A cinquant’anni dal suo sacrificio, il concerto dedicato a Palach rischia di naufragare per colpa delle polemiche. I dem lo hanno definito un evento “nazi-rock” e da Praga si sono mobilitati anche sei senatori della Repubblica Ceca

Il ricordo di Jan Palach non è per tutti.

 Per qualcuno, infatti, la memoria di quel ragazzo che si diede fuoco in piazza San Venceslao il 19 gennaio del 1969 è appannaggio di pochi. Ci vuole una licenza, un pedigree, per commemorarne il sacrificio. Meglio non ricordarlo, se a farlo sono i ragazzi di destra.

Sembrano dire questo le polemiche che arrivano da Verona. È qui che, il 19 gennaio, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua immolazione, l’associazione culturale “Nomos – Terra e Identità” ha organizzato un evento musicale con il patrocinio della provincia. L’unica iniziativa dedicata al martire europeo che abbia un riconoscimento istituzionale. Ma dalle parti del Partito Democratico lo hanno definito un concerto “nazi-rock” per via della partecipazione di band che hanno sempre calcato i palchi delle kermesse identitarie.

E così sono subito fioccare le richieste di annullamento o, quanto meno, la revoca del patrocinio della provincia.In un batter di ciglia il caso è diventato internazionale. Il Consiglio degli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Carlo IV di Praga ha lanciato una petizione per chiedere la cancellazione del concerto. Jan Palach, dicono, si batteva per la democrazia e la libertà e non è tollerabile che la destra radicale si appropri della sua eredità. Dello stesso avviso anche sei senatori della Repubblica Ceca che si sono presi la briga di scrivere al presidente della provincia, Manuel Scalzotto, sollecitandolo “a ritirare immediatamente il supporto all’iniziativa”.

“Non accetto strumentalizzazioni – ha risposto piccato il diretto interessato dalle colonne de Il Corriere della Sera – e non sono abituato a mettere le mani davanti alla bocca a nessuno”. Poi ha puntualizzato: “Più che altro sono stupito e amareggiato dal fatto che quel concerto sia l’unico organizzato per ricordare Palach”. Sostegno è arrivato anche dal deputato leghista Vito Comencini che ha suggerito ai colleghi cechi di preoccuparsi del fatto che “nessun altro in Italia ricorda Palach”. Per il presidente del consiglio regionale Massimo Giorgetti, invece, “è assurdo affermare che Guccini sia legittimato a ricordare Jan Palach e un gruppo musicale di destra no”. Mentre il senatore del Carroccio William De Vecchis ha aggiunto: “Lascia sbigottiti vedere la stantia vena polemica della sinistra concentrarsi sulla demonizzazione di momenti di condivisione comunitaria solo per il fatto di non essere da loro promossi. Non ci fermeranno però”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/verona-polemiche-sul-concerto-dedicato-palach-i-dem-chiedono-1627591.html?mobile_detect=false