Il Comune di Roma ci ha dichiarato GUERRA. Ecco cosa abbiamo fatto…

Risultati immagini per no utero in affittoSegnalazione di Toni Brandi

La nostra campagna di manifesti contro l’utero in affitto e l’omogenitorialità (vedi sotto l’email in cui ti annunciavo la campagna)ha avuto una risonanza enorme… persino al di là delle nostre aspettative! Tutti i giornali, radio e media ne parlano da giorni. Si sono schierati i partiti, i personaggi famosi, le organizzazioni… le reazioni davanti alle verità ricordate dai manifesti sono pazzesche!

Il Corriere della Sera ha annunciato stamattina che il Comune di Roma, per volere del Sindaco Virginia Raggi, non solo ha ordinato la rimozione dei manifesti, ma ci ha inflitto pesanti sanzioni e – udite udite – ha «approvato una memoria per dare una risposta sistematica alle campagne di comunicazioni» di Pro Vita e Generazione Famiglia, secondo loro «omofobe e lesive dell’altrui dignità»!

Insomma la Raggi e il Campidoglio ci hanno dichiarato GUERRA!

Ormai è una questione di vita o di morte. Di libertà o di schiavitù. È in gioco la possibilità stessa di esprimersi per il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, di criticare una pratica aberrante e illegale come l’utero in affitto!

Una importante senatrice, portavoce di un gruppo parlamentare, ha chiesto alle autorità di togliere per sempre a Pro Vita la possibilità di affiggere manifesti. Invece, l’assessore regionale Elena Donazzan, dopo aver espresso sostegno alla nostra campagna e criticato l’utero in affitto, ha ricevuto minacce di morte!

So che avete a cuore la battaglia di Pro Vita. Ti chiedo uno sforzo in questa situazione così urgente: tu puoi contribuire a salvare le campagne per il diritto dei bambini ad una mamma e un papà.

Dalla tua scelta, dalla tua generosità e aiuto, dipenderà la possibilità di continuare questa campagna e simili iniziative, di difenderci in giudizio, di contestare le sanzioni, di difendere la libertà di tutti di lottare per i diritti dei bambini e – semplicemente – di dire la verità!

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Ora dovremo affrontare le sanzioni, i provvedimenti di un potere ingiusto, forse le limitazioni di libertà. Dobbiamo difenderci e contrattaccare per il bene dei bambini, affinché non siano resi oggetto di compravendita

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