di Marco Tosatti

L’operazione “Mare Nostrum”, che segnò l’inizio della straordinaria ondata di migrazione (alcuni parlando di invasione) dalle coste africane, e in particolare dalla Libia destabilizzata dall’aggressione anglo-franco-americana,  ha avuto uno sponsor eccezionale. Lo rivelano a Stilum Curiae fonti di alto livello del Ministero degli Interni, che all’epoca erano presenti e operative nella stanza dei bottoni. Questa la rivelazione, di cui è stato testimone un alto funzionario del dicastero, oggi in pensione: il Pontefice (da sei mesi, si era nell’ottobre 2013) telefonò all’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta per sollecitare un intervento dell’Italia. Mentre si è saputo di una telefonata successiva, quando il governo Letta era in difficoltà, del colloquio del 2013 non si era venuti a conoscenza. Ecco il racconto che ci è stato fatto, e che riportiamo, sicuri della solidità della fonte.

“Come è noto, la pressione migratoria eccezionale che l’Europa e, in particolare, l’Italia stanno vivendo ha avuto origine tra i mesi di ottobre e novembre 2013 quando, a seguito del naufragio di una barca carica di clandestini al largo di Lampedusa, l’Italia decise unilateralmente di varare l’Operazione “Mare Nostrum” allo scopo di raccogliere in mare quanti più migranti possibile, portarli sul territorio nazionale, far fare a tutti la domanda di asilo e trattarli, anziché come clandestini, come richiedenti asilo e, di fatto, come veri e propri profughi.

La questione, oltre a comportare la violazione del diritto interno, internazionale e consuetudinario (tra l’altro – caso unico al mondo – la Marina Militare italiana si spinse addirittura in acque interne di uno Stato straniero), funse da moltiplicatore delle partenze dall’Africa, delle quali è tuttora un palese incentivo, e si tradusse in una collusione di fatto con i trafficanti di esseri umani, che da allora si arricchiscono ancor più, con cifre stimate superiori al traffico di stupefacenti.

Ora un alto funzionario dello Stato, rievocando l’origine di “Mare Nostrum”, rivela:

“’C’era il Governo Letta in cattive acque. Arrivò una telefonata dal Papa. Perché, secondo lei, appena ho potuto sono andato via?’”.

Da Wikipedia abbiamo tratto queste note relative a “Mare Nostrum”:

“L’operazione Mare nostrum è stata una vasta missione di salvataggio in mare dei migranti che cercavano di attraversare il Canale di Sicilia dalle coste libiche al territorio italiano e maltese, attuata dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014 dalle forze della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare italiane.

Il 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa c’è stato il naufragio di un’imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti, noto come “tragedia di Lampedusa”. L’affondamento ha provocato: 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti; i superstiti salvati sono stati 155, di cui 41 minori.

In seguito al naufragio di Lampedusa, il governo italiano, guidato dal presidente del consiglio Enrico Letta, decise di rafforzare il dispositivo nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia autorizzando l’operazione Mare nostrum, una missione militare e umanitaria la cui finalità era di prestare soccorso ai migranti, prima che potessero ripetersi altri tragici eventi nel Mediterraneo.

Il dispiegamento di forze comprendeva, tra gli elicotteri, l’HH-139 SAR del 15º Stormo, rischierato a Trapani, per la ricerca e soccorso; aerei da ricognizione Piaggio P-180 ed un aeromobile Breguet Atlantic del 41º Stormo di Sigonella. Completavano lo schieramento aereo i droni Predator B, i quali disponendo di una autonomia di 27 ore, potevano acquisire immagini dai porti da cui salpano i barconi, consentendo alle unità di superficie di intercettarli appena fuori dalle acque territoriali dai quali sono partiti. La formazione navale era composta da cinque unità d’altura; una nave anfibia, la San Marco, due pattugliatori delle classi Costellazioni e Comandanti e due fregate classe Maestrale. Era possibile che potessero fungere da scorta alle altre navi, ma probabilmente hanno operato in ambiti tattici più complessi congiuntamente con le altre marine dell’Africa Mediterranea, in particolare quella libica, in azioni militari contro trafficanti non solo di uomini, ma anche di armi.

A partire dal 1º novembre 2014, l’operazione Mare nostrum è stata sostituita dall’operazione “Triton di Frontex”: il programma, a guida UE, punta al controllo delle frontiere.

I migranti provenivano da due zone: la Libia (alcune ore di attraversata) o dall’Egitto (8 giorni di attraversata), usavano gommoni, barconi e pescherecci.

L’unico Stato che con l’Italia ha contribuito all’operazione fu la Slovenia. Pur avendo solo 44 km di mare la Slovenia ha mandato la nave Triglav, alla quale tuttavia fu assegnata una zona più vicina alla costa data la grandezza della nave”.

Le fonti del Ministero dell’Interno ci fanno notare che anche il programma di Triton, a dispetto delle indicazioni iniziali, si è poi rivelato una forma di aiuto al traffico di esseri umani, più che un mezzo di contrasto alla tratta.

Se la notizia – come riteniamo – è vera, si tratta di una pressione straordinaria, e se vogliamo di un’interferenza eccezionale da parte della Santa Sede nei confronti dello Stato. E le cui conseguenze come sappiamo stanno continuando ancora adesso. Mentre continua, anche se adesso sostenuta anche da interessi corposi, la predicazione pro-migrazioni sempre e ovunque del Pontefice.

Fonte: https://marcotosatti.us18.list-manage.com/track/click?u=42323337ad2e78377984a20e1&id=e2d864ad00&e=f8bf2b62e6