Segnalazione di F.F.

La nave anti Ong della missione Defend Europe si avvicina alle coste della Libia: “Le Ong non potranno più collaborare con gli scafisti”

di Giuseppe De Lorenzo

Sono di fronte alla Libia. A pochi chilometri da Tripoli. In quel fazzoletto di mare da tre anni al centro dell’attenzione mediatica: immigrazione, morti, trafficanti di uomini, Ong e scafisti.

La nave C Star affittata da Generazione Identitaria, il movimento di destra che combatte “l’invasione di massa”, in queste ore sta navigando a poche miglia dalle acque internazionali libiche per “monitorare le azioni illegali delle Ong” che salvano e traghettano migranti in Italia.

Il Mar Mediterraneo è diventato scenario di una guerra tra giovani idealisti. Da una parte i ragazzi della nave Iuventa, sequestrata nei giorni scorsi dalla procura di Trapani con l’accusa di essere in combutta con gli scafisti libici. Dall’altra i militanti di Generazione Identitaria, che vogliono spezzare il filo che legherebbe le Ong al traffico di esseri umani. “Estremisti Umanitari”, ha definito i tedeschi della Iuventa il ministro Marco Minniti. Ed estremisti sono forse anche gli identitari europei, francesi, tedeschi, inglesi e italiani uniti dal comune sentire di un’Europa che non deve essere “colonizzata dagli stranieri”.

Dopo i rallentamenti subiti sul Canale di Suez e al porto di Famagosta a Cipro, la C Star ha “beffato” gli antifascisti italiani evitando lo sbarco a Catania e prelevando i militanti al largo di Creta il 29 luglio scorso. Nessun porto sembra gradire la presenza della nave anti Ong, nonostante le indagini di Trapani (e non solo) stiano oscurando la luce salvifica delle organizzazioni umanitarie: “Non capiamo perché ci osteggino così tanto – dice Lorenzo Fiato, portavoce italiano di GI e attualmente imbarcato sulla nave – se le Ong non hanno nulla da nascondere, perché si adoperano tanto per bloccare la nostra missione?”

Forse qualche scheletro nell’armadio c’è. O almeno questo è quello che pensa il Pm di Trapani Ambrogio Cartosio sull’operato dei giovani volontari tedeschi della Jugend Rettett: l’azione sotto copertura di un agente del Sco ha permesso di registrare incontri tra l’equipaggio della Iuventa e alcuni scafisti libici. “Il fatto che molte Ong non abbiano firmato il codice di comportamento – aggiunge Fiato – ci fa pensare ancor di più che siamo nel giusto”. Non tutti ne sono convinti. Famiglia Cristiana è arrivata a ipotizzare un collegamento tra l’inchiesta ai danni dell’associazione tedesca e Defend Europe: a unire le due vicende sarebbero Cristian Ricci e Gian Marco Concas. Il primo guida della società di sicurezza Imi Security Service, gruppo di contractors da cui sono partite le segnalazioni che hanno portato all’inchiesta di Trapani. Il secondo invece è l’esperto di diritto marino di Generazione Identitaria, ex ufficiale di marina e iscritto al gruppo social della società di sicurezza. Un po’ poco per accusarlo di essere il manovratore delle denunce. Anche perché Defend Europe nasce proprio con l’intento di portare a galla le azioni illegali delle Ong: se fosse davvero dietro le delazioni della società di sicurezza, Generazione Identitaria avrebbe rivendicato l’azione. Cosa che al momento non ha ancora fatto.

La battaglia navale intanto continua. “Questo pomeriggio – scrive sui social Defend Europe – la nostra nave, la C-Star ha identificato l’Aquarius, la nave della ONG SOS-Méditerranée, al largo della costa libica. Da questo momento in poi, le ONG non potranno più collaborare indisturbate con gli scafisti”.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/nave-destra-davanti-libia-gi-identificata-ong-1428665.html