IL CAPPIO FATALE DEL «CONCLAVISMO» DELL’ORA PRESENTE

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Roncalli fuma lucky strikeL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Sono sempre più quelli che vorrebbero rinviare Bergoglio ai suoi pascoli. Aspirazione giusta e saggia, ma impossibile nel pesante quadro degli inganni e tabù in corso.

Per superarli ai dovrebbe affrontare una cupa realtà che si può esprimere nella questione:

Il cattolico di questi tempi é ancora capace di capire il significato della virtuale presenza dell’Autorità di Dio per il bene e l’ordine in terra? Se lo fosse, sarebbe pure sgomento della Sua radicale lunga assenza precedente all’attuale «papa conciliare»! Sarebbe allora, capace di vedere, con gli occhi della fede, il vuoto spaventoso riguardante il Soglio di San Pietro, causa del sommo inganno del nostro tempo e d’ogni altro perfido inganno.

Parliamo della Sede della Verità occupata dal 1958 da chierici che, alieni alla Fede cattolica, inoltrano la fede conciliare ecumenista, a fatale danno dell’unica Chiesa della Fede in Gesù Cristo Re.

Eppure non mancarono gli avvisi maternali sulla perdita della fede a partire dal vertice della Sede romana Il 19 settembre 1846 a La Salette la Madonna profetizzò: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo». Nel 1917, la Madre di Dio a Fatima segnalò che tale crollo fatale sarebbe più chiaro nel 1960.

La situazione attuale conferma quanto avvisato pure a Fatima da Maria, Regina dei Profeti, con la visione simbolica del massacro del Papa cattolico con tutto il suo seguito. La visione sarebbe più chiara da quando nella Sede di Roma subentrò il modernista Roncalli, Giovanni 23. Ciò fu possibile col voto in un conclave che ora il cattolico può e deve considerare nullo, in vista del falso e del male introdotto da G23 nella Chiesa. Costui riuscì ad ingannare i cardinali elettori sulle sue intenzioni col suo giuramento di fedeltà pontificale. Ma non ingannano le sue opere di segno modernista e massonico: “Li conoscerete dalle loro opere”, è il giudizio insegnato da Gesù.

Quindi, l’inizio del grande l’inganno sulla libertà di coscienza voluta dalle logge e dai poteri illuministi come diritto umano da inoculare nella Chiesa, è da rintracciare nel conclave del 1958. In quel momento il Signore, vero Capo della Chiesa, permise che il Suo potere di Pastore fosse colpito conforme la profezia ripresa da Zaccaria 13,7: «Insorgi, spada, contro il Mio pastore, contro Colui da sempre a me unito. Oracolo del Signore degli eserciti. Percuoti il Pastore e sia disperso il gregge, allora volgerò la mano anche contro i suoi piccoli». (8-9)

Era profetizzato, a causa dei peccati degli uomini, dentro e fuori della Chiesa. Che non si pensi mai, però, che Dio avesse dato direttamente il potere a chi intendeva aprire la Sede santa ai nemici della Fede. Se è Dio stesso che invoca la spada per colpire il Pastore, Gesù Cristo, Dio stesso, significa che è per sottrarSi al gregge per un tempo; così tutti potranno vagliare la tragedia che segue l’assenza della Sua Voce.

Sull’aspetto contingente della vacanza, derivata dalla natura umana del Papa, non ci sono dubbi: è inevitabile. Perciò quando un vero Papa muore, i cattolici sanno che la Santa Sede è vacante e che per vederla presto assegnata a un degno rappresentante del Signore, la Chiesa tutta deve seguire le norme di prudenza previste e da sempre disposte per impedire il male più buio possibile dell’elezione di un finto cattolico.

Ciò significherebbe l’occupazione della Santa Sede da parte di poteri che da sempre mirarono ad aggiornarla con l’elezione di un «papa» secondo i loro piani, per spalancarne le porte alle libertà del mondo. È quanto  iniziato allora e visto oggi. Quindi, G23, l’eletto di quel conclave, è frutto e causa del più infido inganno clericale arrivato poi al colmo di ergere una chiesa che lo canonizza per i suoi meriti e per l’esempio ecumenista lasciato ai successori, oggi in piena furia con Bergoglio.

Si può ancora dubitare che siano capitati imbrogli ben coperti per l’elezione al Soglio petrino di veri Quisling, dal Ventitré a Bergoglio? Il termine «Quisling» riguarda dei collaborazionisti che servono a un potere straniero. Se applicato a Giovanni 23 e a Paolo 6 e successori è adeguato perché si può dire, senza paura di sbagliare, che ingannarono col loro modernismo, che è l’ideologia a servizio dello sdoganamento d’ogni idea spuria e contraria alla dottrina cattolica; «Noi lo definiamo la sintesi di tutte le eresie», lo afferma San Pio X nella sua «Pascendi»:

Allora è bene parlare di tali conclavi, dato che gli imbrogli fino adesso covarono degli anticristi di 2º rango, a servizio dell’Anticristo finale. Perciò, era ed è sentimento del tutto cattolico diffidare del esito di un conclave, pur d’apparenza canonica, così come inquietarsi durante questa tenebrosa vacanza papale nell’apatia di fronte a sei conclavi elettori di siffatti anticristi. Intanto, le anime si perdono e viene disonorata la S. Chiesa.

Si tratta dell’ora più buia, non solo per la Fede, ma per il mondo che prima godeva di un giudice morale che rappresenta l’Autorità divina, istituito da Gesù per l’ordine in terra. Ora rimane una sede a servizio dell’errore e dell’inganno. Era perciò giusto sentimento cattolico, inorridire di fronte alla presenza di un falso vicario di Dio a Roma. E il primo sentimento era fare di tutto per riavere – da allora – la Chiesa governata da un autentico Vicario di Cristo fedele alla piena continuità cattolica. Tali termini definiscono il vero Conclave cattolico. Il Primato di Pietro, la carica del Papa, non esiste né sussiste per servire idee o teologie secondo visioni della vita aggiornata al modernismo e al mondo. Si è persa la memoria in questi tempi di questo immane pericolo, come se ci potesse essere una rottura «canonica»da rispettare? Sì perché il Papa è autentico nella misura in cui è consapevole del fine della carica di confermare la Fede; rappresenta la continuità, di papa in papa, per risalire sicuramente alla Voce stessa del Signore.

A questo punto, poiché la carica papale è definita dalla missione di confermare la Fede e perciò condannare quanto le è contrario, come il modernismo, una volta provato dalle opere, cioè dall’erezione della nuova chiesa conciliare modernista, che G23, Paolo 6 e successori, operarono da modernisti, essi si rivelarono da loro stessi alieni alla missione papale di confermare nella fede; non erano né potevano essere veri candidati al Papato avendo tacitamente rinunciato a essere membri della Chiesa cattolica dei 260 Papi e 20 Concili ecumenici nella continuità in Cristo. La loro opera di rottura prova, non solo la grave illegittimità della loro elezione, ma anche la tremenda colpa del loro spergiuro. Basta leggere il giuramento antimodernista e quello pontificale.

Fin qui si tratta dell’inganno che spetta ai cattolici distinguere e a un futuro Papa cattolico giudicare, pur se quello precedente, Pio XII, ignorando che costoro portavano fermenti demolitori della Fede, promosse entrambi ad alte cariche secondo la routine clericale. Gli uomini possono ignorare quanto solo Dio vede nel cuore di preti carrieristi. ma quel che Dio certamente vuole e la Chiesa ha sempre cercato, è la massima cura non solo nella scelta dei chierici – da cui molto dipende la salvezza delle anime – ma delle loro promozioni a cariche d’autorità. Tale difesa è soprattutto nel conclave cattolico, che ha questo nome proprio perché d’ostacolo alle violazioni sacrileghe contro la Fede.

I Conclavi non hanno una valenza assoluta. La Bolla «Cum ex apostolatus» di Papa Paolo IV è la più chiara spiegazione di quanto appartiene anche alla ragione comune: se un uomo riesce a ingannare tutti e a essere eletto papa senza professare la fede integra e pura della Chiesa, l’elezione è nulla, pur se confermata dall’unanimità dei cardinali, dall’elevazione di quest’eletto e del tempo in cui esso è riconosciuto papa da tutti i fedeli; più ancora se è applaudito e apre la Chiesa a tutto un mondo di suoi nemici.

Non avendo la fede, costui non può essere accetto da Dio, che tollera l’inganno umano, ma, per quanto concerne la custodia della Fede, mai l’incuranza della sua integrità.

Il conclave può godere dell’assistenza dello Spirito Santo, ma se in esso si presenta un lestofante per essere eletto papa, la Sua assistenza va piuttosto ai figli della Chiesa, affinché capiscano, prima o poi, la nullità di una elezione che porta alla distruzione della Chiesa. Si può negare che tale demolizione rovinosa che ci sovrasta dalla morte di Pio XII deve necessariamente avere una causa principale, da vedere nella più alta sede d’autorità? No. Allora ecco il ritardo che viviamo nel capire e reagire, testimoniando la falla, di modo che si vada finalmente verso l’elezione di un papa cattolico.

La testimonianza cattolica si rivolge a quest’alta Sede per affrontare i poteri del mondo, se non ha risposte di fede è perché si trova vuota e proprio li abusano del nome della Chiesa per far ingoiare ai fedeli l’opera d’inversione dei falsi cristi e dei falsi profeti previsti dal Signore. Essi, sempre di nuovo, in duemila anni di storia, propinano eresie, sacrilegi, conclavi illegittimi, falsi concili, e perfino sinodi per una nuova Pentecoste! Ciò non potrebbe mai venire dalla Sede istituita per difendere la Fede. Immaginare il contrario, cioè che si possa cercare il guaio altrove, perché la scelta di un conclave è infallibile, è l’empia aberrazione conclavista. Da non confondere con l’aberrazione di voler eleggere un papa alla carlona. Qui, almeno il principio del bisogno del vero Papa è salvo: la sua elezione è necessaria e urgente da quasi sessant’anni, e abusus non tollit usum!

Le scelte dei conclavi non hanno valore assoluto; possono versare su un uomo alieno a quella carica, malgrado le apparenze. A causa di tale «assoluto conclavista», piuttosto superstizione, poiché vede l’assoluto dove può essere infiltrata malizia umana, è bene tornare alla storia dei recenti conclavi, nulli, ma ritenuti dalla maggioranza, canonici.

Se essi hanno propinato i «papi» dell’avvenuta demolizione della Chiesa. Il vero papa, poiché riceve direttamente da Dio il potere delle Chiavi, è il sommo responsabile della difesa della Fede. Il fatto è che se si scusa la parte umana della mancanza e anche inversione di tale difesa, si accusa una sua approvazione da parte divina. Non sia mai!

Fino a Pio XII si era ben coscienti dei poteri occulti mobilitatisi per mutare la Chiesa e del bisogno per i cattolici di vigilare fermamente nella difesa della Fede. È un fatto, per quanto concerne il conclave in cui fu eletto Roncalli, che prese il nome dell’antipapa Giovanni XXIII, che le idee di questo candidato erano sconosciute perché mai espresse in scritti importanti. Piuttosto era noto per le sue trovate furbesche, dietro un’apparenza ipocrita e bonaria; «di geniale semplicità» secondo l’amico modernista Jean Guitton. Ma quanto descritto di pericoloso su tale prete non interessò allora abbastanza né al cardinale Ottaviani che, essendo a capo del Sant’Uffizio aveva a disposizione tutti i dossier informativi. Secondo un parere generale, confermato dal suo biografo, il giornalista Emilio Cavaterra, i cardinali Ottaviani e Tardini erano sicuri di poter pillottare l’operato dell’anziano e suppostamene docile Roncalli. Ritenevano più importante allora fare un accordo, caso Roncalli fosse eletto, per la conferma di Tardini come Segretario di Stato, che approfondire la fedeltà cattolica del candidato. Una tale leggerezza riguardo all’elezione del successore di Pio XII, in stridente contrasto con le affrante preoccupazioni, che avrebbe previsto in letto di morte: “dopo di me il diluvio” si è rivelata fatale. Per Pio XII, Siri era il più presentabile tra i papabili, ma fu subito scartato perché ritenuto troppo giovane e lontano dalle intenzioni riformatrici di allora.

Se la rovina iniziò con Giovanni 23, com’è storicamente accertato, come non risalire all’errore della sua scelta, tenendo presente che scusare l’errore umano implica lasciar attribuire perfidamente il fallimento a una presunta «distrazione divina»? Non è forse un fatto che la vigilanza e la difesa cattolica, ragione al disopra di tanti altre assilli clericali, furono rovesciate allora con l’apertura della Chiesa ai vecchi errori e all’emblematica chiusura ai cosiddetti profeti di sventura (Fatima e i fedeli alla Tradizione)? Possono le due cose, ossia la presenza in Vaticano di modernisti innovatori della Chiesa e la sua successiva demolizione, non essere in un rapporto di causa ed effetto?

Ogni logica richiede, quindi, che sia riconosciuto quando e quale atto abbia fornito la chiave perché un potere estraneo alla Fede iniziasse la sua opera di demolizione.

Qui va ricordata anche la testimonianza essenziale di monsignor Marcel Lefebvre:

«Non voglio risalire alle origini lontane del cambiamento e del mutamento della nostra religione perché bisognerebbe risalire al Rinascimento, alla Rivoluzione Francese, alla storia di tutto il liberalismo del secolo XIX e a tutte le condanne dei Papi contro di esso, in particolare i Papi Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, San Pio X…. È stato pubblicato anni fa il libro di Ploncard d’Assac «La Chiesa occupata,» che riporta tutti i documenti che mostrano l’evoluzione avvenuta all’interno della Chiesa durante l’ultimo secolo. Io vorrei risalire solo al 1960, anzi al 1958: a quell’epoca è successo qualche cosa nella Chiesa? Che cosa? È impossibile conoscere i fatti a fondo: personalmente non li conosco; ma di questi cambiamenti ci siamo accorti dal 1958, dopo il conclave che ha eletto Giovanni XXIII.» (Mgr Lefebvre, «J’accuse le concile»).

Il mistero della scelta di un papabile legato ai poteri mondiali

La scelta dell’uomo con le condizioni per divenire Papa spetta alla Chiesa, rappresentata dai cardinali, ma la validità del suo potere dipende dalla sua fede cattolica che esclude deviazioni, eresie e negoziati coi suoi avversari. L’elezione del Papa cattolico è assistita dallo Spirito Santo poiché l’eletto in modo valido riceve immediatamente da Dio, non dalla Chiesa, il suo potere; ciò proprio per difendere la Chiesa dai suoi nemici. Allora, è chiaro che il peggior nemico è quell’interno che proclama: la Chiesa non ha nemici! Ecco Roncalli, i cui antecedenti si conoscono, svelando un’incompatibilità profonda con la funzione del magistero cattolico. Come chierico modernista può essere applaudito dal mondo e beatificato dal successore della sua opera di apertura, ma ciò solo conferma la continuità di tale opera, quindi, della totale estraneità alla Fede e alla carica di autorità che preserva la Chiesa dagli errori del mondo, ci cui il modernismo è la fogna massima.

Il cardinale Ottaviani conosceva il «dossier» di Roncalli, filo massone e modernista, ma pensò di poter rischiare e fu l’elettore di tal «concierge dell’anticristo». Non deve perciò ammirare come, al possesso di tanti segreti, occultò spesso ai suoi collaboratori la realtà. Avendo conosciuto alcuni di questi valenti sacerdoti, mi resi conto di come tale capo tagliava sistematicamente le loro iniziative affinché non lasciassero credere al sospetti su questo primo «papa conciliare». Perfino il «Terzo Segreto» di Fatima, che conosceva, lo mise in falsi termini, dirigendo altrove il povero don Villa: tutto, meno che dubitare dell’elezione canonica di Roncalli! Come fece il cardinale Tisserant (Nichitaroncalli, p.) Una verità dura da capire a causa di questi alti prelati, che in fondo rimasero i garanti degli anticristi. Così, la chiesa del Vaticano 2, che il vecchio cardinale pregava affinché finisse presto e lui ancora potesse morire cattolico, il vaglio dell’illegittimità dei falsari conciliare rimase tabù!

Poteva non importare i danni e le vittime che continuerebbero a fare i suoi «papabili»? No, la Chiesa degli Ottaviani, Siri, e tanti altri era in cedimento e così rimase senza veri papi né prelati di valore, capaci di andare oltre un magro verbo teologale. Una fede senza difensori, se non è già morta, non preserva la vita spirituale. Da due di questi cardinali di una «resistenza» senza futuro, sentì l’ammissione che lasciavano i loro segreti e sospetti per essere pubblicati dopo la loro morte. Per il cardinale Oddi, si trattava del suo tempo a Parigi con un nunzio che frequentava ogni giovedì la loggia, come ho avuto occasione di dirgli in un pranzo a casa; il cardinale era troppo onesto per negarlo, ma troppo «prudenziale» per dirlo. Lasciò «segreti da pubblicare»? Dove? A lui, come al card. Stickler, mi son permesso di dire che da morti le testimonianze valgono poco tanto per la propria anima come per la Chiesa.

Il cattolico sa che i modernisti possono ingannare gli uomini, non Dio. Se non bastano le conseguenze rovinose dei loro atti e frutti marci per testimoniare la loro estraneità all’autorità cattolica, ragione in più di volere che al più presto ci sia una vera reazione da parte della Chiesa, rimasta da troppo tempo non solo acefala del capo terreno, ma presa in un infame processo di demolizione della sua credibilità divina. Che cosa ha portato a tutto questo? La credenza generale nel valore «assoluto» dei conclavi: ecco il cappio fatale del «conclavismo» dell’ora presente, coinvolgente tutti, cardinali e un mondo conciliare e tradizionalista, irretiti insieme dal sommo inganno, da cui nemmeno il Terzo Segreto di Fatima è riuscito ancora a liberare! La realtà è che dal 1958 il Papa cattolico è morto e le conseguenze della sua vacanza divennero chiare già nel 1960! Ma tutti questi grandi cardinali e il loro seguito erano «conclavisti»!

34 Risposte

  • Caro Daniele: che cosa possiamo attenderci da uno che considera le coppie sodomitiche foriere di valori educativi, che si fa benedire dagli scismatici, che adora Lutero, che distrugge la vigna del Signore e che, da ultimo, smania per apparire sui massmedia come il Papa pop – cfr. ultimo numero di ROLLING STONE, la rivista della musica pagana?

  • Un brano importante mal redatto, scusatemi:
    Il cardinale Ottaviani ai suoi collaboratori ammetteva tutte le critiche, meno che si dubitasse della valida elezione di Roncalli, come fece il cardinale Tisserant (Nichitaroncalli, p. 57). Una verità dura da capire a causa di questi alti prelati, che in fondo rimasero garanti di anticristi. Così, la chiesa del V2, che il vecchio cardinale pregava affinché finisse presto e lui ancora potesse morire cattolico, evitò il vaglio di illegittimità dei falsari conciliari, argomento vitale rimasto tabù! Potevano non importare i danni e le vittime che continuerebbero a fare i suoi «papabili»? No, ma la Chiesa degli Ottaviani, Siri, e tanti altri era in cedimento e così rimase senza veri papi né prelati di valore. Potevano non importare i danni alle anime dei fedeli vittime dell’imperversare dei loro «papabili» col loro V2? Morire cattolico importava solo a lui? La sola «certezza» lasciata da loro: il conclave del ’58 ? maledetto ma valido!

  • Grazie Arai Daniele per questo prezioso articolo e la sua testimonianza. Ha menzionato tra gli altri il cardinale Ottaviani: oltre ad avallare la nomina dell’antipapa roncalli e dell’antipapa montini, lasciò passare anche le loro riforme devastatrici della Vigna del Signore. Oltre al conclave del 1958, ricordo che anche nel conclave del 1963, Ottaviani giunse ad un accordo con alcuni cardinali, per fare passare montini, in cambio di alcune concessioni. Conclavi invalidi in cui si spartivano sacrilegamente la tunica del Signore.
    Quello che è accaduto in tutti questi decenni e sta accadendo in questo tempo, ci fa capire come il Signore abbia permesso tutto questo, per dividere il buon grano dalla zizzania, e per fare ripartire dalle fondamenta, la vera Chiesa, che verrà purificata definitivamente dalla imminente persecuzione religiosa.

  • correggo: Ottaviani lasciò passare le “riforme devastatrici NELLA Vigna del Signore.”

  • “il conclave del ’58 ? maledetto ma valido!” : il busillis sta tutto qui : coloro che, pur criticando aspramente Bergoglio ed i suoi gerarchi, insistono sulla legittimità dell’elezione di Roncalli e Montini (dimenticandosi anche della messa nera di ringraziamento celebrata 8 giorni dopo l’elezione di Montini nella Cappella Paolina, presenti Montini e Villot) rimangono impantanati a metà del guado, rifiutandosi di giungere alla radice del male, di scoprire quando e come la massoneria (cioè gli adoratori di Lucifero) sia riuscita a impossessarsi del supremo soglio, a cui aspirava sin dai primi anni dell’800. Così fanno, tra gli altri, Socci, Maria Guarini, don Minutella, Fra Cristoforo, il Mastino, Levi del Gualdo, tanto per citare alcuni nomi noti dell’attuale agone mediatico. Ben diverso mi sembra l’atteggiamento di Cesare Baronio, Luca Fumagalli e Piergiorgio Seveso, Alessandro Gnocchi, tanto per citare altri nomi ben noti a chi frequenta i blog cattolici (tradizionalisti è superfluo aggiungerlo).

  • Dopo l’elezione di Roncalli, il paradosso che si presentò ai cattolici fu quello di un magistero ecumenista, eretto sull’idea del velato aggiornamento del dogma, che si realizza col livellamento ecumenista dell’Autorità di Dio stesso – rappresentato nella Chiesa cattolica – a quelle delle altri «grandi religioni». Da ciò la nuova forma di furbo «magistero pastorale» secondo lo «spirito di Assisi», che ne ridimensiona l’autorità senza negarla apertamente. Tale processo riformista doveva essere portato avanti velatamente, con ogni cautela, per evitare il rischio d’indebolire la propria influenza, necessaria a imporre l’aggiornamento e sminuire allora la propria «autorità pontificale cattolica» sarebbe stato come segare il ramo su cui poggiava la riforma. Ora è accertato che Roncalli fosse mosso da propositi modernisti e massonici, che non occultava nella scelta delle sue amicizie, come quella del barone Marsaudon. Dove era allora il «carabiniere della Fede»? Bloccava le iniziative e di altri. Il risultato è che quanto fu dichiarato e operato da lui e dai suoi continuatori, in nome della Chiesa, veniva plasmato da tali idee liberticide, portando alla demolizione del Cattolicesimo. Si può negare che essa è l’effetto che ha per causa iniziale l’elezione sciagurata di Roncalli? Non è parimenti vano credere, ignorando la legge della Chiesa, che l’integrità della fede dell’eletto papa è condizione essenziale per la sua elezione e permanenza come papa. Possono criteri umani confermare la validità del Papa senza fede nella Chiesa di Dio?

  • correzione: Non è parimenti vano credere, ignorando la legge della Chiesa, che l’integrità della fede dell’eletto papa non sia condizione essenziale per la sua elezione e permanenza come papa?

  • Anche Giuseppe Siri dichiarò di aver taciuto sulle manovre devastatrici “per non aumentare la confusione”. Apprenderlo fu, per me, una delusione sconfortante, per me che avevo conosciuto il cardinale al tempo dei miei studi a Genova e che mi era apparso, per fama e per averlo ascoltato nelle omelìe a San Lorenzo, come un “defensor fidei” incrollabile.

  • Ottimo articolo sul quale vorrei solo precisare un punto su cui dissento. Cioè nel 1958 furono fatti 2 conclavi corrispondenti alle rispettive 2 fumate bianche viste e anche commentate in radio. Nonché con 2 chiamate delle guardie . Il primo conclave fu quello che portò alla prima fumata bianca ecc. e seguì le norme indispensabili per l’elezione valida di un Papa. Un Papa IMPEDITO necessitava. (Inoltre per diritto Divino necessita fino alla fine del mondo il papato). Quindi 2′ fumata bianca dopo 2 gg ed ecco dal cilindro uscire un antipapa massone e comunista (Bellegrandi in nickita roncalli lo descrive alla precisione, come pure i documenti e dossier occultati dal diretto interessato una volta biancovestito, per cui gli umani ragionatori Ottaviani e Oddi che apostatarono con molta probabilità nell’inquinato conclave del ’58, rimanendo con vana speranza di morire … cattolici, avendo aderito al peggior inganno della storia- salvo pentimento in punto di morte). Tuttavia la sua affermata aberrazione conclavista materiale o pure formale esiste in quanto ciechi che guidano altri ciechi (volutamente ciechi spesso) ed è stata foriera dei tempi pessimi attuali con installazione dell’anticristo sul trono di Pietro (anzi 2 anticristi , il capo degli illuminati di Baviera e il pampero argentino con intronizzazione di satana nel 1963: bel trio?).
    http://www.tuttigliscandalidelvaticano.com/2012/06/satana-intronizzato-in-vaticano.html
    Per cui il mago Lefevbre che punta il dito e lo ritira con metodo montiniano, esegue probabilmente il compito che il proprio padrino spirituale Lienart, presente al conclave del ’58, gli diede. L’uso non elimina l’abuso. Serve un concilio imperfetto, anzi è dovere di ogni cattolico il richiederlo e pretenderlo, onde si chiarisca la matassa ingarbugliata del 1958.Ma i chierici non paiono interessati.

  • Riguardo al cardinal Siri consiglio di confrontare tutte le fotografie su di lui esistenti.

  • L’elezione del Papa cattolico è assistita dallo Spirito Santo perché l’eletto in modo valido riceva immediatamente da Dio, non dalla Chiesa, il potere pontificale. Perciò la scelta del candidato va fatta con la massima cura tra consacrati lucidi e di fede cattolica comprovata, per non presentare a Dio un chierico di fede malferma. Se non si può dire semplicemente che Roncalli non fosse cattolico, poiché Pio XII l’aveva promosso, si può, però provare che il suo cattolicesimo si è rivelato falso proprio alla luce del giuramento antimodernista, prestato e tradito, ma anche della sua posizione filo-massonica in rottura proprio con la continuità del Magistero, che condanna i poteri massonici a cui lui aprì la Chiesa. Ma se tali manovre passarono fu perché nel buio del pensiero cattolico trova spazio pure l’idea depravata per cui chi occupa la carica papale avrebbe pure la facoltà di demolire la Cristianità per cambiarla secondo i tempi e restare «papa». Oggi, a mutazione avvenuta, i danni devastanti operati appaiono irreversibili perché «canonici», come il loro conclave! L’imponenza solenne di tutto l’edificio del Vaticano lo attesterebbe! Leggere a proposito di grandi muri Matteo 24.

  • @cattolico2 per cortesia ci risparmi le consuete farneticazioni che qui non fanno presa, ma discredito. Scriva quello che vuole, ma eviti le già ampiamente confutate proposizioni da “cattolici house”

  • Leggo oggi Blondet su la «Menzogna Primaria dell’11 Settembre che nel Male affonda da 17 anni è entrata nel Male, è ovvio che veda la sua salvezza [dei capi europoidi] nell’imporre l’equivalenza tra bene e male, nel cancellarne la coscienza in tutti gli altri campi – dal gender alle nozze gay, confondere la differenza tra uomo e donna, stravolgere il diritto e il torto, oscurare la differenza tra il giusto e l’ingiusto – anche sociale… ».
    Ma sulla Menzogna madre delle primarie: dei falsi papa, anzi anticristi… rimane vero tabù metafisico per un’intera generazione che li guarda pontificare nella TV!

  • Il conclave che elesse Paola Sesta fu valido, purtroppo, e comunque nessuno ne ha mai potuto sostenere con coerenza e sicurezza l’invalidità. Oggi col Sig. Bergoglio, eletto in modo invalido ed occupante il vaticano da conclamato eretico, si può e si dovrebbe invocare la cacciata dell’impostore. Continuare a ragionare sul 1958, oltre che fuori tempo è inutile, vista l’urgenza del momento presente su cui molte anzi troppe voci della tradizione continuano a tacere continuando a menarla con faccende risalenti a più di mezzo secolo fa. Oramai comincio a credere che si tratti solo di un pretesto per lasciare tutto come è.

  • @Matteo. Ragionare sul 1958 sarebbe fuori tempo? Al contrario. Lei, dicendo che il conclave di Paolo VI fu invalido, crede di potere ragionare su questioni di cavilli giuridici. Dicendo che Bergoglio andrebbe cacciato, ne affiderebbe la sostituzione ad un conclave nullo. Il motivo: E’ a monte di tutto proprio nel 1958 perché da allora in poi furono elette persone che non avevano la vera fede cattolica, ma la simulavano. I fatti e i frutti successivi lo hanno ampiamente confermato. I cardinali creati da loro sono pertanto nulli come i loro creatori e inabili ad eleggere un vero Papa. Questo è l’unico vero motivo fondamentale: l’assenza di fede, non il formalismo giuridico. Dunque dobbiamo solo aspettare che il Signore stesso purifichi la sua Chiesa eliminando gli impostori occupanti coi metodi che lui solo sa. Se si lasciasse fare a lei, si sostituirebbe Bergoglio con un altro impostore, probabilmente anche peggiore.

  • Imparo da tutti sempre qualcosa di interessante venendo qui .La situazione è gravissima , ma almeno il conoscere allevia la tensione .

  • Caro Matteo, una volta ho sentito Wojtyla dire che il Signore aveva concesso “al massimo” 72 anni alla dittattura comunista sovietica, dopo di che essa sarebbe scomparsa; ora, poiché l’insediamento sul soglio pontificio do Roncalli potrebbe essere assimilabile alla presa di potere da parte di altri rivoluzionari (Lenin, Mao, Fidel, ecc), verrebbe da pensare che anche in questo caso non si supereranno i 72 anni ? forse è solo suggestione, sciocca numerologia, ma se così non fosse, i 72 anno scadrebbero nel 2030.

  • Benedetto ha giè risposto alle vaghe questioni di Matteo, che sono dall ’58 di molti che temono appronfondire l’immenso «guaio». Ma per discuttere in modo costruttivo su di esso servono altri dati:

    Per la Chiesa è sempre stato necessario dare la certezza sull’autorità divina del papa eletto, data in modo immediato ma invisibile da Dio stesso all’eletto dal Conclave. Si presume la certezza universale di tale concessione, se la Chiesa tutta lo accettasenza ostacoli. È questa l’opzione prudenziale migliore, ma non è dogma, anzi, l’unanimità dei cardinali, che può rappresentare questa totalità di consenso può sbagliare elegendo un falso papa, come visto dalla Bolla. Vi fu consenso generale dal ’58 per l’elezione di Roncalli, G23? In effetti c’è una obiezione pesante che è stata pubblicata citando la lettera del cardinale Tisserant a un abate professore di diritto canonico. In essa il cardinale francese dichiara illegittima l’elezione di G23, poiché preparata da forze aliene allo Spirito Santo (cfr “Vita ‘, 18/09/77, pag 4, cit. Nichitaroncalli, p. 57). Inoltre c’è il sospetto testimoniato da Mgr Lefebvre, sopra: “Io vorrei solo risalire al 1960 anzi al 1958. Che cosa è successo nella Chiesa? È impossibile conoscere I fatti a fondo: Personalmente non li conosco, ma di questi cambiamenti ci siamo accorti dal 1958, dopo il conclave che ha eletto Giovanni XXIII.» (Mgr Lefebvre, «J’accuse le concile»); un senso di sfiducia suo e di molti, che poi si tramutarono in accuse!

  • Beh, non credo che Tisserant possa definirsi un antiG23, visto che fu uno dei sostenitori del conciliabolo “latrocinium vaticanum 2um” e che definì il martire anticomunista card. Mindzsenty “un parfait imbécile”. Tisserant,lui, era una forza aliena allo Spirito Santo!

  • La persona che si firma “cattolico 2”, per l’ennesima volta ripete accuse infamanti contro mons. Marcel Lefebvre. Se lei è veramente cattolico, vada a confessarsi, di avere insultato in pubblico un ministro del Signore! Monsignor Marcel Lefebvre è stato un VALIDO ministro di Dio, e
    -1: la sua consacrazione episcopale fu valida in quanto, anche se celebrata dal card. Lienart (sospettato di appartenenza alla massoneria), ad essa presero parte ben DUE Vescovi cattolici, mons. Fauret e mons. Ancel, validi e fidati ministri di Dio;

    -2 mons. Marcel Lefebvre è stato uno dei più grandi missionari dell’intero XX secolo! Si studi un po’ di storia della Chiesa! Mons. Lefebvre ha evangelizzato un quinto dell’intero continente africano!

    -3 mons. Marcel Lefebvre fu uno strenuo difensore della Verità Cattolica durante l’invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del 1962-65; successivamente l’ostilità dell’antipapa montini, e soprattutto i consigli di sottomissione, suggeriti dai card. Ottaviani e card. Siri, fecero divenire mons. Lefebvre più perplesso, confuso e titubante nella sua resistenza ai modernisti/massoni infiltrati in Vaticano. Fu proprio l’esempio di compromesso, dato dai card.Ottaviani, Siri, e tradizionalisti vari, che condizionarono mons. Lefebvre, in modo tale che ebbe gravi scrupoli di coscienza, e infine non se la sentì di tagliare definitivamente i legami con la Roma apostata, e dichiarare ufficialmente la Sede vacante.

    Quindi, mons. Lefebvre fu un ministro del Signore che merita il rispetto di ogni cattolico, e la persona che si firma con il nome di “Cattolico 2” dovrebbe solo vergognarsi di avere insultato con quegli epiteti un ministro di Dio, che diede molto alla Chiesa.

    Io sono un sedevacantista totale, e pur essendo critico nei confronti della FSSPX, per la sua sottomissione alla Roma apostata, non dimentico però i meriti che ebbe mons. Lefebvre: anche se non ebbe la forza di dichiarare la Sede vacante, fece molto di più rispetto ai vari Siri, Ottaviani, e compagnia.

  • Riguardo alla questione del 1958, sono d’accordo con il commento di Benedetto (14:10) e Arai Daniele (19:03). Le testimonianze contrarie all’antipapa roncalli, ci furono già poco dopo la sua elezione, tanto che già durante l’invalido ed eretico conciliabolo del 1962-65, circolavano tra i Padri conciliari vari opuscoli e libri che apertamente dichiaravano antipapa il massone Roncalli, in quanto massone e apostata. Saputo della circolazione di tali documenti, l’antipapa Roncalli ordinò la perquisizione di tutti gli ecclesiastici presenti nella basilica di san Pietro. Tanto per citare uno degli innumerevoli episodi.

  • @ Luciano: È vero. Jean Madiran a conoscenza della sua parte e degli eventi raccontati dal suo segretario mgr Roche, lo ha classificato «un fourbe». Il fatto de aver giocato in due tavoli lo conferma: lavorò per gli accordi di G23 e fu uno dei sostenitori del conciliabolo “latrocinium vaticanum 2um”, avverso al martire anticomunista card. Mindzsenty e forse l’informato amico frate Angelo può continuare per me, ormai stanco di parlare di furbetti che restano come testimoni di una chiesa più diplomatica che altro. Ciò toccò pure Mgr Lefebvre che era di tutta un’altra fibra e reagì. Ho avuto la ventura di conoscere bene i Due Testimoni Episcopali dei nostri tempi, non sono perciò io a dover scusare le ambiguità a cui portarono il Mgr, per cui io finì per litigarci di brutto, nella persona di P. Tam. Ma il fatto è che ci ha lasciato una testimonianza essenziale a cui non fanno onore i superiori della sua ex Fraternità. Tornerò su una sua testimonianza che ripeterò pubblicamente. Per il resto ci sono le sue dichiarazioni insieme a Mons. Castro Mayer che parlano alla Storia e proprio per questo sono evitate dai loro stessi censori interni: LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DELLA FSSPX.

  • Arai Daniele, la sua testimonianza è preziosa per questo tempo, per molti lettori. Anni fa leggendo i suoi scritti ebbi modo di avere un quadro più dettagliato di alcuni personaggi, come ad esempio mons. Lefebvre. Ebbe sicuramente ambiguità, ma sappiamo che esse erano condizionate e influenzate dalla marea montante del compromesso, allora imperante nella gerarchia. Oggi qualcosa sembra muoversi, ma da parte del laicato, cosa che in parte fa ricordare il tempo terribile dell’eresia ariana, quando solo il laicato (un piccolo gregge, assieme a una manciata di vescovi) si oppose per anni contro l’eresia ariana, che aveva conquistato quasi totalmente la gerarchia e le diocesi del tempo. Ma dopo tanti anni e persecuzioni, la Verità Cattolica prevalse.
    La nostra certezza è che il trionfo della vera Chiesa avverrà per mezzo di Maria Santissima, come ci ha promesso a Fatima: “Il mio Cuore Immacolato trionferà”.

    Sul card. Tisserant, figura centrale durante gli antipontificati degli apostati roncalli e montini, e decano dei conclavi che li elesse, c’è ben poco da aggiungere a quanto già detto da Arai e Luciano: TIsserant fu uno dei tanti che assieme ai suoi confratelli si adeguarono allo spirito di compromesso con il mondo e le sue forze anticristiane.

    C’è solo da ricordare -come ha ben fatto nell’articolo Arai Daniele- la profezia del santo profeta Zaccaria (13,7): «Insorgi, spada, contro il Mio pastore, contro Colui da sempre a me unito. Oracolo del Signore degli eserciti. Percuoti il Pastore e sia disperso il gregge, allora volgerò la mano anche contro i suoi piccoli». (8-9).

    Dunque il Signore ha permesso un castigo che è una purificazione, per mondare la sua Chiesa, e separare il buon grano dalla zizzania. Tale purificazione si avvia ormai al termine, con una prossima persecuzione visibile della società anticristiana contro i cattolici, e con altre calamità che monderanno l’umanità e la Chiesa, liberandole dall’oppressione degli eretici e dei nemici di Dio.

    Vale la pena ricordare nuovamente la visione di suor Lucia di Fatima, che ebbe prima di scrivere il testo del terzo segreto: “Subito dopo, ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce, che è Dio, e in Lui ho visto e udito: la punta della lancia come fiamma che si stacca, tocca l’asse della terra, ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dai limiti, traboccano, inondano e trascinano con sé in un turbine, case e persone in un numero che non si può contare, è la purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso. L’odio, l’ambizione, provocano la guerra distruttrice. Dopo, ho sentito nel palpitare accelerato del cuore e nel mio spirito, una voce leggera, che diceva: “nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità, il Cielo!”. Questa parola “Cielo” riempì il mio cuore di pace e felicità, in tal modo che, quasi senza rendermi conto, continuai a ripetermi per molto tempo: il Cielo, il Cielo!».
    (“Un caminho sob o olhar de Maria”, 2014; Carmelo di Coimbra)

  • Tisserant era un marrano se ben capisco.Ma quanto dissero, fra loro, i marrani fa testo essi meglio conoscendo di noi. Frate Angelo (SF?) lei ha lanciato e lancia sul card.Siri accuse pesanti su cui trovo solo notizie contrarie a quanto da lei affermato. Riguardo a Lefevbre la prego di smontare questi 4 articoli,
    http://www.exsurgatdeus.org/?s=lienart
    non come fa con il card.Siri con false accuse di comunismo ecc. ma con prove. Lei scrive che ebbe sicuramente ambiguità? L’ambiguità viene dal maligno, lo dice NS Signore, sia il vostro parlare sì e no. Ma per Lefevbre sono giustificate? Ne abbiamo fatto un altro papocchio? C’è una foto su todays catholic word mentre ha intorno donne a seno nudo in Africa dove è scritto viveva come un maharaia. Cerco di capire dove sta la verità quindi se ha delle prove ben vengano, se ha solo accuse non fondate e facilmente smontabili come fa col card.Siri al quale ha dichiarato guerra, allora non mi interessa. Le ambiguità di Lefevbre che parla del pseudo papa come di un anticristo e celebra una cum l’anticristo sono confermate dai frutti velenosi di msg Fellay abbracciato a Bergoglio.Suor Lucia di Fatima disse “nel 1960 non ci sarà più felicità”. Nel 1960 c’era un antipapa che inizia il regno dell’anticristo nel luogo santo. Ci aspetta la 3 guerra mondiale nucleare?Oltre alla guerra il segreto di Fatima è citato , sempre negli articoli del blog linkato , dal card.Ottaviani ” il segreto di Fatima dice che la grande apostasia inizia dal massimo della gerarchia.”

  • @cattolico2, non apro neanche i link che mette, si risparmi la fatica. Siti come exsurgatdeus o altri simili di cui mette i link, sono pieni di imprecisioni, inesattezze, e peggio ancora. In precedenza ha pure proposto link di siti apertamente anticristiani! Già in precedenza io e molti altri lettori abbiamo risposto a tutte le sue fantasie, “cattolico2”, ma lei continua imperterrito, lo fa apposta. Qui ad esempio avevamo già risposto, nei commenti: http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27316

    E così in tanti altri articoli. Ma lei cerca solo di fare sterili polemiche, non vuole imparare o conoscere, lei vuole imporci le sue erronee convinzioni, basate su siti web chiaramente fallaci. Per carità, non ci faccia perdere tempo.
    Ripropongo il commento già scritto da “Staff Christus Rex”: “@cattolico2 per cortesia ci risparmi le consuete farneticazioni che qui non fanno presa, ma discredito. Scriva quello che vuole, ma eviti le già ampiamente confutate proposizioni da “cattolici house”. “

  • Che Mgr Lefebvre, riconoscesse pubblicamente Liénart come suo Vescovo ordinante e consacratore, sapendo che era stato un massone … lo sapevo bene, e anche da lui stesso, che sentiva quest’obiezione intorno a sé, altrimenti non mi avrebbe domandato che ne pensavo? Ho risposto che nel dubbio doveva prevalere il criterio evangelico delle opere e io conoscevo le sue anche a Dakar. Ecco, l’ambiguità c’era, ma riguardava persone, cose e posizioni, tipica della Chiesa diplomatica di allora. Mgr Lefebvre non era un buon giudice nella scelta delle persone. Basta pensare al p. Franz Schmidberger, fatto da lui Superiore per disgrazia permanente della Fraternità (è il vero ispiratore del «ralliement» del primario Fellay). Sulle dichiarazioni fatte con Mons. Castro Mayer, era forse troppo attento a quale potesse essere il risultato pratico, così come quello dell’«indulto-insulto», che rifiutò solo l’anno dopo dopo averlo accolto. Toccava forse una questione relativa alla Fede? Certo, ma derivata dalla Prima somma Menzogna: del falso Papa. Paragonare Siri, o Pintonello a Lefebvre è davvero improprio; questi e la stragrande maggioranza dei mezzi conservatori si erano già immersi nelle acque della falsa chiesa conciliare. Mgr Lefebvre lottò fine alla fine per evitarlo e non solo per sé.

  • frate Angelo e Arai hanno perfettamente ragione. Era già stato fatto un richiamo “anti-farneticazioni” a cattolico2. Ora basta perché le idiozie dottrinali confondono soprattutto i semplici.

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Galeazzi_Lisi
    http://bizzarrobazar.com/2012/06/06/larchiatra-corrotto/
    Quando si parla di responsabilita di cardinale Ottaviani e Tardini di non prevenire elezione al soglio papale di Angelo Roncalli se dove pensare che Vaticano era gia pieno di masoni. Per questo ragione il padre Pio a mandato don Luigi Villa d andare combattere la masoneria di Vaticano. Se Pio XII era vivo 1959 la malatia – cancro – di Roncalli sarrebe tanto avanzato che non potra essere elletto papa e Montini non diventara cardinale. Per questo ragione e grande probabilita che Pio XII era avvalenato dal suo medico Riccardo Lisi che a fatto le fotografie del papa agonisante e le a venduto a Paris Match e altri medii.
    ——————————————————————–
    „ Il cardinale di Colonia, Frings, gia quasi cieco prese il giovanne teologo Joseph Ratzinger,35 ani, per il suo secretario personale. Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto diventa architetto di nuova chiesa conciliare non monarchica ma democratica annulando tutto lavoro di cardinale Ottaviani.Lefevre ed altri protagonisti di Chisa da sempre. Cardinale Ottaviani e come Lefevre eroe della Chiesa cattolica. Il giovane Ratzinger a annulato Il Santo Ufficio.“

    http://tracce.it/?id=331&id_n=33837
    In modo avvincente il volume attesta la partecipazione di Ratzinger al Concilio come esponente della squadra di teologi che danno la linea alla maggioranza riformatrice. Lo descrive immerso nel ritmo mozzafiato di iniziative ed elaborazioni di documenti, a stretto contatto con grandi vescovi e teologi: da Congar a Rahner, da Frings a Volk, da De Lubac a Daniélou, da Häring a König. Una mole imponente di lavoro, di cui, quando torna in Germania alla fine di ogni sessione conciliare, offre pubblici resoconti in conferenze affollatissime.
    Cosi si svolgevano le sessioni di Conciliari:
    Vaticano II. Un microfono chiuso silenzia il card. Ottaviani. È l’inizio del “nuovo corso”.
    Nel suo articolo di oggi Rorate Caeli ci offre l’occasione di rispolverare avvenimenti ed aspetti del Concilio Vaticano II, mettendo in risalto una intervista con Mons. Gherardini: un testimone oculare riporta un semplice fatto che, da solo, mostra più di tante argomentazioni, quanto quello che Gherardini chiama gegen-Geist (contro-spirito) fosse presente già prima del Concilio, affermandosi grazie ad esso.
    Trascrivo il testo di Rorate e, di seguito, una interessante recensione del Libro di mons. Gherardini Concilio Vaticano II. Il discorso mancato, nel quale è riportato l’episodio, insieme ad altre considerazioni che completano il discorso, che merita di essere ulteriormente approfondito. Cosa che non mancheremo di fare.
    ________________________________________
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.hr/2012/04/nel-suo-articolo-di-oggi-rorate-caeli.html
    Controllo del microfono al Vaticano II
    Ogni volta che penso al Concilio, dice [mons. Gherardini], ho sempre una immagine nella mia mente: l’anziano cardinale Alfredo Ottaviani, ormai cieco, intorno agli 80 anni, zoppicante, capo del Sant’Uffizio, e così il primo ufficiale della dottrina della Chiesa, nato a Trastevere da genitori con molti figli, per cui un romano di Roma, dal popolo di Roma, prende il microfono per parlare ai 2.000 vescovi riuniti.
    E, mentre egli parla, chiedendo ai vescovi di prendere in considerazione i testi della curia per la preparazione dei quali ha speso tre anni, improvvisamente il suo microfono è stato spento. Egli continuava a parlare, ma nessuno poteva sentire una parola. Poi, perplesso e turbato, smise di parlare, confuso. E i padri riuniti cominciarono a ridere, e poi a tifare …
    “Sì”, ha detto Gherardini. “Ed è stato solo il terzo giorno.”
    “Cosa?” Ho detto.
    “il microfono Ottaviani è stato disattivato il terzo giorno del Concilio.”
    “Il terzo giorno?” Ho detto. “Io non lo sapevo. Ho pensato che fosse accaduto più tardi, nel novembre, dopo che il gruppo progressista divenne più organizzato …”
    “No, era il terzo giorno, 13 ottobre 1962. il Concilio ha avuto inizio l’ 11 ottobre.”
    “Sapete chi ha spento il microfono?”
    “Sì,” ha detto. “E’ stato il cardinale Liénart di Lille, in Francia.”
    “Ma allora”, dissi, “si potrebbe quasi dedurre, forse, che un tale scorretto annullamento del protocollo, rendendo impossibile per Ottaviani sostenere le sue argomentazioni, in qualche modo spiega quello che è venuto dopo, beh, in un certo senso, improprio …”
    “Alc uni sostengono questo argomento,” rispose Gherardini.
    A quel punto il cardinal Ottaviani prese atto dell’accaduto e, umiliato, si rimise a sedere. Il più potente cardinale della Curia era stato ridotto al silenzio. Ci fu un attimo di suspense, poi parte dei padri conciliari applaudirono di gioia. La “Chiesa della conservazione” era stata umiliata per sempre nella figura del suo maggiore rappresentante. Così scrissero molti giornali italiani e stranieri.
    I CLASSICI della TRADIZIONE CATTOLICA N.4https://www.effedieffeshop.com/product.php~idx~~~1906~~Il+Baluardo~.html
    I frutti conciliari di giovane perito Ratzinger sono:
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.hr/2016/06/don-curzio-nitoglia-la-spinosa.html#more
    Secondo Mons. Georg Gänswein la cosa più grande del pontificato di Benedetto XVI è stata l’istituzione del Papa emerito, evento che apre la porta ad un futuro diverso.
    Il teologo perito Ratzinger a transformato la chiesa monarchica di cristo in chiesa democrati a moderna———————————————–
    Il Papato da collegiale/bipartito a tripartito
    Dal vescovo emerito al Papa emerito (1966-2016)
    La Chiesa ha un solo capo ed è quindi monarchica per volontà di Dio
    Il cardinal Frings e il giovane perito conciliare don Joseph Ratzinger’innovazione collegiale fatta dal Vaticano II
    Le dimissioni di Benedetto XVI spalancano le porte alla Collegialità papale
    Benedetto XVI è il cervello e Francesco I il braccio
    Con Benedetto XVI inizia una nuova era nella storia della Chiesa
    Cardinale Ottaviani: “… il Concilio più che una nuova aurora per l’umanità, [è] una lunga notte per la Chiesa”; “… prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico”.
    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1032_Nitoglia_Ottaviani_Il-Baluardo.html
    di Pietro Chiaranz
    il custode della fede (Ottaviani) “ghigliottinato” all’alba della Rivoluzione Francese è tornato (con Ratzinger), ma questa volta non più nell’ “ex sant’Uffizio” ma direttamente sul soglio di Pietro. Luigi XVI è morto ma, alla fine, non si è stabilito un governo “rivoluzionario” bensì un discendente di Napoleone.

  • l’imbriaca ha cambiato nome … l’avrà letto sull’etichetta del bottiglione

  • Kornelija, distillata da uva passa, in caotica confusione se la spassa.
    I caos dell’anima difficilmente si placano se non c’è un minimo cenno d’umiltà e sottomissione alla realtà…

  • Anche il card. Siri scrisse su quell’orribile 13 ottobre, 45 anni dopo il Miracolo del sole a Fatima. È bene ricordarlo, perché nel primo momento di quell’evento straordinario il sole (che rappresenta la luce della Fede) spaventò a morte quelle migliaia di persone, poiché minacciava di precipitare sulla terra. Oggi, 55 anni dopo il crollo ecclesiale del V2, un secolo dopo l’avviso miracoloso, ancora sembra per molti un enigma quel che accade allora di tremendamente ignobile. In verità, tutti quei tradimenti furono possibili a causa del «quisling» eletto per l’introduzione dello spirito massonico nella Chiesa. La fretta di farlo subito all’inizio della maledetta assemblea, denota l’esistenza di qualche probabile accordo con G23, del resto già rivelatosi nel suo eretico discorso di apertura. Prendeva le distanze dai «profeti di disgrazie»: Fatima, i Papi cattolici e il loro seguito fedele. Si tratta di tutti quelli «trucidati» nella visione del Terzo Segreto, di cui il povero Ottaviani e tanti altri fino ad oggi sono d’esempio. Come si vede, per riconoscere il cappio fatale c’è ancora, purtroppo per molti, da risalire al conclave elettore di G23!

  • Se paragoniamo il tentativo di assalto alla Chiesa condotto dal Sinodo di Pistoia nel 1786 al Vaticano II, si capisce che si tratta del medesimo attacco riproposto 176 anni dopo. La differenza sta nella ricezione, quasi di piena acquiescenza nel 1965: “Scipione de’ Ricci ricevette un deciso sostegno da parte del clero sinodale, mentre il laicato era furioso per l’attacco mosso contro le antiche forme di pietà. I libri liturgici riformati furono fatti a pezzi, e le folle si schieravano in tono di sfida a difesa delle immagini proibite. Quando, nel maggio del 1787, si diffuse la voce che Ricci stava per distruggere la Reliquia del Cingolo della Beata Vergine venerata nella Cattedrale di Prato, esplose la rivolta, la cattedra del vescovo fu trascinata in piazza e bruciata, e il suo palazzo fu saccheggiato. Le statue ‘superstiziose’ che erano state rimosse furono portate in trionfo fuori dalle cantine e la folla rimase in ginocchio tutta la notte alla luce delle candele davanti all’altare condannato del Cingolo della Vergine. Il duca Leopoldo dovette inviare le sue truppe. La sommossa di Prato infranse le speranze di una riforma antipapale in Toscana….il movimento riformatore si spense. Le riforme di Pistoia e la loro base dottrinale furono solennemente condannate dal Papa con la costituzione ‘Auctorem Fidei’ nel 1794”. (da Eamon Duffy, La grande storia dei Papi, Milano, 2017).

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