di Matteo Castagna sul quotidiano veneto on-line www.vvox.it 

Con 21 voti a favore e 6 contrari è passata la mozione 434/2018, che dichiara Verona “città della Vita” e prevede di sostenere associazioni e iniziative anti-abortiste. Come si sa, il Pd ne è uscito demolito perché la capogruppo Carla Padovani, già nota da anni per le sue posizioni “pro life”, ha votato con la maggioranza di centrodestra. Eppure, se si va a leggere la mozione, non vi si trova nulla di particolarmente strano, perché il sindaco Federico Sboarina e la sua giunta s’impegnano a fare quel che è già previsto dalla legge 194 del ‘78, che nessun consiglio comunale ha competenza di modificare o abrogare.

Tra le opposizioni siedono anche l’ex sindaco Flavio Tosi, la sua compagna ex senatrice Patrizia Bisinella e un altro paio di fedelissimi. Pur dichiarandosi di centrodestra, si sono uniti al Pd (cosa non nuova a Tosi, che ha avuto una lunga ma catastrofica liason con Matteo Renzi) nella feroce contestazione contro il consigliere Alberto Zelger (Lega) sulle sue frasi sugli omosessuali.

Il consigliere di minoranza Tosi, tra l’altro, ha detto a Sboarina che «amministra accogliendo le istanze più oscurantiste, medioevali e reazionarie della sua maggioranza politica che rappresenta solo una piccola fetta dei veronesi».

Curioso, dato che fu lui il primo politico scaligero a sostenere attivamente i cattolici tradizionalisti fin negli anni ’90, partecipando per di più, nel 2005, ad una Via Crucis di riparazione al Gay Pride presso l’Arsenale di Verona, indossando la maglietta “Noi Romeo e Giulietta, voi Sodoma e Gomorra” regalatagli da Padania Cristiana, che all’epoca riuniva buona parte dei tradizionalisti scaligeri. Eloquente anche il manifesto, fatto fare alla Lega per l’occasione, accanto al quale Tosi si fece immortalare dalla stampa (vedi foto). Si sa che ad ogni lustro si cambia un gusto, ma trattandosi di una tematica etica, un uomo pubblico dovrebbe far pace con la coerenza. Almeno per rispetto degli elettori, che rischiano il disorientamento di fronte a tanto trasformismo.

Altro episodio da segnalare come indice di un clima incandescente è avvenuto ieri. Nella pagina Facebook di “Link Sapienza“, collettivo universitario sempre in prima linea per la tolleranza assoluta, si trova un post così titolato: “fuori i pro life dall’università“, rivolto ai giovani cattolici “Universitari per la Vita”. Si sostiene che è «inammissibile fare propaganda in Università su un tema come quello dell’aborto», e conclude con un lapidario «per questo abbiamo raggiunto e allontanato immediatamente i promotori di questa vergognosa iniziativa». Chissà se il rettore Nicola Sartor riterrà opportuno intervenire anche stavolta a tutela della libertà di espressione, esprimendo parole di condanna nei confronti di chi la impedisce, a quanto pare arrivando anche all’azione fisica, come fece a maggio in occasione del convegno sui migranti Lgbt.

Fonte: https://www.vvox.it/2018/10/11/tosi-ricordi-quando-sfilavi-contro-sodoma-e-gomorra/