1474400464-soros1George Soros continua a scommettere contro il mercato azionario americano .

Il Soros Fund Managment, infatti, ha collezionato opzioni put sui titoli PowerShares QQQ Trust, SPDR S & P 500 ETF, e iShares Russell 2000 ETF, per una scommessa al ribasso di 1, 8 miliardi di dollari. Nel mercato azionario, l’opzione put rappresenta quel tipo di contratto che conferisce al possessore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere il titolo sul quale l’opzione stessa è iscritta – il sottostante – a un prezzo stabilito.

Secondo gli analisti finanziari, Soros potrà ricavarne qualcosa solo se la borsa crollerà. Nel mese di gennaio, il magnate aveva dichiarato che sarebbe stato impossibile prevedere le azioni di Trump ma era comunque sicuro che il mercato sarebbe imploso. Secondo Jeff Cox della CNBC, il magnate «prosegue dal 2016 la strategia di scommettere contro la borsa, con operazioni che finora non sono andate a buon fine considerando l’andamento». Dallo scorso anno il finanziare appare più coinvolto nella gestione del patrimonio di famiglia come non accadeva dal 2007 quando, all’indomani della crisi, aveva annusato i  problemi nel settore immobiliare che poi gli garantirono guadagni da oltre un miliardo di dollari. 

Le parole di Soros

«I mercati vedono Trump smantellare le regole e ridurre le tasse. Dicono che il sogno si è avverato. Ma quando la realtà prevarrà non credo che andrà tanto bene» – affermava lo speculatore lo scorso gennaio a Davos, vicino Ginevra. Su Trump, il magnate dichiarava che «è un impostore, un imbroglione, un potenziale dittatore, non credeva nemmeno lui di essere eletto. Sono fiducioso che le istituzioni e la costituzione Usa siano forti a sufficienza, anche se è impossibile prevedere come agirà». A gennaio il magnate ipotizzava la fine politica del tycoon: «Personalmente sono convinto che fallirà, ma non per le persone come me che vorrebbero che lui fallisse, ma perché le sue idee sono profondamente contraddittorie e le contraddizioni sono incarnate dai suoi consiglieri e dal suo staff».

Bruciato un miliardo di dollari dopo la vittoria di Trump

Come spiegava  Il Giornale, il rally azionario che è seguito alla vittoria di Trump ha fatto segnare perdite pesantissime per Soros. Lo scorso anno, infatti, il finanziere è tornato a fare trading con la sua Soros Fund Management, che gestisce un patrimonio famigliare di oltre 30 miliardi di dollari. Tuttavia, non aveva previsto il rally alimentato dall’effetto Trump, dovuto alle speranze per una deregulation, per un taglio delle tasse e per spese infrastrutturali volte ad alimentare la crescita economica degli Stati Uniti. La batosta è stata pesantissima per lo speculatore che aveva investito più di 25 milioni di dollari su Hillary Clinton, finanziando la campagna elettorale dell’ex Segretario di Stato.

Le speculazioni che lo hanno reso ricco e potente

Il magnate ungherese naturalizzato americano, che con un patrimonio personale di 24,9 miliardi di dollari risulta essere tra le trenta persone più ricche del pianeta, divenne famoso in Italia durante il cosiddetto Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, quando la lira italiana e la sterlina inglese furono costrette ad uscire dal Sistema Monetario Europeo (SME) a seguito di una speculazione finanziaria da lui condotta attraverso il fondo Quantum: operazione che lo stesso Soros non ha mai rinnegato e di cui non si è mai pentito.

Quel giorno lo squalo della finanza vendette lire allo scoperto comprando dollari, e ciò costrinse la Banca d’Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30%. La seconda grande speculazione degli anni ’90 su una valuta di cui si rese protagonista fu quella del 1997, dove la sua azione causò il deprezzamento delle monete malesi e thailandesi, dando il via alla crisi asiatica finanziaria che coinvolse anche Indonesia e Corea del Sud.

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it/soros-scommette-sul-crollo-della-borsa/