Il più grande miracolo di Padre Pio

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Il più grande miracolo di Padre Pio è tuttora in corso: è accendere la fede e la devozione in piena irreligione e in pieno ateismo. E ancora oggi, a cinquant’anni dalla sua morte. È un miracolo che non ha precedenti e che il santo non ha fatto a qualcuno in particolare, ma al popolo intero dei suoi devoti, compresi quelli che credenti e praticanti non sono ma che alla santità di Padre Pio hanno creduto assai prima che lo certificasse la Chiesa.

Il 23 settembre del 1968 si spense una vita e si accese una luce. Quella luce brilla ancora a distanza di cinquant’anni ed è legata al nome, all’immagine, alle mani sanguinanti di quel santo cappuccino dai modi bruschi, dall’italiano rustico e dialettale, dallo spirito che brillava nei suoi occhi veggenti.

A lui si sono dovuti arrendere due eserciti potenti: quello degli scettici, degli atei, dei dissacratori e quello dei preti, delle gerarchie ecclesiastiche, della Chiesa.
Padre Pio diventò santo per grazia di Dio e volontà della nazione. Santo a furor di popolo, santo già in vita; non c’è famiglia, soprattutto nel sud Italia, che non conosca un miracolo di Padre Pio tramite testimoni o ascoltato dalla viva voce di un miracolato.
Stride la sua figura mistica e medievale col nostro tempo, è in vistosa contraddizione con l’epoca che rifugge e ridicolizza la fede, aspetta i miracoli solo dagli smartphone e dalla tecnica, contrasta col tempo di Bergoglio e della sua Chiesa-Ong che insegue l’oggi, i media e il suo consenso. 
Padre Pio è il simbolo del sud, della provincia, del legame occulto ma tenace con le nostre matrici cristiane.

Certo, il grosso della devozione a Padre Pio viaggia tra fede e superstizione, a volte impressionano i ceffi che espongono statue, immagini o santini di Padre Pio nei loro abitacoli, nelle loro case, nei loro locali pubblici. Camionisti, camorristi, malviventi sbandierano la loro devozione al santo. Irrita anche il business e la paccottiglia che gira intorno al Santo. E tuttavia la devozione a lui è trasversale, tocca ceti diversi, maschi e femmine allo stesso modo. Attraversa le popolazioni latine anche in mondi lontani, e non solo figli e nipoti dei nostri emigrati all’estero. Per molti di loro Padre Pio è il richiamo alle origini, il ricordo delle madri e dei padri, del paese lontano e dell’infanzia, il filo d’Arianna con l’Italia.

Cos’è quel fluido spirituale, oltre che taumaturgico, che emana quella figura e che ancora parla del sacro e del santo, del mistero e del prodigio, di Dio e del diavolo, in piena età cinica e nichilista?
A chi liquida la devozione a Padre Pio come un residuo arcaico di superstizione magica vorrei ricordare tre cose.

La prima, che non sono certo migliori o più razionali e sensate, le superstizioni dei nostri giorni, la fede negli oroscopi, nei segni zodiacali, o nei percorsi di benessere, negli unguenti miracolosi, nelle diete vegane, nei culti animalisti o nelle traduzioni grossolane di spiritualismi orientali; per non dire delle nuove superstizioni su base tecno-finanziaria, tutto quel versante oscuro, esoterico, rituale dei nostri accessi nelle cattedrali della finanza o nei santuari dell’hi-tech.

La seconda, che la superstizione come dice la parola, e come ricordava il filologo e filosofo Vico, non a caso napoletano, è l’ultima traccia superstite di verità perdute o dimenticate, ed è meglio un residuo di quella luce piuttosto che il buio. Meglio una superstizione che “niuna fede”, diceva il pensatore cattolico.

La terza, è che comunque resta un mistero la veggenza di Padre Pio, mille volte provata e testimoniata, le sue stimmate sanguinanti, le sue apparizioni molteplici e i segni anche olfattivi che lasciava, oltre che i suoi prodigiosi interventi di cui si racconta. Si può essere scettici finché si vuole ma c’è qualcosa d’inspiegabile che si lega alla sua figura, al suo carisma, alla luce che emanava.

La figura di Padre Pio riaccende il senso del mistero, rimette in discussione le dominanti certezze, apre la vita ai cieli, al rapporto elementare con la vita e con la morte e alle preghiere.

Passando invece dal sacro al profano, dai santi ai fanti, colpisce in questo strano governo il filo che accomuna la buffissima trinità che lo guida, ossia Conte, Di Maio e Salvini. Conte è devoto di Padre Pio non solo per ragioni di campanile e conserva il suo santino nel portafogli. Di Maio l’anno scorso baciò la teca di San Gennaro nel consueto miracolo di sciogliere il sangue e molti dicono con perfida ironia che il Santo fece il miracolo di farlo diventare ministro del Lavoro senza aver mai veramente lavorato. E Salvini, lo ricorderete col rosario in mano, e nei suoi frequenti richiami al Buon Dio.
Furbate, folclore, feticismo e idolatria, dite quel che volete. Ma mi sembra curioso quel filo, anomalo, sorprendente, vorrei dire antimoderno, che lega in una santa alleanza i tre personaggi governativi, nonostante siano scafati, twittanti e piuttosto giovani. Un’alleanza fondata sul voto e gli ex voto… 
E’ strana questa convergenza su devozioni pop, così scorrette, così poco bergogliane, così arcaiche. Ma non ne sottovaluterei la portata. Mistero buffo.

6 Risposte

  • Vede, molti articoli del Veneziani sono più obbiettivi. Questo è somigliante alle mescolanze elucubranti che usano fare gli agnostici modernisti. La stessa brodaglia di emotività scambiata per fede e miracolo, se non per lo stesso “Dio” al quale non credono. Mancanza di coerenza dell’ateismo o il naturale suo scivolare nel sensazionalismo spiritualista?
    Non posso lodare un ateo incoerente solo perchè a tratti pare accorgersi che nella “”chiesa”” c’è qualcosa che non va. Ciò che invece pare che va è il suo sentire (cuore) per Padre Pio. Nessuno gli impedisce di manifestarlo, ci mancherebbe, ma farebbe più bella figura con articoli di altra natura.
    Mi rattrista il continuato abuso che si fa di Padre Pio. Dalla esposizione del suo corpo, immerso nell’oro, all’appropriazione indebita del suo vissuto usato per nutrire e gonfiare il “Dio” sentimento di atei, creduloni ecc.
    Se volete chiamarlo miracolo fate pure. Io, semplicemente, mi rattristo.

  • Credo in Padre Pio, al quale do tutto il mio affetto, ma penso che il suo Dio non esiste o se esiste assomiglia molto a ciò che provo io per questo frate. Ed ecco il più grande miracolo della fede! Dicono gli atei-credenti che furono il ritrovato artistico del “papa emerito”.
    Ma il Dio cattolico di Padre Pio, quello conoscibile con la sana ragione, non vorranno mai coglierlo. Eppure solo a Lui, dopo averlo conosciuto, si deve ogni affetto e tutto il cuore… Sì, si deve e non è facoltativo, preferibile come si può preferire una canzone ad un altra.
    Forse ci si sente limitati nella libertà in un dovere imposto da una conoscenza oggettiva? Ma per fortuna per alcuni e grande sfortuna per altri, il Dio cattolico non lo si vede e manco lo si sente perché lo si crede e per crederlo occorre conoscerlo. Ma a chi interessano ancora le primissime basi della fede cattolica?
    Povero Padre Pio che crediamo potergli far fare ciò che meglio soddisfa il nostro senso religioso, ma soprattutto poveri noi che amiamo la confusione e l’opinionismo più delle verità oggettive.. quale miracolo può compiere quel frate alla nostre misere e vili condizioni?

  • @Pierino, in buona parte del suo intervento lei ha ragione. Premettiamo che qui nessuno “loda” l’articolo. Si fa, altresì, presente come aspetto positivo, che le argomentazioni sulla crisi nella Chiesa indicando in Padre Pio colui che, forse, nel secolo scorso ebbe le maggiori intuizioni, da grande santo, al riguardo è altrettanto positivo.
    Poi, vogliamo dire che Veneziani è molto più gradevole quando scrive di politica? Possiamo trovarci tranquillamente d’accordo.

  • Un non credente, dal suo punto di vista, dovrebbe occuparsi della dimostrazione della non esistenza di Dio e di tutto il “corollario” che ne consegue ammettendo che esista. Per lui anche la fede dovrebbe essere una sciocca invenzione della mente umana… Se il Veneziani mescola, in questo articolo, vorrà forse significare che vuol cambiare prospettiva? Se vuol tirare su il mestolo, per vedere se si pesca qualcosa di buono e sostanzioso, gli si potrebbero consigliare i primi rudimenti del vero cattolicesimo e della fede che ne consegue(?)… Articoli interessanti di politica ne scrive già.

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