non guardando in faccia a nessuno, rompere gli equilibri e schierarsi per i veri interessi del popolo e dei cittadini, cosa che un bravo politico non può fare.

Tutto ciò è vergognoso: lo è per tutti quei cittadini che preferiscono chiudere gli occhi nascondendo sotto il tappeto di un ipocrita buonismo gli enormi interessi economici che stanno alla base di questo tentativo di sostituzione dei popoli.

Lo è per tutti i politici che tacciono anteponendo il loro obbiettivo di una poltrona rispetto gli interessi dei cittadini.

Lo è anche per l’Amministrazione Comunale che non va oltre qualche dichiarazione sui giornali quando qualcosa lo potrebbe fare:

  • contrasti in modo esplicito l’attività del Prefetto

  • controlli, ispezioni, setacci i “luoghi dell’accoglienza” per vedere se sono in regola

  • controlli, giornalmente, l’attività di queste cooperative e la loro gestione

  • intensifichi i controlli e la repressione su questa gente, sia su chi gestisce sia su chi beneficia di “ospitalità” che gli italiani in difficoltà (nemmeno se terremotati) non hanno. 

Bisogna farlo presto, bisogna farlo subito, prima che un Prefetto si inventi altre provocazioni, prima che i nostri figli siano minoranza etnica nelle scuole, prima che mentre i tanti candidati sindaci di Verona sono affaccendati a scannarsi tra di loro non ci troviamo, al pari del “Vescovo moro”, anche un Sindaco di colore.

Solo allora capiremo che ha vinto chi ha voluto sostituire un popolo solo ed esclusivamente per motivi economici, ma sarà tardi, troppo tardi.