GERMANIA – Gender e islam i nuovi diktat della scuola tedesca

Segnalazione di Corrispondenza Romana

L’inizio del nuovo anno scolastico in Assia appare alquanto turbolento. Non solo per la cronica carenza di insegnanti, soprattutto nelle aree metropolitane, come a Francoforte o nella regione del Reno-Meno, carenza che ha già provocato vivaci proteste. Docenti e famiglie hanno pubblicamente contestato il ministro per l’Istruzione dell’Assia, Ralph Alexander Lorz.

A far problema, ora, sono tuttavia due questioni prettamente ideologiche, innestate a forza sul percorso didattico delle scuole di ogni ordine e grado: gender e islam.

Le nuove Linee guida sull’educazione sessuale prevedono che sin dalla prima elementare, quindi a sei anni, nella testa degli alunni venga inculcata l’«accettazione della diversità sessuale», che comporta l’insegnamento obbligatorio di omosessualità, bisessualità, transessualità e dintorni, in ossequio ai mantra della più spudorata ideologia gender. Il maestro cercherà di convincere i suoi piccoli alunni del fatto che la sessualità sia un semplice costrutto sociale o culturale, a dispetto di qualsiasi evidenza di natura e di quanto appreso eventualmente in casa. Ed a far carriera saranno soprattutto quegli insegnanti, distintisi per un curriculum genderfriendly. Le scuole sono chiamate, in sostanza, a fare opera di indottrinamento, obbedendo ai diktat del pensiero unico. Il Piano d’azione per l’inclusione e la diversità in Assia, fortemente voluto dai Verdi, mira a trasformare l’Assia in una sorta di “Stato-modello” Lgbt.

Ma non basta. Lo scorso 11 agosto il Frankfurter Allgemeine Zeitung dava notizia del varo dell’insegnamento della religione islamica nella scuola superiore. A partire proprio dal nuovo anno scolastico. Per la prima volta nella storia. Quella in atto è un’autentica rivoluzione morale e spirituale, lo sradicamento delle radici culturali dell’intero popolo tedesco, il tradimento e lo stravolgimento della sua identità più profonda. Per questo on line numerosi siti, tra cui Kultur und Medien, hanno lanciato una petizione a sostegno della campagna Bambini a rischio contro gli assalti ideologici, di cui sono vittime le nuove generazioni (M. F.).

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