Siamo all’ultima tappa rivoluzionaria per il ripudio d’ogni presenza divina?

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

“Per far trionfare il Regno di Dio è necessario innanzi tutto comprendere a fondo le realtà in cui siamo immersi. Il mondo non è altro che la rappresentazione di due forze in conflitto tra loro: Dio, che vuole salvare ogni uomo, e Satana, che vuole impedire tale evento e che cerca con ogni mezzo d’ingannare, fuorviare l’uomo, allontanandolo dalla Verità di Dio”

Sant’Ignazio di Loiola


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Mentre la situazione internazionale volge a gran conflitti e l’Europa cova una disgregazione sistematica, ci sarebbe da concentrarsi sulla nostra identità cristiana, nata dall’intervento di Dio in terra, che richiede un Suo Popolo.

Dove è questo popolo oggi? Non certo più a Roma.

Il fulcro della questione umana, la ragione per cui l’uomo dotato d’intelletto e volontà liberi è stato creato, è di riconoscere la Verità, per cui deve cercare il Bene, lodare il Bello; amare e rendere il culto a Dio su ogni cosa, riconoscendoLo fine ultimo della vita, a partire da questa terrena, personale e sociale.

Lo spirito avversario spinge alla relatività del bene e dell’amore a Dio, da sostituire con degli amori materiali, che cadono nell’amore dell’io e sfociano in quello dell’«altro», che dispensa ogni conversioni; spirito contrario che spinge alla relatività della Giustizia di Dio, da sostituire con un amore profano che non converte, ma degrada.

Eppure, la conversione «scomoda» rimane oggi presente nella Profezia di Fatima; essa descrive la realtà del momento per aiutare gli uomini a superare i mali attuali. Ecco che pure Il suo rifiuto sta a indicare la sua conferma; la conferma della grande apostasia in una Cristianità sempre più dispersa e una Roma acefala che predica la dispersione ecumenista.

Fatima è tanto invisa quanto pienamente profetica. Ignorò le convenienze di una gerarchia cattolica “diplomatica”, legata a «ragioni prudenziali» per lasciare in ombra il Messaggio della Madre di Dio, con danni inestimabili di anime. Si è visto le conseguenze del fatto che pure Pio XII permise che fosse sostituito il nome “Russia”, menzionato esplicitamente, dalla formula: “nazioni nemiche di Dio”. Eppure Fatima fu la profezia per i nostri tempi, portata nel 1917, alla vigilia della rivoluzione bolscevica, che avrebbe fatto di quella nazione l’alfiere dell’ateismo teorico, pratico e assassino, imposto e sparso con ogni mezzo-

La Russia, prima nazione dichiaratamente atea, rappresentò l’apostasia di un’umanità presa nella morsa dello spirito che Pio XII così sintetizzò: “È un “nemico” divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no [Luteranesimo]. Poi: Dio sì, Cristo no [illuminismo]. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato [marxismo]”.

Si può credere che il Papa prevedeva l’attacco seguente, armato all’interno della stessa Chiesa col culto «cristianoide» dell’uomo che si fa dio. La Madonna a Fatima non parlò di politica ordinaria; venne ricordare a un’accecata umanità l’elementare verità per cui la guerra è il misero frutto della ribellione alla Parola di Dio: nesso inscindibile tra guerra e peccato, tra incombenti guerre apocalittiche e diffuse profanazioni ecumenistiche programmate come religiosità pacifista: sì, ateismo in forma di culti umani!

La Madre di Dio venne ad ammonire l’umanità che parla di pace ignorando le condizioni per avere pace. Tutto questo, purtroppo, è rimasto incompreso pure dai pastori cattolici, ma presi da mosse “diplomatiche”, ora pesa su un’umanità soffocata dal moltiplicarsi di armi d’ogni genere che, con la scusa della deterrenza, creano inevitabilmente guerre, una dopo l’altra.

C’è da domandarsi quale sarebbe il male minore rispetto al dominio  ideologico conseguente a certe occupazioni della comunicazione, pervertitrice di coscienze.

Intanto, il messaggio di Fatima, ufficialmente riconosciuto, ma praticamente disatteso o osteggiato, fu ed è ignorato. Ciò, come se la «Terza parte del Segreto», del massacro virtuale del Papa con tutto il suo seguito, non rappresentasse a fondo le realtà in cui siamo immersi!

A questo punto, si deve tornare al momento precedente gli anni in cui la vita cattolica subì il collasso ovvero dalla fine del 1957 alla morte e successione del Papa Pio XII nel 1958. Da allora, la situazione si è fatta sempre più catastrofica per la Chiesa e, rapportata al «Terzo Segreto», cioè al Terzo Castigo, sarebbe più chiara a tutti dal 1960.

Gli elementi conosciuti, pur se contestati, anzi, da considerare proprio per questo nella nuova mentalità rampante, che contesta quanto è cattolico, riflette il «Segreto di Fatima»: del Papato e della Cristianità abbattuti per un tempo.

L’Europa cattolica non c’è più e nemmeno si vede dove ci sia un «Popolo cristiano» che testimoni il gran Mistero di Dio al resto del mondo. Si può credere che l’unica speranza di rivedere questo Popolo è in seguito alla devozione alla Gran Madre di Dio, il cui potere si è dimostrato oggi presente nella Profezia di Fatima; essa descrive la realtà del momento per aiutare gli uomini a superare i mali presenti. Ecco che pure Il suo rifiuto sta a indicare la sua conferma.

Ma la speranza che porta la luce del disegno di Dio per noi è sempre Fatima.

Sappiamo onorarla in questo sua Centenario e in questo 13 luglio, del dono del suo Messaggio profetico per la preservazione della Fede; esso ci aiuta a comprendere a fondo le realtà in cui siamo immersi.

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