di Danilo Quinto

A Voi tutti, membri della Nuova Chiesa. La vostra coscienza sarà sicuramente tormentata in questi giorni da un gigantesco problema che i giornali raccontano nelle loro prime pagine e le televisioni mostrano nei titoli di testa. Non si tratta dei 5 milioni italiani in povertà assoluta o della guerra nucleare che potrebbe scoppiare da un momento all’altro per un pazzo al comando di un paese che pigia un bottone o dell’invasione dei musulmani per cui tanto meritoriamente e onestamente vi prodigate, per impedire che a causa dei 6 milioni di aborti in 40 anni, della non sufficiente natalità e della distruzione della famiglia, la popolazione italiana scompaia.

Il problema è rappresentato dalla zia d’Italia, come lei si è definita. A causa delle firme autenticate da raccogliere per le prossime elezioni e dei candidati da trascrivere sulle liste per iniziare la raccolta, Emma Bonino e la sua lista + Europa – un nome che è tutto un programma – minaccia di presentarsi da sola, con il rischio di non riuscire nell’impresa e di non allearsi con il Partito Democratico, come pare vorrebbe. 

Comprenderete certamente la dimensione della sciagura che si abbatterebbe sull’Italia. Da una parte il PD, senza il sostegno dei seguaci della Bonino, perderebbe in molti collegi, dall’altra la Bonino non entrerebbe in Parlamento. Ma quel che più conta, ne soffrireste tutti Voi.

Ne soffrirebbe Papa Francesco, innanzitutto, che dopo aver accolto la zia d’Italia in Sala Nervi, in mezzo a seimila bambini riuniti in quell’occasione, l’ha prima definita, dalle pagine del Corriere della Sera dell’8 febbraio ‘16, tra i grandi dell’Italia di oggi, aggiungendo: «Emma Bonino è la persona che conosce meglio l’Africa. E ha offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere l’Africa. Mi dicono: è gente che la pensa in modo molto diverso da noi. Vero, ma pazienza. Bisogna guardare alle persone, a quello che fanno», per poi dare la sua adesione politica alla campagna Ero straniero – l’umanità che fa bene. Sostituzione della popolazione europea e meticciato sono princìpi – gli stessi del piano Kalergi di cent’anni fa – che accomunano il pontefice regnante e la leader mondiale dei diritti umani, membra del board dell’Open Society Foundation di George Soros. Uno più uno in questo caso fa tre.

Insieme a Papa Francesco, ne soffrirebbero tanti altri. L’ex portavoce vaticano Padre Federico Lombardi, che alla morte di Marco Pannella, il 19 maggio ’16, dichiara: «Lo ricordo con stima e simpatia, pensando che ci lascia una eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà». Il direttore de L’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, che il 23 dicembre 2010, va a Radio Radicale per celebrare, con una lunga intervista, i 150 anni del giornale del papa, nel corso della quale afferma che «vi possono essere battaglie culturali che sono comuni o possono esserlo» e conferma la simpatia – più volte evocata da Pannella – che Giovanni Paolo II nutriva nei confronti del leader radicale. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita, che il 26 aprile 2014 incontra nella sua stanza d’ospedale Pannella, appena operato. «Ai comandamenti di coscienza e a Sant’Egidio», brinda Pannella, che aggiunge: «Chillu (si riferisce a Papa Francesco, n.d.r.), ieri mi ha detto ‘Coraggio, vai avanti’». Alla fine dell’incontro, Paglia dice: «Ti dò un abbraccio, di cuore e ricordati che tutti, tutti abbiamo bisogno di te». Conferma questo bisogno il 22 febbraio ’17, nella sede del Partito Radicale e dai microfoni di quella radio che riceve ogni anno 10 milioni di euro di denaro pubblico, grazie agli appelli a suo favore dei cosiddetti parlamentari cattolici. Dice: « (…) Pannella, uomo di grande spiritualità. (…) La sua è una grande perdita per questo nostro Paese. (…) Ha speso la vita per gli ultim, in difesa della dignità di tutti, Pannella particolarmente dei più emarginati. (…) Pannella è veramente un uomo spirituale, è un uomo che sa aiutarci a sperare nonostante le notizie, la quotidianità ci metta a dura prova. (…). Il Marco pieno di spirito continua a soffiare. (…). Pannella diceva: è lo spirito che nonostante tutto muove la storia e a noi chiede di assecondarla e di continuare a soffiare nel suo verso. (…) Marco ispiratore di una vita più bella non solo per l’Italia, ma per questo nostro mondo, che ha bisogno più che mai di uomini che sappiano parlare come lui… io mi auguro che lo spirito di Marco ci aiuti a vivere in quella stessa direzione».

La lista di chi soffrirebbe per la Bonino e per i suoi seguaci è lunghissima. Si aggiungono i parlamentari che si definiscono cattolici, come Gaetano Quagliariello, che commemorando Pannella al Senato, dice: «Oggi di luoghi di formazione, in fondo gratuiti e generosi, come quello che il Partito Radicale di Pannella ha incarnato, non ne esistono più. E questa è una perdita secca che condiziona la qualità della classe politica e quindi la ricchezza stessa della nazione». O come Eugenia Roccella, che ricordandolo alla Camera dei Deputati, sostiene: «Lui ha lasciato a tutti noi e a chi ha condiviso, per lungo tempo o anche per brevissimo tempo, la sua storia e la sua avventura personale, che coincideva con la sua battaglia politica, un’enorme lezione di metodo: prima di tutto la lezione che la politica non è legata alle convenienze, ma è legata alle convinzioni, profondamente legata alle convinzioni, e questa è la bella politica che lui faceva e che ha insegnato a tutti noi». O come Massimo Gandolfini, il convocatore dei Family Day, che alla morte di Pannella, dichiara a Radio Radicale: «Ho un ricordo sul piano umano molto buono e molto bello». O come Costanza Miriano, che nel 2013, in piena campagna per l’elezione del Presidente della Repubblica, sul suo blog scrive un articolo intitolato Gesù Cristo è morto in croce anche per Emma Bonino. Per lei – che per presentare i suoi libri va anche negli studi di Radio Radicale, come Mario Adinolfi, che dà anche il consenso per far registrare i suoi incontri pubblici da Radio Radicale – la questione del pentimento della Bonino era sottintesa! Tanto la misericordia salva anche i peccatori pubblici, non è vero?

Poi ci sono i sacerdoti che ospitano la Bonino nelle Chiese per le sue conferenze. Poi c’è Mons. Nunzio Galantino e la Conferenza Episcopale Italiana, che lo consentono. Poi ci sono i battezzati nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, che hanno votato le leggi che hanno devastato i principi del diritto naturale e le hanno praticate: hanno divorziato, hanno abortito, hanno usato i sistemi anticoncezionali, sono favorevoli alla comprensione di chi pratica l’omosessualità e di chi si unisce in matrimonio con persone dello stesso sesso, all’eutanasia e alla droga. Perchè, care signore e cari signori, che vi piaccia o no è un fatto che Emma Bonino – in qualsiasi sondaggio si faccia – è seconda per popolarità solo al Presidente del Consiglio di turno. E’ amata, come nessun altro in questo paese democratico e anticristiano.

Per tutte queste ragioni e per tutti coloro che soffrirebbero se Emma Bonino non raggiungesse i suoi obiettivi, chiedo alla Nuova Chiesa di mobilitarsi urgentemente.

Fate leggere nelle Chiese appelli a firmare, a sostenere la sua campagna elettorale. Promuovete voi stessi i banchetti per la raccolta delle firme e sollecitate i vostri fedeli a mettersi in fila. Mettete a disposizione i vostri strumenti di comunicazione, giornali, radio e televisioni. Il Centro Televisivo Vaticano e Radio Vaticana organizzino trasmissioni ad hoc. Una quota dell’8 x mille da destinare alla bisogna sarebbe anche una buona cosa. E, naturalmente, la Segreteria di Stato metta in campo tutta la sua forza diplomatica e le sue energie per eliminare gli ostacoli e spianare la strada. C’è un Parlamento nuovo che deve votare come prima legge lo Ius Soli e poi continuare la strada delle riforme, dei diritti: il tagliando, come la Bonino lo chiama, alla legge sull’aborto, per ridurre o eliminare l’obiezione di coscienza (così com’è stata eliminata per la legge sul testamento biologico), l’utero in affitto per consentire la maternità surrogata, il rientro dolce dalla bomba demografica, l’aumento della popolazione, che fa paura a lei e all’intero sistema delle Nazioni Unite, il sostegno all’Europa dell’euro, dei mercanti e dei banchieri, che insieme alle forze massoniche hanno distrutto l’identità cristiana del continente. Vi rendete certamente conto che senza la Bonino tutto sarebbe più complicato. La vita di ciascuno di noi sarebbe depauperata, non avrebbe quasi più senso. Papa Francesco, te ne prego, dedicale un’omelia mattutina a Santa Marta o un Angelus domenicale. Tanto nessuno di coloro che stanno intorno a te ti direbbe di non farlo. Figuriamoci!

Forza, allora, agite presto. Ve lo chiede anche la vostra coscienza: basta quella! Non ha detto forse Papa Francesco: «Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo»? Non è stata questa la direttrice secondo la quale si sono sempre mossi nella loro azione politica e sociale Marco Pannella e Emma Bonino?

L’Inferno è vuoto, non è vero? State, dunque, tranquilli!