Il Prof di Treviso con 6 profughi a casa: no integrazione, sì convivenza…

Calò ha “adottato” un gruppo di richiedenti asilo africani: «il mio un caso personale, l’accoglienza si faccia su piccole unità gestite da professionisti»
Antonio Calò

Mentre il sindaco di Treviso Giovanni Manildo (Pd) chiede alla prefettura locale e al governo Gentiloni di pensare seriamente a ridurre i richiedenti asilo nel capoluogo e nell’hinterland, c’è una voce che va controcorrente: è quella di Antonio Silvio Calò (in foto), docente di storia e filosofia al liceo Canova. La sua storia ha fatto il giro dei media dopo che, primo in Italia, aveva deciso di accogliere sei migranti nella sua casa nella campagna trevigiana.  «A dire il vero credevo che la miaesperienza fosse già stata sperimentata da altri ma poco dopo mi sono accorto di essere solo» spiega il professore. «A coloro che mi rinfacciano di non avere avuto lo stesso atteggiamento verso gli italiani faccio presente che in passato mia moglie ed io abbiamo ospitato ragazzi italianissimi con delle difficoltà». E’ con i fatti drammatici di Lampedusa nel 2015 che la coppia matura l’idea di «fare qualcosa di più concreto ospitando giovani che più o meno hanno l’età dei nostri quattro figli, con i quali abbiamo condiviso questa scelta».

 Si tratta di un percorso che «per quanto personale» ha fatto parlare, finendo del calderone rovente della polemica su se, quanto e come accogliere gli immigrati, distinti fra profughi (da guerre, persecuzioni politiche o religiose, discriminazioni etniche o sessuali) ed “economici” (chi va in cerca di fortuna e benessere).  Una divisione che Calò, anche qui in minoranza, rifiuta: «Questa differenza tra migranti economici e umanitari, con l’Africa non l’accetto. È storicamente inaccettabile. Prima l’Europa, poi gli Usa e poi la Cina, oggi tutti insieme, destabilizzano quel contintente, per cui di che cosa stiamo parlando? Fintanto che il 20% del mondo consuma l’80% delle risorse del pianeta una tendenza alla osmosi tra la parte povera e quella ricca ci sarà sempre. Per cui accetterò di mandare via tutti gli africani via dall’Europa quando l’Europa avrà dismesso ogni singolo interesse in Africa. E quindi si possono considerare civili Paesi che si isolano così».

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di Marco Milioni 

 

5 Risposte

  • Questo poveretto che conosce ben poco la storia,se non quella marxista, non ha ben capito che proprio la colonizzazione europea in Africa ha permesso un miglior benessere a popolazioni tribali che si sono sempre scannata per secoli.
    Forse lui è abbastanza giovane per non aver visto il film “Africa, addio!” dove due cineoperatori comunisti hanno girato documentario sull’abbandono dell’Africa e delle colonie; dopo il documentario hanno capito molte cose e hanno abbandonato la tessera comunista !

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