Risultati immagini per Vita del Popolodi Luciano Gallina (“Dr. S.L.”: titolo coperto da copyright e non sveleremo il perché)

IN FONDO SI PUO’ LEGGERE L’ARTICOLO CUI SI RIFERISCE LA LETTERA

Lettera Aperta

Direttore della Vita del Popolo Treviso

Vescovo di Treviso

Treviso 23-04-2018 Anno LIII E. CVII

CUI PRODEST?

Giochiamo a carte scoperte.

Peccando di presunzione, sono conosciuto e inviso alla Curia e alla Diocesi di Treviso.

Scrivo in riferimento all’articolo firmato da Lucio Bonomo (SIC), sulla Vita del Popolo del 22-04-2118 Anno LIII E. CVII n°15. Articolo dal titolo in prima pagina: CON FEDE E RISPETTO e titolo in terza pagina: ACCOSTARSI CON FEDE SENZA ECCESSI DI ZELO.

Pongo la domanda: Cui prodest?

Senza pericolo di essere smentito, io e Lei abbiamo ricevuto lo stesso insegnamento, ovvero il cosiddetto catechismo di San Pio X. Ai nostri tempi la scuola iniziava per TUTTI il primo ottobre e con essa anche la DOTTRINA, così si chiamava il catechismo. Io ho iniziato la scuola il primo ottobre 1966 Anno I E. CVII. Ogni mattina prima di andare a scuola, si andava a dottrina.

Ricordo benissimo, l’insegnamento del Parroco del paese sul divieto più assoluto per QUALSIASI persona, naturalmente Sacerdote escluso, di toccare per qualsiasi motivo le Ostie Consacrate.

Ricordo ai distratti, che San Francesco d’Assisi, non volle prendere gli Ordini Sacri, perché si riteneva indegno di toccare il Corpo di Cristo. Egli indegno? E noi?

Ricordo che il 4 ottobre San Francesco la Santa Messa è di Prima Classe. Privilegio riservato solo a pochissimi Santi, ovvero: 19 marzo e 1 maggio San Giuseppe, 30 aprile Santa Caterina da Siena e il 29 giugno Santi Pietro e Paolo. Normalmente le Sante Messe della domenica sono di Seconda Classe.

Cosa vuol dire: SENZA ECCESSI DI ZELO?

Noi dovremo essere meno zelanti di Cristo? Lo zelo per la tua casa mi divora.

Forse queste parole evangeliche sono superate da quello deciso nell’Anno IV E. CVII?

San Francesco era TROPPO zelante? Cosa direbbe oggi San Francesco dei ministri straordinari della comunione?

Questo comportamento “senza eccessi di zelo”, è forse inferiore come offesa a Dio di chi ai tempi di Cristo si comportava come descritto in questo passo del Vangelo?

Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato»

Zelo, nel linguaggio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, è il fervoroso adoperarsi per la gloria di Dio.

Ergo oggi dobbiamo misurare lo zelo per evitare quale tipo di problema?

Concludo con la prima domanda: Cui prodest, dedicare la prima e la terza pagina del settimanale diocesano, considerando alcuni fatti:

  • Ognuno prende la Comunione come vuole, credo che esistano rarissimi casi di sacerdoti che si rifiutano di dare la Comunione in mano, ho solo il ricordo di un frate napoletano a Lourdes nel 2017, che si rifiutava di dare la Comunione in mano.
  • Sono sempre rarissimi i casi di persone che “protestano” perché la Comunione viene data in mano e quando protestano vengono derise in primis dai presbiteri.

Un piccolo consiglio, conservate la copia in oggetto della Vita del Popolo, potrà essere utile come documento di difesa davanti a Cristo nel giorno del DIES NATALIS, nel caso venissimo accusati di poco zelo.

Che Dio mi perdoni per l’ultima frase.

Sia Lodato Gesù Cristo

Dr. S.L.©Luciano Gallina