I MODERATI DI VOX

Il governo del cambiamento in Andalusia comincia ad essere una realtà. Il Partito popolare e il partito Vox hanno definitivamente firmato l’accordo politico per sostenere l’investitura di Juanma Moreno a Presidente della giunta andalusa. Con questo accordo finisce, di fatto, l’egemonia socialista che per ben trentasei anni ha dominato quella regione spagnola, e viene mandata all’opposizione la pasionaria Susana Díaz, ormai ex presidente.

Già si è levato in Spagna il coro di chi agita lo spettro di una “onda nera”.

Sì perché i mezzi d’informazione, opportunamente manipolati, hanno trasmesso al mondo l’idea che il partito Vox rappresenti una forza di estrema destra. Qualcosa a metà strada tra Alba Dorata e Casapound. Niente di più falso.

Dirigenti ed elettori di Vox provengono quasi tutti dal Partito popolare. Fanno parte di quel segmento dell’elettorato moderato che ha deciso di reagire alla deriva zapaterista e politicamente corretta che ha caratterizzato la politica spagnola degli ultimi decenni.

Basta dare un’occhiata alle finalità statutarie e al coraggioso manifesto politico di Vox per capirlo.

Lì si apprende, infatti, che il movimento si batte espressamente per la difesa e la promozione della vita dal concepimento alla morte naturale, per la famiglia naturale composta da un uomo e da una donna, considerata come «célula básica» della società, e la libertà educativa dei genitori, stanchi soprattutto dell’indottrinamento gender nelle scuole andaluse. È proprio il rifiuto di aborto, eutanasia, “famiglie arcobaleno”, e gender nelle scuole che ha contribuito a far appioppare a Vox l’etichetta di movimento «fascista», «omofobo», «misogino», «maschilista», «franchista».

Non è un caso, tra l’altro, che per sottoscrivere l’accordo con il Partito popolare, i dirigenti di Vox abbiano pretesto anche i seguenti punti: 1) «garantire la libertà d’educazione e il diritto dei genitori a scegliere il modello educativo che desiderano per i propri figli»; 2) «attuare un piano integrale di sostegno alla famiglia naturale», con particolare riguardo alle «famiglie numerose»; 3) «rivolgere una particolare attenzione alle donne che intendono interrompere una gravidanza, dando loro informazioni corrette, assistenza e alternative socioeconomiche all’aborto».

Uno dei fattori che ha contribuito al recente inaspettato exploit elettorale di Vox (11,5%) è certamente da individuare anche nell’approvazione della legge regionale sulla “violenza di genere” e la lotta alla “trans-omofobia”. Sotto il nome di «Legge per garantire i diritti, la parità di trattamento e la non discriminazione delle persone LGBTI e delle loro famiglie in Andalusia», si sono varate norme liberticide, soprattutto in campo educativo. Tra le altre cose, per esempio, si sono obbligati i mezzi d’informazione e gli istituti scolastici – compresi quelli cattolici – ad accettare l’ideologia gender, arrivando a prevedere sanzioni amministrative da 6.000 a 120.000 euro in caso di mancata ottemperanza.

Tra le sanzioni particolarmente gravi rientra anche il divieto di promuovere, diffondere o attuare «qualunque forma di terapia, con qualunque mezzo attuata, volta a modificare l’orientamento sessuale e l’identità di genere con fine di adeguarlo al modello eterosessuale e/o bisessuale».

Vietato per le scuole discriminare gli alunni, in ragione della loro identità di genere (come si sentono al momento), o del tipo di famiglia cui appartengono (inclusa la “famiglia” omosessuale).

Vietato usare espressioni discriminatorie nei confronti di omosessuali e transessuali, come il fatto di sostenere che un bambino abbia bisogno di un padre e di una madre, o che la “famiglia” omosessuale non possa considerarsi famiglia. Meno che mai ritenere l’omosessualità una «grave depravazione», o «contro natura», come prevede il Catechismo della Chiesa cattolica.

Non per nulla la gerarchia ecclesiastica spagnola è intervenuta a gamba tesa contro questa legge. Il portavoce della Conferenza episcopale iberica, Padre José María Gil Tamayo, è arrivato a definire questo tipo di normativa come espressione di una deriva «totalitaria», perché «pretende di imporre, attraverso forme di indottrinamento, un pensiero unico e inoppugnabile in tutte le sfere della vita delle persone a livello pubblico e privato», e perché «pretende di controllare scuola e persino mezzi di comunicazione, senza consentire un confronto di pensieri, ma imponendosi come ideologia obbligatoria». Continua il coraggioso prelato parlando a nome dei vescovi spagnoli: «Leggi di questo tipo rilevano una natura fondamentalista con tratti visibilmente inquisitori, che fanno assurgere l’ideologia gender quasi ad un dogma religioso infallibile ed incontestabile; tutto ciò causa alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni religiose enormi difficoltà, e rappresenta un attacco frontale ai diritti ed alle libertà fondamentali».

Il punto n. 70 del programma elettorale di Vox prevedeva espressamente l’abrogazione della liberticida legge andalusa sulla cosiddetta “violenza di genere”; il punto n. 75 richiamava una politica ispirata alla «difesa della vita dal concepimento alla morte naturale» che comprendesse anche l’obbligo per lo Stato di «fornire alle donne in gravidanza «informazioni veritiere, assistenza e alternative» all’aborto; il punto n.61 rivendicava «l’attribuzione ai genitori di un’autentica libertà di scelta dell’educazione da impartire ai propri figli»; il punto n.71 prometteva la «creazione di un ministero della famiglia» e «l’emanazione di una legge organica sulla protezione della famiglia naturale che la riconosca come istituzione anteriore allo Stato»; il punto n.81 prevedeva «il divieto dell’utero in affitto e di ogni attività che porti ad una reificazione degli esseri umani usati alla stregua di meri prodotti oggetto di compravendita»; il punto n.82 invocava il divieto di sovvenzioni pubbliche a partiti, fondazioni politiche, sindacati e organizzazioni che praticano forme di «proselitismo ideologico», a cominciare dall’ideologia gender ed omosessualista.

Ora mi è davvero più chiaro perché alcuni amici spagnoli, che io conosco come cattolici assolutamente moderati, hanno votato per il partito Vox. Ed è altrettanto chiaro il motivo del linciaggio mediatico contro quel movimento politico.

fonte – http://gianfrancoamato.it/i-moderati-di-vox/

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