di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): candidato alla segreteria provinciale del PD finisce alla gogna per una battuta sui gay, il Consiglio d’Europa chiude il fascicolo Italia, Inghilterra donazioni di sangue rischiose, Ferrovie olandesi addio a ”Signore e signori”
di Ludovico Biglia

La compagnia aerea olandese KLM, da sempre in prima linea nella promozione della causa LGBT+, questa volta si è data la cosiddetta “zappa sui piedi”.  Lo “spiacevole” ed involontario episodio si è infatti verificato in occasione della campagna lanciata per il Gay Pride di Amsterdam, dove l’account Twitter della KLM ha pubblicato un post recitante “non importa con chi fai clic. Happy #PrideAmsterdam”, accompagnato da un immagine con 3 cinture di sicurezza arcobaleno di cui due con estremità uguali, a simboleggiare l’amore gay e quello lesbico, e una terza invece con le estremità diverse, ovvero normali a significare l’amore etero.
Tuttavia, guardando la foto è evidente come il clic di cui si parla nel tweeet sia possibile unicamente in una delle 3 soluzioni erroneamente proposte come equivalenti, ossia quella normale e complementare “maschio/femmina”, dove le fibbie si incastrano alla perfezione. Nel caso delle 2 fibbie identiche, gay e lesbo, il clic non lo farai mai!

LE REAZIONI DEL WEB
L’immagine dei “clic impossibili” è divenuta in breve tempo virale, scatenando il popolo della Rete che ha immediatamente fatto notare il clamoroso paradosso della foto scelta per promuovere la normalità e l’equivalenza di ogni tipo di unione al di là dei sessi dei componenti.
Tantissimi sono stati infatti i tweet goliardici di risposta, volti a sottolineare il grossolano errore di propaganda commesso dalla KLM, di cui ne riportiamo di seguito alcuni:
“Grazie per aver dimostrato di nuovo che LGBT è assurdo”;
“Fly Royal Dutch Airlines, dove la tua unica possibilità di sopravvivere ad un crash è allacciare la cintura di sicurezza in modo eterosessuale”;
“Felice di vedere che per la KLM in natura e nel mondo spesso c’è solo uno schema che funziona per lo scopo voluto”;
“Una involontaria lezione di realtà dalla KLM”;
“Il tuo subconscio conosce la verità”.

IL “CLIC” DELLA LEGGE NATURALE
In conclusione, osservando l’immagine pubblicata dalla KLM, accompagnata dal tweet “non importa con chi fai clic”, salta immediatamente all’occhio l’effettiva anormalità e incompatibilità delle unioni contro natura.
Per rispecchiare quella che è la vera realtà dei fatti, il tweet andrebbe aggiornato, correggendolo in “non importa se non fai clic”, dal momento che per gli ideologi del gender quello che conta infatti non è fare clic, ovvero riconoscere e seguire la legge naturale, ma unicamente assecondare, in maniera cieca, i propri istinti e pulsioni, piegando la realtà ai loro, personalissimi e sempre mutevoli, gusti e desideri.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

CANDIDATO ALLA SEGRETERIA PROVINCIALE DEL PD FINISCE ALLA GOGNA PER UNA BATTUTA SUI GAY
Fabio Ragni quattro anni fa gira con il telefonino una scenetta comica per gli amici dove finge di essere un ragazzo rifiutato dalle donne, ma poi spruzzandosi l’acqua di colonia “Acqua di frogio” diventa omosessuale e conquista molti uomini. A distanza di quattro anni il filmato viene ripescato dalla rete e Ragni finisce alla gogna. Il giovane 25enne è iscritto ai Giovani Democratici, nonché aspirante candidato alla segreteria provinciale del Partito democratico di Ancona e pensa che qualcuno abbia tirato fuori il filmato che lui stesso aveva cancellato da Youtube a febbraio perché lo voglia “bruciare” per la candidatura alla segreteria.
Ovviamente Ragni è stato subito accusato di omofobia e di essere un nemico del popolo, accusa che merita la morte politica e sociale. Silvia Fregolent, responsabile Pari opportunità e diritti civili del Pd, commenta «Deridere, per passatempo o per gioco, l’orientamento sessuale delle persone è un atto ignobile, ancora più grave se commesso da chi è iscritto al Pd e si candida oggi ad assumere ruoli dirigenziali nel partito».
Lui, come ormai vuole il processo di rieducazione gender, si è scusato pubblicamente ed ha ammesso che ha anche pianto: «Ho sbagliato, però voglio dire che non sono omofobo, assolutamente no, la mia era una goliardata scema e chiedo scusa a chi si è sentito offeso. Tuttavia rivendico il diritto all’ironia, anche su certi temi, altrimenti vuol dire che non siamo più un Paese libero».
Poveraccio, viene da commentare, proprio lui che si era battuto anche per le unioni civili. Ma si sa, il Grande Fratello Gay non accetta i dissenzienti perché sono certamente sono anche dissidenti.
(Gender Watch News, 31 luglio 2017)

GENDER DIKTAT: IL CONSIGLIO D’EUROPA CHIUDE IL FASCICOLO ITALIA
L’Italia si è adeguata e il caso si può dire chiuso. Questo in sostanza il giudizio del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che ha messo nello scaffale il fascicolo sull’Italia, dopo che il nostro paese ha “ubbidito” ai suoi dettami, introducendo nel suo ordinamento la legge sulle unioni civili tra partner dello stesso.
Decade dunque la condanna del luglio 2015 della Corte europea dei diritti umani con la quale i giudici di Strasburgo avevano stabilito che l’Italia aveva violato i diritti di tre coppie omosessuali perché “la protezione legale disponibile a coppie dello stesso sesso non solo non garantisce i bisogni fondamentali per una coppia che sia in una relazione stabile, ma non dà neanche sufficienti certezze”.
Da qui il diktat della Corte che aveva intimato all’Italia ad introdurre il riconoscimento legale per le coppie gay. Ora il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha diramato una nota in cui prende atto che l’Italia ha “adottato un quadro legislativo che garantisce il riconoscimento e la protezione delle coppie dello stesso sesso legate da una relazione stabile attraverso l’unione civile”.
Tale vicenda mette in luce, ancora una volta, il determinante ruolo svolto dalle istituzioni comunitarie nel processo di diffusione dell’ideologia omosessualista all’interno degli Stati membri.
(Osservatorio Gender, 10 giugno 2017)

INGHILTERRA, DONAZIONI DI SANGUE RISCHIOSE
Fino ad oggi in Inghilterra la persona omosessuale poteva donare il sangue solo dopo un anno dall’ultimo rapporto. Dal 2018 il tempo di attesa scenderà a soli tre mesi. La decisione sembra presa per motivi ideologici.
Infatti Ethan Spibey, fondatore del gruppo di campagne Freedom To Donate, afferma: «È un cambiamento di rilevanza mondiale per gli uomini gay e bisessuali e gli altri gruppi precedentemente limitati». Le associazioni LGBT commentano «le regole correnti erano intrusive e disonorevoli. Era necessaria una riforma».
Anche il ministro per le donne e le pari opportunità Justine Greening si muove sulla stessa frequenza d’onda: «Questo governo è impegnato a costruire una società inclusiva che funziona per tutti, non importa quale sia il loro genere o la sessualità e sta per intraprendere il prossimo passo avanti».
Una decisione quindi a favore delle persone omosessuali, ma assai pericolosa per tutti gli altri.
(Gender Watch News, 25 luglio 2017)

FERROVIE OLANDESI: ADDIO A SIGNORE E SIGNORI, IL NUOVO SALUTO SUI TRENI È CARI VIAGGIATORI
Dopo l’addio a “Ladies and Gentleman” della metropolitana londinese, seguita a ruota anche dalla metro della città di Amsterdam, arriva ora anche quello delle ferrovie olandesi che hanno appena annunciato come a partire dal 10 dicembre sostituiranno il loro storico saluto di cortesia “Signore e signori” con il più moderno e neutrale «Beste reizigers» ossia “Cari viaggiatori”.
Il tutto, ovviamente, per essere “rispettosi” e non discriminare i viaggiatori che non si sentono né maschio né femmina.
Roger van Boxtel, direttore della Sederlandse Spoorwegen (Ns) ha spiegato così le ragioni dell’iniziativa: «È un piccolo cambiamento ma significativo, perché non dovremmo chiamare le persone quello che sono per noi? Cioè dei cari viaggiatori. Il nostro personale vuole che tutti si sentano benvenuti. E poi Signore e signori era diventato un po’ troppo formale ormai».
La notizia ha suscitato lo scontato entusiasmo della comunità rappresentata dal sempre più lungo ed indecifrabile acronimo Lgbtqai (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer, asessuali, intersessuali) che attraverso Marco Altena, portavoce dell’organizzazione Trainbow, ha applaudito l’innovazione delle ferrovie olandesi, sottolineandone il «grande valore simbolico».
Una delle poche voci fuori dal coro è stata quella del leader del Partito della Libertà (Pvv) Geert Wilders che su Twitter ha chiesto il licenziamento del direttore delle Ns suggerendo di destinare il suo stipendio a migliorare il servizio delle ferrovie: «L’azienda ha perso completamente il buon senso. Perché non si occupa di far arrivare i treni in orario invece di pensare alla neutralità della comunicazione? Che follia».
Il “gender diktat” avanza dunque prepotentemente e, giorno dopo giorno, cambia le regole e il linguaggio della nostra società al fine di sdoganare la nuova delirante visione politically correct che prevede la negazione della naturale dicotomia maschio/ femmina e la promozione di infiniti generi e combinazioni sessuali.
(Luca Romani, Osservatorio Gender, 31 luglio 2017)

Titolo originale: La propaganda LGBT e i clic impossibili della KLM
Fonte: Osservatorio Gender, 12 agosto 2017