A lato un indegno manifesto a Roma per pubblicizzare il Pride

di Matteo Castagna

Marco Tosatti, sul suo sito “Stilum Curiae” informa che, mentre per noi cattolici il mese di giugno è quello del Sacro Cuore di Gesù, per altri è il mese dei Gay Pride, quelle manifestazioni di presunti diritti che spesso scadono in risvolti piuttosto osceni e altrettanto spesso assumono toni insultanti proprio verso i cristiani e i cattolici.

Alcuni dei quali però si ricordano che la sodomia – se nel frattempo i vari James Martin e Mauro Leonardi non hanno cambiato tutto – non è considerata leggermente, e che “Gridano verso il cielo il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato”. Vedi questo sito.

Tosatti dice giustamente:”che i gaypridisti sfilino per le strade della Capitale, che sarebbe anche la capitale della cristianità, urta la sensibilità di molti cattolici…ma di questi tempi si è aggiunta un’altra “rivendicazione” a queste sfilate. E cioè la possibilità di ottenere dei “figli” a ogni costo, sempre purché si sia abbastanza ricchi da poter mercanteggiare in esseri umani. Poi, una volta che si è ottenuto un piccolo/a in Paesi e continenti dove la legge italiana, e le norme dell’Europa non valgono, li si riporta in Italia e si mettono avanti quei poveri innocenti, privati a vita vuoi di un padre o di una madre, e della propria memoria umana e genetica, per rivendicare il diritto di una “famiglia”. Un’operazione un po’ vigliacca e truffaldina, no? Come infatti scrive Pro Vita”:

Mentre in Francia giustamente si criticano questi manifesti, che riportiamo in testa all’articolo“Slogan menzognero: la #pmasenzapadre (procreazione medicalmente assistita, n.d.r.) è proibita, e non potrebbe essere considerata un diritto. Promuoverla pubblicamente è incoraggiare a infrangere la legge. Questo né il ruolo degli eletti al Parlamento?”.

Un messaggio che potrebbe anche da noi essere girato ai vari uomini politici della sinistra che si sono comperati uteri e bambini, o alle varie Cirinnà e Boldrini, tanto per citarne due.

Comunque, tornando al Gay Pride Romano, nel silenzio gay-friendly della Contro-Chiesa che occupa il Vaticano c’è chi ha pensato di organizzare  per stamattina una “Processione in riparazione del “gay pride” di Roma”. Si svolgerà a Piazza del Popolo, ore 11.00.

Le pubbliche riparazioni sono state sempre molto incoraggiate dalla Chiesa (rif.: Miserentissimus Redemptor e Caritate Christi Compulsi di S.S. Pio XI) tanto che fin dagli anni ’90, tra gli sfottò e diffidenze di alcuni presunti amici e le polemiche dei nemici, a Verona i cattolici tradizionalisti militanti le organizzano con ampio successo. Negli ultimi anni osserviamo che, vinti il rispetto umano e le frenate o proibizioni curiali, anche i cosiddetti parrocchiani (ovvero i “conciliari conservatori” che, almeno sui temi etici la pensano ancora da cattolici) si accodano o ne organizzano da sè.

Siamo lieti d’esser stati visti come una sorta di apripista da parte dei più buoni, tra i conciliari conservatori, tanto che oggi il comitato San Filippo Neri si radunerà per pregare in riparazione, come fatto a Reggio Emilia e come accadrà a Varese col comitato “Beato Miguel A. Pro” e a Pavia col comitato “Beata Veronica da Binasco”. Pregheranno il Rosario. Si tratta di iniziative da parte di laici. Non ci risulta che vi si annidino anticlericali.

Un plauso al coraggio di queste famiglie, di questi giovani e di queste persone in generale, che nella modalità suggerita dalla Chiesa, esercitano il pieno diritto d’esprimere dissenso e chiedere perdono per questi pubblici peccatori. Auguriamoci che tali invocazioni giungano all’unico Vero Dio, Uno e Trino, alla Santa Vergine Maria, Immacolata Concezione, a tutti i Santi. Auguriamoci che il risveglio dei laici serva al risveglio di molti altri, sia preludio a passaggi ulteriori di costoro, affinché comprendano che sono controcorrente anche rispetto alle loro stesse gerarchie ecclesiastiche, traendone ne debite conseguenze, dolorose ma inevitabili. La Tradizione vi attende a braccia aperte. Da vari anni sono convinto che saremo noi laici, col tempo e soprattutto con l’aiuto della Grazia, a salvare la baracca…