Risultati immagini per chiesa e massoneria siracusaRELIGIONE/CHIESA CONCILIARE (i titolo ecclesiastici vanno riferiti alla “Chiesa conciliare” non a quella Cattolica, N.d.R.)

di Danilo Quinto

Alla presenza del Vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, domenica 12 novembre si tiene a Siracusa un convegno dal titolo “Chiesa e massoneria, così vicini e così lontani?”, che ha come punto di partenza le dichiarazioni del cardinale Gianfranco Ravasi: “Queste varie dichiarazioni di incompatibilità tra le due appartenenze alla Chiesa e alla Massoneria non impediscono, però, il dialogo come è esplicitamente affermato nel documento dei vescovi tedeschi che già elencavano ambiti specifici di confronto come la dimensione comunitaria, la beneficenza, la lotta al materialismo, la dignità umana, la conoscenza reciproca […] bisogna andare oltre ostilità, oltraggi, pregiudizi reciproci, perché rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze che pure continuano a permanere in modo netto”.

Leggendo queste parole, mi sono venute alla mente quelle che Michael D. O’Brien, il grande scrittore cattolico canadese, fa dire al protagonista del suo straordinario libro L’inviato. Padre Elia si trova invitato ad una festa, dove incontra, tra gli altri, un cardinale, che lo intrattiene sulla figura del Presidente, sulla bontà del suo messaggio sulla Felicità Universale, che metterà finalmente in pace il cuore degli uomini. Dopo un lungo dialogo, in cui ascolta le farneticanti dichiarazioni di quel principe della Chiesa, Padre Elia gli rivolge queste parole, alzando il palmo delle mani sopra l’uomo: “Lei è un pastore del gregge del Signore. Il Giorno del Giudizio renderà conto per ogni sua parola e ogni suo atto. La esorto solennemente a lasciare subito l’accampamento del malvagio, a ritornale al suo gregge e a dare forza a ciò che è rimasto!”. 

Il Giorno del Giudizio sembra lontano per quegli ecclesiastici che, nei fatti, disconoscono la ragione del loro mandato, che risponde a Dio e ignorano – per quanto riguarda la Massoneria, in particolare – le condanne (mai abrogate) pronunciate dalla Chiesa.

Scrisse Papa Clemente VII nella Costituzione Apostolica In eminenti Apostolatus Specula(28 aprile 1738): «Dоpо aver riflettuto e ponderato ai rilevanti danni originati quasi sempre da quelle associazioni o combriccole non solo contro la pace dello stato, ma anche contro la salvezza delle anime, sicché tali danni non possono essere misurati né dal codice civile né da quello canonico, ed essendo noi guidati dalla parola di Dio, come un fedele servitore ed un saggio preposto al mantenimento della Casa del Signore, a badare giorno e notte affinché questa categoria di persone non distrugga la Cаsа come dei ladroni o come volpi non cerchi di devastare la vigna, affinché non corrompa i cuori dei semplici e non uccida gli innocenti, con le sue frecce nella oscurità; così per sbarrare la via tanto larga che potrebbe condurre alla perpetrazione non punita dell’ingiustizia, anche in base ad altri motivi a noi noti, giusti e legittimi, abbiamo ritenuto giusto ed abbiamo deciso di condannare e proibire le dette società, circoli, associazioni segrete, assemblee o bande clandestine note col nome di massoni o con qualsiasi altra denominazione, dopo aver interrogato la valentia di alcuni nostri Venerabili Fratelli, dei Cardinali della Santa Romana Chiesa come pure data la sicurezza raggiunta e lа matura riflessione nella nostra sede e dalla pienezza del nostro potere apostolico, così come noi li condanniamo e proscriviamo mediante questa nostra Ordinanza valevole per l’eternità».

Dopo, della Massoneria se ne occuparono altri Papi: Benedetto XIV, Pio VII, Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI e più volte Pio IX, fino a Leone XIII, che nella Lettera Enciclica Humanum Genus (20 aprile 1884), affermò: « (…) I suoi dogmi ripugnano tanto e con tanta evidenza alla ragione, che nulla può esservi di più perverso. Voler distruggere la religione e la Chiesa fondata da Dio stesso, e da Lui assicurata di vita immortale, voler dopo ben diciotto secoli risuscitare i costumi e le istituzioni del paganesimo, è insigne follia e sfrontatissima empietà. Né meno orrenda e intollerabile cosa egli è ripudiare i benefizi largiti per Sua bontà da Gesù Cristo non pure agl’individui, ma alle famiglie e agli Stati; benefizi, per giudizio e testimonianza anche di nemici, segnalatissimi. In questo pazzo e feroce proposito pare quasi potersi riconoscere quell’odio implacabile, quella rabbia di vendetta, che contro Gesù Cristo arde nel cuore di Satana».

Alcuni affermano che il potere massonico sia oggi in declino. Se si va a consultare il sito del Grande Oriente d’Italia, si scopre che la più importante organizzazione massonica ha 18 logge ufficiali in Abruzzo-Molise; 73 in Calabria; 45 in Campania-Lucania; 41 in Emilia Romagna; 14 in Friuli Venezia Giulia; 78 nel Lazio; 43 in Liguria; 72 in Lombardia; 33 nelle Marche; 83 in Piemonte-Val d’Aosta; 38 in Puglia; 43 in Sardegna; 88 in Sicilia; 120 in Toscana; 4 in Trentino; 32 in Umbria; 19 in Veneto. Per un totale di 843 logge sparse sull’intero territorio italiano. Il sito del Grande Oriente d’Italia diffonde il numero complessivo degli iscritti-iniziati, per usare il loro linguaggio: 22.668. Nell’Allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi, pronunciata il 20 settembre 2015, viene detto che questo numero è «il massimo storico raggiunto dal Grande Oriente d’Italia». Non è affatto vero, quindi, che la Massoneria sia sul viale del tramonto, né in Italia né nel resto del mondo. Solo chi non vuole vedere la realtà, può ritenere che la Massoneria non stia determinando – insieme ad almeno altri tre elementi, il fondamentalismo islamico, l’ideologia omosessualista e la degenerazione dell’economia globalizzata – la distruzione identitaria dell’occidente cristiano. Perché la Massoneria è nemica della Chiesa: per questa ragione, la Chiesa del passato l’ha sempre condannata. Come spiegare le aperture della Nuova Chiesa? Una spiegazione metafisica esiste ed è certa. Scrive Padre Enrico Zoffoli nel libro Incontro al mistero – Elevazioni (Edizioni Segno, 1992): «Si deve alla filosofia moderna la formulazione definitiva delle istanze metafisiche più radicali che – già balenate nell’orizzonte del mondo classico – oggi, dopo Cartesio, si sono potute riassumere nel principio d’immanenza, matrice di tutte le aberrazioni implicite nelle eresie condannate dalla Chiesa, dai tempi apostolici al Vaticano II». L’immanenza è sinonimo di un’autonomia assoluta, di unaSoggettivitàonnicomprensiva, da cui tutto emana e in cui tutto si risolve, nel quale tutto è e tutto diviene. Se tutto è nell’uomo, tutto è anche dell’uomo e per l’uomo, che perciò emerge come unico Soggetto a cui tutto deve attribuirsi quale Centro da cui s’irradia, fine a cui tende, fondamento che a tutto conferisce consistenza, stabilità, significato. Aggiunge Padre Zoffoli: «Ammesso il primato dell’individuo, l’immanenza assoluta fa degenerare la soggettività in solipsismo, sinonimo discetticismo e nichilismo. Se presumo di affermare solo me stesso come soggetto pensante, in me apro un vuoto infinito in cui resto dissolto, scompaio».

L’immanentismo si conclude col rifiuto di Dio. Se il mondo è l’unica realtà necessaria, increata, autosufficiente, e il suo più alto vertice è nell’uomo, in tutto l’umano, inevitabile è un umanesimo ateo, negatore della creazione e della Provvidenza, di una Soprannatura e di ogni possibile Rivelazione positiva. Dio resta solo come immanente necessità razionale e se Egli non esiste come l’Assoluto-Altro, non resta che la natura che nell’uomo ha la sua più vera sintesi. Sopprimendo la verità-in-sé dell’essere, il principio d’immanenza consente a ciascuno di possedere la propria verità, che, opponendosi a quella degli altri, non è quella in cui tutti possono convenire: la verità assoluta, capace di imporsi in sé e per sé, e quindi oggettiva e universale, è impossibile…Non occorre altra premessa per dichiarare vere tutte le religioni, comprese le più incompatibili, contraddittorie. Ne consegue che qualsiasi religione può ritenersi rispettabile come prodotto della fede, del sentimento, ditradizioniabitudinied altri fattori. Possono portare tutte alla Felicità Universale. Spiega Padre Zoffoli: «Negata la verità oggettiva e assoluta dei dogmi, il Cristianesimo non sarebbe altro che la religione dell’amore, che a ciascuno lascia la libertà di credere tutto quello che vuole: al difetto delle idee (con le quali si avrebbe la pretesa di cogliere l’essere-in-sé, la Trascendenza…), supplisce l’impulso dell’amore del prossimo, che in definitiva sarebbe quello che l’Uomo porta istintivamente a se stesso, irriducibilmente chiuso nell’orizzonte dell’immanenza, ove tutto per lui ha un senso e merita considerazione. Siamo perciò all’ecumenismo agnostico, pluralista, umanitario e fondamentalmente ateo… Ecumenismo della mutua comprensione o della tolleranza di tutte le confessioni religiose, fondata sull’unità della Coscienza Umana Universale, che – nel processo storico – le crea e dustrugge, le modifica e rinnova. Ecumenismo volto quelmondialismo di tipo massonico che, nel rifiuto del Dio Creatore e Legge Eterna, mira ad abbattere il Cristianesimo quale più eminente religione positiva».

Che dire, allora di questi ecclesiastici che organizzano convegni insieme ai massoni? Piccoli protagonisti di quella tribolazione grande, di cui parla Cristo (Mt 24, 21), durante un lungo discorso escatologico nel quale si succedono tre profezie: la rovina di Gerusalemme, la descrizione della fine del mondo e la Sua venuta definitiva. E’ San Paolo, nella Lettera agli Efesini a dirci come fronteggiarli questi piccoli protagonisti: «Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere».

Fonte:
http://daniloquinto.tumblr.com/post/167277801613/la-grande-tribolazione-danilo-quinto-8