New York, 24 gen – Martedì sera il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato una legge che rende legale l’aborto fino a un giorno prima della data del parto. Non è un film dell’orrore, sta succedendo davvero. Il decreto, chiamato The Reproductive Health Act, è passato con 38 voti a favore e 28 contrari. Cuomo ha dichiarato: “Oggi compiamo un passo da gigante nella battaglia per il diritto di ogni donna di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di salute personale: compreso l’avere liberamente accesso alle pratiche di aborto”. In questa selva di diritti conquistati, quindi, gli unici ad esserne privi sono proprio i bambini, cioè coloro che andrebbero maggiormente tutelati. La salute di questi ultimi evidentemente non conta, perché di fatto la legge consente l’uccisione di un feto di nove mesi, completamente sviluppato e senziente, tramite iniezione di potassio nel cuore, e l’”estrazione” tramite parto indotto.

La legge cancella le precedenti limitazioni dell’interruzione di gravidanza alla 24esima settimana di gestazione. E stabilisce: “ogni individuo in stato interessante ha il diritto fondamentale di portare a termine la gravidanza, dare alla luce il bambino, o abortire”. L’aspetto più inquietante e inumano della questione è che il provvedimento cancella, di fatto, il reato di omicidio dal codice penale di New York ascrivibile a chi termina la vita di un feto nell’ultimo trimestre di gravidanza. Prima, chi si macchiava di tale delitto rischiava una pena fino a sette anni di reclusione. Ora non è più così. Per cui, nel caso una donna dopo il sesto mese di gravidanza subisca violenze tali da perdere il bambino, l’aggressore non sarebbe punibile per quel particolare crimine.

Le proteste di repubblicani, conservatori e associazioni cristiane e pro-vita non si sono fatte attendere. Da tutta l’America sono fioccate parole di condanna del provvedimento. Ma Cuomo ha dichiarato: “Con la firma di questo disegno di legge, stiamo inviando il chiaro messaggio che, qualunque cosa accada a Washington, le donne a New York avranno il diritto fondamentale di controllare il il loro corpo”. Per l’ennesima volta, una battaglia liberal a favore dei “diritti” di qualcuno si traduce in un sopruso inumano ai danni di qualcun altro.

Cristina Gauri

fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/new-york-legale-aborto-fino-al-nono-mese-non-e-omicidio-102409/