di Lorenzo Parolin

Atto volontario

Fonte: Lorenzo Parolin

Certa brutta gente gestisce il Sistema esistente dando prova di essere super impegnata a perfezionarlo, ma il popolo non si accorge che è proprio essa a far defluire dalle sue tasche fiumi di denaro verso l’alto in modo ignobile, e che tutto il formicolare dei gestori non porta acqua al mulino sociale, ma al loro.

Riformando drasticamente la struttura di base, invece, il benessere generale delle masse lieviterebbe positivamente, ma manca una presa di coscienza della demoniacità dell’attuale Sistema.

Sì, nel fatto che il cittadino semplice beva senza accorgersi dell’inganno ordito a suo danno c’è qualcosa di demoniaco. Il Male, tuttavia, può tanto, ma non tutto, anzi, questa situazione dà insoddisfazione e delusione a tutti, anche ai manovratori, e ciò è salutare, perché spinge gli uomini a prendere coscienza della scintilla divina sepolta dentro di essi.

A questo punto, che cosa possono fare le masse?

Possono smettere di comportarsi da “pierini” che spingono scioccamente la bici in mezzo al traffico: possono fermarsi per salirvi sopra. (Vedi L8/789)

Ciò equivale a comprendere/intuire la propria impotenza sia individuale che collettiva ed aprire le porte a Dio. Al resto ci pensa la Grazia.

Contro il Male possiamo poco: è troppo forte; possiamo solo allearci con il Bene ed autorizzarlo a prendere le nostre difese: aizzarglielo contro. L’esito positivo è assicurato.

All’origine della vittoria finale, dunque, ci deve essere la deliberazione della propria volontà di allearsi con l’Eterno e di sottostare, quale parte debole dell’accordo, alle sue istruzioni.

In tutto ciò aleggia il mistero, tuttavia la fede non è una pazzia, ma un passo fatto al buio che da numerosi secoli sta donando ai coraggiosi certezze incrollabili.

[rif. www.lorenzoparolin.it L8/782]