“Dio, Verona e Famiglia”, è qui la roccaforte identitaria

Risultati immagini per no genderLa mozione di censura a Zelger si trasforma in un blando contentino alle minoranze per poter tornare a parlare di cose serie che riguardino i problemi di Verona

di Lucia Rezzonico

A Verona, le minoranze registrano una fragorosa sconfitta anche nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera, che avrebbe dovuto votare all’unanimità una mozione di censura per le parole, definite “omofobe” del leghista Alberto Zelger, cattolico conservatore, rilasciate alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”.

Non solo il documento è stato ritirato, ma dopo ben due ore di discussione tra i capigruppo, seguite ad una tranquillissima dichiarazione dell’interessato, che ha chiesto scusa se qualcuno si è sentito offeso dalle sue parole perché non era sua intenzione quella di offendere, senza ritrattare nulla di quanto affermato e chiedendo che la mozione di censura fosse ritirata. Cosa che è persino avvenuta.

E’ passato, senza la presenza in aula del Sindaco Federico Sboarina, dello stesso Alberto Zelger e di Andrea Bacciga, un “documentino di compromesso”, di cui già domani tutti si saranno dimenticati. Pareva una sorta di atto dovuto per salvare la faccia, dopo improvvide dichiarazioni, soprattutto da parte di alcuni consiglieri/e di maggioranza, che forse non hanno letto bene l’indirizzo etico della stessa o forse si son fatti/e prendere dal panico della gogna mediatica ma che di certo non possono credere che 50 omosessuali lasciati soli sull’isolotto del Trimelon ( in mezzo al lago di Garda) potrebbero tornare, dopo qualche anno, con prole propria…

Fatto sta che, forse l’unico ad aver capito di non potersi accontentare del contentino, è stato il consigliere Michele Bertucco, ex capogruppo Pd nella scorsa amministrazione, oggi di Sinistra in comune, che ha votato contro la riformulazione della mozione. Avrà compreso che, a differenza della prima, questa non ha alcun valore politico, neppure simbolico. Si è trattato, insomma, di una piccola marcia indietro, per placare sterili polemiche e poter rilanciare l’azione amministrativa del Consiglio verso i veri problemi di Verona.

Ora vedremo cosa accadrà con l’ordine del giorno firmato dallo stesso Michele Bertucco e dal consigliere Pd Federico Benini per abrogare le mozioni del 1995 sui rapporti tra città e sodomiti. Se sarà calendarizzata, sarà interessante, perché l’essenza del loro contenuto sta proprio nel programma di governo dell’ attuale Amministrazione Sboarina. Vedremo, perché i consiglieri gay friendly della maggioranza (ebbene sì, va detto che anche a “destra” ci sono) dovranno, se si arriverà alla votazione, scegliere tra i principi dell’area identitaria e quella globalista/liberal.

Nel frattempo, su “Il Fatto quotidiano” di ieri, pag. 15, che tornerà su Verona, domani, sabato 13/10/2018:

 

 

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