SI PREMETTE DOVEROSAMENTE CHE SI TRATTA DI RAPPRESENTANTI DELLA “CHIESA CONCILIARE”

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Medjugorje è una cittadina della Bosnia-Herzegovina dove, dal giugno del 1981 fino ad oggi, si sarebbero verificate 47 mila apparizioni mariane a sei diversi veggenti. Questi fatti, veri o presunti, continuano a suscitare notevoli polemiche all’interno della Chiesa Cattolica.

Nei giorni scorsi un comunicato della Sala Stampa vaticana ha informato che monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), è stato nominato da Papa Francesco Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis (vale a dire “a disposizione della Santa Sede”). La decisione vaticana, in parte già anticipata un anno fa da La Fede Quotidiana, è stata interpretata in vario modo.

Dai sostenitori della veridicità delle apparizioni mariane è vista come azione di vicinanza pastorale del Santo Padre ai devoti della Madonna, venerata come Regina della Pace. Infatti per questi fedeli il gesto rappresenterebbe il superamento dell’indifferenza su Medjugorje da parte dello stesso Pontefice, scetticismo emerso più volte in passato. Alcuni si sono spinti fino a parlare di “commissariamento” della Diocesi, da sempre contraria alle apparizioni.

Secondo i dubbiosi, cioè coloro che ritengono veritiere solo le prime apparizioni, l’aver concesso la cura pastorale dei fedeli locali e dei pellegrini che si recano in grande numero a Medjugorje (ogni anno la cifra si aggira su circa 3 milioni di presenze) rappresenterebbe solamente un ulteriore prolungamento del periodo di indagine che la Chiesa continua a portare avanti per comprendere sempre più i fenomeni.

Anche lo stesso Greg Burke, portavoce della Santa Sede, ha spiegato che la nomina di monsignor Hoser non rappresenta un entrare nel merito “dell’autenticità delle apparizioni, cioè non riguarda la questione dottrinale”, seppur lo stesso arcivescovo polacco, da quanto emerge da numerose interviste rilasciate negli ultimi anni, sembra credere alla veridicità delle apparizioni a causa dei frutti spirituali positivi che ha riscontrato.

La voce più alta tra i contrari, senza se e senza ma, alle presunte apparizioni medjugorjane, si è levata, attraverso le pagine del sito web ufficiale della Diocesi, dal vescovo di Mostar-Duvno (e amministratore apostolico di Trebigne-Marcana) monsignor Ratko Peric sicuro del fatto che tutte le presunte apparizioni in terra bosniaca siano false.

Attraverso un testo, pubblicato significativamente in italiano, dal titolo “Le ‘apparizioni’ dei primi sette giorni a Medjugorje”, il vescovo Peric, dopo aver fatto un excursus storico su tutte le indagini finora condotte sul “fenomeno di Medjugorje” (la prima Commissione diocesana di Mostar del periodo 1982-1984, la Commissione allargata del 1984-1986, la Commissione della Conferenza Episcopale di Zagabria del 1987-1990, la Commissione della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano del 2010-2014 e la valutazione della stessa Congregazione del 2014-2016) dichiara risolutamente a nome della sua Curia: “non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”.

Il giudizio del settantaquattrenne vescovo (qualcuno vede la nomina di Hoser come un’attesa strategica del Santo Padre fino al compimento dei settantacinque anni da parte di Peric, età prevista dal Codice di Diritto Canonico per presentare le dimissioni dagli incarichi vescovili) è esteso a tutte le “presunte” apparizioni, anche quelle dei primi giorni.

Il vescovo, nativo di Tuk (villaggio del comune di Rovišće, in Croazia) spiega che la sua Curia, dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti nella prima settimana all’interno dell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, dialoghi intercorsi tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, è arrivata alla conclusione “per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni” e invita ad usare le formule “sedicenti” veggenti, “presunti” messaggi, “preteso” segno visibile e “cosiddetti” segreti.

Monsignor Peric se la prende innanzitutto con la figura “ambigua” che sarebbe apparsa e scrive: “si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; dopo certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai ‘veggenti’ e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica”.

Dopo aver criticato il “tremito” che uno dei veggenti, Ivan Dragićević, avrebbe percepito il primo giorno dell’apparizione, il vescovo croato si scaglia contro quello che definisce “l’anniversario fasullo”. Le presunte apparizioni sono iniziate il 24 giugno 1981. Tuttavia “i registi” (così li definisce Peric) del “fenomeno di Medjugorje” hanno deciso che l’anniversario non si celebrasse il 24 bensì il 25 giugno. La ragione della scelta è che il 25 giugno 1981 sarebbero stati insieme all’apparizione tutti e sei i veggenti scelti fra coloro che vantavano in quei giorni di avere “apparizioni”. Ma, scrive il vescovo, “a smentire questa versione dei fatti, formulata da Vicka Ivanković, è lo stesso Ivan Dragićević il quale testimonia: ‘La prima sera sono stato con loro, la seconda non ci sono stato’. Fra i sei ‘veggenti’ abituali, oltre a Marija Pavlović, anche Jakov Čolo ha presenziato per la prima volta all’‘apparizione’ il secondo giorno. Quindi”, accusa il vescovo, “la data dell’anniversario è arbitraria, inesatta, falsificata”.

Monsignor Peric ricorda poi tutti i particolari che depongono contro le apparizioni: la figura del bambino avvolto nei panni, tra le braccia di una donna, vista da alcuni veggenti, negata da altri; il “segno” del rigiro delle lancette dell’orologio di Mirjana (definito dal prelato “più che ridicolo, strano”); il regolare sorriso e la scomparsa della figura apparsa a seguito della richiesta di un segno visibile a tutti; le divergenze tra i “veggenti” sul colore delle vesti della figura apparsa; i segni di uno stato di nervosismo e tensione consistenti nello “svenire” e cadere per terra delle tre “veggenti” il terzo giorno (26 giugno 1981); i toccamenti scandalosi del velo e di parti del corpo della figura apparsa (che il vescovo definisce “cosa molto inusitata e grave”, “qualcosa di indegno, inautentico e scandaloso”); le manipolazioni intenzionali perché la figura “scendesse dal colle in chiesa”, cosa che accade dal 1° luglio 1981; il silenzio iniziale inspiegabile dell’apparsa nei primi sette giorni, quando non prendeva alcuna iniziativa, non cominciava mai per prima a parlare. E alle domande dei “veggenti” rispondeva in modo generico.

Il vescovo sottolinea anche dei messaggi strani. Nei primi giorni, sulla base degli stenogrammi, “non si giustifica l’apparizione, non si rilascia alcun messaggio specifico né per i ‘veggenti’, né per i frati, al di là dell’invito a credere all’apparizione, né per i fedeli della parrocchia, né per il mondo”.

Monsignor Peric si concentra anche sulle “profezie false”. Ricorda che alla domanda di Ivanka relativamente a quanto tempo apparirà ancora, la figura rispose: “Quanto a lungo voi volete, quanto a lungo voi desiderate” (Steno 13 – colloquio padre Jozo Zovko – Ivanka Ivanković, martedì mattina, 30 giugno 1981). Poi la perentoria dichiarazione della figura, in un’ “apparizione” avvenuta non a Medjugorje ma nella vicina Cerno, martedì pomeriggio 30 giugno 1981: apparirà ancora solo “tre giorni”: il 1, 2 e 3 luglio 1981. Poi l’apparsa cambiò idea e “appare” tuttora, da 37 anni in continuazione, ogni giorno, a tre “visionari” (così li definisce Peric) del gruppo: Ivan, Marija, Vicka, e agli altri tre una volta l’anno: a Mirjana dal 1982, ad Ivanka dal 1985 e a Jakov dal 1998. Inoltre, a due persone la figura “appare” una volta al mese dal 1987 con “messaggi” per il mondo: a Mirjana il 2 e a Marija il 25 di ogni mese.

Il vescovo ricorda che una dichiarazione del suo predecessore, Pavao Žanić, il 25 luglio 1987, facendo seguito ai lavori di una commissione sul “fenomeno Medjugorje” a Mostar, sottolineò che a Medjugorje non ci sono fenomeni e rivelazioni soprannaturali. Eseguiti poi i lavori commissionali a Zagabria, la Conferenza Episcopale d’allora ha dichiarato a Zara, il 10 aprile 1991, che in base alle indagini fino ad allora condotte non è stato possibile affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali.

“Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni”, ha concluso monsignor Ratko Peric, “si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje!”.

Adesso la “patata bollente” è stata rilanciata al Vaticano che, del resto, non si è ancora pronunciato ufficialmente. La Santa Sede, potrebbe decidere di “separare” Medjugorje dalla diocesi di Mostar o aspettare quei pochi mesi che mancano fino a quando il vescovo Ratko Peric presenterà le sue dimissioni per raggiunti limiti d’età. (Matteo Orlando su ilgiornale.it)

Fonte: https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/medjugorje-monsignor-peric-false-le-47-mila-apparizioni-mariane/