di Matteo Castagna per il quotidiano on-line www.vvox.it 

Speaker’s Corner – 1/03/2017

Il patto prevede altri 5 anni con gli attuali vertici. Così la maggioranza futura, se diversa dall’attuale, sarà condizionata

Il sindaco di Verona Flavio Tosi e il presidente di Ferrovie Nord, il leghista d’area maroniana Andrea Gibelli, hanno stipulato un patto, messo nero su bianco a Milano, per la cessione di 21 milioni di euro di quote di Atv, la partecipata dei trasporti pubblici scaligeri. Il Comune rinuncerebbe ad un pezzo di un patrimonio della città per far cassa coi privati, peraltro neppure veronesi.

L’apice della bagarre che ne è scaturita si è registrata nel corso del cda di ieri che ha approvato l’accordo, con il voto contrario del presidente di Amt (controllata di Atv), Stefano Ederle, e del rappresentante del Pd nel board, Giulio Saturni. I tosiani l’hanno spuntata, forti del parere legale dell’avvocato Giovanni Sala. Sfavolevole, invece, quello dello studio Zoppolato voluto da Ederle. Bisognerà vedere quale dei due giudizi la spunterà.

Il secondo motivo del contendere riguarda i patti sociali dell’accordo, che prevedono la permanenza in carica per altri 5 anni degli attuali vertici societari, presidente e direttore generale inclusi. Bettarello e Zaninelli, di stretta fede tosiana, sic stantibus rebus, guideranno ancora l’azienda a prescindere dal colore della prossima amministrazione, dopo le elezioni comunali di maggio. Ed è qui che, al di là di cosa stabiliscano i cavilli giuridici e al di là del fatto che sia Tosi o meno ad applicare questo parere, si potrebbe creare un precedente: il sindaco e la maggioranza che si insedieranno, qualora differenti dagli attuali, si troveranno per tutta la durata della carica con una importante partecipata saldamente in mano ad un partito differente. CONTINUA SUhttp://www.vvox.it/2017/03/01/verona-il-lodo-atv-stravolge-lo-spoil-system-democratico/