Risultati immagini per Prodi e la seduta spiriticaQUINTA COLONNA

di Longino

Renato Renato Renato, ti voglio bene non l’hai capito… Renato Renato Renato, se non mi baci non vivo più… Renato Renato Renato, a casa tua tu mi hai invitato… Renato Renato Renato, e ci ho trovato papà e mammà. Scommetto che nessuno bacia come te… però chissà perché non lo dimostri a me, se tu ti decidessi a dirmi almeno un sì… io non sarei ridotta così. La Mina di cinquant’anni fa cantava questa canzoncina, che divenne sigla famosa delle partecipazioni di Renato Balestra ad una trasmissione di Piero Chiambretti e così canta tutto il centro-sinistra oggi: al posto di Renato, c’è  Romano, il prode Romano, l’uomo di tutte le stagioni. E’ tutta una cantata…

Classe 1939, Romano – il salvatore della Patria – ha un curriculum gigantesco. E’ stato economista, docente universitario, presidente dell’Istituto di Ricostruzione Industriale dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato nel Governo Andreotti IV, fino a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1996 al 1998. Furono questi due anni intensi  – naufragati per il tradimento di Massimo D’Alema, dicono le cronache – durante i quali Romano si adoperò meticolosamente e puntigliosamente per  lo sciagurato ingresso dell’Italia nell’area dell’euro, che fece sprofondare l’economia italiana e determinò il declino degli anni successivi, che ancora si vive.

Dopo il tradimento del baffo d’oro della politica italiana, che gli subentrò alla Presidenza del Consiglio – l’Enrico stai sereno di Renzi a Letta nel 2013 ha precedenti illustri – non si perse d’animo e accettò l’incarico di presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, per poi tornare prepotentemente sulla scena politica italiana, fondando l’Ulivo. Sulla scia, divenne per la seconda volta Presidente del Consiglio dei Ministri, dal 2006 al 2008. Da allora si è dedicato alla politica internazionale, con successo: nel 2008 ha creato la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Nello stesso anno ha presieduto il Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Nell’ottobre 2012, è stato nominato Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahel. Dal 21 febbraio 2014, per non farsi mancare nulla, è presidente dell’International advisory board di Unicredit. Romano ha pure tentato la scalata al Quirinale nel 2013, silurato da 101 parlamentari dello schieramento che avrebbe dovuto votarlo. Lui, però, ha tirato dritto sulla sua strada.

Ha fatto spallucce, un pò stizzito, ma ora torna sulla scena. Alla grande. E’ la carta – forse l’unica – che il centrosinistra si gioca per non essere frantumato dal ritorno di Berlusconi. Bersani, che sembra l’unico ad opporsi, perché spera in un accordo post-elettorale con il M5S, alla fine tirerà i remi in barca. Siamo pronti a scommettere. Anche lui sa che Romano ha un grande avvenire dietro le spalle – direbbe Gassman – e sa leggere il futuro. Come gli capitò di fare durante i giorni del sequestro Moro, nel 1978. Raccontò di aver partecipato, nei primi giorni di aprile, ad una seduta spiritica, quelle che si fanno attorno ad un tavolino su cui sono poste a cerchio lettere dell’alfabeto. Il piattino, al centro del cerchio, si muove e compone le lettere adatte per le risposte.

I partecipanti avrebbero chiesto allo spirito dove fosse Moro. Scrive Gianluca Neri ne«Il caso Moro: Romano Prodi, Via Gradoli e la seduta spiritica» – che «una ‘entità’ [nella fattispecie, e come risulterà dal verbale, gli spiriti di Don Sturzo e La Pira, n.d.r] avrebbe indicato ‘Gradoli’ come luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro. Sulla base della segnalazione dall’aldilà, il 6 aprile viene organizzata una perlustrazione a Gradoli, un paesino in provincia di Viterbo. Al ministero dell’Interno, che aveva in precedenza ricevuto la segnalazione su via Gradoli, nessuno mette in collegamento le due cose. E’ la moglie di Moro, Eleonora, a chiedere se non potrebbe trattarsi di una via di Roma.

Cossiga in persona, secondo la testimonianza resa in commissione da Agnese Moro, risponde di no. In realtà via Gradoli esiste, e sta sulle pagine gialle». Romano fu ascoltato anche dalla Commissione d’Inchiesta sul caso Moro. Neanche le incalzanti domande di Leonardo Sciascia lo smossero dal confermare la sua versione, quella della seduta spiritica. A distanza di 39 anni, quella versione è rimasta tale e quale. I catto-comunisti, si sa, hanno ferree e radicate convinzioni. Si propongono sempre come servitori di Dio e della Patria. Preferiscono ignorare che Dio è Verità e che la Patria non si può servire giocando con gli spiriti.