Risultati immagini per Bergoglio e SorosConsideriamo che Danilo Quinto non è sedevacantista, ma pone seri interrogativi sul problema dell’Autorità nella Chiesa e compie analisi ed osservazioni ampiamente condivisibili. 

Scritto e segnalato da Danilo Quinto

Sui #migranti, Bergoglio dice le stesse cose di Emma Bonino, di George Soros e dell’intera sinistra condannata dalla storia e anticristica. Non vuole fare il papa, difendere e tramandare la fede. Vuole fare il politico.

Inserendosi nel dibattito di questi giorni sulla nave Acquarius e sull’ineccepibile posizione assunta dal Governo italiano ed in particolare dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, Bergoglio sostiene che “i migranti possono arricchire la nostra società”.

Usa parole quasi identiche a quelle di Emma Bonino, titolare di una campagna politica dal titolo “Ero straniero, l’umanità che fa bene”, alla quale lo stesso Bergoglio ha dato la sua adesione (politica) – dopo averla definita, al pari di Giorgio Napolitano, “grande italiana” per la sua conoscenza delle questioni che riguardano l’Africa ed averla ricevuta in Vaticano più volte – e grazie alla quale la Bonino viene invitata in molte chiese di questo paese per dibattere sul tema e “ammaestrare le genti”.

Se affermassi, come affermo, che i due – il papa e la leader del pensiero unico dominante – parlano e agiscono in modo sinergico, c’è qualcuno che potrebbe obiettare qualcosa?

Non è singolare che il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra – come definiva il papa Santa Caterina da Siena – ed uso quest’espressione con qualche pudore rispetto al caso da esaminare, si trovi così allineato alle posizioni della Bonino e di George Soros?

Potremmo dire anche a quelle di Lilli Gruber – più volte invitata alle riunioni segrete del Club Bildeberger – che invita Salvini nella sua trasmissione con il proposito di togliergli la parola in continuazione, soprattutto quando il Ministro dell’Interno cita George Soros. Il grande speculatore finanziario internazionale – che ha dichiarato egli stesso alle Nazioni Unite il 19 settembre 2016, durante il summit dell’ONU sulle migrazioni, di finanziare i flussi migratori – deve essere protetto. Di quello che fa per destabilizzare il mondo, non si deve parlare. Così com’è necessario far credere che siano innocue le riunioni segrete del Club Bildeberg, nelle quali qualche parola viene sicuramente spesa sulla gestione del fenomeno migratorio, che interessa a tanti, troppi, perchè è un’arma formidabile per destabilizzare intere società. L’ha fatto la Bonino, ospite sempre della Gruber, a “Otto e mezzo” dell’8 febbraio 2018. Nei due minuti finali, con la conduttrice che la guarda attonita, dice: “Se abbiamo finito, vorrei dire una cosa a lei. La prossima volta che viene Travaglio, gli può spiegare che il Gruppo Bildeberg non è il Ku Klux Kan? No, perché io vengo accusata di aver partecipato una volta durante la crisi della mucca pazza. Magari se glielo dice e gli dice anche che lei ci va qualche volta, come Bernabè, come Gozi, come Fabiola Giannotti, come Maurizio Molinari. Il Ku Klux Kan è un’altra cosa! Glielo vuole dire, per favore?”. Il Vaticano l’ha ascoltata: all’ultima riunione che si è svolta a Torino ha inviato il Segretario di Stato, il cardinale Parolin. Se ci va la Chiesa, dev’essere una cosa buona, qualcuno dirà.

Quale Chiesa? Quella di Bergoglio, che è un’altra Chiesa, rispetto a quella fondata da Nostro Signore Gesù Cristo. Egli sa che i migranti o i poveri, in senso più lato, in quanto tali, non si salvano se non si convertono. Non chiede mai la loro conversione, però. Non dice mai una parola sulle opere di misericordia spirituale e non ricorda mai la frase di Cristo riportata nei Vangeli e rivolta al principe delle tenebre. Quando è solo nel deserto, per preparare la Sua missione tra gli uomini, il diavolo Lo tenta più volte. Una di queste volte, Gli dice: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Nostro Signore gli risponde: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,3-6).

Dice Francesco d’Assisi, il rifondatore della Chiesa Cattolica, di cui Bergoglio ha preso il nome da papa: «Non sono più io che vivo. È Cristo che vive in me». La povertà del santo non è il fine. È un mezzo per operare la conversione, offerto come esempio a colui che vuole imitare Gesù e cercare Dio. Non ha nulla a che fare con le ingiustizie e le diseguaglianze sociali o con la mancanza o lo sfruttamento del lavoro, condizioni e situazioni che l’umanità ha conosciuto lungo tutta la sua storia a causa del peccato originale. Condizioni che c’erano prima della venuta sulla terra di Cristo e che ci saranno sempre, fino alla fine dei tempi. Dio manda nel mondo Suo figlio per salvare le anime, non per soddisfare i bisogni materiali. Gesù non è venuto nel mondo per togliere i poveri dalla loro condizione. È venuto per redimerli e infondere anche in loro il messaggio della salvezza. Francesco si veste della povertà evangelica, quella spirituale. La prima delle beatitudini: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt, 5-3). Il concetto di povero è un concetto religioso, non mondano. Non riguarda la situazione sociale o le condizioni materiali della povertà, ma quelle spirituali. Era già presente nell’Antico Testamento: «Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore» (Sof. 2,3). Il povero è colui che davanti a Dio si mette a nudo, vestito solo della sua umiltà, che non propone nessun merito davanti al Signore, che fa penitenza e confida nella Sua misericordia per essere salvato.

Bergoglio queste cose le sa?

Certo che le sa, ma egli non ha alcuna intenzione di custodire e tramandare la fede. Non intende convertire, come più volte ha dichiarato. Non intende proporre – come suo primo dovere – gli insegnamenti di Cristo. Egli vuole fare politica. Una politica buonista, di sinistra, anticristica, che la storia ha condannato. I suoi “alleati” – del resto – non sono i poveri o i migranti. Sono coloro – come la Bonino e Soros – che attraverso i poveri e i migranti vogliono trarre profitto per la loro azione politica e per costruire una società che faccia a meno di Cristo.

Messaggio personale ai lettori e ai miei amici

Oggi, Lunedì 18 giugno si è tenuta, con me presente, a Roma l’ennesima udienza del processo che sto subendo per diffamazione su denuncia da parte dei radicali per le parole “servo sciocco” scritte in corsivo nel mio primo libro di 6 anni fa e per un’altra frase in cui spiegavo come Pannella intervenisse nei rapporti privati tra le persone. Di fronte a questa persecuzione giudiziaria, chiedo a chi vuole una preghiera e a chi può di aiutarmi ad affrontare le spese per la mia difesa, perché non mi hanno concesso il patrocinio gratuito.

Il mio cc è su UNICREDIT intestato Pasquale Quinto IBAN IT 22 I 02008 67171 000104880997.

Per i versamenti dall’estero: Codice BIC/SWIFT UNCRITM1B88. Grazie.