Gay Pride, a Tursi cambia tutto la giunta Bucci non ci sarà

Segnalazione di Raimondo Gatto

La nuova amministrazione non darà più il patrocinio all’evento Sabato in corteo ci sarà invece l’ex assessora ai Diritti Elena Fiorini

«Il patrocinio delle istituzioni per il Coordinamento era un segnale importante, fondamentale – spiega Federico Caprini Acquarone, del Coordinamento Liguria Rainbow – non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno economico, ma il patrocinio è un segnale di riconoscimento per la nostra organizzazione e un impegno, implicito, dell’amministrazione a difendere i diritti che noi difendiamo, tutti i diritti». Alla vigilia della marcia che partirà sabato dal luogo simbolico della Comunità di San benedetto, la “casa” di don Gallo, alle 17, e si snoderà per tutta la città, fino ad arrivare, alle 19, in piazza De Ferrari, è deflagrato anche l’attacco da una parte del mondo anti-gender contro il Palazzo Ducale e la Fondazione guidata fino a poche ore fa, prima della scadenza del suo mandato, da Luca Borzani: nel mirino è entrato il ciclo di incontri “A proposito di gender – Modelli familiari, ideologie, diritti”, peraltro curato da professori dell’Università di Genova e cucito in collaborazione con l’ateneo.

«L’attacco a Palazzo Ducale ci ha colpito molto. Perché quella era una piazza aperta alla discussione e all’incontro di tutte le idee, senza preconcetti. Sarà il sindaco Marco Bucci a nominare il prossimo presidente del Ducale, che imposterà il nuovo corso del Palazzo. Ci chiediamo quanta voce potranno avere queste tematiche ora, in quel contenitore culturale», dice Federico Caprini Acquarone. Sono attese almeno tremila persone al Liguria Pride di sabato, madrina della manifestazione sarà Alba Parietti, ed è attesa anche la partecipazione del viceconsole dell’ambasciata Usa, Rami Shakra, che interverrà dal palco finale della manifestazione a De Ferrari. «Rivolgiamo

un appello a Genova – dice Federico Caprini Acquarone – affinché scenda in strada per i diritti, la solidarietà, l’accoglienza, la Genova che non ha paura, semina cultura del rispetto e non della diffidenza. Crediamo che ora, più di prima, vi siano le ragioni per aderire e partecipare al Liguria Pride, per non lasciare più solo nessun gay, lesbica, genitore, migrante, contro ogni omofobia e contro chi prova a negare la libertà degli altri».

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/06/28/news/gay_pride_a_tursi_cambia_tutto_la_giunta_bucci_non_ci_sara_-169422845/

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