Andrea Bacciga, Bertucco ed Evola: note in margine ad una polemica

Risultati immagini per Bacciga, Evola, BertuccoRiceviamo e pubblichiamo la “lettera del lettore” giunta stamane, che condividiamo sia nei contenuti che nei toni (N.d.R.)

A lato, il Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga

dell’Avv. Abbondio Dal Bon

Spettabile Redazione,
intervengo a margine della stucchevole polemica innescata dal consigliere comunale di minoranza, e di sinistra, (a Verona, n.d.r.) Michele Bertucco.
Codesto consigliere, autoinsignitosi del ruolo di poliziotto del pensiero e di censore secondo i ristretti canoni del politicamente corretto, stigmatizza la proposta del consigliere comunale Andrea Bacciga di intitolare una via della nostra città all’artista e filosofo Julius Evola.
Giovi ricordare a questo signore come proprio autorevoli protagonisti del dibattito culturale, da sinistra, e non solo, ieri ed oggi abbiano, pur a diverso titolo, apprezzato la figura di Evola. Tra gli altri, in ordine sparso: Cesare Zavattini, Fellini, Lucio Dalla, Roberto Saviano, Massimo Cacciari, Franco Volpi, Antonio Gnoli e Giuseppe Sinopoli.

Quanto al presunto razzismo evoliano, lo studioso di orgine ebraica Renzo De Felice ebbe a precisare come non ci fosse in Evola odio antisemita o fanatismo, ma dignitosa coerenza.
Questo per limitarsi a pochi cenni.
E’ opportuno ricordare a Bertucco che a Verona esiste già, tra le altre, Via Gramsci, intitolata al filosofo comunista, il quale, in un passo di una sua nota opera, ebbe a scrivere: “La Chiesa è uno Shylock anche più implacabile dello Shylock shakespeariano: essa vorrà la sua libbra di carne anche a costo di dissanguare la sua vittima e con tenacia, mutando continuamente i suoi metodi, tenderà a raggiungere il suo programma massimo”.
Anche Gramsci sembra sposare gli stereotipi diffusi sugli ebrei nel periodo in cui visse Shakespeare, e manifesta in questo scritto sentimenti e convinzioni violentemente anticattoliche.
Non sembra Bertucco abbia chiesto la rimozione del busto di Shakespeare dai portoni di Piazza Brà.
Non sembra nemmeno per ora abbia chiesto di cambiare l’intitolazione di Via Gramsci.
Curiosità: Gramsci in punto di morte si convertì al cattolicesimo. Evola no.
Naturalmente speriamo si converta anche Bertucco.
Ma l’avvicinamento alla Fede comincia con il dimostrare la propria buonafede, anche nei confronti degli avversari, pur molto distanti e diversi sul piano delle idee.
Bertucco ha la possibilità di manifestarla, riconoscendo, come altri, come Evola meriti l’intitolazione di una via, anche nella nostra città.
Sappiamo per esperienza personale come sia difficile.
Sappiamo anche che il consigliere Bertucco non teme le difficoltà.
Ora ha un’ottima occasione per dimostrarlo.

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